Quale futuro per le competizioni in Mtb? E che ruolo avrà l’elettrico?

Simone Lanciotti
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La Mtb è una fucina di idee e di novità che sgorgano a ritmo incessante.
Cambiano gli standard, le geometrie, le capacità e le prestazioni delle bici e quindi cambia anche il modo di usare le bici.
E di gareggiare con le bici.
Le varie specialità agonistiche della Mtb sono destinate a cambiare e in realtà negli ultimi 5-6 anni sono già cambiate molto.

Senza dimenticare l’arrivo del motore elettrico.

Bene, quale futuro per le competizioni in Mtb?
Iniziamo dalla disciplina regina, il cross country

Thomas Pidcock, il nuovo campione olimpico XCO

CROSS COUNTRY

Ne abbiamo parlato qualche settimana fa in questo articolo e in sostanza il cross country è la specialità agonistica della Mtb che più di tutte racchiude il concetto originario di mountain bike.

Cioè, un mezzo capace di andare ovunque, tanto in discesa, quanto in salita.

Salvo che oggi la discesa per una gara di Xc è diventata molto vicina a quella di una gara di enduro, mentre la salita è molto vicina alle pendenze di una gara di e-Mtb (calma, più avanti ne parliamo).
Quindi, l’Xc è la specialità che richiede maggiore completezza atletico-tecnica da parte dell’atleta.

E il futuro è nella direzione di maggiore capacità discesistiche ed efficienza in salita sulle bici, attingendo anche alle specifiche dei modelli da trail riding.

E il settore marathon?
Continuerà ad essere una formula di gara molto adatta agli amatori, perché richiede meno capacità tecniche, meno difficoltà nella realizzazione dei percorsi e maggiori introiti per chi organizza.
E questo assicura la sopravvivenza alla specialità.
Qui tutti i nostri articoli sulle Mtb da Xc.

Jesse Melamed in azione all'EWS La Thuile di quest'anno



ENDURO

Sempre più veloce, sempre più impegnativo e sempre più vicino alla Dh, ma anche molto spettacolare e fisicamente provante per gli atleti.
Questa evoluzione è chiaramente ispirata e dovuta al crescere delle capacità tecniche dei mezzi e dei componenti da enduro, ma anche alla necessità da parte della disciplina stessa di affermare la propria unicità.

Non è Xc, né Dh, bensì una specialità che mixa resistenza fisica ad abilità tecnica, molto più di quanto non facciano Xc e Dh.
Roba per biker preparati e molto capaci.

Crescono anche i pesi delle bici e diminuisce la versatilità che caratterizzava le prime Mtb da enduro: che cosa succederà, quindi, in futuro?
L’enduro in Mtb è qui per restare e ci auguriamo che riprenda ad essere praticato (l’enduro agonistico, si intende) in maniera più decisa.

Richie Rude in azione all'EWS La Thuile di quest'anno

Da un punto di vista di mercato, le bici da enduro hanno assunto significati anche fuorvianti, cioè sono diventate delle bici adattate anche al bike park, cioè poco inclini ad essere pedalate in salita.
Senza dimenticare l’entrata dirompente delle e-Mtb nel cuore (e anche nelle abitudini) degli appassionati.
Qui tutti i nostri articoli sulle Mtb da enduro.

Brook Mac Donald in Coppa del mondo a Leogang

DOWNHILL

La progressione è costante: si va sempre più veloci sulle piste da Dh e con un po’ più di facilità.
Anche qui si vede l’evoluzione tecnica della Mtb e siamo arrivati al punto che i tracciati da Dh non bastano.

Non bastano non tanto a far emergere le capacità di guida dei piloti (sì, possiamo chiamarli anche così), quanto a far emergere le capacità del mezzo.

In Coppa del mondo conta essere veloci e la spettacolarità del biker è soprattutto confermata dal riscontro del cronometro.

Nel 2001 è nata la RedBull Rampage per far conoscere al mondo cosa fosse il freeride in Mtb e quale fosse il livello di guida e di stile dei biker dell’epoca.
Quasi scende la lacrimuccia a ripensarci…
Eppure neanche la RedBull Rampage è più sufficiente.

Kyle Strait in azione alla RedBull Rampage 2018
Kyle Strait alla RedBull Rampage 14 anni prima: siamo nel 2004, ossia la prima edizione vinta dal californiano all'epoca in sella a una Specialized Demo 8

Serve qualcosa che combini la spettacolarità della Rampage alla velocità delle piste di Coppa del mondo.

Ed ecco la RedBull Hardline, un evento clamoroso e riservato a pochi eletti (per fortuna…) che mette in risalto velocità, capacità e stile di chi sta in sella.
E ne devi avere da vendere per arrivare fino in fondo.

Ecco un'immagine eloquente della RedBull Hardline: linee da Rampage con la velocità della Dh
Guardate la run vincente di Bernard Kerr alla Hardline di quest'anno: in diversi punti è davvero spaventoso essere in sella...

La direzione futura della Dh?
La strada è tracciata: la disciplina ufficiale andrà nella direzione della velocità, quella non ufficiale (cioè gli eventi RedBull) continuerà a tenere in considerazione lo stile.

Stile e velocità sono i due fattori capaci di catturare i nuovi adepti (leggasi i giovani) per invogliarli a salire in sella a una Mtb.

Marco Aurelio Fontana con la maglia della nazionale al primo mondiale XC elettrico a Mont Sainte Anne del 2019

E-MTB

L’elettrico, che ha debuttato su una bici per facilitare il trasporto urbano, in campo agonistico stenta a prendere quota.

E’ qualcosa di analogo a ciò che si vede in campo automobilistico, dove, però, l’elettrico ha ruoli e necessità ben diverse da quelle in campo bici.

Però una cosa in comune i due settori potrebbero averla.
Infatti, in campo auto stanno inventandosi nuove formule agonistiche, nuove regole, nuovi schemi di competizione che privilegino lo spettacolo e che attirino gli spettatori.
E in futuro potrebbero avere anche un certo successo.

E in campo Mtb, anzi, e-Mtb?

Qualcosa si è fatto, ma ancora si sta cercando di capire.
I risultati in termini di seguito non sono così entusiasmanti.
Manca il fattore gioco?
Manca un’intuizione, una formula di gara, un qualcosa, insomma, che davvero renda questa competizioni un mondo a se stante?

La Formula E Gen 2 di Frede Rasmussen

Difficile rispondere.
Un fattore che, allo stato attuale, ha un ruolo cruciale per una gara di e-Mtb è la salita.
Ma intendo la salita tecnica, trialistica, che metta in evidenza e premi le capacità di guida di chi sta in sella.
Poi, certo, la componente e-Mtb ha il suo ruolo, ma le gare di e-Mtb, in sostanza, si vincono soprattutto in salita.

Perché non provare a prendere spunto dalle gare di trial in moto?

Attenzione, però: in questo scenario manca la velocità, ossia il fattore cruciale, oggi più che mai, per lo spettacolo.
Oppure esiste un’altra strada per le gare di e-Mtb?

Manca, come detto, il fattore gioco?
Al momento non è ancora del tutto chiaro e le competizioni che sono state organizzate e le azioni intraprese dall’UCI (talvolta in maniera un po’ frettolosa) sono sembrate azioni di protezione del territorio.
Ovvero, le e-Mtb sono bici, quindi FIM (Federazione Internazionale del Motociclismo) stai alla larga.

Le gare EBX Urban (qui la tappa di Loiano), essendo organizzate in circuito chiuso sotto l'egida della FMI, consentono l'uso di e-Mtb senza limitazione di velocità.

In conclusione…

Quale futuro per le competizioni in Mtb?
La forza di gravità nella Mtb continuerà ad avere un ruolo cruciale perché la gravità, intensa in discesa, è sinonimo di velocità, ovvero evoluzione tecnica, evoluzione di stile, spettacolo e coinvolgimento del pubblico.
Più tutto ciò che ne consegue.
La salita quindi potrebbe diventare il terreno di conquista del mondo elettrico in chiave agonistica.
La Dh è per andare a tutta in discesa.
L’enduro è per andare forte su discese molto lunghe.
L’Xc è per andare forte in discesa, quanto in salita.
E la e-Mtb è per andare forte in salita, là dove solo in pochi osano.
Ne riparleremo fra qualche anno.

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Sull'autore
Simone Lanciotti

Sono il direttore e fondatore di MtbCult (nonché di eBikeCult.it e BiciDaStrada.it) e sono giornalista da 20 anni nel settore delle ruote grasse e del ciclismo in generale. Siamo molto focalizzati sui video e il canale YouTube MtbCult è un riferimento in Italia soprattutto per quanto riguarda i test.

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