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Per tantissimi di noi, oggi 7 gennaio, è uno dei giorni più difficili dell’anno.
L’inizio dell’anno nuovo e la fine delle vacanze natalizie (per chi ha avuto la fortuna di farle davvero) generano un carico di emozioni che vanno dalla malinconia (un altro anno è passato…) alla liberazione (si esce dalla sacra routine di pranzi-cenoni “come da tradizione”), dalla tristezza (siamo in pieno inverno, ormai, e le uscite in bici sono difficili) fino a quella vaga sensazione di comfort per il ritorno alla routine quotidiana (non sono in pochi a percepirla).
Oggi, 7 gennaio, però, è anche il giorno in cui si cercano i cosiddetti buoni propositi per il 2020 per far sì che quando si tornerà definitivamente alla solita realtà lo si faccia con una determinazione nuova.
Bene, siete nel posto giusto.
Non ne servono molti e quelli che ho elencato di seguito coinvolgono, sì, la vostra vita di biker, ma possono essere utilizzati per correggere lo stile di vita.

1 – La bici non fa il biker
La bici (intesa in senso lato) è prima di tutto un divertimento e una grande risorsa psicofisica per tutti noi.
Se riuscite a togliere il fattore vanità, ovvero “devo sembrare il più figo di tutti a tutti i costi”, vi accorgerete che la bici vi insegnerà ancora di più di quanto non abbia fatto fino ad ora.
Sì, è una trasposizione ciclistica di “l’abito non fa il monaco”, perché richiede la medesima dose di umiltà e accettazione del prossimo.
Provateci…

2 – Più curiosità, meno odio
Sì, avete letto bene: odio.
Strano leggere questa parola, vero?
Strano parlarne in ambito Mtb o ciclistico in generale, vero?
Eppure se ci guardiamo intorno, se leggiamo i commenti sui social, le dichiarazioni dei politici e i comportamenti delle persone questa parola trova un frequente riscontro nei comportamenti in strada, spesso senza conoscerne e capirne le ragioni.
Si odia e basta.
Beh, uno dei miei buoni propositi per il 2020 sarà convertire l’odio in curiosità.
Anche se non mi reputo una persona dedita alla cultura dell’astio o dell’invidia, va detto che l’ambiente che ci circonda influenza comunque non poco i nostri comportamenti.
Lo leggo nei commenti sui post delle tre riviste e dei due canali YouTube che dirigo, quindi so di cosa sto parlando.
Ed ecco perché nella lista dei buoni propositi vorrei che consideraste la conversione dell’odio e dell’invidia in curiosità.

3 – Accettare gli “elettrici”
Vado subito al dunque: molti dei nuovi ciclisti che solcano sentieri e strade asfaltate lo stanno facendo con una Mtb a pedalata assistita.
Sì, non è più ciclismo.
Lo abbiamo detto e scritto più volte.
E’ un’attività fisica diversa che però può essere fatta con varie modalità e finalità.
Ed è proprio lì la differenza.
Sebbene all’inizio fossi scettico anche io sulle e-Mtb, una volta compreso come, dove, quando e quanto usarle ho capito che potevano trovare uno spazio fra i miei interessi.
Quindi, chi pedala con le e-Mtb forse non ha le vostre abilità tecniche ed atletiche e non per questo deve diventare l’oggetto della vostra disapprovazione.
Chi pedala con una e-Mtb non vi sta togliendo nulla, ma sta utilizzando un mezzo che, volenti o nolenti, diventa sempre più popolare e che sta facendo diventare il ciclismo uno sport inclusivo e non più solo esclusivo.

4 – Due, tre, quattro volte lontano dalla zona di comfort
C’è una cosa che va assolutamente evitata in bici: la noia.
Perché può capitare che si esca in bici per noia.
Oppure che si finisca sempre sulle medesime rotte per noia.
E sempre per noia ci si ritrovi a pedalare con le medesime persone.
Ecco un paio di cose da fare: inventatevi uscite più difficili, diverse e/o con persone nuove.
Insomma, uscite dalla zona di comfort, dalla solita rotta e dai soliti sentieri, per non dimenticare che cos’è la Mtb: il confronto tecnico-istintivo-emotivo con il sentiero.
Meglio se un sentiero sconosciuto.

Ecco un modo per uscire dalla propria zona di comfort: partecipare ad una gara di enduro anche se non siete degli enduristi. Lo abbiamo fatto anche noi…



5 – Cosa ti serve davvero?
Hai bisogno di più tempo libero o di una bici nuova?
Che cosa ti renderebbe davvero più soddisfatto?
Perché su MtbCult di stimoli tecnici non ne mancano di certo, ma sei sicuro che un componente o una bici nuova siano ciò di cui hai più bisogno?
Scrivo questo perché molti di noi, spesso, si sentirebbero più appagati dalla maggiore disponibilità di tempo per se stessi e per le cose a cui si tiene di più, piuttosto che da un oggetto nuovo.
Siccome il tempo libero non si può comprare, si potrebbe (il condizionale è d’obbligo, ahimè) ragionare su una migliore gestione del tempo, delle giornate e dei fine settimana.
Forse, quello che ti serve davvero è pianificare di più e meglio le cose da fare e le cose che ti piace fare.
Saper gestire bene il proprio tempo è il vero lusso.

6 – Gli obiettivi giusti
Scrivendo “obiettivi giusti” mi riallaccio al punto precedente: pianificare il tempo significa anche porsi degli obiettivi.
Che siano un weekend in bici con gli amici o da soli in montagna.
Una o più gare.
Quella settimana di relax.
Una sera con i proprio compagni di squadra.
Un fine settimana “lui, lei e basta”.
Insomma, per provare ad essere più padroni degli eventi belli e brutti che capitano nelle nostre giornate si può crearne noi, ogni tanto, di eventi piacevoli per dare al tempo l’illusione che possiamo beffarlo.
Ogni tanto.
Quindi, appena avete finito di leggere questo articolo, aprite il calendario e datevi da fare…

7 – Usare meglio (cioè di meno) lo smartphone
Ahi, ahi, ahi: questa è difficile e allo stesso tempo molto più facile di quanto crediate.
E abbiamo un esempio fantastico a cui ispirarci: noi quando siamo in bici.
In discesa a manetta su un singletrack oppure in salita al 15%.
In quei momenti siamo completamente concentrati su quello che stiamo facendo.
Ne siamo rapiti.
E’ chiaro che non tutti i momenti della giornata possono destare un simile coinvolgimento in noi e ci sta che ogni tanto prendiamo in mano lo smartphone per una “dose di vita social” o più semplicemente perché dobbiamo rispondere al telefono.
Siamo onesti, però: quante volte lo tiriamo fuori dalla tasca e lo usiamo perché non sappiamo cos’altro fare?
Perché ci sentiamo smarriti?
Perché dobbiamo farci vedere impegnati nel fare qualcosa?
Per vedere come hanno commentato nel vostro ultimo post?
Perché altri intorno a noi stanno facendo la stessa cosa?
Perché “mi sto facendo due scatole così e cos’altro potrei fare”?
Anche io ci casco, non sono di certo un asceta.
Però durante le festività natalizie, cioè in un momento in cui potevo spegnere tutto (o quasi), l’ho fatto.
Ho tenuto silenziato il telefono, disattivato tutte le notifiche e ho risposto al telefono solo quando necessario.
E mi sono ritrovato, molto più spesso di quanto immaginiate, a guardarmi intorno cercando qualcosa che destasse la mia curiosità.
Trovando molto molto spesso qualcosa.
La cosa più curiosa?
Intorno a me tanti avevano lo sguardo rivolto sul display.
Anche al volante.
Insomma, lo smartphone, lo stesso dispositivo tramite il quale forse state leggendo questo articolo ora, può diventare un compagno di vita decisamente invadente.
Bene, diamoci un taglio.
Uscire in bici rappresenta il momento in cui si sta in bici.
Poi, scesi dalla bicicletta, di momenti da vivere veramente senza quell’aggeggio in mano ce ne sono una marea.
Fatevi un favore: fidatevi di queste parole e disattivate le notifiche, almeno ogni tanto.

L’anno che è appena iniziato non è uno dei tanti.
Non lo è quasi mai.
E la bicicletta, ovvero coltivare le proprie emozioni nella natura, è lo strumento perfetto per diventare più padroni della propria vita ed essere grati del tempo e delle occasioni che abbiamo.
Mi verrebbe da scrivere “fatelo sapere a tutti”, anzi, lo scriverò proprio: FATELO SAPERE A TUTTI!
Buon 2020 e magnifiche pedalate a tutti voi (con qualunque mezzo)!

Qui gli altri articoli scritti dal direttore, Simone Lanciotti



Simone Lanciotti

Salve, mi chiamo Simone Lanciotti... e sono un appassionato di mountain bike come voi. Mi piace talmente tanto raccontare la mia passione per la Mtb che circa 20 anni fa ne ho fatto una professione. MtbCult.it è la stata la prima rivista che ho creato; poi eBikeCult.it e infine BiciDaStrada.it. La bicicletta in generale è stata ed è ancora per me una scuola di vita. Quindi, il viaggio continua e grazie per il contributo che date al nostro lavoro. Di seguito potete trovare tutti gli articoli firmati dal sottoscritto. Simone Lanciotti