Me ne scappo in Mtb. Ovvero, come sfuggire alla stanchezza

Simone Lanciotti
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Me ne scappo in Mtb. Ovvero, come sfuggire alla stanchezza

Simone Lanciotti
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«La stanchezza che proviamo non è tanto del lavoro accumulato, quanto di una quotidianità fatta di routine e di vuoto. Ciò che più stanca non è lavorare troppo. Ciò che più stanca è vivere poco. Ciò che veramente stanca è vivere senza sogni».

Queste parole sono di Gabriel Garcia Marquez (secondo il web) e mi ci sono imbattuto sui social qualche giorno fa.
In questa epoca ingarbugliata, orrorifica, preoccupante, incerta e allo stesso tempo magnifica e agiata è facile andare fuori registro.

Restare concentrati, sereni e motivati è un’impresa da eroi.

Se poi hai la responsabilità di una famiglia tutto si complica e il mio “centro di gravità permanente” diventa un’illusione sempre più lontana.
A volte, all’improvviso, l’orizzonte si incupisce.


Giovedì 6 marzo, ore 15:19.
Poche ore di luce ancora, ma sufficienti per un’uscita di un paio d’ore.
Una volta sarei uscito con la bici da strada, ma da qualche mese sto usando una magnifica Yeti ASR che mi ha fatto riscoprire il piacere della velocità sulle strade sterrate e sui single track non estremi.
Per me, non c'è gravel bike che tenga...

E’ una delle mie bici (e della quale vi parlerò a breve) e come tale mi fa sentire a casa.
Poca escursione (115 mm al posteriore), ma tanta agilità ed efficienza, grazie anche alle sospensioni RockShox Flight Attendant: impeccabili.
La trasmissione Sram XX Transmission, regolata alla perfezione (a brevissimo un altro approfondimento).
Insomma, un razzo.
Ogni frazione di watt finisce sulla ruota posteriore e la bici accelera con rapidità.

Nelle ultime settimane ho ripreso ad uscire con regolarità e addirittura ad allenarmi con regolarità.
Il meteo è piacevole: il mese di marzo è da sempre uno dei miei preferiti.
Il giro che ho in mente è molto semplice: 15 km all’andata e 15 km al ritorno, sulla stessa strada.
Quasi solo sterrato e ben poco asfalto.
Su e giù costanti per 700 metri di dislivello totali.
Un’ora e 40 in sella.
Il cuore pompa forte e le gambe gli stanno dietro.

Faccio qualche foto, perché oggi sento che è una giornata speciale.
Questa strada sterrata mi ha visto crescere: se ripenso alle bici con le quali ho iniziato…
E con quanta facilità oggi si riescono a fare queste velocità.

Concludo il giro, entusiasta ed appagato, stanco ma non stanco e con l’urgenza di usare le foto scattate.
Ma in che modo?
E che cosa sta accendendo il mio entusiasmo?
Di certo non è una novità che lo sport riaccenda il buon umore.
L’uscita in bici ti aggiusta la vita, lo sappiamo.
Ma cosa è successo in particolare?

Come sfuggire alla stanchezza

Sono tornato a casa ed ero a mille.
La settimana scorsa ho ripreso ad allenarmi con maggiore continuità e giovedì ne ho sentito i benefici.
Il clima era mite (finalmente) ed uscire in bici alle 15:30 per un paio d’ore non è più un azzardo.
Dopo la doccia ero a mille.
Hai presente quella sensazione che qualunque cosa succeda tu saprai come affrontarla?
Ovvero, che nulla potrà scalfire il tuo entusiasmo e buon umore?
Ebbene, questo è un fatto che accade dopo le uscite più belle in bici ed è un espediente perfetto su come sfuggire alla stanchezza.
E ricaricare le batterie della pazienza.
Quella che serve nella vita di tutti i giorni.

Ricaricare la forza

Ecco un’altra cosa risaputa: in bici ti stanchi, ma in realtà le tue forze aumentano.
Forze intese come risorse mentali prima di tutto e, poi, anche come risorse fisiche, magari per la prossima uscita in bici.

Ogni piccolo step che fai sulla tua condizione fisica (e te lo dice anche Strava) ti dà la conferma che sei sulla strada giusta.
Pian piano andrai sempre più forte.
E questo aumenta la tua forza fisica e allo stesso tempo la tua forza mentale.

Generare gentilezza

Ecco, forse a questo non hai mai pensato.
La bici (e la mountain bike in particolare) ti fa conoscere la bellezza della natura e ti fa conquistare armonia fra te stesso, la tua bici e la natura stessa.
La bellezza di cui ti riempi gli occhi e il cuore dopo quell’uscita idilliaca te la porti dietro e ti invita alla gentilezza.
E la gentilezza è dare, anche ad uno sconosciuto, la bellezza che hai avuto il privilegio di assaporare quando eri in bici.
E' trasmettere bellezza e armonia con i gesti.
E' contagiosa e cambia la vita.
Anche a chi la riceve.

Pedalare per rinascere

Torno alle righe iniziali dell’articolo.
Quel “vivere poco” e “vivere senza sogni” ti spengono e ti portano sempre più in basso.
Sono una trappola di cui tutti siamo facili prede.
Ciò che è accaduto a me giovedì scorso è qualcosa che può accadere anche a te e darti gli stessi risultati.

La bici in sé non ti cambia la vita.
Ti aiuta, semmai, a vedere in un modo più razionale e profondo la tua vita.
Ma sei sempre tu che pedali, perché sei tu che vivi. 

Qui tutti i nostri articoli sull’uscita solitaria che aggiusta la vita

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Sull'autore
Simone Lanciotti

Sono il direttore e fondatore di MtbCult (nonché di eBikeCult.it e BiciDaStrada.it) e sono giornalista da oltre 20 anni nel settore delle ruote grasse e del ciclismo in generale. La mountain bike è uno strumento per conoscere la natura e se stessi ed è una fonte inesauribile di ispirazione e gioia. E di conseguenza MtbCult (oltre a video test, e-Mtb, approfondimenti e tutorial) parla anche di questo rapporto privilegiato uomo-Natura-macchina. Senza dimenticare il canale YouTube, che è un riferimento soprattutto per i test e gli approfondimenti.

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