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ALLOS – Che cosa è successo oggi agli italiani?
La prima giornata ad Allos è stata una vera disfatta e non si può dire che i nostri rider siano gli ultimi arrivati in campo internazionale. E’ stata solo una giornata storta? Difficile credere che lo sia stata per tutti e nello stesso giorno, per giunta.
Cerchiamo invece di capire come è andata.
La prima differenza con il Superenduro (ovvero con l’enduro italiano) è l’assenza delle ricognizioni. Ad Allos funziona così: prima della gara ogni rider può fare una discesa di prova, una ed una soltanto.
Poi la seconda discesa è cronometrata. In questa maniera, secondo l’organizzatore, Fred Glo, tutti al momento della partenza hanno lo stesso livello di conoscenza-confidenza con il percorso.

Ecco Fred Glo, l'ideatore della gara di Val d'Allos e il principale promotore dell'enduro nel mondo.
Ecco Fred Glo, l’ideatore della gara di Val d’Allos e il principale promotore dell’enduro nel mondo.

In teoria il concetto sarebbe valido, ma nella realtà non è così, perché molti rider stranieri, francesi in primis, conoscono queste zone o perché hanno trascorso la settimana precedente a girare su tutti i sentieri (nonostante gli impianti fossero chiusi) o perché conoscono Allos grazie alle edizioni precedenti della gara. Quindi, alla pari ci si trova se si ha modo di conoscere almeno la tipologia di terreno sul quale ci si confronta.
Ad Allos nessuno degli italiani presenti in gara era mai venuto in precedenza e nemmeno avrebbe potuto farlo la settimana prima perché c’era l’appuntamento a Madesimo con il campionato italiano.

Davide Sottocornola cerca il risultato per ritrovare se stesso. Il morale non è dei migliori, ma la grinta non gli manca...
Davide Sottocornola cerca il risultato per ritrovare se stesso. Il morale non è dei migliori, ma la grinta non gli manca…

Sentendo i vari atleti, a tutti è pesata molto la mancanza di ricognizioni vere e proprie, soprattutto se il modo di intendere l’enduro in Italia le prevede. E, volenti o nolenti, ci si abitua a questa maniera di affrontare le gare.
Nel momento in cui però questa abitudine viene cambiata, cambiano anche i risultati.
Manuel Ducci ha ammesso che le prime due speciali sono state un calvario perché non riusciva a trovare confidenza con il percorso. Stesso discorso per Sottocornola e Lupato.
Nella terza speciale, la più veloce, le cose hanno iniziato a cambiare e infatti Ducci ha chiuso 25º. In assoluto non è un risultato all’altezza del rider italiano, ma è comunque il migliore degli altri italiani.
Una disfatta quindi? Pare proprio di sì. A casa dei francesi le abbiamo prese e si spera che i risultati della seconda giornata siano migliori.

Greg Minnaar sembra aver trovato la giusta sintonia con l'enduro. Va detto che i percorsi di Val d'Allos privilegiano i rider che hanno confidenza con la velocità.
Greg Minnaar sembra aver trovato la giusta sintonia con l’enduro. Va detto che i percorsi di Val d’Allos privilegiano i rider che hanno confidenza con la velocità.

Gli stranieri però vanno…
E gli stranieri? Tutti i francesi conoscono i sentieri di Allos perché ci si corre da 10 anni. Occorre considerare anche che il percorso rispetto al passato ha subito piccole modifiche, quindi chi lo conosceva si è trovato subito a proprio agio. E gli altri stranieri? E’ un discorso a parte: se parliamo di Jared Graves, Greg Minnaar, Renè Wildhaber, Cedric Gracia, Justin Leov, Joe Barnes, Steve Peat e altri ancora è difficile, oggi, immaginare un confronto ad armi pari. I nostri rider, pur essendo più navigati nell’enduro, stanno perdendo il loro vantaggio in termini di esperienza in questo campo?
E’ una bella domanda alla quale si potrà dare una risposta solo più avanti. Per adesso concentriamoci a rimediare alla prestazione mediocre di oggi.

Simone Lanciotti

Salve, mi chiamo Simone Lanciotti... e sono un appassionato di mountain bike come voi. Mi piace talmente tanto raccontare la mia passione per la Mtb che circa 20 anni fa ne ho fatto una professione. MtbCult.it è la stata la prima rivista che ho creato; poi eBikeCult.it e infine BiciDaStrada.it. La bicicletta in generale è stata ed è ancora per me una scuola di vita. Quindi, il viaggio continua e grazie per il contributo che date al nostro lavoro. Di seguito potete trovare tutti gli articoli firmati dal sottoscritto. Simone Lanciotti