

Hai presente quando non riesci a staccarti dallo schermo del tuo telefono o del tuo PC perché senti che hai bisogno di un qualche ultimo spunto, un ultimo stimolo o un qualcos’altro ancora in generale?Sensazione comune a tutti, credo.
Poi però riprendi il controllo, riesci a staccare, tiri un bel respiro e ti accorgi di quanto assurdo sia tutto questo.
Di quale "trappola" siano oggi i social non è un mistero per nessuno, sebbene permettano comunque di scoprire, ad esempio, MtbCult, quanto magnifica sia la Mtb e molto più in generale le ennemila sfaccettature del mondo.
Al di là di ciò che si vede, cioè dell’azione e, appunto, di come viene mostrata-esibita sui social la Mtb, questo mezzo è capace di piccoli grandi miracoli che sulla passerella di Instagram diventano invisibili.

Oppure semplicemente non ci finiscono proprio perché i social sono inappropriati.
Dettagli troppo intimi o troppo importanti oppure semplicemente troppo difficili da descrivere in una foto o in un video e da dare in pasto a "la qualunque".
E se ti capita di pensare questo, sappi che stai andando… fuori strada.
Ma nel senso buono del termine: quel “fuori strada” che ti porta proprio dove serve.
Seguimi per capire cosa intendo…
Da qui in poi mi rivolgerò a te che stai leggendo, per rendere questo messaggio più diretto e, spero, più efficace.
Meditazione dinamica
L’attività ripetuta sui pedali, ciclica, costante e con un certo consumo di energia ed ossigeno attiva il cervello e in particolare, se riesci ad essere concentrato su quello che stai facendo, accende la tua capacità di essere concentrato.
Essenziale ed asciutto.
La magia della meditazione dinamica è un processo che si attiva in automatico ed è un modo per “aggiustare” il cervello e i tanti pensieri che lo affollano.
Ricordi quell’uscita solitaria che ti aggiusta la vita?
Stiamo parlando ancora di questo, ma ad un livello superiore.
Wow…
Concentrato sul “qui e ora”
La Mtb è una maestra unica in questo: in alcuni momenti (cioè quando stai guidando oppure quando sei in meditazione dinamica in salita) se non sei presente a te stesso e concentrato sul “qui e ora” potresti non goderti quello che stai facendo.
O, peggio ancora, cadere.
Ti confesso che è stata la Mtb ad insegnarmi questa regola: sii concentrato su quello che stai facendo e su quello che hai intorno.
Anche quando sei stanco, sfinito, infreddolito o impaurito.
Guardati intorno e goditi quel momento, proprio perché sei fuori dalla tua zona di comfort.
Perché te lo ricorderai e avrà un significato enorme.

Un obiettivo se non hai obiettivi
Il mio Tetris quotidiano, lo confesso, è logorante.
Come immagino lo sia il tuo.
Combinare attività diverse fra loro, priorità che cambiano, richieste altrui e desideri propri, imprevisti e appuntamenti.
Cosa c’entra questo con gli obiettivi e con la Mtb?
Oltre ai classici obiettivi agonistici o di fitness ce n’è un altro, meno noto e quasi antitetico: goditi quello che stai facendo in bici.
Organizza ogni tanto un’uscita senza obblighi di orario, di rotta o di ritmo.
Goditi quello che stai facendo, senza dover ottimizzare qualcosa.
L’obiettivo, insomma, diventa centrare te stesso: riposizionati al centro rispetto ad obblighi, diritti, desideri, responsabilità, delusioni, sogni, paure…

Secondo me questo è l’obiettivo più difficile.
Poi viene tutto il resto.
L’irripetibile merita una foto
La maggior parte di chi sta leggendo questo articolo esce in bici da solo, per cui molte delle cose che ho scritto sono già piuttosto note oppure magari ne stai prendendo consapevolezza proprio ora.
Ti sarà capitato di notare che nelle prime uscite in Mtb facevi tante foto, perché quel panorama, quella strada, quella bici, quel momento, quell’incontro erano vissuti come una conquista o in generale come qualcosa degno di essere fotografato.
Dopo svariati anni di ciclismo di foto ne faccio sempre meno.
Anzi, spesso proprio non ne faccio.
Ma perché?



Perché mi sono accorto che i soggetti delle foto che faccio quando sono in bici sono i momenti non ripetibili.
E mi piace tenere allenata l'abilità nel riconoscerli.
Sì, la fotografia è una mia grande passione, ma ogni click deve avere un valore, anche con un dispositivo digitale.
Perché altrimenti non ha senso.
Magari è solo una mia inutile complicazione mentale, ma a 50 anni mi sono accorto che è molto appagante distinguere e catturare ciò che è irripetibile dal ciò che è dimenticabile.
Ed ecco perché in Mtb giro sempre con lo smartphone a portata di mano, mettendolo nella tasca dei pantaloni, accettando che possa finire male in caso di caduta.
Se non è sui social… è un bene
Se ti sei immerso nella lettura di queste righe fino ad ora allora adesso potresti avere la mia stessa reazione al concetto “sono uscito in bici e ci faccio una storia sui social”.
La mia reazione è: ma anche no.
Non fraintendermi, però: trovo i social molto utili e intriganti, ma a piccole dosi.
Io stesso ho una mia identità sui social, ma a piccole dosi.
L’obiettivo della 13ª puntata di Fuori Sentiero è decisamente anomalo.
Anzi, direi “fuori strada”, ma è questo lo scenario dei miei pensieri e della mia visione della vita.
Quindi, se non è sui social è un bene, ogni tanto, ma se lo posti e se ritieni che sia un contenuto di valore per te utilizza l'hashtag #FuoriSentiero.
Qui tutti le altre puntata di Fuori Sentiero
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Sull'autore
Simone Lanciotti
Sono il direttore e fondatore di MtbCult (nonché di eBikeCult.it e BiciDaStrada.it) e sono giornalista da oltre 20 anni nel settore delle ruote grasse e del ciclismo in generale. La mountain bike è uno strumento per conoscere la natura e se stessi ed è una fonte inesauribile di ispirazione e gioia. E di conseguenza MtbCult (oltre a video test, e-Mtb, approfondimenti e tutorial) parla anche di questo rapporto privilegiato uomo-Natura-macchina. Senza dimenticare il canale YouTube, che è un riferimento soprattutto per i test e gli approfondimenti.
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