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Giovanna Bonazzi, se non conoscete il suo passato, è una brava donna, simpatica e gentile, che vive a Verona, gestisce insieme al marito una gelateria, ha un figlio e diversi trofei da lucidare nella vetrina di casa.
Se andate a leggere per bene cosa c’è scritto sui quei trofei capirete che definirla una delle pioniere della downhill in Italia non è affatto esagerato, perché due titoli mondiali Dh nel 1991 e nel 1993 non sono mica uno scherzo.

giovanna bonazzi
Sì, decisamente altri tempi: queste erano le bici da Dh all’inizio degli anni Novanta. Giovanna Bonazzi in sella alla sua Kastle.

Dopo aver lasciato la pratica agonistica 17 anni fa, qualche giorno fa Giovanna si è tolta la sfizio di vincere un altro Mondiale, categoria Master, in Val di Sole.

Giovanna Bonazzi
Gli italiani campioni del mondo Master Dh

Viene subito da chiedersi cosa l’abbia spinta a tornare in pista se, come lei stessa racconta, non solo aveva smesso con le gare ma difficilmente usciva in Mtb…
Noi glielo abbiamo chiesto direttamente e la risposta è stata: «Lo spunto per tornare in sella a una Mtb è arrivato dopo aver provato e poi acquistato una e-bike, con cui ho riscoperto il senso di libertà, il piacere di girare, la soddisfazione di arrivare in certi posti.»
Ora, i “puristi” della Mtb non comincino a storcere il naso ?, come è andata ce lo racconta Giovanna stessa.
Ecco la chiacchierata che abbiamo fatto con lei all’indomani della sua vittoria ai Mondiali Master.

– Ciao Giovanna e innanzi tutto complimenti per il risultato di domenica scorsa! Ma come ti è venuta in mente l’idea di gareggiare di nuovo?
– Allora, la spinta a tornare in Mtb mi è venuta quest’anno a Riva del Garda (al Bike Festival dello scorso maggio, ndr) quando con mio marito abbiamo provato una e-bike e ci è piaciuta molto.
Mi sono detta: in fondo, perché mi piace andare in bicicletta? Fare fatica non è al primo posto per me, ma piuttosto la libertà, l’esplorazione, il piacere di girare con gli amici. Così abbiamo comprato una e-bike, precisamente una Lapierre Overvolt 700.
Da giugno, ho quindi ricominciato ad andare in Mtb. Da quando avevo smesso di correre, nel 1999, non andavo quasi più in Mtb perché non amo uscire da sola e senza allenamento difficilmente riuscivo a stare dietro agli amici.
Invece, con la bici elettrica ho potuto ricominciare a fare delle belle uscite, senza tornare a casa stremata e avendo ancora energie per il lavoro.
Per me la e-bike è stata una vera scoperta!

Giovanna Bonazzi
Giovanna Bonazzi sulla sua e-bike Lapierre

Poi l’idea di partecipare ai Mondiali Master è nata un po’ per caso. La mia amica Camilla Bertossi (ex campionessa italiana di cross country) ha deciso di partecipare, Pippo Marani (il tracciatore della pista della Val di Sole, ndr) ha insistito e poi ho pensato: “Non saranno tante le cinquantenni che si buttano giù da una pista!” ?

– Come ti sei preparata e come hai conciliato il tuo lavoro con gli allenamenti?
– Conciliare il lavoro con gli allenamenti non è stato facile perché puoi immaginare che in gelateria proprio d’estate c’è il picco. Allora nei ritagli di tempo, magari nella pausa pranzo, andavo in bicicletta, quasi tutti i giorni.
E poi a casa facevo un po’ di addominali, di piegamenti e cercavo di sfruttare anche il lavoro in laboratorio per fare sollevamento pesi con le confezioni di zucchero o di latte!
Certo, se ti manca la forma fisica hai più timore quando sei in bicicletta.

Con Camilla ci siamo allenate insieme e ci siamo date forza a vicenda: io con la mia e-bike la “tiravo” in salita e poi in discesa sapere che c’era lei dietro mi dava più fiducia.
Tra l’altro, sono convinta che la e-bike potrà diventare un ottimo strumento proprio per gli allenatori.

Giovanna Bonazzi
Camilla Bertossi e Giovanna Bonazzi con le maglie iridate e le medaglie

– Che sensazioni hai avuto quando sei tornata su una bici da Dh?
– A luglio sono andata a provare la pista su in Val di Sole perché prima di decidere definitivamente se partecipare o no volevo essere sicura di saper ancora venire giù…
All’inizio ho avuto un po’ di paura, la pista mi è sembrata terribile.
Poi ho incontrato Ivana Sparano (arrivata seconda nella stessa categoria di Giovanna, ndr) e vedere che lei scendeva tranquilla mi ha restituito coraggio. Diciamo che mi ha fatto da “apripista” e a fine gara mi è dispiaciuto un po’ aver battuto proprio lei!

Giovanna Bonazzi
Con Ivana Sparano all’arrivo

– Quanto sono cambiati i tracciati rispetto ai tuoi tempi?
– I tracciati sicuramente si sono evoluti, è aumentata la verticalità dei percorsi, l’altezza degli ostacoli ma questo cambiamento è andato di pari passo con l’evoluzione dei mezzi e soprattutto delle sospensioni.
Forse quello che è cambiato di più è il mio modo di pensare.
Mentre prima pensavo: “Se cado, perdo”, ora penso: “Se cado, mi faccio male e poi il lavoro? Il figlio?”

Giovanna Bonazzi
Durante la gara

– Raccontaci la tua gara.
– Siamo partite il mercoledì (31 agosto, ndr) io, Camilla Bertossi e i nostri due figli con il camper. Entrambe con bici prestate perché le nostre erano davvero obsolete per gareggiare!
Camilla ha vinto la medaglia d’oro nella sua gara e questo mi ha caricato ancora di più.

Giovanna Bonazzi
Camilla Bertossi taglia il traguardo ai Mondiali Master cross country cat. 50-55 woman

La cosa che mi ha impressionato e piacevolmente sorpresa è stato vedere che sul campo di gara nulla sembrava cambiato rispetto a 17 anni fa. Mi sembrava di essere tornata a casa…
Pensa che appena arrivata, in sei si sono messi al lavoro sulla mia bici (una Lapierre Dh) e in 15 minuti era pronta per la gara.

Giovanna Bonazzi
La messa a punto della bici prima della gara. Grazie Giuseppe Lividini.

Poi, quando hai il numero sulla bici, l’adrenalina ti sale e lo spirito agonistico prende il sopravvento.
Alla fine, credo di aver gestito con equilibrio la voglia di fare il tempo migliore con la voglia di arrivare intera!

– Pensavi di arrivare a una vittoria?
– E’ successo tutto in fretta: nel giro di un mese e mezzo ho deciso di venire ai Mondiali e ho ricominciato ad allenarmi. Comunque, ci puntavo…

– E adesso? tornerai a gareggiare in Dh?
– Beh, tornare a gareggiare non credo sia più fattibile perché diventerebbe quasi impossibile conciliarlo con il lavoro: le gare si fanno sempre di sabato e domenica che sono propri i giorni in cui c’è più da fare in gelateria. E poi c’è mio figlio.
Però, chissà che non riesca a fare qualche gara con la e-bike!
Io la bicicletta l’ho provata in tutte le salse (Mtb, bici da corsa, Bmx…) e ora con la bici a pedalata assistita ho riscoperto il piacere di guida, la soddisfazione di raggiungere un certo posto o superare un certo ostacolo.

Prima di concludere l’intervista, Giovanna ci tiene a fare una dedica particolare: «La vittoria ai Mondiali in Val di Sole la dedico a Princy, è stato lui che tanti anni fa mi ha messo su una bici, mi ha fatto da allenatore, da autista, da cuoco, da amico…»

Giovanna Bonazzi

Inoltre, andando a guardare nell’archivio di MtbCult c’è un’altra avventura che riguarda Giovanni Bonazzi.
Mammoth Mountain, Kamikaze… vi dicono nulla? Cliccate qui…

giovanna bonazzi
Due miti della Mtb: Giovanna Bonazzi (con la maglia iridata) e Missy Giove

 

Veronica Micozzi

Mi piace leggere, scrivere, ascoltare. Mi piacciono le storie. Mi piace lo sport. Mi piacciono le novità. E riconosco la sana follia che anima i seguaci della bici. Credo di aver capito perché vi (ci) piace tanto la Mtb, al di là della tecnica, delle capacità, dell’agonismo: è per quella libertà, o illusione, di poter andare ovunque, di poter raggiungere qualsiasi vetta, di poter superare i propri limiti che solo le due ruote sanno regalarti… Credo anche che non riuscirò mai ad emozionarmi per una forcella nuova ma la passione vera la capisco e quindi adesso la amo un po’ anche io! E cercherò di raccontarvela al meglio.