Guarniture FSA: storia, evoluzione e uno sguardo al futuro

Daniele Concordia
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Guarniture FSA: storia, evoluzione e uno sguardo al futuro

Daniele Concordia
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Le guarniture FSA hanno contribuito a scrivere la storia di un marchio che da sempre è accanto agli atleti di ogni livello e di ogni specialità.

Julien Absalon, Gunn Rita Dahle, José Antonio Hermida...
Questi sono solo alcuni dei nomi che hanno contribuito allo sviluppo delle guarniture, dei manubri e degli altri componenti da Mtb FSA, un brand che sa ascoltare le esigenze di chi pedala e non ha mai avuto paura di osare, sin dalle sue origini.

Siamo stati nella sede europea del marchio Taiwanese, che si trova proprio in Italia, più precisamente a Busnago (MB) e insieme a Claudio Marra (vice presidente di FSA e Vision) abbiamo ripercorso la storia delle guarniture FSA da Mtb.
Ma abbiamo parlato anche di futuro e possibili evoluzioni...

Tutto nasce dal BMX

«La prima guarnitura FSA da Mtb in alluminio lavorata al CNC, la Afterburner, l'abbiamo creata nel 1994, riprendendo un progetto usato per il BMX - spiega Claudio Marra - Abbiamo adattato il disegno alla tripla (22/32/44, ndr) che si usava all'epoca, creando anche delle corone apposite, con un design dei denti ottimizzato per la cambiata. Infatti, la guarnitura da BMX aveva una corona singola».

Da quel momento in poi, l'evoluzione è stata continua e dai primi anni 2000 il carbonio è stato l'attore principale.
La prima guarnitura FSA da Mtb in carbonio si chiamava Carbon Pro ed aveva ancora il perno quadro: gli standard ISIS e Octalink di Shimano non esistevano ancora.

Oltre che per il materiale, la FSA Carbon Pro fu rivoluzionaria perché il perno era in titanio, quindi più leggero e rigido, disponibile in diverse lunghezze (68, 103, 107 mm...) per adattarsi ai vari telai e alle relative linee catena.
Le lunghezze delle pedivelle erano principalmente due, 170 e 175 mm, ed esistevano anche delle versioni senza corone, per utilizzare quelle preferite ed ottimizzare la spesa.
Insomma, anche l'attenzione ai dettagli e alla praticità c'è stata sin da subito.



L'arrivo dei nuovi standard

Shimano, che all'epoca dominava la scena, nei primi anni 2000 introdusse la tecnologia Octalink per il movimento centrale.
I produttori alternativi (RaceFace, Truvativ, FSA e altri) si unirono e crearono lo standard ISIS (International Splined Interface Standard): una risposta al monopolio Shimano.

Da lì seguì una grande espansione: nuovi modelli, nuove applicazioni (downhill, freeride) e con l’arrivo delle 29” fu necessario ripensare completamente i rapporti.

La doppia e la compact da Mtb

«Nel 2003 creammo la Compact da strada - continua Marra - che fu subito apprezzata sia dai professionisti che dagli amatori. Subito dopo, parliamo del 2004/2005, io stesso montai una doppia 44/29 su una Mtb. E da quel momento in poi la doppia diventò lo standard principale anche nel fuoristrada».

Pian piano, il concetto “compact” diventò cruciale anche nel fuoristrada, soprattutto dopo l'avvento delle 29 pollici, che richiedevano dei rapporti diversi con corone più piccole e pignoni più grandi.
Il concetto compact fu una vera innovazione e FSA vinse anche un premio ad Eurobike per il progetto della guarnitura a tre bulloni.

L’evoluzione dei perni: BB30 e T47

FSA ha sempre creduto nel perno da 30 mm e non per caso.
Il concetto nasce da Cannondale, con il sistema BB30 che era innovativo: rigidezza maggiore e minor peso rispetto ai 24 mm in acciaio.

FSA ottenne la licenza per produrlo e lo aprì al mercato globale. Poi ampliò la compatibilità a BB386 (diametro da 30 mm con larghezza di 86 mm) per arrivare al T47 attuale, uno standard che unisce la rigidezza del movimento oversize, alla facilità di manutenzione del sistema filettato e alla totale compatibilità con le guarniture.

fsa t47 68 73mm 24mm shimano mtb bottom bracket 8498060
L'ultimo modello di movimento centrale prodotto da FSA è il T47, ovvero la scatola è filettata ma di diametro più ampio. Questo standard è perfetto se abbinato ad una guarnitura con perno da 30 mm.

La lunghezza delle pedivelle

Sulle pedivelle da strada FSA, la scelta della lunghezza è infinita, si parte dai 150 mm e si arriva ai 175 mm.
Ultimamente, la pedivella corta è sempre più richiesta anche da chi va in Mtb ed FSA ha investito molto per capire i reali vantaggi di questa soluzione, effettuando analisi termografiche del movimento dell’atleta.

Da questi test, l'azienda ha avuto le prove che con le pedivelle più corte si ottiene maggiore circolazione sanguigna, migliore angolo anca-ginocchio e quindi più efficienza (approfondiremo questo argomento in un articolo specifico).
Attualmente, le guarniture FSA da Mtb sono disponibili con lunghezze da 170 e 175, mentre le 165 mm sono un esclusiva di alcuni modelli.

Le guarniture FSA più iconiche

Quali sono state le guarniture più rappresentative della storia di FSA?
Lo abbiamo chiesto proprio a Claudio Marra...

«Sicuramente la gamma in carbonio dei primi anni 2000, grazie alla quale abbiamo avuto grandi soddisfazioni. Julien Absalon vinse l’oro olimpico 2004 con una guarnitura FSA K-Force Carbon e sempre ad Atene, Paolo Bettini vinse l’oro su strada con guarnitura FSA. Da lì è stato un continuo crescere».

Come abbiamo accennato all'inizio, la collaborazione con gli atleti professionisti è stata costante.
Ma il team che ha contribuito più di tutti allo sviluppo delle guarniture FSA è stato il Multivan Merida: atleti come José Hermida, Ralph Näf e Gunn Rita Dahle hanno permesso all'azienda di avere dei riscontri diretti per lo sviluppo dei prodotti futuri.
Molti test venivano seguiti in Italia, in stretta collaborazione con gli ingegneri di Taiwan.

Tutt'oggi, il legame tra FSA e il mondo delle competizioni in Mtb è molto stretto, negli ultimi anni è stato il Team Cannondale Factory Racing a portare il nome dell'azienda sui campi gara di Coppa del Mondo, con Jolanda Neff, Charlie Aldridge, Luca Martin e anche con Alan Hatherly, che ora è in Giant.

Il team CFR non utilizza delle guarniture FSA per questioni di sponsorizzazione con Shimano, ma ha contribuito allo sviluppo di manubri e ruote, altri due settori sui quali l'azienda punta moltissimo.

guarniture FSA
La piega utilizzata da Jolanda Neff (qui il bike check) e dagli altri atleti del team CFR, che negli ultimi anni sta contribuendo allo sviluppo dei prodotti, manubri e ruote su tutti.

Il lato gravity

Non solo Xc e Marathon, le guarniture FSA sono state e sono ancora delle attrici importanti nella scena del Gravity.

«Avevamo la linea Gravity, oggi evoluta nella Gradient - spiega Marra - Nei primi anni 2000 il mercato voleva un prodotto specifico, con identità distinta dagli accessori da strada: materiali diversi, estetica più aggressiva, robustezza superiore. Quindi abbiamo voluto differenziare la gamma».

Tutt'oggi, la gamma Gradient è tra le più apprezzate e presente di serie sulle Mtb di alcuni marchi partner.

Il ritorno dell’alluminio

Negli ultimi anni, FSA ha reintrodotto l'alluminio sulle guarniture e sui manubri, ma in un modo diverso.
Con le tecnologie moderne (macchine CNC, tolleranze micrometriche) si possono creare dei componenti in alluminio quasi uguali al carbonio come peso, ma con dei vantaggi in termini di sicurezza e affidabilità, mentre i costi sono simili ormai.

Ad esempio, le guarniture in alluminio KFX (da Xc) e Gradient (Enduro e Dh) sono composte da due metà forgiate, lavorate a CNC con precisione su entrambi i lati per ottenere tolleranze estremamente ristrette e assemblate con una tecnologia di incollaggio avanzata.
Nonostante il peso contenuto, la guarnitura Gradient è certificata DH, quindi sicurissima, resistente e rigida.

Qui sotto, il test dei componenti FSA Gradient 2025:

Power Meter: la partnership con Power2Max

Quando si parla di guarnitura è impossibile non menzionare il misuratore di potenza, un accessorio utilizzato da tantissimi appassionati, che è ormai parte integrante della guarnitura stessa.
Da diversi anni, FSA ha scelto Power2Max come marchio partner per la fornitura di misuratori.
Ma perché proprio Power2Max?

«Innanzitutto per precisione massima (±1%) - spiega Claudio Marra - ma anche per l'affidabilità e per la capacità di lavorare in spazi molto ridotti, che sulle Mtb è fondamentale. Non ci siamo limitati a rimarchiare: noi abbiamo progettato la pedivella, loro elettronica e calibrazione. E ad oggi è una delle soluzioni più precise sul mercato».

Uno sguardo al futuro

Uno dei segreti dei grandi marchi è imparare dal passato guardando sempre avanti. E da questo punto di vista FSA ha le idee ben chiare...

«Il prossimo obiettivo sarà ridurre ancora di più il peso - continua Marra - ottimizzare il fattore Q e rendere il power meter più accessibile, fino ad arrivare a bici vendute già con power meter integrato. Come il climatizzatore automatico sulle auto negli anni '90: oggi è uno standard e sarà così anche per i misuratori di potenza».

E sulle 32 pollici...

«Ci stiamo lavorando, ma la situazione è più complicata rispetto a quella che ci fu con il passaggio da 26” a 29”: geometrie, larghezze mozzi e movimenti centrali limitano molto. Abbiamo già dei prototipi funzionanti, ma serve anche che il mercato (gomme, telai) si adegui».

Qui sotto, la storia e le evoluzioni delle guarniture FSA da strada:

Qui gli altri articoli e test sui prodotti FSA.

Per altre informazioni FullSpeedAhead.com

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Sull'autore
Daniele Concordia

Mi piacciono il cross country e le marathon, specialità per le quali ho un'esperienza decennale. Ho avuto un passato agonistico sin da giovanissimo, ho una laurea in scienze motorie e altri trascorsi professionali nell’ambito editoriale della bici.

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