

LIVIGNO - In occasione del nuovissimo evento ABOVE | The bike experience (ve ne abbiamo parlato qui) che si è svolto a Livigno dal 20 al 22 giugno, ho avuto modo di testare sul Mottolino i nuovissimi componenti FSA Gradient 2025 per il DH e l'Enduro, tra panorami mozzafiato e discese emozionanti.

Gee, Rachel e Dan Atherton, famosi per le loro imprese agonistiche e temerarie in Mtb, hanno lavorato in questi anni a stretto contatto con FSA in tutte le fasi di sviluppo dei prodotti, al fine di creare componenti in grado di soddisfare le esigenze dei biker più esperti.

Entrando nello specifico dei componenti FSA Gradient 2025 troviamo una nuova piega manubrio, con relativo attacco, nuove ruote e una guarnitura più performante (foto sopra). Per testarle, ovviamente, non potevamo che utilizzare una Atherton A.170 da enduro, a suo agio sulle discese del bike park.

L'obiettivo di questo breve test è mettere alla prova la piega manubrio, il set di ruote e la nuova guarnitura in condizioni di uso intensivo e di seguito trovate le mie impressioni di utilizzo.
Atherton A.170: carbonio e titanio per palati raffinati
Per chi non la conoscesse, la A.170 deriva dal modello da DH di Atherton Bikes, declinata però in una bici che Dan Atherton, il più coinvolto nello sviluppo di questo modello, reputa performante sia in bike park che sui trail più impegnativi.
Una bici raffinatissima, perché la sua costruzione utilizza tubazioni in fibra di carbonio connesse a incastro e incollaggio su giunti in titanio (foto in basso) stampati in 3D.

Una tecnica che consente ai progettisti di intervenire facilmente per modificare le quote geometriche e al contempo offre un ottimo compromesso tra rigidezza e peso.

Naturalmente prima di procedere con il test ho fatto invertire i freni che, sulle bici inglesi, hanno notoriamente un'impostazione da moto, con l'anteriore montato a destra e il posteriore a sinistra.

Ho effettuato poi un sag corretto per il mio peso (circa 80 Kg con zaino e casco) e ho installato i pedali flat (ai quali sono tanto affezionato).
Piega FSA Gradient 2025: carbonio o alluminio
Sulla bici in test avevo montato una piega in carbonio, con rise di 20 mm.
La scelta del modello in carbonio, o in alluminio, è dettata principalmente dai gusti personali: dipende se si vuole privilegiare la leggerezza e la capacità di smorzamento delle vibrazioni, tipiche dei manubri in carbonio, oppure la capacità di assorbire forti impatti e la resistenza dei manubri in alluminio.

Entrambi sono disponibili con diametro da 31,8 mm o 35 mm, mentre il rise per il modello Carbon va dai 20 ai 30 mm e sale dai 25 ai 40 mm per quello in alluminio.
Per i fanatici del peso "ballano" circa 100 grammi di differenza tra l'uno e l'altro: 240 grammi contro 330 grammi.
Io sui percorsi del Mottolino sinceramente ho apprezzato la piega Carbon con diametro da 35 mm, perché offre maggiore tolleranza alle sollecitazioni verticali, risultando quindi più facile e comoda nella guida. Tradotto in soldoni mi ha permesso di arrivare "in fondo" alle discese senza "infiammarmi" le mani.
Ad ogni modo Simone ha approfondito l'argomento in questo articolo.

Naturalmente FSA ha fatto le cose per bene e non poteva mancare l'attacco manubrio dedicato (foto sopra). Si tratta di un componente forgiato in 2D e lavorato al CNC, in alluminio 6061, con morsetti di chiusura frontali a 4 bulloni, disponibile nelle lunghezze di 33, 45 e 50 mm.
Per gli amanti della doppia piastra è stato sviluppato anche l'attacco Direct Mount.
Guarnitura FSA Gradient 2025
La nuova guarnitura si chiama Modular 1x DM e ovviamente è pensata per il Dh e l'enduro.
È costruita in alluminio con lavorazione CNC e tecnologia di incollaggio avanzata. Il processo di produzione riduce il peso aumentandone la rigidità.
FSA dichiara oltre il 40% di resistenza in più rispetto alle guarniture KFX tradizionali.
In termini pratici significa trasmettere in maniera più diretta la potenza sui pedali e quindi sulla ruota.

Tra i pregi bisogna evidenziare l'ampia scelta di corone e lunghezza pedivelle, non sempre scontata nel fuoristrada: è disponibile con lunghezza pedivella da 165 a 175 mm e corone da 30 a 36 denti.
Pesa 620 grammi.

La prima cosa che ho notato dopo le prime pedalate è stata la silenziosità dell'intero sistema.
Nessuno scricchiolio o rumore particolare (sebbene la bici test non fosse nuovissima), merito anche del movimento centrale specifico e con cuscinetti di alta qualità.
E poi c'è la reattività delle pedivelle durante la pedalata, davvero notevole; insomma si tratta di un prodotto di ottimo livello, robusto e performante.
Ruote FSA Gradient 2025 i30
Ma la novità più ghiotta è il nuovo set di ruote in carbonio Gradient i30.
Il cuore della ruota i30 in carbonio è un mozzo con cricchetto PRS (Power-Ratchet System) a 72 denti, progettato per un innesto immediato e un trasferimento di potenza ottimale. Il cerchio presenta una “torretta” nei punti di inserimento dei raggi: questa caratteristica rafforza l'ancoraggio dei nippli (vedi foto in basso).


Abbiamo poi un tradizionale canale interno da 30 mm e un peso di appena 1.869 grammi.
L'altezza variabile del cerchio di 22-24 mm è progettata per migliorare l'adattabilità a diversi terreni. E naturalmente è compatibile coi vari "salsicciotti".

Sui trail si nota immediatamente la reattività e la precisione tipica dei cerchi in carbonio: queste ruote Gradient i30 sono "una lama".
Ma quello che ho apprezzato di più sui radicioni e i pezzi scassati del Mottolino è la capacità di "assorbire" l'ostacolo grazie all'altezza ridotta del cerchio. Questo fa sì che la ruota resti sempre attaccata al terreno, trasmettendo tanta trazione, ma soprattutto non restituendo quella eccessiva reattività dei cerchi in carbonio con altezza del cerchio più alta che, sui pezzi più scassati, possono mettere in difficoltà i biker meno esperti.

Un’altezza inferiore offre dunque maggiore flessibilità, permettendo alla ruota di assorbire meglio urti e impatti. Questa scelta progettuale migliora comfort e controllo, aiutando la ruota ad adattarsi più efficacemente alla superficie, pur mantenendo la resistenza necessaria per affrontare condizioni impegnative.
Conclusioni
Naturalmente si tratta di impressioni basate su brevi test, ma sono indicazioni utili per farvi un'idea concreta della qualità delle novità Gradient 2025. Sicuramente tra i punti di forza della gamma FSA Gradient 2025 segnalo il giusto compromesso tra robustezza e leggerezza, caratteristiche che ne fanno un'ottima scelta per chi sta pensando ad upgrade sulla propria Mtb o e-Mtb.
Per saperne di più, vi invitiamo a visitare il sito www.fullspeedahead.com.
Qui invece trovate tutti i nostri articoli e test sui prodotti FSA.
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Sull'autore
Francesco Savona
Mi affascina il mondo delle e-bike, soprattutto quello legato alle bici da trail e da enduro, specialità nella quale ho corso per qualche anno, quando ancora l'elettrico non esisteva. Ma sono anche un amante dei lunghissimi giri alpini, per intenderci quelli epici, da bici in spalla... Ho anche un trascorso professionale ventennale nell'ambito editoriale delle moto
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