

Valentina Corvi, U23 classe 2005, è l'italiana più vincente in questa stagione nel cross country internazionale.
Negli ultimi mesi, la ventunenne valtellinese ha portato a casa cinque vittorie e diversi podi in Coppa del Mondo XCO, ma anche alcune vittorie nello short track: questi, in breve, i risultati di spicco del 2026, grazie ai quali è in testa alla classifica provvisoria delle U23, con ben 403 punti di vantaggio sulla seconda, Katrin Embacher.

Questi risultati non capitano per caso, ci vuole classe, motore e una testa fuori dal comune, delle doti che a Valentina Corvi non mancano.
Abbiamo approfittato del periodo in cui l'atleta del team Canyon Xc Racing era a casa per fare due chiacchiere con lei, conoscerla meglio e scoprire i suoi “segreti”.

- Visti gli ultimi risultati, sembra un po' scontato chiederti “come stai”, quindi ti chiedo: ti aspettavi l'exploit di quest'anno?
- No, non me l'aspettavo. Sapevo di aver lavorato bene, soprattutto in inverno con i ritiri e le gare su strada con il team femminile Canyon-SRAM, ma non mi aspettavo di vincere sin da subito in modo così netto.
- Vai forte da diversi anni ormai, ma in questa stagione hai fatto un bel salto di qualità: hai cambiato qualcosa nella preparazione, nell'approccio, dettagli...
- Sì, ho perfezionato alcuni aspetti. Nello specifico ho lavorato di più su strada nella prima parte, concentrandomi sul volume a bassa intensità e sui ritmi costanti. Inoltre sto prestando più attenzione alla nutrizione e alla parte mentale: lavoro con un mental coach che mi sta aiutando tantissimo, soprattutto nella gestione delle emozioni. Con il mio allenatore il lavoro è simile a quello degli scorsi anni, ma è ancora più attento ai dettagli e io stessa cerco di dargli più feedback, per capire di cosa ho bisogno veramente.
- Il tuo preparatore è Andrea Tiberi, giusto? Cosa ti ha spinto a sceglierlo e qual è il valore aggiunto di avere un coach che abbia corso ad alti livelli?
- Sì, esatto. L'ho conosciuto quando ero in nazionale junior e lui faceva parte dello staff. Nel passaggio di categoria avevo bisogno di un nuovo stimolo, di una figura che mi aiutasse a superare quel periodo con più facilità ed ho visto in lui la figura giusta, competente e che conosceva l'ambiente.

- L'Xc è cambiato, serve molta più forza e molta più tecnica: come lavori su questi due fattori?
- Molto importante è il lavoro in palestra: mi concentro tanto sulla forza, sulla reattività e sulla gestione dei riflessi, perché i percorsi sono esigenti, ma anche super veloci, quindi bisogna essere sempre pronti. Poi uso tanto la Mtb, per non perdere l'abitudine e allenare la tecnica: va bene uscire su strada, ma la fluidità e la dimestichezza con il mezzo devi mantenerla allenandoti sui sentieri tecnici, soprattutto durante la stagione di gare.

- In percentuale, quanto ti alleni in Mtb e quanto su strada?
- In media, in una settimana faccio quattro volte strada e tre Mtb. Ma a volte lo schema può cambiare...
- Qual è il tuo allenamento preferito?
- L'uscita in compagnia: fare tante ore con bel gruppo, con l'atmosfera giusta, bei percorsi e il passo giusto. Se invece devo scegliere dei lavori specifici, dico quelli intermittenti ad alta intensità.
- E quello che proprio non sopporti?
- Quelli lunghi a bassa intensità, sono più noiosi.

- Sei una grande atleta, ma hai pur sempre 21 anni: qual è il segreto per bilanciare lo sport agonistico e il tempo libero?
- È difficile, perché la nostra vita è molto esigente, serve la massima precisione, tanto impegno e ovviamente togli tanto tempo a tutto il resto. Quando sto a casa, però, mi prendo i miei spazi, bilanciando allenamenti, amici, hobby e svago. Non è facile, ma per ora ci sto riuscendo, sicuramente il raggiungimento dei risultati dà lo stimolo per andare avanti.
- Musica preferita
- Ascolto un po' tutto. I miei artisti preferiti sono i Coldplay, ma se devo scegliere una musica più attiva da “pre-gara” direi gli Imagine Dragons, oppure i Pinguini Tattici Nucleari.
- Piatto preferito
- Domanda molto difficile, perché mi piace un po' tutto! Da buona italiana dico la pasta, magari una bella Carbonara.
- Bevanda preferita
- Coca Zero
- Sgarro preferito
- Sushi e Gelato.
- Se dovessi acquistare una sola bici, quale sceglieresti? (Xc, Trail, strada, gravel ecc).
- Anche questa è difficile, perché amo la Mtb da Xc, ma anche la strada. Forse ne prenderei due 😄
- Restiamo sul mezzo tecnico: sei pignola o lasci fare al meccanico?
- Sto imparando ad essere più pignola, ad avere più sensibilità e dare anche la mia opinione quando si setta la bici. Mi fido dei meccanici, sono super professionali, ma sto cercando di dire loro le mie esigenze.

- Come vedi la presenza di così tanta elettronica sulle Mtb attuali? Sei pro o contro?
- A me piace, ma e hai un problema è più difficile da risolvere. Ad esempio, durante lo short track a La Thuile mi è andato in protezione il cambio e mi sono dovuta fermare, staccarlo e riattaccarlo, era l'unica soluzione. A parte questo, il funzionamento mi piace molto e anche l'estetica, perché è tutto più pulito e senza cavi.
- Sulla tua Canyon Lux WC hai le sospensioni automatiche/elettroniche RockShox Flight Attendant: come lo hai settato? Modifiche particolari, pressioni, regolazioni?
- Le pressioni non le ricordo bene, ma comunque cambiamo di gara in gara, non c'è una regola fissa. In generale mi piace avere una chiusura molto rapida del lockout, quindi imposto il Bias a +1 oppure a 0, poi vado a giocare con il comando manuale quando voglio che blocchi subito. A volte, anche mezzo secondo di ritardo mi da fastidio, quindi preferisco chiudere in manuale.
- Hai altre “fisse” alle quali dedichi particolare attenzione mentre controlli la bici?
- Altezza sella e inclinazione prima di tutto: sono molto sensibile e mi accorgo subito se c'è qualcosa di diverso. Poi mi dà fastidio quando si muovono troppo i pedali, preferisco una zona di appoggio più fissa. Per ultimo, pressioni di gomme e sospensioni.

- Siamo nella settimana del campionato italiano Xc: dopo tutte queste vittorie in Coppa, hai ancora lo stimolo giusto per provare a vincere la maglia tricolore?
- Rimango dell'idea che riuscire a vestire la maglia tricolore sia uno degli obiettivi più belli per un atleta. A volte è difficile trovare la grinta, ma poi ti rendi conto che è una gara a sé e resta un obiettivo importante. Ci vado con la determinazione giusta e con un approccio professionale.

- Uno sguardo al futuro: tra le U23 stai dominando, hai mai pensato di passare tra le Elite prima del tempo per confrontarti subito con le più forti? Pensi che abbia senso oppure no?
- Questa domanda me la stanno facendo in tanti... Sarebbe una bella esperienza, ma credo anche che ogni cosa abbia il suo tempo. Non ci ho ancora pensato bene, per ora mi sto godendo questo momento, concentrandomi sulla stagione in corso per dare il massimo tra le U23. Verso fine stagione ci penserò meglio e deciderò sul da farsi.

- Vorrei chiederti qual è il prossimo grande obiettivo, ma credo di saperlo: c'entra qualcosa la Val di Sole?
- Esatto, c'entra proprio la Val di Sole! Sogno la maglia iridata da quando sono piccola, quest'anno mi sento di essere più vicina alla possibilità di vestirla e sono pronta a giocarmi tutto lì. Non ci sarebbe modo e posto migliore per vincere un titolo mondiale, a casa e davanti ai tifosi italiani. Tre anni fa, quando iniziai il mio percorso con Andrea Tiberi gli dissi: nel 2026 in Val di Sole voglio vincere il mondiale U23. Spero che il mio sogno si avveri, io ce la metterò tutta!
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Sull'autore
Daniele Concordia
Mi piacciono il cross country e le marathon, specialità per le quali ho un'esperienza decennale. Ho avuto un passato agonistico sin da giovanissimo, ho una laurea in scienze motorie e altri trascorsi professionali nell’ambito editoriale della bici.
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