scritto da Daniele Concordia in Storie il 30 Gen 2018

La grinta di Nadir Colledani: «Tra gli élite senza alcun timore»

La grinta di Nadir Colledani: «Tra gli élite senza alcun timore»
        
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Nadir Colledani è sicuramente una tra gli azzurri del cross country più promettenti.
Lo scorso anno, quando era U23, il friulano classe 1995 è stato capace di vincere ben due prove di Coppa del mondo Xc, arrivando secondo nella classifica generale, ma anche di conquistare la medaglia d’argento agli europei di Darfo Boario Terme.
Quest’anno è passato élite con il Team Bianchi Countervail, insieme a Marco Aurelio Fontana, Stephane Tempier e Chiara Teocchi.
Ok, ma chi è Nadir Colledani una volta sceso dalla bici? Quando ha iniziato a pedalare? Come si allena? Quali sono i suoi sogni?
Questo e molto altro lo abbiamo chiesto proprio a lui…

Nadir Colledani

 

– Nadir, raccontaci un po’ di te: a che età ha iniziato a pedalare?
– Da esordiente secondo anno, quindi a 14 anni.

– Quando la prima gara?
– A Spilimbergo, da esordiente. Ero vestito da calciatore…

– E la prima vittoria?
– Proprio in quella occasione. Ma la prima vera vittoria fu a Odolo in una Xc nazionale. Era la terza gara della mia vita.

– Ti dividi tra cross e Mtb: ti senti più crossista o biker?
– Adesso mi sento più un biker, ma fino a due anni fa mi sentivo più un crossista. In salita ho sempre avuto delle sensazioni migliori, nel Cx sono uno da fango, sui percorsi veloci soffro.

Nadir Colledani ciclocross

Nadir Colledani in azione nella gara di ciclocross di Faè d’Oderzo

– Qual è il segreto per correre tutto l’anno senza “finirsi”?
– L’età aiuta, ma una scelta va fatta. Non a caso adesso ho deciso di dedicarmi del tutto alla Mtb, facendo cross solo in funzione della stagione estiva.

– Chi è il tuo idolo? E a chi ti sei ispirato appena hai iniziato a correre?
– Non ho un vero e proprio idolo. Stimo molto Mathieu Van Der Poel, mentre quando ho iniziato vedevo Marco Aurelio Fontana come esempio. Non avrei mai pensato di poter essere un suo compagno di squadra.

– Qual è il tuo percorso preferito in cui hai corso finora?
– Quello di Albstadt, perché è adattissimo a me. Ma se dovessi parlare di divertimento direi quello di Mont Saint Anne, in Canada. Fantastico!

Coppa del Mondo Albstadt, Nadir Colledani

Nadir Colledani in azione sul percorso di Albstadt lo scorso anno, quando vinse la gara degli U23

 

 

– La gara più bella e quella più brutta della tua carriera?
– Forse le ultime due prove di Coppa 2017 sono le più belle, perché avevo delle sensazioni straordinarie. Per quanto riguarda la gara più brutta sono indeciso: se la contendono l’italiano di ciclocross di Silvelle e l’italiano Xc di Genova, entrambi dello scorso anno.

– Passi tra gli elite con degli ottimi risultati alle spalle: quali sono i tuoi obiettivi per questa stagione?
– Punterò a fare qualche piazzamento in Coppa del mondo e al campionato italiano. Poi vorrei centrare le convocazioni in nazionale e subire meno possibile il passaggio con la massima categoria. Io sono fiducioso e sto lavorando bene per questo.

finale di Coppa del Mondo Under 23, Nadir Colledani

Nel 2017 ha vinto anche la finale di Coppa in Val di Sole

– Avrai al tuo fianco dei compagni esperti e disponibili come Fontana e Tempier. Quanto e perché è importante avere delle figure di riferimento del genere per un giovane?
– Sono atleti che hanno girato il mondo, fatto dei super risultati e sono nel circus di Coppa da anni. Tecnicamente sarà una “figata” provare i percorsi con Marco e Stephane, spero sia un’opportunità per migliorare ancora nella guida, dato che a volte è il mio tallone d’Achille.

– Hai già fatto il primo ritiro con il tuo nuovo team, la Bianchi Countervail. Com’è andata?
– E’ andata benissimo, abbiamo lavorato molto, il team è molto unito e siamo tutti in sintonia.

– Differenze rispetto al tuo team precedente, il Torpado Gabogas?
– Non mi piace fare confronti, ma posso dire che qui c’è un organizzazione super e noi atleti possiamo veramente impegnarci senza altre preoccupazioni.


– A proposito, prima del ritiro hai avuto un problema alla spalla, giusto? Come procede?
– Sì esatto, ho avuto una lussazione mentre ero in montagna, ma adesso sembra che stia guarendo. Tra poco penso di tornare al 100%. A fine stagione, però, mi dovrò operare per sistemarla definitivamente: è meglio farlo ora, alla mia età, che più avanti.

– In allenamento: watt o frequenza?
– Assolutamente watt.

Quante volte esci su strada e quante in Mtb a settimana?
– Una o due volte su strada, il resto in Mtb. Mi piace molto allenarmi fuoristrada, è più divertente.

Nadir Colledani, Luca Braidot, Daniele Braidot, Claudio Cucinotta

Nadir Colledani in allenamento insieme ai gemelli Braidot e al loro preparatore Claudio Cucinotta

– Sei pignolo con i lavori oppure vai più a sensazioni?
– Sono pignolo, a volte anche troppo e finisco per tirarmi il collo.

– Che rapporto hai con il mezzo?
– Sono molto preciso, sento qualsiasi cosa fuori posto.

Bianchi Methanol Countervail Nadir Colledani

La Bianchi Methanol Countervail che utilizzerà in questa stagione

– Preferisci la front o la full? E perché?
– Entrambe, dipende dal tipo di percorso. Preferisco la front per le salite in cui c’è solo da pedalare, mentre preferisco la full per la salita tecnica. In discesa non sento molta differenza tra le due.

– Quali altre passioni hai oltre la bici?
– La neve in tutte le sue forme: mi piace sciare, andare nel bosco, costruire sentieri e pulire le strade innevate. Vado spesso con lo spazzaneve in inverno.

– Dove pensi di arrivare nei prossimi anni?
– Non so dove arriverò, ma voglio e spero di migliorare sempre di più.

Nadir Colledani

Nadir Colledani in azione al mondiale U23 di Cairns, dove chiuse al 10° posto

– Qual è il tuo sogno più grande?
– Vestire la maglia iridata.

– Cosa farai o stai facendo per raggiungerlo?
– Sto investendo su me stesso, curando i minimi particolari con voglia e grinta.

– Come ti vedi tra dieci anni?
– Sui miei sentieri, ancora in sella alla mia bici e magari con una famiglia tutta mia.



 

        
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