scritto da Valentina Macheda in Storie il 14 Ago 2015

L’EWS della Macheda: «Giorni incredibili tra Colorado e Canada!»

L’EWS della Macheda: «Giorni incredibili tra Colorado e Canada!»
        
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Ormai abbiamo capito di quale intensità possano essere state le ultime due gare dell’Enduro World Series e quale stress emotivo abbiano lasciato a tutti i biker presenti sia in Colorado a Crested Butte sia in Canada a Whistler.
Ma sentirlo raccontare dai protagonisti ha tutto un altro sapore: ecco quindi la storia di Valentina Macheda che, come per le altre tappe delle serie, torna a dirci come è andata nelle ultime due settimane di EWS.
Tra riflessioni, ansie, paure, sogni e soddisfazione di avercela fatta ancora una volta…
VM

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Sono rientrata in Italia da poco più di un giorno, dopo aver passato le ultime due settimane gareggiando tra Colorado e Canada.
Sono stati giorni incredibili, pieni di forti emozioni.
Come purtroppo tutti sanno ormai, durante la gara nel round americano a Crusted Butte, c’è stato una tragico incidente che è costato la vita a un biker, che stava partecipando come tutti noi.
Non ci sono parole per esprimere quanta tristezza e dispiacere ho provato e provo tutt’ora, Will stava facendo quello che tutti noi amiamo fare ogni weekend, cavalcare la bici giù per i sentieri a tutta velocità.

Siamo tutti consapevoli dei rischi che corriamo nel praticare questo sport, ma in qualche modo cerchiamo sempre di non pensarci, difficilmente gli diamo peso anche perché altrimenti sarebbe difficile salire in sella a una bici, guidiamo divertendoci e dando sempre il massimo, sentendo il rumore della terra che si sgretola sotto le nostre ruote, dimenticandoci delle nostre paure.

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Quando succedono queste cose, tutto si cancella e in un attimo, sopratutto quando sei lontano da casa e dalla tua famiglia, ti rendi conto di quanto siamo fragili e quanto veramente poco basti per farsi male, così inizi a pensare a quanto sia importante cercare di prendersi quei piccoli attimi durante le nostre giornate frenetiche, che ci rendono la vita più dolce, come scambiarsi un abbraccio, dirsi ti amo, passare del tempo con i propri cari, ridere, parlare o stare semplicemente insieme senza dirsi niente, inseguire i propri sogni, e sorridere sempre!

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E’ stata una settimana difficile e non mi sono fermata a parlare delle gara poiché a mio parere è stata una gara fuori dalle righe, quindi lasciandomi alle spalle lo spettacolare gold sunset del Colorado, si riparte in direzione del Canada.

Voltando pagina ma parlando di sogni, non posso non parlare di Whistler, quel magico posto dove ogni biker vorrebbe andare a trascorrere le vacanze, con infiniti trails dai fantastici scenari, e boschi dal tema fiabesco!

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Dopo l’infinita gara dell’anno scorso, eravamo tutti un po’ spaventati su cosa ci poteva aspettare quest’anno dall’organizzazione dei Crankworx e, fortunatamente, imparando dai propri errori hanno organizzato una gara spettacolare, con sentieri sempre molto tecnici ma con trasferimenti meno impegnativi, la maggior parte dei quali li abbiamo percorsi usando gli impianti di risalita e con tempi di trasferimento abbondanti.

Il percorso mi piaceva molto, era davvero completo, con letti di radici infiniti, sezioni ripide, tratti veloci e tanti punti dove rilanciare, sicuramente i sentieri più fisici che abbiamo trovato quest’anno.

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Dopo le prove e dopo aver preso un po’ di confidenza sul tracciato che ormai aveva raggiunto una condizione di grip perfetta, è arrivata la pioggia e con lei sono arrivate tutte le paure e ansie sul come avremmo trovato il percorso il giorno della gara.
La mattina quando mi sono svegliata e ho guardato fuori era tutto bagnato, aveva piovuto tutta la notte, il mio primo pensiero è stato: “Ma perché non posso continuare a dormire?”
Ma dopo un attimo mi sono alzata, mi sono preparata e sono andata a combattere contro quelle radici viscide. Beh, hanno vinto loro, erano troppe! 🙂

La gara non è iniziata proprio nel verso giusto: le prime due prove, quelle più tecniche, si sono rivelate difficilissime, la mia sfiducia un po’ per le condizioni e forse anche per le mille paure che avevo nella mia testa non mi ha fatto guidare con sicurezza, facendomi fare molti errori e qualche scivolata, fortunatamente dalla terza prova in poi, ho iniziato ad acquistare un po’ di sicurezza, godendomi i trasferimenti e il riposo con le altre ragazze, proseguendo la giornata in discesa, ho così concluso la mia gara con un grande sorriso e soddisfazione per avere portato a termine un’altra gara impegnativa.

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Manu purtroppo non è riuscito a concludere la sua gara, a causa di un colpo preso durante le prove, fortunatamente niente di grave ma ha preferito non peggiorare la situazione, viste le condizioni della gara.

Ho chiuso la mia gara in 22ª posizione, non il migliore risultato della stagione ma sinceramente l’unico pensiero è stato arrivare in fondo sana e salva, per abbracciare Manu.

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Ora qualche settimana di riposo prima del gran finale di stagione.

        
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