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Nel momento in cui scrive, Valentina Macheda è ancora in America. Dopo aver corso a Winter Park (di cui ci racconta la sua esperienza), insieme a Manuel Ducci si sta spostando prima in California (per una visita da Ibis e per correre la Downieville Classic) e poi a Whistler, per il 6º round dell’Enduro World Series.
Leggiamo com’è andata in Colorado.
Tutte le foto di quest’articolo sono di Matt Wragg
SL

La prima volta negli Usa
Bagagli pronti e si riparte, direzione Stati Uniti. Io e Manuel siamo davvero entusiasti di affrontare questo viaggio perché finalmente si avvera uno dei nostri sogni. L’anno scorso purtroppo non siamo riusciti a prendere parte alle tappe intercontinentali per una serie di motivi e di conseguenza questa volta siamo ancora più eccitati perché l’attesa è stata lunghissima!
La prima settimana la passiamo in Colorado dividendo l’appartamento affittato a Winter Park con le Swisster, cioè Anita e Caro Gerhig, che ci vengono a prendere all’aeroporto il martedì precedente alla gara. Appena le incontriamo, subito dopo l’atterraggio a Denver, ci chiedono: “Hey, dove sono le vostre valige?” e noi rispondiamo: “Sono qua…”.

Ecco il bagaglio di Ducci e Macheda per la trasferta americana.
Ecco il bagaglio di Ducci e Macheda per la trasferta americana.

E loro, con gli occhi sbarrati, non ci vogliono credere!
Eh, si perché per questo viaggio abbiamo deciso di viaggiare con solo la bike bag e la borsa a mano da 40l di Evoc, niente extra bagaglio, per essere così più comodi negli spostamenti visto che gli impegni per le tre settimane di viaggio si facevano sempre più numerosi. Questo tipo di trasferte non sono solo un’occasione per gareggiare, ma anche una fantastica opportunità per visitare luoghi nuovi tra una gara e l’altra, attraversando gli USA, raggiungendo le mete sempre sognate della Mtb!

Sentieri magnifici, difficile restare indifferenti.
Sentieri magnifici, difficile restare indifferenti.

Winter Park, finalmente
Raggiunta la località del 5º round dell’Ews, ci prepariamo subito per andare a fare qualche giro del bike park. Arrivando dall’Italia ti rendi conto da subito di essere atterrata su un altro pianeta.

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Tutte le persone che incontro mi salutano con un entusiasmo incredibile, il bike resort è frequentato da ogni tipo di biker e ce ne sono a centinaia in ogni momento della giornata, a nessuno frega niente del completo super figo o come giri, l’importante è andare in bici. In più qualsiasi attività commerciale qui ruota intorno alla Mtb e sembra che tutto funzioni alla grande!

Mai sotto i 40 all’ora…
Dopo avere fatto un po’ di giri mi rendo conto che tecnicamente i sentieri sono molto più facili che in Italia però non mi sento a mio agio per niente perché c’è una cosa che li rende particolarmente difficili e che nel nostro Paese difficilmente troviamo in gara…qui non si scende mai sotto i 40 km orari!

Manuel Ducci in azione. La velocità è alta...
Manuel Ducci in azione. La velocità è alta…

La velocità media di questi percorsi è qualcosa a cui ci si deve abituare sebbene siano molto scorrevoli.
In più c’è una media di 30 salti a percorso di notevoli dimensioni da prendere a manetta spalancata. Sennò non li chiudi neanche se piangi in arabo!

Tre giorni di gara e tante ore in sella
Il format di gara per questo evento, è ancora una volta diverso da quello che abbiamo visto fino ad oggi, prevedeva quattro giorni tra prove e gara.

Fatica? Sì, tanta, soprattutto per l'altitudine.
Fatica? Sì, tanta, soprattutto per l’altitudine.

Dal giovedì pomeriggio iniziamo a provare le Speciali del giorno dopo, in pratica dal venerdì iniziava la gara con solo due speciali al giorno che venivano disputate al mattino e al pomeriggio si andava a provare quelle del giorno seguente.
Forse non è il format che più ho apprezzato in gara, ma ti dava l’opportunità di girare e stare tanto in bici.

Manuel Ducci è dolorante alla caviglia. Valentina Macheda è super gasata da Winter Park.
Manuel Ducci è dolorante alla caviglia. Valentina Macheda è super gasata da Winter Park.

Problemi meccanici e ancora quella caviglia
La mia gara è stata tutta in salita. Purtroppo il primo giorno ho avuto alcuni problemi meccanici che mi hanno rallentato molto e fatto perdere parecchie posizioni, così ho dovuto spingere molto per recuperare nei giorni seguenti.

Sentieri super fighi a Winter Park, ma format di gara decisamente anomalo.
Sentieri super fighi a Winter Park, ma format di gara decisamente anomalo.

Sono comunque soddisfatta del risultato finale perché mi sono piazzata bene in alcune prove in un tracciato così diverso. Manuel anche in questa gara ha corso con un pedale flat e un pedale a sgancio perché la caviglia gli fa ancora male e la velocità dei percorsi non giocava a suo favore, comunque ha chiuso in un’ottima posizione, considerate le sue condizioni.

Finita la gara, Anita, Carolin e Valentina festeggiano così. Alla grande...
Finita la gara, Anita, Carolin e Valentina festeggiano così. Alla grande…

E il viaggio continua…
Concluso l’evento, ci rimettiamo al lavoro per impacchettare tutto, pronti per volare di nuovo e questa volta direzione California, con lo scopo di visitare Ibis a Santacruz e partecipare il weekend successivo alla Downieville Classic, consapevoli di avere già vissuto un’esperienza fantastica. Non vediamo l’ora di raccontarvi la prossima avventura!