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Valentina Macheda del team Life Cycle si toglie il casco, scende dalla bici e si mette a scrivere. Il suo desiderio di condividere le proprie emozioni in gara è talmente forte che ci ha chiesto di raccontare la gara dell’Enduro World Series in Cile dall’interno. Ecco il suo racconto con le foto di Matt Wragg.
SL

Dopo un inverno passato a sognare e organizzare questo lungo viaggio, finalmente la tanto attesa tappa dell’Ews in Cile è arrivata. Pensi sempre che il momento di partire è molto lontano ma in un attimo ti ritrovi a raccontare le avventure vissute durante il viaggio di ritorno…
Ma partiamo dall’inizio.

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Dopo tanta attesa si parte. Destinazione Cile per Valentina Macheda e Manuel Ducci.

Per me e Manuel è la prima gara Ews Oltreoceano così decidiamo di partire una settimana prima del previsto per riuscire a smaltire il viaggio e cercare di abituarci alla prima gara in alta quota di stagione. Con noi ci sono anche Alex Lupato e Matt Wragg.

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Anche le unghie in tinta con il viaggio. Ormai è un classico…

Si parte. Un viaggio di “sole” 14 ore
Il viaggio è davvero lungo, partiamo da Nizza in direzione Madrid con un volo di 2 ore e poi prendiamo il volo che da Madrid ci porta a Santiago del Cile in sole “14 ore”. Per fortuna abbiamo volato di notte riuscendo a dormire molte ore. Dopo essere atterrati e aver ritirato i mille bagagli, uscendo dall’aeroporto vediamo tantissimi autisti di compagnie noleggio auto. Cercando tra la folla, troviamo lì ad aspettarci un ragazzo dal sorriso simpatico che stringe tra le mani un cartello con scritto: Vale Macheda. Wow, è stato divertente vedere il mio nome sul quel cartello. Gli altri erano un po’ gelosi!

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All’aeroporto di Santiago del Cile aspettavano proprio lei, Vale Macheda.

Come da programma, ritiriamo il nostro pickup e ci dirigiamo verso il negozio di Emilo, il distributore Ibis cileno, dove veniamo accolti calorosamente.

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Con i rider del team Life Cycle ha viaggiato anche Alex Lupato.

Dopo un po’ di lavoro facciamo riprendere vita alle nostre bici. Un boccone veloce e ripartiamo in direzione La Parva, località che ospiterà una tappa del circuito Montenbaik Enduro, il weekend prima dell’Ews. Per raggiungerla da Santiago (500 metri slm) ci vuole un’ora, la strada è uno spettacolo, Manuel dice che sembra il percorso della Pikes Peak e sembra molto divertito perché sa che dovrà fare 40 tornanti stile rally che ci porteranno a quota 2500 metri. Date un’occhiata al video in basso per capire di cosa sta parlando Manuel…

Ci fermiamo nei punti panoramici e iniziamo a vedere sentieri che solo alla vista ci fanno esaltare, il panorama è caratterizzato da montagne altissime ma aride con numerosissimi cactus. Ci lascia senza fiato!

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Sulla strada per La Parva una sosta per ammirare il paesaggio andino.

Arrivati in albergo usciamo a sgranchirci un po’ le gambe, ma tra la quota e il viaggio sulle spalle facciamo una fatica terribile: così rientriamo in albergo, cena e dritti a dormire.

A La Parva un antipasto dell’Ews
L’indomani iniziamo le prove e finalmente possiamo risalire sulle nostre bici. La seggiovia ci porta a fino 3.500 metri. Wow, inizia a mancare il fiato e fa un freddo incredibile (anche perché in Cile è autunno) ma guardando verso la valle vediamo linee infinite che a breve dovremo percorrere, dimenticandoci delle difficoltà. I sentieri sono super veloci, molto aperti e sabbiosi, le speciali da provare sono tre.

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E ora si torna a pedalare. In programma le ricognizioni sulle speciali della gara di La Parva.

Riusciamo a fare un giro di ogni Ps, ci rendiamo conto che dobbiamo abituarci a questi terreni nuovi e cercare di prendere più confidenza possibile. Una cosa in comune all’Italia c’è. Il terreno è duro uguale: purtroppo per una distrazione ho fatto un “overbar” facendomi male al collo fortunatamente senza gravi conseguenze ma il dolore mi ha accompagnato per tutto il viaggio!

Manuel Ducci in azione alla gara di La Parva.
Manuel Ducci in azione alla gara di La Parva.

Il livello dei partecipanti presenti a questa gara era davvero alto, visto che molti top rider hanno avuto la stessa idea. Sembrava una mini Ews, pensiamo che sia una buona prova in vista del prossimo weekend. Durante la gara c’è un’atmosfera rilassata e senza troppe tensioni. Io purtroppo nella seconda speciale ho forato nella parte iniziale, così ho finito la gara solo per allenamento mentre invece Manuel ed Alex hanno fatto bene.

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Territori sconfinati rigati dal sentiero di gara.

Purtroppo, nell’unico giorno di ricognizioni disponibili noi siamo arrivati un po’ tardi e non abbiamo avuto la possibilità di girare abbastanza, così anche loro hanno deciso di prenderla come allenamento.
Matt invece ha colto l’occasione per mettersi al lavoro e fotografare i rider in azione.
La gara è stata bella, ma la voglia di girare è ancora tanta e così il giorno dopo andiamo tutti a girare e fare foto sulle montagne intorno a La Parva prima di partire per Nevados de Chillan. Sarebbe stato un crimine non farlo, ci sono sentieri stupendi che partono dalle vette più alte (3700 metri circa di quota) fino ad arrivare a 800 metri.

Enduro World Series, ci siamo!
E’ arrivato il momento di lasciare trails mozzafiato per partire in direzione Nevados de Chillan, un’altra località in alta montagna a più di 5 ore di macchina in direzione Sud.
Una volta arrivati ci rendiamo conto che la vegetazione e le montagne che caratterizzano questa zona sono totalmente diverse da quello che ci siamo lasciati alle spalle nei pressi di Santiago. Per rendere l’idea posso dire che sembrava di essere entrati nel film di Jurassik Park, anche la nostra abitazione per quei giorni sembrava decisamente una capanna, di quelle che si vedono nei cartoni animati.

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I colori autunnali di Nevados de Chillan. L’esordio nell’Enduro World Series si avvicina.

Il format dell’Ews in Cile prevedeva 2 giorni di prove e 2 giorni di gara senza controllo orario. Purtroppo nei primi 2 giorni di prove avevano degli orari prestabiliti e abbastanza ristretti per provare le speciali, quindi siamo riusciti a fare una sola ricognizione del percorso, anche perchè non tutte le prove erano accessibili con seggiovia o pedalando ma bisognava spingere la bici su salite ripide su sabbia vulcanica per un’ora a speciale e vi assicuro che dovevi farti… un bel mazzo.

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Le 6 speciali si dividevano in quattro super discesistiche, con pezzi velocissimi e verticali mentre le altre due con tratti flow e molto pedalate. Il tutto in mezzo a boschi da favola e scenari pazzeschi, l’autunno in questa località è qualcosa di magico, gli alberi si accendono di mille colori, si fa fatica a rimanere concentrati sull’obiettivo principale in un posto così!

Gli scenari visti in Cile sono stati incredibili. E la voglia di girare in Mtb era ai massimi livelli.
Gli scenari visti in Cile sono stati incredibili. E la voglia di girare in Mtb era ai massimi livelli.

I giorni della gara non sono stati poi così faticosi a livello fisico anche perchè siamo allenati ad affrontare gare anche più lunghe e le tre speciali per giorno erano decisamente alla nostra portata.

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La cosa veramente difficile è stato riuscire a memorizzare tutti i passaggi delle prove con una sola ricognizione e riuscire poi a spingere su una pista in cui si viaggiava sempre al limite a causa della velocità elevatissima e della sabbia sempre presente sui percorsi. Inoltre questo format decisamente diverso da quello italiano era molto più vicino a una gara di downhill che a un enduro. Non è una critica perché in realtà ci siamo divertiti molto, però questo richiedeva un approccio diverso, dal setting della bici all’allenamento.

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Troppo poca una sola ricognizione sulle sei speciali di Nevados de Chillan.

Io ho faticato a trovare il feeling con la pista, seppur divertente, ma non sono mai riuscita a guidare come volevo.

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Valentina Macheda ha chiuso l’opening 2014 al sedicesimo posto.

Manuel invece stava spingendo forte ma due brutte cadute gli hanno fatto perdere un bel po’ di posizioni. Come dicevo il fondo sabbioso rendeva le speciali particolarmente insidiose. Ci voleva un attimo a trovarsi “over the bar” se forzavi troppo… e se non lo facevi prendevi paga!

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Come in ogni viaggio impari e arricchisci il tuo bagaglio di esperienza. Abbiamo capito tante cose che torneranno molto utili in futuro e imparato a fare valutazioni guardando da una diversa prospettiva.

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Valentina Macheda la rivedremo sui campi dell’Ews a fine maggio, al TweedLove Festival, in Scozia.

Sicuramente ciò che mi rimarrà impresso sarà il sorriso e il calore della gente, i colori dei magici boschi e uno dei tramonti più belli che abbia mai visto nella mia vita.

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Il tramonto in Cile. Un ricordo difficile da cancellare per Valentina Macheda.

Grazie Cile e grazie ai miei compagni di avventura.