scritto da Daniele Concordia in Storie il 21 Dic 2017

Luca e Daniele Braidot: il 2018 sarà l’anno buono?

Luca e Daniele Braidot: il 2018 sarà l’anno buono?
        
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Luca e Daniele Braidot, gemelli classe 1991, sono considerati da molti come delle grandi promesse per il futuro del cross country azzurro. In realtà, i gemelli friulani si sono già tolti delle belle soddisfazioni in campo internazionale, giungendo quest’anno nella top ten in eventi titolati come la Coppa del mondo e i campionati europei. Anche loro, come Marco Aurelio Fontana, in questo periodo stanno correndo nel ciclocross, con obiettivi simili al Prorider ma con un approccio un po’ diverso.
Abbiamo parlato anche con loro, per scoprire come si stanno muovendo in vista della prossima stagione…

– Ciao ragazzi, come state? Come procede la preparazione?
– Bene, grazie. Quest’anno abbiamo riposato un po’ di più ed iniziato il ciclocross un po’ più tardi appositamente. La prima prova di Coppa c’è a marzo, quindi tireremo dritto fino a lì, poi staccheremo un attimo, visto che la seconda sarà a fine maggio.

– Fate ciclocross solo come preparazione o cercando anche qualche risultato?
– Quest’anno lo stiamo facendo solo come allenamento. In gara non ci “tiriamo troppo il collo”, gli occhi sono puntati principalmente sulla Mtb. A Gorizia però abbiamo dato tutto, d’altronde correvamo in casa.

Luca e Daniele Braidot in azione a Gorizia

– E’ una scelta vostra di correre anche in inverno o lo avete concordato insieme al vostro preparatore Claudio Cucinotta?
– Decidiamo tutto con lui, abbiamo sempre corso in inverno e ci piace da matti. E’ un buon modo per allenarsi senza stressarsi troppo con gli allenamenti. Ma deve piacerti e va fatto con metodo.

– Sui social avete postato un breve video del test di valutazione che avete fatto l’altro giorno: com’è andato? Dateci qualche numero…
– Come dicevamo rispetto allo scorso anno siamo un po’ indietro con la preparazione, ma è stato voluto. Claudio ci ha detto che siamo a buon punto per questo periodo. Numeri? Possiamo dirvi che in soglia adesso abbiamo 385 watt (Luca, ndr) e 378 watt (Daniele, ndr). Rispettivamente 5,5 e 5,4 w/kg.

– Oltre al cross cosa state facendo in questo periodo? Su quali aspetti vi state concentrando di più?
– Lavoriamo molto sulla forza in palestra, in bici facciamo parecchia tecnica, poca intensità e non molti chilometri. Inizieremo a fare distanza da gennaio, dopo il campionato italiano di ciclocross.

I gemelli friulani si allenano sulla sabbia in riva al fiume Isonzo

– Nella scorsa stagione, a differenza degli altri anni in cui magari uno dei due, Luca nello specifico, era un pelino sopra all’altro, eravate più vicini in termini di prestazioni. Giusto?
– La stagione post-olimpica è sempre transitoria, avevamo deciso di stare più tranquilli facendo però molte gare ed accumulando più punti Uci possibili. Poi io (Luca, ndr) mi sono rotto la clavicola a inizio stagione e questo mi ha rallentato ancora di più, solo nel finale sono andato meglio e infatti in Val di Sole ho chiuso al nono posto. Però non ho mai raggiunto un picco di prestazione altissimo. Daniele è andato un po’ meglio, non a caso all’europeo è arrivato quarto. A parte questi piazzamenti, comunque, nessuno dei due ha avuto delle performance eclatanti.

Daniele Braidot all’arrivo del campionato europeo di Darfo Boario Terme, chiuso al 4° posto

– Guardando al 2018, cosa vi aspettate da voi stessi?
– Ci piacerebbe fare una bella Coppa del mondo, finalmente saremo team Uci e parteciperemo a tutte le prove. Speriamo di essere più costanti.

– Cosa pensate del nuovo regolamento che prevede uno Short Track per guadagnarsi il posto in griglia?
– E’ una cosa nuova e bisognerà provare prima di giudicare. Di certo per un team come il nostro è anche una spesa, perché dovremo essere sul campo gara almeno un giorno prima. Si può fare, ma sicuramente sarà più impegnativo.

– Molti esperti del settore e anche alcuni vostri rivali dicono che, se siete in forma, voi due potete combattere con Schurter e company. Come rispondete?
– Schurter ad oggi è irraggiungibile, speriamo di avvicinarci pian piano, quello sì. Iniziamo ad avere l’età giusta per portare a casa dei risultati. Oltre a noi però ci sono i vari Kerschbaumer, Fontana e non sottovalutiamo Colledani e Bertolini che stanno venendo su bene. Il livello degli azzurri si sta alzando.

Luca Braidot in azione in Val di Sole, dove è arrivato 9°

– A fine stagione girava qualche voce su un vostro eventuale cambio di team. Avete mai pensato di lasciare il Gs Carabinieri per un team più blasonato?
– C’è stata qualche proposta, ma non abbiamo mai realmente pensato di lasciare i Carabinieri. Soprattutto perché abbiamo risolto molte cose all’interno del nostro team nell’ultimo periodo: l’organizzazione è migliore e alcuni sponsor tipo Olympia e Vittoria ci sono venuti molto incontro. Poi è anche una scelta di vita, essere in un corpo militare è sempre un onore, ci tenevamo a rimanere.

– Tecnica: finalmente anche voi avete la biammortizzata. Si sente davvero così tanto il divario tra front e full nelle gare di Coppa?
– Da quando ci hanno dato la full, la front non l’abbiamo più usata. Già questo dice molto. Nelle gare di Coppa aiuta molto, purtroppo sui percorsi in cui serviva di più, tipo Nove Mesto e Lenzerheide, non ce l’avevano ancora consegnata.

Campionati del mondo di Cairns

Al mondiale di Cairns, Luca e Daniele hanno usato la full Olympia F1X

– La differenza si vede sui tempi, oppure è proprio sulla gestione delle energie?
– Non abbiamo mai preso dei riferimenti cronometrici, ma a nostro avviso con la full si risparmiano molte energie, si fa meno fatica nei tratti tecnici e a lungo andare si fa la differenza. Poi da quando abbiamo le full non abbiamo più forato e questo è importantissimo.

– Problemi o differenze che avete trovato dal passaggio da front a full…
– No, non è cambiato niente in questo senso.

– Molti lettori sono rimasti un po’ stupiti vedendo alcuni video in cui l’ammortizzatore posteriore della vostra Olympia F1X lavorava davvero poco. Lo tenete molto duro o è un’impressione?
– No, assolutamente, utilizziamo una taratura standard. Anzi, lo teniamo più morbido di tanti altri rider, ad esempio di Tiberi, per dirne uno. I video a volte ingannano.

– Mezzo 2018: ci sarà qualche cambiamento sui componenti e sponsor tecnici? State testando qualcosa di particolare?
– La novità principale sarà il passaggio da Sram a Shimano per quanto riguarda il gruppo. Le bici nuove arriveranno a breve, ma abbiamo già corso in passato con Shimano e ci piace di più per via del salto minore tra i pignoni. Dovremo valutare solamente che tipo di cassetta utilizzare, se la 11-46 o la 11-42, vedremo più avanti. Per il resto rimane tutto uguale: ruote e copertoni Vittoria, sospensioni Fox e selle Smp.

– Come sarà il programma da qui alle prime gare di Mtb. Dove inizierete a correre?
– Dopo l’italiano di ciclocross andremo due settimane in ritiro a Ragusa, in Sicilia, per iniziare a fare qualche chilometro in più al caldo. Dopodiché, dal 25 al 28 gennaio dovremmo essere in Spagna per partecipare ad una gara a tappe, la Costa Blanca Bike Race. Non è ancora sicuro, ma in tal caso la prima gara di Mtb sarà quella e la utilizzeremo principalmente come allenamento.

– Guardando il calendario 2018, dove mettereste il bollino rosso?
– Ci piacerebbe far bene al mondiale di Lenzerheide, anche perché il percorso ci piace parecchio. Poi bisognerà andare forte a luglio, quando ci sarà la Coppa in Val di Sole e anche l’italiano Xc. Sarà un periodo impegnativo, ma ci faremo trovare preparati.

Per farvi un’idea del manico di questi ragazzi, guardatevi questo video pubblicato da loro stessi su Facebook. Il percorso è da Mtb, ma loro sono su una bici da ciclocross…

Per scoprire qualcosa in più su Luca e Daniele Braidot potete visitare il loro sito braidottwins.com oppure la loro pagina Facebook Braidot Twins.



        
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