scritto da Daniele Concordia in Storie il 19 Dic 2017

Marco Aurelio Fontana: inverno “racing” per partire subito forte

Marco Aurelio Fontana: inverno “racing” per partire subito forte
        
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Marco Aurelio Fontana è reduce da una stagione soddisfacente solo in parte, nella quale non ha raccolto i risultati sperati nonostante la grande scrupolosità con la quale si era preparato. Il cambio di maglia dal Cannondale Factory Racing al Team Bianchi Countervail lo aveva caricato di emozioni e di aspettative, che tuttavia si sono realizzate solo in parte. Tra alti e bassi, comunque, il Prorider non si è arreso ed è già tornato in pista nel ciclocross per preparare un bel riscatto nel 2018. Lo abbiamo raggiunto al telefono per scambiarci quattro chiacchiere e scoprire cosa sta facendo in questo periodo…

«Come avrete visto ho ripreso a fare cross, seguendo un calendario simile agli altri anni, ma cambiando un po’ gli stimoli. Voglio far bene sin dalle prime gare di Coppa del mondo, quindi bisognava aggiustare il tiro».
Esordisce così il lombardo del Team Bianchi Countervail e dalle sue prime parole traspare la grande motivazione che ha ritrovato in vista del prossimo anno. Allora cerchiamo di andare più a fondo.

Marco Aurelio Fontana in azione a Namur, dove è arrivato 31°, con la Bianchi Zolder

-Hai corso in Coppa del mondo di ciclocross a Namur. Per aggiustare il tiro intendi acquisire il ritmo gara sin da ora?
-Esatto, la prima di Coppa in Mtb ci sarà il 10 marzo in Sudafrica. Si parte in anticipo, quindi bisognerà farsi trovare preparati. Proprio per questo, oltre alle gare di cross regionali e nazionali, ho deciso di inserire qualche gara all’estero e se tutto va bene vorrei fare anche il mondiale in Olanda. La priorità però è sulla Mtb, quindi sono pronto a rinunciare alla gara iridata se ci fosse qualche intoppo. Spero di no, ovviamente.

-Ciclocross solo per allenamento, oppure cercando qualche risultato?
-Non forzo la mano, ma ovviamente se venisse qualche risultato sarei contento. Non nego però che mi piacerebbe fare il campionato italiano di Roma da protagonista e magari arrivare nei dieci al mondiale. Sono pur sempre un agonista…

-Torniamo un attimo sulla stagione passata. Tutti si chiedono: cosa è successo a Fontana? Ora, a bocce ferme, riesci a spiegarci un po’ meglio?
-Sono molto soddisfatto della prima parte di stagione, diciamo fino a inizio luglio. Ho vinto gli Internazionali d’Italia Series, ho fatto una top ten in Coppa a Nove Mesto, ad Albstadt ero nei primi cinque prima di rompere il cambio. Insomma, ero presente e secondo me fino a quel momento è stata una delle migliori stagioni degli ultimi anni. Dopodiché ho avuto qualche intoppo fisico che mi ha debilitato e inevitabilmente rallentato. Da luglio in poi, quindi, ho solo inseguito senza mai recuperare e riprendermi seriamente.

Marco Aurelio Fontana ha vinto gli Internazionali d’Italia Series davanti a Stephane Tempier

-Che tipo di intoppo fisico?
-Il mio corpo era un po’ debole e mi ammalavo in fretta. Forse ero un po’ troppo “tirato” e quindi più cagionevole. Ma sto tenendo conto di questa esperienza per non ripetere gli errori…

-Dopo i problemi di salute è subentrato anche un “blocco” mentale?
-Di testa ho avuto degli alti e bassi, nonostante il corpo era sempre giù. Devo dire però che la mente è stata proprio il mio punto di forza per non mollare neanche nei periodi peggiori. Per esempio potevo non correre il mondiale di Cairns, ne avevamo anche parlato con il team, ma ho voluto esserci perché ero il capitano della nazionale e perché volevo onorare la gara iridata. Proprio grazie alla testa ho trovato quegli stimoli in più per non mollare. E in questo la mia famiglia, il team e il mio allenatore mi hanno dato una grossa mano.

Fontana dopo l’arrivo del campionato europeo di Darfo Boario Terme, chiuso al sesto posto

-In vista del 2018, a parte il diverso calendario di ciclocross hai cambiato qualcos’altro nella preparazione?
-Insieme al mio coach, Domingo Copelli, abbiamo aggiustato dei dettagli, ma niente di più. Credo che il nostro metodo di lavoro mi abbia premiato più di una volta, quindi non bisogna rivoluzionarlo.

-Sei uno dei pochi pro’ che non usa il misuratore di potenza. Hai mai provato ad utilizzarlo? Non pensi che a certi livelli possa essere utile per monitorare la condizione e programmare meglio la stagione?
-Non lo uso perché perché la metodologia di allenamento che seguo non lo ritiene necessario, altrimenti lo avrei sulla bici. Ho provato ad utilizzarlo in passato, mi è servito fino a un certo punto ma ha anche rafforzato la teoria che il misuratore di potenza va utilizzato in un certo modo e che a volte nella Mtb può anche essere controproducente. Almeno noi abbiamo riscontrato questo.

-Parliamo di tecnica: per te sarà un 2018 da “frontino” oppure di vedremo di più sulla full?
-La full Bianchi Methanol FS mi è piaciuta un sacco, me la godo proprio. Valutando come uso io la bici e guardando anche gli ultimi test che abbiamo fatto, posso dire che i tempi riscontrati con le due bici sono molto simili, anzi a volte sono un pelino più veloce sulla hardtail Bianchi Methanol Countervail. Voglio iniziare la stagione con la front, sfruttando al meglio i Banger di Mr Wolf, poi dal mondiale di Lenzerheide in poi potrei utilizzare anche la full, dovrò valutare bene la situazione.

Al mondiale Xc di Cairns (chiuso al 21° posto) ha corso con la full di Bianchi, la Methanol FS

-Cambierà qualcosa nella configurazione del mezzo?
-La bici della scorsa stagione era già ottima, quindi il setup rimarrà quello. Però sto testando parecchie gomme, perché Kenda ha in mente dei prodotti ancora più innovativi e performanti. Anche se a me piacciono tanto già quelli attuali.

-Il gruppo sarà sempre lo Shimano Xtr Di2?
-Sì, sto usando il meccanico sulla bici da ciclocross e solo ora mi accorgo veramente di quanto sia superiore il gruppo elettromeccanico. E’ una grande invenzione.

-Un’ultima domanda: punterai sulla Coppa, ma c’è una gara in particolare che hai già messo nel mirino?
-Punto molto alla prima prova di Stellenbosch. A marzo sono sempre andato bene, il percorso mi piace ed ho voglia di riscatto. Poi ovviamente ci terrei a far bene in Val di Sole e al mondiale di Lenzerheide.

A proposito di Stellenbosch, in attesa che inizi la World Cup 2018 andatevi a vedere la intro pubblicata su YouTube dallo staff della Absa Cape Epic

Per maggiori informazioni su Marco Aurelio Fontana e sul Team Bianchi Countervail: www.fontanaprorider.it e www.bianchi.com



        
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