scritto da Redazione MtbCult in Componenti,Test il 25 Set 2015

TEST – Shimano Xtr Di2: 2100 Km e 100 ore di uso. Ecco com’è andata

TEST – Shimano Xtr Di2: 2100 Km e 100 ore di uso. Ecco com’è andata
        
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Dopo avervelo presentato diversi mesi fa siamo finalmente pronti a dirvi come va lo Shimano Xtr Di2.
Se ricordate ci eravamo lasciati con un interrogativo: le prestazioni e le qualità dello Shimano Xtr Di2 valgono i soldi che costa?
Ebbene, per capirlo e soprattutto per dimostrarvelo lo abbiamo messo sotto torchio per un totale di quasi 2100 Km e 100 ore di utilizzo.
Il test-tortura è stato effettuato dal nostro collaboratore Paolo Guerrieri (foto in basso) che ha usato l’Xtr Di2 per tutta l’estate.
E il risultato?
Lascio intanto la parola al tester per riprenderla più avanti.
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La mountain bike utilizzata per il test dello Shimano Xtr Di2 è una Canyon Gran Canyon CF Slx (foto sopra) allestita interamente attingendo al top di gamma Shimano che prevede anche le ruote Xtr con cerchi in carbonio.
I cablaggi e batteria sono inseriti all’interno del tubo di sterzo e, grazie alla predisposizione del telaio Canyon per il gruppo Di2, risultano ben nascosti alla vista.

I cavi elettrici fuoriescono dal manettino, fanno una curva a 180° e si infilano nel manubrio.

I cavi elettrici fuoriescono dal manettino, fanno una curva a 180° e si infilano nel manubrio.

Dal manubrio fuoriescono ed entrano nell'attacco manubrio, un Pro Tharsis specifico per Di2.

Dal manubrio fuoriescono ed entrano nell’attacco manubrio, un Pro Tharsis specifico per Di2.

Sul manubrio è presente un display multifunzionale con il compito di indicare il pignone in uso, la corona utilizzata, il livello di carica della batteria e il programma di cambiata adottato. Inoltre, è munito di connettore elettrico proprietario per la ricarica/connessione con un Pc.

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Batteria carica. Si comincia…
Prima di iniziare ho ripristinato la carica della batteria al 100%.
Stando in sella, la scomparsa (almeno alla vista) dei cavi del cambio dalla zona manubrio fa un bell’effetto.
In realtà i due piccoli cavi elettrici che fuoriescono dai manettini del cambio e del deragliatore hanno un passaggio all’interno del manubrio e dell’attacco manubrio Pro Tharsis, specificamente realizzato per questo gruppo.
Sul manubrio si vedono solamente i cavi idraulici dei freni.
All’inizio, è difficile resistere alla tentazione di provare un cambio marcia, anche se del tutto superfluo.
Si preme la levetta che comanda il cambio e, ops, entra una marcia in più del previsto.
Non è un difetto di regolazione, bensì non sono stato sufficientemente rapido nel togliere il dito dal pulsante sul manettino!

Il comando del cambio (e del deragliatore) ha un'ergonomia molto valida. Peccato non sia di tipo "push-pull" altrimenti sarebbe perfetto.

Il comando del cambio (e del deragliatore) ha un’ergonomia molto valida. Peccato non sia di tipo “push-pull” altrimenti sarebbe perfetto.

Impressionante la velocità di salita e di discesa.
La cambiata è rapidissima e prima di abituarsi ci si trova spesso a cambiare più marce del voluto.
Se si vuole far scendere o salire la catena di più marce in un colpo solo basta tenere premuto il pollice sul pulsante.
La sensazione del click suona familiare: la resistenza del pulsante alla pressione del dito è ben calibrata e ricorda quella di un cambio meccanico.
Shimano su questo ha fatto un ottimo lavoro.
Visto che sto giocando, tanto vale provare anche il deragliatore anteriore.

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Continuo a pedalare e in una frazione di secondo si passa da una corona all’altra.
Le prime impressioni sono subito molto positive: morbidezza ed ergonomia dei comandi, velocità di cambiata e chiarezza delle informazioni sul display sono indubbiamente tra le doti più evidenti dello Shimano Xtr Di2.

Synchro Shift, molto interessante
Durante il test ho utilizzato quasi sempre la modalità Syncro Shift (di cui vi abbiamo parlato qui, ndr), ovvero lasciamo al software la gestione dell’incrocio della catena e del rapporto.
La cambiata risulta essere priva di incertezze e richiede un’unica accortezza, ossia quella di alleggerire la pedalata nel momento nella cambiata successiva a quella in cui si sente il doppio “bip”.

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In generale il Synchro Shift è un’opzione utile e anche piacevole da usare, perché risolve in modo efficace il problema dell’incrocio della catena e del rapporto più corretto da utilizzare e semplifica la vita a chi pedala.
Se non ci fosse il Synchro Shift (comunque escludibile tramite il display sul manubrio) sono certo che non avrei usato così tanto il deragliatore.

E le regolazioni del cambio?
Se sparisce il cavo meccanico spariscono anche le regolazioni di fino che prima si facevano agendo sul registro? No, perché sull’Xtr Di2 sono integrate in modo intelligente nei comandi cambio.

Sul lato posteriore del display è presente il pulsante che permette di attivare la regolazione fine di cambio e deragliatore. Sul lato destro, invece, c'è la porta per la connessione Usb.

Sul lato posteriore del display è presente il pulsante che permette di attivare la regolazione fine di cambio e deragliatore. Sul lato destro, invece, c’è la porta per la connessione Usb.

Se per qualunque motivo il cambio non avesse o perdesse la regolazione ottimale (ad esempio a seguito di una caduta), cioè se si sente quel leggero sferragliamento tipico di un cambio non ben tarato, Shimano ha previsto un “fine tuning” gestibile tramite il display sul manubrio.
Basta tenere premuto il pulsante laterale e si attiva la modalità di micro regolazione suddivisa in front/rear, cioè per deragliatore e cambio separatamente.
A quel punto gli stessi comandi cambio svolgeranno le funzioni di fine tuning e il display indicherà quanto ci si è spostati verso il pignone a sinistra o quanto verso quello a destra.
Premendo nuovamente il pulsante sul display si esce dalla modalità regolazione.

Ma c’è anche un software: E-Tube Project by Shimano
Per avere ulteriori dettagli tecnici sul funzionamento del Di2 si può andare sul sito e-tubeproject.shimano.com e scaricare sul PC (solo sistemi operativi Windows) il programma che gestisce il Di2, eventuali aggiornamenti firmware e il manuale di funzionamento.

Primo menu

Primo menu

Riconoscimento unità

Riconoscimento unità

Impostazioni cambio

Impostazioni cambio

Impostazioni comandi cambio

Impostazioni comandi cambio

Aggiornamento firmware

Aggiornamento firmware

Impostazioni synchro shift

Impostazioni synchro shift

Menu personalizzazione

Menu personalizzazione

Menu personalizzazione

Menu personalizzazione

Con il cavo USB collegato vengono riconosciuti i componenti XTR, caricati i firmware più aggiornati, configurata la velocità di cambiata, la modalità del comando operante come Rapid Fire o Reverse, il massimo incrocio catena per il Synchro Shift e salvare queste impostazioni.
L’interfaccia, a dire il vero, non è delle più intuitive e richiede un po’ di attenzione per essere capita e sfruttata al meglio.
Lo stesso programma configura anche eventuali unità Fox iCtd presenti a bordo.
Posso dire che nei 3 mesi di test è stata necessaria solamente una micro regolazione del cambio, ma per il resto l’Xtr Di2 si è dimostrato impeccabile.

La batteria? Niente paura
Già sui gruppi Shimano Di2 da strada la batteria ha dato innumerevoli prove di affidabilità e di consumi più che ragionevoli.
Insomma, se temete che l’Xtr Di2 vi lasci all’improvviso senza batteria sappiate che è un’ipotesi da scartare.

La batteria è nascosta all'interno del tubo di sterzo.

La batteria è nascosta all’interno del tubo di sterzo.

Come Nicolas Lau ci aveva detto in questa intervista, nel caso in cui la batteria dovesse esaurirsi, il sistema è tarato in modo da portare la catena sul pignone mediano per permettere comunque al biker di tornare a casa.

La bici di Nico Lau equipaggiata con lo Shimano Xtr Di2 per le gare dell’Enduro World Series.

Comunque, nel nostro test, la batteria ha evidenziato una durata ben oltre le attese, ma tutto dipende chiaramente dall’intensità di utilizzo del sistema.
I tempi di ricarica sono però assolutamente ragionevoli e paragonabili a quelli dei moderni smartphone (meno di due ore per una ricarica totale).
Questo test ha avuto una durata complessiva di 100 ore per un totale di quasi 2100 Km e ha richiesto tre ricariche complete della batteria.

La “cara vecchia” doppia corona
Il titolo è volutamente una provocazione, perché i sistemi a doppia corona hanno ancora molto da dire, in vari ambiti della Mtb.
La mia impressione è che l’Xtr Di2 abbia particolare significato proprio con una doppia perché permette di apprezzare il Synchro Shift (che ho usato praticamente sempre durante questo test) e di rivalutare la doppia corona (sono un utente 1×11), anche in ambito marathon e Xc (durante il test ho preso parte anche ad alcune gare attirando non poche attenzioni fra i concorrenti grazie all’Xtr Di2…).

Oltre al funzionamento preciso e veloce, l'Xtr Di2 ha messo in mostra una resistenza all'usura notevole. Pignoni e corone sono rimasti in ottimo stato dopo un test quasi interamente su fondi polverosi.

Oltre al funzionamento preciso e veloce, l’Xtr Di2 ha messo in mostra una resistenza all’usura notevole. Pignoni e corone sono rimasti in ottimo stato dopo un test quasi interamente su fondi polverosi.

E ribadisco che il Synchro Shift comporta un uso più frequente del deragliatore rispetto a quello che avrei fatto io manualmente.
L’uso del deragliatore, però, anche se automatico, impone di alleggerire la spinta sui pedali, soprattutto se si sale dalla corona più piccola a quella più grande. Come per un qualunque altro deragliatore, insomma.

Le nuove abitudini
Lo Shimano XTR Di2, oltre agli innegabili benefici sulla velocità di cambiata, introduce anche alcune situazioni inedite per una Mtb:
– si deve ricaricare una batteria;
– per la ricarica ci sono diverse opzioni: si deve avere la bici accanto a una presa elettrica oppure deve essere collegata tramite porta USB al computer oppure ancora (opzione più laboriosa) si deve smontare l’attacco manubrio e sfilare la batteria;
– tutti i parametri che gestiscono velocità di cambiata marcia, le modalità di cambiata automatica, funzionalità comandi eccetera sono configurabili dall’utente e gestiti tramite computer e cavo Usb.
Serve quindi di abituarsi a qualche novità, accettando il fatto che la Mtb diventa un mezzo che ha bisogno di energia elettrica per funzionare.
Paolo Guerrieri

Le nostre conclusioni
Lo Shimano Xtr Di2 funziona in maniera ineccepibile.
Noi lo abbiamo utilizzato su una bici da cross country-marathon, esponendolo comunque a qualche caduta e inevitabile abrasione, ma l’Xtr Di2 non ha mai smesso di funzionare in modo preciso.
Costa tanto (guardate la tabella in basso), ma rappresenta un vero e proprio gioiello tecnologico.
Se si fa la somma dei costi dei soli componenti Di2 (escludendo quindi freni, guarnitura, catena e pacco pignoni e quant’altro) il costo è di 1889,54€

Preciso e solido come i migliori prodotti tecnologici giapponesi e allo stesso tempo… ancora acerbo.
L’Xtr Di2 è un primo passo, importante, dell’elettronica nel mondo della Mtb, ma come tale, in poco tempo, rischia di diventare superato.
Siamo abituati ad aspettarci prestazioni, automatismi e soluzioni mirabolanti dall’elettronica e dalla tecnologia (pensate ad esempio al mondo degli smartphone) e lo Shimano Xtr Di2, per quanto ben fatto, è un po’ più efficace, leggero (circa 50 gr per via dell’assenza di cavi e guaine e di componenti metallici nei manettini) veloce e preciso di un cambio Xtr tradizionale.

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Il Synchro Shift, lo ammettiamo, è una bella idea ed è la caratteristica che rende merito a questo gruppo, ma che richiede l’adozione di una doppia corona e di un deragliatore.
Altrimenti il Synchro Shift viene meno.
Adesso, dopo averlo messo sotto torchio e conosciuto a fondo, siamo già in attesa del prossimo step.
Sì, chiamatela pure frenesia consumistica…
Una cosa che non ci ha convinto (ma che Shimano ha già risolto con la gamma 2016) è la soluzione studiata per l’attacco manubrio Pro Tharsis con passaggio interno dei cavi.

L'attacco manubrio Pro Tharsis consente il passaggio interno dei cavi, ma non permette, ad esempio, la regolazione in altezza dell'attacco stesso se non tagliando il cannotto della forcella alla giusta altezza. Ed è una limitazione non indifferente che, però, Shimano ha risolto sui modelli Pro 2016.

L’attacco manubrio Pro Tharsis consente il passaggio interno dei cavi, ma non permette, ad esempio, la regolazione in altezza dell’attacco stesso se non tagliando il cannotto della forcella alla giusta altezza. Ed è una limitazione non indifferente che, però, Shimano ha risolto sui modelli Pro 2016.

Questo attacco manubrio permette di posizionare la batteria all’interno del tubo di sterzo (e risolve un problema non da poco se il telaio non ha una predisposizione specifica), ma è complicato da regolare (richiede una chiave a sogliola specifica) e limita le possibilità di regolazione in altezza dell’attacco manubrio stesso.

Segni d'usura sul cambio. Qualche impatto indesiderato non ha impedito il corretto funzionamento del cambio.

Segni d’usura sul cambio. Qualche impatto indesiderato non ha impedito il corretto funzionamento del cambio.

Nel caso si decidesse di acquistare l’Xtr Di2 in aftermarket, Shimano consiglia di rivolgersi a un rivenditore autorizzato per l’istallazione, perché la configurazione iniziale non è sempre così immediata.
Sulla Canyon in test era tutto configurato alla perfezione da Shimano Italia.
Qui di seguito tutta la fase di montaggio di un gruppo Xtr Di2 con i relativi componenti Pro Tharsis.

Quindi, alla domanda “vale i soldi che costa?” le possibili risposte sono molteplici:

– Sì, se vi potete permettere un esborso sostanzioso senza patemi.
– Sì, se tenete a sperimentare in prima persona il primo passo importante dell’elettronica nel mondo della Mtb.
– Sì, se volete avere un 2×11 che funziona come un 1×22.
– Sì, se volete la massima precisione di cambiata possibile oggi su una bici.

– No, se ritenete che un cambio meccanico abbia precisione e rapidità più che sufficienti.
– No, se pensate che avere un cambio elettronico a bordo di una Mtb ne limiti la libertà di utilizzo.

Dove trovare i manuali d’uso della Shimano
Lo ammettiamo, li abbiamo cercati e non li abbiamo trovati. Possibile che dello Shimano Xtr Di2 non ci siano i manuali d’uso?
Ovviamente no. E per risolvere la questione lo abbiamo chiesto a Shimano Italia che ci ha prontamente risposto con un link: si.shimano.com/
Qui trovate i manuali d’uso di tutti i gruppi Shimano suddivisi per componenti.
Per trovare, ad esempio, il manuale del deragliatore dello Shimano Xtr Di2 occorre conoscere la sigla con il quale Shimano lo chiama, ovvero FD-M9050 o FD-M9070.
Buona ricerca.

Un commento sul voto finale
Arriviamo alla stretta finale.
Non è possibile paragonare lo Shimano Xtr Di2 a nessun altro gruppo in commercio perché è l’unico a essere di tipo elettromeccanico.
L’unico confronto (dal quale far scaturire un voto) che si può fare è con gli altri gruppi presenti sul mercato.
Quindi, il voto finale che abbiamo dato all’Xtr Di2 è ottenuto dalla media di queste votazioni:

– Rapidità di cambiata: 10
– Precisione di cambiata: 10
– Costo: 5
– Ergonomia comandi: 9
– Resistenza all’usura: 9
– Peso: 9

e qui dobbiamo aggiungere delle voci specifiche per l’Xtr Di2:

– interfaccia software di gestione: 8
– durata batteria: 10
– leggibilità display: 8

Il nostro voto finale, quindi, è: 8,6
A voi le conclusioni ora.
Simone Lanciotti

Per informazioni RideXtr.com

voto:  8,6 / 10

PRO:

Precisione e rapidità di cambiata da riferimento, funzionalità del Synchro Shift, leggerezza rispetto alla versione meccanica, ergonomia dei comandi, durata della batteria, resistenza all'usura di corone, pignoni e catena, efficienza dei freni da riferimento.

CONTRO:

Prezzo elevato, interfaccia software di gestione poco intuitiva, collocazione batteria a volte difficoltosa (se il telaio non è predisposto).

Scheda Tecnica

  • Durata batteria:
    circa 1000 Km
  • Tempo di ricarica:
    circa 2 ore
  • Peso totale:
    circa 50 gr in meno rispetto a uno Shimano Xtr 2x11 meccanico
  • Prezzo:
    1889,54€
        
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