

Mona Mitterwallner è una fuoriclasse.
A soli 23 anni, l'austriaca ha già vinto cinque titoli mondiali, due nell'Xc e tre nella Marathon, dimostrando quindi una grande polivalenza sin da quando era giovanissima.
Negli ultimi anni ha avuto diversi alti e bassi, ma in questa stagione sta andando più forte di sempre, tanto forte da riuscire a vincere su un tracciato iconico come quello di Nové Mesto, che sulla carta non sarebbe troppo congeniale alle sua caratteristiche fisiche. E invece...

Ma cosa si prova a vincere nella Mecca della Mtb europea?
Cos'era successo a Mona Mitterwallner nel periodo in cui era quasi sparita dei campi gara?
Corre e vince ovunque, ma qual è la sua specialità preferita?
Abbiamo raggiunto telefonicamente l'atleta del Mondraker Factory Racing Xc, per conoscerla meglio e per rispondere a queste ed altre domande.
- Ciao Mona, come ti senti dopo aver vinto la Coppa del Mondo a Nové Mesto, un posto magico per la Mtb?
- Sì, quella di Nové Mesto è una gara speciale. Molte persone pensavano che il percorso non fosse adatto alle mie caratteristiche, infatti sono arrivata lì senza alcuna pressione, concentrandomi solo su me stessa e sull'allenamento. Mi sentivo bene e ho vinto dopo una gara molto movimentata, è stato incredibile.

- Dopo i primi giri, quasi nessuno si aspettava una rimonta così forte da parte tua. Invece, hai sfruttato al massimo le tue doti "diesel". Stai lavorando per migliorare in fase di partenza?
- Certamente, ci sto lavorando. Per me non è facile, anche mentalmente mi risulta difficile sgomitare nei primi minuti, ma ci sto provando. Di sicuro, rimontare giro dopo giro fino ad arrivare davanti è qualcosa che mi diverte.

- Facciamo un passo indietro: eri molto forte da U23, poi nel passaggio all'élite hai avuto diversi alti e bassi, periodi in cui sei stata lontana dalle gare o in cui hai reso meno del previsto. Cos'è successo?
- È vero, ma non sono stata mai tanto malata come negli ultimi anni. Ho dovuto combattere con lo stomaco, poi ho avuto cinque volte il Covid. Dopo mi sono ripresa, ma ho avuto la salmonella prima della Cape Epic, in quel caso ho chiesto troppo al mio fisico ed ho faticato a recuperare. È stata tutta una corsa per tornare alla mia routine, ma quando fisicamente non stai bene è dura.
- I primi "segnali" in Coppa del Mondo Elite li hai lanciati nel 2023, quando hai vinto ad Andorra e Les Gets, poi un 2024 meno fortunato, durante il quale hai comunque vinto il tuo terzo mondiale Marathon. Ma netto cambio di passo c'è stato quest'anno: qual è stata la chiave per tornare al successo?
- L'anno veramente difficile è stato uno, poi pian piano sono tornata al mio livello. Quest'inverno ho lavorato bene, mi sono presa cura del mio corpo, non ho avuto problemi fisici e ora posso esprimermi al meglio.
- Sei passata dal Team Cannondale Factory Racing al Team Mondraker Factory Racing Xc: quali sono stati i principali cambiamenti in termini di gestione, approccio etc?
- La più grande differenza è che adesso siamo molto più vicini al marchio, quindi se ho un problema o una richiesta tecnica particolare posso parlarne direttamente con Mondraker, mentre con Cannondale i passaggi erano un po' più macchinosi. Inoltre, Mondraker è un team tutto nuovo e questo mi motiva, perché mi sento parte del progetto.

- Durante la tua carriera hai vinto molto sia nell'Xc che nel Marathon. Ma qual è la tua specialità preferita? E perché?
- Mi piacciono entrambe le discipline, ma la mia preferita rimane il cross country: l'adrenalina della partenza, la tecnica, dare tutto nei 90 minuti di gara... Nonostante ciò, proverò anche quest'anno a difendere il mio titolo iridato Marathon.

- Quest'anno hai deciso di gareggiare anche su strada con la Human Powered Health: perché? E soprattutto, come hai pianificato il calendario e la preparazione con questo "doppio obiettivo"?
- Correre su strada è qualcosa che ho sempre voluto provare, mi piacciono le salite lunghe e voglio mettermi in mostra. Ho deciso di farlo quest'anno, perché dopo le Olimpiadi si riparte con più calma, senza troppe pressioni. Il calendario è perfetto, perché posso correre in tutte le prove di Coppa del Mondo Mtb e anche ai mondiali. Inoltre, le gare su strada possono aiutarmi a migliorare in pianura, sui percorsi percorsi veloci e in partenza, che sono i miei punti deboli...

- Torniamo alla Mtb e in particolare a Nové Mesto: hai vinto su un percorso storico e tecnico, quindi oltre alle gambe, anche la guida e la bici sono state importanti. Alcuni addetti ai lavori dicono che sei migliorata molto nella guida, ci hai lavorato in modo specifico? Se sì, come?
- No, onestamente non ho lavorato molto sulla tecnica, mi sono concentrata più sulla strada perché è un mondo nuovo per me e devo imparare in fretta. Molti pensano che io non sia una grande discesista, ma in realtà se trovo la giusta confidenza con il mezzo vado forte. In questo momento ho trovato quella confidenza, mi sento un corpo unico con la bici e credo che questo sia la chiave per il successo.

- La nuova Mondraker F-Podium ti ha aiutata in questo senso? Se sì, perché? Cosa hai trovato di diverso rispetto alla tua bici precedente?
- La F-Podium è fantastica, non si sentono le radici o le rocce, è come volare tra un ostacolo e l'altro. Quindi sì, mi ha aiutata.
- Sei molto leggera, quindi il setup della bici è molto importante: sei esigente con le regolazioni? Hai apportato modifiche particolari alle sospensioni per adattarle alle tue caratteristiche fisiche?
- Sì, sono esigente con il mio corpo e lo sono anche con la bici. Essendo molto leggera, è importante che anche la bici lo sia, ma ovviamente anche il setup delle sospensioni e la pressione delle gomme sono fondamentali per rendere al meglio.

- Guardiamo al futuro: quali sono i tuoi prossimi obiettivi (Mtb e strada)?
- Il mio obiettivo principale è fare centro ogni volta che metto piede sulla linea di partenza, questo è quello che mi guida e che mi spinge a fare sempre meglio. Ma voglio anche migliorare nello short track ed essere una ciclista più completa, su strada e nel fuoristrada. Lo faccio per me stessa, voglio sentirmi forte e fiduciosa.
- Qual è il più grande sogno di Mona Mitterwallner per il futuro?
- È una domanda difficile... Se chiudo gli occhi e penso al futuro mi vedo serena, che credo in me stessa e sto tagliando il traguardo con il sorriso. Non so quale traguardo, perché c'è sempre una prossima gara. Voglio soltanto vincere la gara della vita.

Qui il profilo Instagram di Mona Mitterwallner.
Qui il profilo Instagram del Team Mondraker Factory Racing Xc.
Qui sotto, il test della Mondraker F-Podium:

Per altre informazioni Mondraker.com
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Sull'autore
Daniele Concordia
Mi piacciono il cross country e le marathon, specialità per le quali ho un'esperienza decennale. Ho avuto un passato agonistico sin da giovanissimo, ho una laurea in scienze motorie e altri trascorsi professionali nell’ambito editoriale della bici.
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