Quando bastano 1000 metri per evadere

Francesco Savona
|
test

Quando bastano 1000 metri per evadere

Francesco Savona
|

Ci sono uscite che si ricordano per la bellezza dei sentieri.
Altre per il panorama, per la compagnia o per una discesa particolarmente riuscita.
E poi ce ne sono alcune che restano impresse per una sensazione difficile da spiegare.
Una sensazione che non compare nelle relazioni o sulle guide, non si misura in chilometri o in metri di dislivello, e che spesso emerge soltanto una volta tornati a casa.
L'uscita di oggi al Petit Mont Blanc, in Val di Rhêmes, Valle d'Aosta, appartiene a questa categoria.
Se si guardano i numeri, non c'è nulla di straordinario.
Poco più di mille metri di dislivello, una distanza contenuta (circa 20 Km), una giornata che per molti biker allenati rientra nella normalità o forse anche meno.
Eppure, una volta lassù, quei numeri sembrano non avere più alcun significato.

Quando bastano 1000 metri per sparire

La Val di Rhêmes occupa un angolo particolare della Valle d'Aosta.
È una valle che non conduce da nessuna parte.
Non è un passaggio obbligato, non è una direttrice di traffico, non è un luogo attraversato da chi è diretto altrove.
Finisce contro le montagne e proprio per questo conserva un carattere diverso, più raccolto e selvaggio.

quando bastano 1000 metri per evadere

Si parte dal fondovalle accompagnati dai riferimenti abituali: qualche casa, una strada, il rumore lontano di un motore.
Poi la salita comincia a fare selezione.
Una salita cattiva, di quelle che chiedono presenza.
Le pendenze si fanno sentire, soprattutto verso la fine, con punte oltre il 22%, il ritmo rallenta e l'attenzione si concentra sul gesto essenziale del pedalare.
Una curva dopo l'altra, la valle si apre alle spalle mentre il mondo abituale resta sempre più in basso.

Il rumore del silenzio

A un certo punto mi sono fermato.
Non per la fatica.
Per ascoltare.
O meglio, per accorgermi che non c'era nulla da ascoltare.
Nessun motore.
Nessuna voce.
Nessun rumore artificiale.
Solo il vento che attraversava i pendii e il richiamo occasionale di qualche animale invisibile tra i versanti.
È stato in quel momento che ho percepito davvero dove mi trovavo.
Oggi si parla spesso di wilderness come di qualcosa di remoto, quasi irraggiungibile.
Immaginiamo territori enormi, montagne sperdute, regioni lontane migliaia di chilometri.
Eppure esistono ancora luoghi capaci di regalare la stessa sensazione... a solo mezz'ora da casa.

La wilderness oltre l'ultima strada

Salendo verso il Petit Mont Blanc, la montagna cambia volto.
La foresta di conifere lascia spazio a un ambiente più severo.
Le vette si fanno appuntite, i versanti più ripidi, le distanze più grandi.
Il paesaggio assume una scala che ridimensiona immediatamente la presenza umana.
Guardando attorno, era difficile non sentirsi piccoli.
Da una parte le cime del Parco Nazionale del Gran Paradiso, dall'altra valloni che sembrano allungarsi all'infinito.
Nessun impianto, nessuna infrastruttura invasiva, nessun elemento antropico capace di rompere l'equilibrio del paesaggio.
Solo montagne.
Quelle vere.
Quelle che non fanno nulla per risultare accoglienti.
Ed è proprio questo il loro fascino.

La bici come lasciapassare

La bici, in questi contesti, diventa qualcosa di più di un semplice mezzo.
È il lasciapassare che permette di entrare in un ambiente che altrimenti richiederebbe tempi molto più lunghi.
Pedalando si attraversano quote, ecosistemi e prospettive diverse con una velocità sufficiente a percepirne il cambiamento, ma abbastanza lenta da assorbirne i dettagli.
Anche la discesa rifletteva perfettamente il carattere del luogo.
Tratti esposti, passaggi che impongono attenzione, sentieri che seguono fedelmente la conformazione della montagna senza cercare scorciatoie.
Non una discesa costruita per divertire a tutti i costi, ma una linea che esiste perché qualcuno, molto tempo fa, aveva bisogno di passare di lì.

Guidare in ambienti del genere significa accettare un dialogo continuo con il territorio.
Non si può imporre il proprio ritmo.
Bisogna adattarsi, leggere il terreno, rispettarne le regole.
Forse è anche per questo che uscite come questa lasciano qualcosa.
Per qualche ora smettiamo di essere al centro della scena.
Non siamo noi i protagonisti.
Lo sono le montagne.
E lo è quella sensazione sempre più rara di trovarsi in un luogo che non è stato progettato per noi.
Quando sono tornato alla macchina, il telefono ha ripreso immediatamente a reclamare attenzione. Messaggi, notifiche, aggiornamenti.
Il mondo aveva continuato a girare esattamente come prima.
Mi sono ritrovato a pensare che la vera sorpresa della giornata non fosse il panorama, né la qualità dei sentieri, né la bellezza della Val di Rhêmes.

La vera sorpresa era aver scoperto quanto poco serva, ancora oggi, per uscire dal mondo: ecco quando bastano 1000 metri di dislivello!
Quanto basta per ricordarsi che, appena oltre il confine della nostra quotidianità, esistono ancora luoghi capaci di farci sentire ospiti.
Luoghi dove il silenzio ha ancora un valore e dove la montagna continua a dettare le regole.
Luoghi che, per qualche ora, ci restituiscono il privilegio di sentirci davvero lontani.
Anche quando casa è appena dietro l'orizzonte...

Qui trovate tutte gli altri racconti di uscite, emozioni in sella, interviste, riflessioni e tutto ciò che la Mtb suscita nell'animo di chi sta in sella.

Sul sito LoveVDA potete trovare qualche idea per i vostri giri in Valle d'Aosta, compresi quelli che trovate menzionati in questo articolo.

Condividi con
Sull'autore
Francesco Savona

Mi affascina il mondo delle e-bike, soprattutto quello legato alle bici da trail e da enduro, specialità nella quale ho corso per qualche anno, quando ancora l'elettrico non esisteva. Ma sono anche un amante dei lunghissimi giri alpini, per intenderci quelli epici, da bici in spalla... Ho anche un trascorso professionale ventennale nell'ambito editoriale delle moto

Iscriviti alla nostra newsletter

... E rimani sempre aggiornato sulle ultime notizie!
Logo MTBCult Dark
Newsletter Background Image MTBCult
MtbCult.it arrow-leftarrow-right