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Ciao, ci vediamo più tardi.
Salgo in bici, esco, dove vado non so, non aspettarmi, ci sono, ma non ci sono, oggi.
Questo 4 maggio lo aspettavo da anni, non da mesi.
Sì, ho detto anni, perché era da una vita che non mi risentivo così.
Io, la bici e la strada e il paesaggio.
Oggi sono uscito dall’inverno.
Come quando atterri in un altro emisfero e ti ritrovi all’improvviso in un’altra stagione.
Ecco, proprio così.
E siccome oggi so che è così, non aspettarmi.
Scusami, ma so che puoi capirmi.
Conosci me e le mie fissazioni da bravo ciclista.
Oggi sono fuggito, senza una meta, senza una direzione prestabilita e lontano, finalmente lontano, dai pensieri sui quali per due mesi e forse anche di più mi sono attorcigliato.
La notte prima di addormentarmi e la mattina appena sveglio.
Lo so, è ancora tutto così, vedo la gente con la mascherina, ma io oggi me la godo.
Sono da solo, con le mie gambe che girano e con lo sguardo che fissa lontano.
Che spettacolo, la bici.
Che meraviglia!
Quanto mi sei mancata…

Hai voglia a dire Zwift, i rulli, le tabelle, i meet-up e le sessioni di allenamento live…
Sì, bello.
Sì, grazie a tutti di esserci stati.
Ma lo so io e lo sapete voi: era tutto un palliativo.
Fuga da Watopia, direi.
Fuga da un mondo che all’improvviso era diventato inscatolato o delimitato dallo smartphone, dal tablet e dalla TV.
Oggi non aspettarmi.
Non voglio sentire notizie, né belle, né brutte.
Mi sento arrabbiato, felice, liberato, frustrato e contento e triste allo stesso tempo, ma so che fintanto che c’è l’equilibrio sui pedali, fintanto che la strada va e che gambe e testa spingono in avanti, io vado.
Non so cosa cambierà domani.
Non so quante delle belle parole, idee, sentimenti e propositi che ho letto e pensato rimarranno a farmi compagnia ogni giorno.
So che ci sarà lei, la bicicletta, la mountain bike, la e-bike.
Non so se il mondo ha imparato la lezione, non so quanto continueremo ancora a discutere con gli automobilisti e non so se e quando diventerà un mezzo di trasporto per migliaia di persone.
Ignoro tutto ciò.
E oggi, ti dico, mi sta bene così.
Se il mondo potesse ascoltarmi gli direi di prendere la bici per iniziare a sentirsi meglio.
E’ una umile lezione di vita.
No, tranquillo, non mi metto a fare il professorone, la tengo per me e, anzi, faccio una cosa più furba: sorrido.

Ben tornati a tutti voi in sella.
Per noi oggi è stata così:

Simone Lanciotti

Salve, mi chiamo Simone Lanciotti... e sono un appassionato di mountain bike come voi. Mi piace talmente tanto raccontare la mia passione per la Mtb che circa 20 anni fa ne ho fatto una professione. MtbCult.it è la stata la prima rivista che ho creato; poi eBikeCult.it e infine BiciDaStrada.it. La bicicletta in generale è stata ed è ancora per me una scuola di vita. Quindi, il viaggio continua e grazie per il contributo che date al nostro lavoro. Di seguito potete trovare tutti gli articoli firmati dal sottoscritto. Simone Lanciotti