

Il baricentro basso sulle e-Mtb è uno dei temi che da anni risuona nelle orecchie di tantissimi appassionati, ma sul perché debba essere così attentamente posizionato in basso credo occorra fare chiarezza.
Le motivazioni sono più o meno chiare a tutte, ma sono certo che analizzando il concetto più a fondo emergano fattori sconosciuti-sottovalutati anche dai più esperti.
Fra i marchi che hanno fatto del posizionamento in basso del baricentro un vero e proprio mantra c'è senz'altro l'inglese Whyte, che ho avuto modo di incontrare nelle scorse settimane all'evento organizzato da DSB Bonandrini.
Intanto il video e poi...
Prima di tutto cos'è il baricentro?
Il baricentro è il punto in cui possiamo immaginare concentrata tutta la massa del sistema bici-ciclista.
Più questo punto si trova vicino al terreno, più la bici diventa stabile e prevedibile nelle reazioni.
Un baricentro basso riduce la tendenza al ribaltamento nelle curve e nei passaggi ripidi, rendendo la bici meno incline a “ballare” nei tratti tecnici o quando il terreno cambia improvvisamente pendenza.
Nelle e-Mtb, dove il peso complessivo è più elevato rispetto alle Mtb, il posizionamento ottimale di motore e batteria è determinante.
Non basta distribuire i pesi in modo equilibrato tra ruota anteriore e ruota posteriore: serve anche che il peso sia il più basso possibile.

Il caso Whyte e la rotazione del motore
Un esempio emblematico è quello del marchio inglese Whyte, che da tempo lavora sull’abbassamento del baricentro spingendo all’estremo la disposizione di motore e batteria.
Per ottenere il massimo effetto, Whyte ruota la drive unit verso l’alto e all’indietro, in modo che la batteria possa essere collocata più in basso e più in avanti nel telaio.
Il risultato è una massa principale concentrata nella parte inferiore del tubo obliquo, quasi a livello del movimento centrale.
Diamo dei numeri per capirci: la Whyte Elyte (142 mm di corsa al posteriore) ha un'altezza da terra del movimento centrale di 33,4 cm oppure 34,2 cm, a seconda di come si mette il flip-chip.
Sulla Trek Fuel+ EX (145 mm di corsa al posteriore) misura 33,9 cm.
Se saliamo di escursione e di capacità della batteria troviamo la Whyte Kado (151 mm di corsa al posteriore) ha un'altezza da terra del movimento centrale di 34,6 cm, mentre sulla Specialized Turbo Levo G4 (150 mm di corsa al posteriore) è di 35,0 cm.
Sì, parliamo di pochi mm, e, attenzione, non è solo quanto è distante il movimento centrale da terra che conta, bensì quanto il baricentro dista da terra.
Ed è qui che Whyte prende le distanze dagli altri.
Le immagini di seguito aiutano a comprendere:


Questo approccio comporta anche una geometria del telaio diversa, con un tubo obliquo “spezzato” e linee meno convenzionali, ma la filosofia è chiara: il baricentro prima di tutto.
Baricentro basso sulle e-Mtb: vantaggi
I vantaggi, come sappiamo, sono numerosi di fatto superano gli svantaggi. Motivo per cui molti costruttori di bici stanno andando proprio in questa direzione.
- - Stabilità e confidenza superiori: la bici resta più composta nei tratti veloci e sconnessi, riducendo la tendenza a scomporsi quando il terreno è molto ripido.
- - Maggiore aderenza: il peso più vicino al suolo aumenta la trazione, soprattutto in salita tecnica, con la ruota anteriore che resta più salda a terra.
- - Curva più precisa: nei cambi di direzione la bici “entra” meglio in piega, e il rider percepisce un comportamento più naturale, simile a quello di una Mtb muscolare ben bilanciata.
- - Sensazione di controllo: anche nei passaggi lenti e trialistici, il baricentro basso aiuta a mantenere l’equilibrio e riduce l’effetto “pattinamento” del posteriore.


Baricentro basso sulle e-Mtb: svantaggi
Abbassare troppo il baricentro, però, non è privo di compromessi. Il primo riguarda proprio la maggiore probabilità di impatti fra pedivelle e terreno.
- - Altezza del movimento centrale: con la batteria e il motore molto in basso, il movimento centrale tende a scendere, riducendo la luce da terra. Ciò comporta un rischio maggiore di toccare con i pedali, le pedivelle o addirittura con il motore, soprattutto nei passaggi rocciosi.
- - Pedivelle più corte: per limitare i contatti con il terreno, i progettisti spesso adottano pedivelle da 155-160 mm, che offrono più margine ma riducono la leva di spinta e cambiano la sensazione di pedalata (ne abbiamo parlato qui).
- - Geometria complessa: un motore ruotato e una batteria inclinata obbligano a soluzioni strutturali più elaborate e a un telaio meno “universale”, con vincoli di design e talvolta anche di manutenzione.

Qual è il compromesso migliore?
Come in tutte le cose serve equilibrio, anzi, un vero e proprio compromesso.
La scelta che ha fatto Whyte, però, sta facendo riflettere, appassionati compresi, perché la determinazione con la quale il marchio inglese ha preso questa strada sta facendo parlare di sé.
Che sia solo un modo per distinguersi in una giungla di marchi e proposte apparentemente simili fra loro?
Sicuramente è un fattore da considerare, ma va detto che la scelta di abbassare in maniera radicale il baricentro è per Whyte soprattutto un modo per migliorare in modo netto le sensazioni di guida di una e-Mtb.
Con risultati tutt'altro che scontati.
Quindi, qual è il compromesso migliore?
Ruotare il motore (fintanto che il cinematismo della sospensione lo permette) consente di abbassare molto la batteria e anche il baricentro, ma con Whyte, forse, abbiamo raggiunto i valori più bassi possibili.
Per ora.
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Sull'autore
Simone Lanciotti
Sono il direttore e fondatore di MtbCult (nonché di eBikeCult.it e BiciDaStrada.it) e sono giornalista da oltre 20 anni nel settore delle ruote grasse e del ciclismo in generale. La mountain bike è uno strumento per conoscere la natura e se stessi ed è una fonte inesauribile di ispirazione e gioia. E di conseguenza MtbCult (oltre a video test, e-Mtb, approfondimenti e tutorial) parla anche di questo rapporto privilegiato uomo-Natura-macchina. Senza dimenticare il canale YouTube, che è un riferimento soprattutto per i test e gli approfondimenti.
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