«Cambio il telaio della Mtb: come ritrovo la giusta posizione?».
Il passaggio da una Mtb all'altra è sempre delicato, soprattutto se parliamo di mezzi da Xc/Marathon, se il biker è particolarmente attento al posizionamento in sella e se a livello geometrico ci sono delle differenze marcate tra la vecchia e la nuova bici.
La soluzione apparentemente più logica è riproporre le stesse misure che si avevano sulla Mtb precedente, ma è giusto oppure no?
Iniziamo a parlarne nel breve video che trovate qui sotto:
Ricapitolando...
Quando si cambia il telaio o l'intera bici, cercare di riproporre le misure che si avevano su quella precedente non è quasi mai corretto.
Per trovare il giusto assetto, che consenta di stare comodi, pedalare in modo efficiente e guidare la Mtb nel migliore dei modi, bisognerebbe prendere in considerazione alcuni dettagli fondamentali.
Geometrie
Ovviamente, per prima cosa bisogna analizzare le geometrie dei due telai in questione, per capire le differenze in termini di angoli/lunghezze ed avere quindi una base su cui lavorare.
I dati più importanti, ovvero quelli che influenzano più di tutti il posizionamento in sella sono: inclinazione del tubo piantone, lunghezza del tubo orizzontale, reach, stack e altezza del tubo di sterzo.
Studiando bene le geometrie, chi ha un po' di dimestichezza potrà capire già come impostare la nuova posizione, cosa cambiare e cosa lasciare invariato.
Ma purtroppo, questo primo step non è sempre sufficiente...


Schemi sospensivi
La Mtb è più complessa della strada, perché entrano in ballo gli schemi sospensivi, che influenzano in modo importante l'assetto e il comportamento dinamico della bici.
È molto frequente che lo stesso atleta debba modificare l'altezza, l'arretramento o l'inclinazione della sella passando da una Mtb all'altra.

A volte a causa delle geometrie, altre a causa dello schema sospensivo differente, che cambia le carte in tavola quando si sale in sella, l'ammortizzatore si comprime e gli angoli si modificano.
Tornando sull'esempio Orbea Oiz vs Trek Supercaliber, la prima ha uno schema più classico, con escursione alla ruota di 120 mm, mentre la seconda ha uno schema strutturale, con travel di 80 mm: questa differenza non è da sottovalutare quando si va a ricercare l'assetto in sella.


Bilanciamento generale
Uno dei fattori fondamentali per raggiungere una posizione comoda ed efficace è trovare il giusto bilanciamento dei pesi, mentre si pedala e mentre si guida.
Nella guida della Mtb il bilanciamento è fondamentale, ad esempio, un attacco manubrio troppo corto o troppo lungo può cambiare nettamente le sensazioni e la resa sul sentiero.
Anche in questo caso le sospensioni hanno la loro influenza, ma l'assetto è ancora più importante.

Sensazioni e necessità individuali
Okay le regole, ma le sensazioni hanno sempre la loro importanza.
Anche se all'occhio esterno la posizione di un determinato atleta potrebbe essere corretta, non è detto che in quella posizione l'atleta stesso sia comodo e performante.
Come sempre, bisogna fare qualche prova ed eventualmente effettuare dei micro aggiustamenti che possono migliorare il feeling con la bici senza sconvolgere la posizione.

In conclusione...
Ogni Mtb ha le sue geometrie e le sue caratteristiche tecniche, che richiedono un assetto specifico.
Riproporre le misure della vecchia bici non è quasi mai la giusta soluzione, a meno che le due Mtb siano davvero molto simili, sia a livello di schema sospensivo, sia a livello di geometrie, escursione e così via.
Nella maggior parte dei casi è il contrario: non si trova la quadra, si perde la pazienza e anche del tempo prezioso.

Ecco perché, nel caso in cui aveste difficoltà nel trovare la posizione ideale sulla nuova Mtb, vi consigliamo di rivolgervi ad un biomeccanico professionista come abbiamo fatto noi.
Perché molto spesso, anche chi ha esperienza fatica ad essere obiettivo e lucido quando l'oggetto da analizzare è sé stesso.
Una visita biomeccanica richiede una spesa che non è quasi mai eccessiva, ma potrebbe essere necessaria per vivere al meglio il rapporto con la propria bici.
Qui gli altri articoli sull'assetto in sella.
Qui gli altri contenuti realizzati in collaborazione con Massimo Iafisco.
Qui altre informazioni e i contatti del centro IMFIT Biomeccanica.
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Sull'autore
Daniele Concordia
Mi piacciono il cross country e le marathon, specialità per le quali ho un'esperienza decennale. Ho avuto un passato agonistico sin da giovanissimo, ho una laurea in scienze motorie e altri trascorsi professionali nell’ambito editoriale della bici.
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