Disturbi gastrointestinali e Mtb: cause e rimedi

Nicola Checcarelli
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Disturbi gastrointestinali e Mtb: cause e rimedi

Nicola Checcarelli
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I disturbi gastrointestinali sono molto diffusi tra gli atleti di sport di endurance, quindi anche tra i ciclisti.

Insieme al dottor Alexander Bertuccioli e con la collaborazione di Keforma, abbiamo analizzato quale legame c’è tra sport di endurance e problemi gastrointestinali, quali sono le patologie più diffuse e, ovviamente, quali sono le buone pratiche che si possono mettere in atto per stare meglio.

- Perché patologie e disturbi gastrointestinali sono così frequenti tra gli sportivi, in particolare tra chi pratica attività di endurance?

- Ci sono una serie di motivi: lo stress fisico prolungato, soprattutto per l’attività di endurance ad alta intensità, tende a favorire una condizione ischemica (ossia scarso afflusso di sangue, ndr), che pone delle notevoli limitazioni alla capacità di lavoro del nostro apparato digerente, creando danni più o meno importanti che nel tempo possono accumularsi e cronicizzare. 

Inoltre, anche altri fattori come lo stress termico, la disidratazione e la necessità di assumere notevoli quantitativi di nutrienti in poco tempo possono costituire un serio problema, sia per il nostro apparato digerente, sia per il microbiota, cioè quella comunità batterica che lo abita contribuendone al buon funzionamento.
L’insieme di queste cause può portare nel tempo al manifestarsi di diversi disturbi.


- Quali sono i disturbi più diffusi? Si manifestano solo durante l’attività o permangono anche nei giorni successivi, diventando quasi cronici?

- I disturbi gastrointestinali più diffusi includono crampi addominali, flatulenza, urgenza di defecare, sanguinamento rettale, diarrea, nausea, vomito, rigurgito, dolore al petto, bruciore di stomaco ed eruttazione. 

Spesso esordiscono in maniera lieve ed episodica in corrispondenza dell’attività, diventando via via sempre più frequenti e più gravi, soprattutto al crescere del volume, dell’intensità e della frequenza degli allenamenti. Se non adeguatamente gestiti possono diventare più seri, cronicizzando e persistendo anche al di fuori dell’attività, magari con intensità minore.

Quali sono le principali cause scatenanti?

- Le cause scatenanti sono essenzialmente due.
La principale, come già accennato, è il ridotto apporto di sangue agli organi interessati a causa dell’intensa attività (il sangue viene convogliato verso i muscoli), che crea una situazione di sofferenza ischemica, che nel tempo potrebbe portare a una condizione infiammatoria, prima locale e poi sistemica (dovuta a un incremento della permeabilità intestinale).

Questa situazione viene aggravata dall’altra causa, ovvero la deplezione del microbiota, che sarebbe un'alterazione dell'equilibrio del microbiota: questo può creare nel tempo una disbiosi intestinale, fattore ulteriormente sfavorevole al buon funzionamento dell’apparato digerente. 


- Oltre a dolori e fastidi, in che modo questa situazione può influire negativamente sulla prestazione? 

- Oltre ai sintomi diretti che abbiamo già discusso, il problema principale è il malassorbimento di macro e micro nutrienti, situazione alla base di carenze di vitamine, minerali, aminoacidi, acidi grassi essenziali, ma anche di carboidrati che potrebbero essere assorbiti meno e male, favorendo ulteriori processi fermentativi e promuovendo la disbiosi intestinale, con un circolo vizioso che deve essere assolutamente spezzato.

Infatti, dobbiamo considerare che buona parte di quello che non riusciamo ad assorbire, verrà poi utilizzato dal microbiota intestinale in maniera spesso imprevedibile, favorendo il potenziale sviluppo di diversi batteri alla base di disturbi, anche non correlati alla questione digestiva o prestativa.

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Foto: Hero Dolomites

- Ci sono consigli alimentari (sia pre-gara che in gara) che possono prevenire il rischio di questi disturbi?

- È necessario prima di tutto dare tempo sufficiente al nostro apparato digerente per lavorare, gestendo bene il timing del pasto pre-gara e dei ristori. È fondamentale individuare gli alimenti che, al di là dei luoghi comuni e delle dicerie, tolleriamo bene a livello personale (per esempio, potrebbe stupire sapere quante persone hanno seri problemi con l’avena, che invece viene spacciata come soluzione sana per eccellenza). 

Ultimo, ma non meno importante, occorre prestare attenzione al livello di umidità dei prodotti che consumiamo (molti prodotti secchi si mostrano in genere più digeribili) e alla semplicità delle preparazioni, facendo attenzione alla corretta cottura degli alimenti.
Se per esempio utilizziamo riso o pasta, è meglio lasciarli al dente, perché se scotti diventano più difficilmente digeribili. Inoltre, se cotti troppo ed eccessivamente riscaldati possono portare alla formazione di amido resistente, complicando la digestione e favorendo i processi fermentativi. 
Prima della gara o di allenamenti intensi, inoltre, è bene non esagerare con le fibre.

- Un altro problema può essere legato all'alto consumo di carboidrati in gara. Come ci “si allena” a consumarne quantitativi molto elevati?

- Gradualmente, in maniera lenta e progressiva è necessario iniziare ad allenarsi prima a stomaco “pieno” gestendo opportunamente le intensità. Successivamente occorre iniziare a consumare con la stessa dinamica quantitativi progressivamente più alti durante gli allenamenti più lunghi e intensi.


- Ci sono integratori che possono prevenire o ridurre questi disturbi gastrointestinali? Come vanno usati?

- Sì, primo tra tutti l’acido butirrico, molto utile come fonte di energia per le cellule intestinali.
Inoltre, quando ben scelti in base alle caratteristiche dell’utilizzatore, anche i probiotici si mostrano davvero molto utili. 

Un asso nella manica possono mostrarsi anche i fitoterapici, con l’azione antinfiammatoria della Boswellia, quella procinetica e antinausea dello Zenzero e quella ibrida della Curcumina, ovviamente da valutare singolarmente in base alla tollerabilità individuale di ognuno.

Per maggiori informazioni sui prodotti KEFORMA: keforma.com
Per maggiori informazioni sul Dr. Bertuccioli: synalab.it

Qui trovate altri consigli sull'alimentazione per i biker.

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Sull'autore
Nicola Checcarelli

Ho iniziato a pedalare da bambino e non ho più smesso. Ho avuto la fortuna di fare della bici il mio lavoro, ricoprendo vari ruoli in testate di settore, in Regione Umbria per la promozione del turismo in bici, in negozi specializzati. La mia vocazione è per la bici da strada, di recente anche il gravel e infine la Mtb

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