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Il lavoro di sviluppo e perfezionamento sulle sospensioni non ha mai fine ed ecco che dagli Stati Uniti arrivi il Fox Dpx2, ossia l’erede del Fox Float X.
Il nuovo modello è completamente ridisegnato e, da come si può intuire dal nome, utilizza una combinazione di tecnologie ispirate al sistema Dps e al sistema X2.

fox dpx2

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L’ammortizzatore in questa immagine è stato ripreso a bordo della nuova Mondraker e-Crusher

Fra i punti di forza del Fox Dpx2 figurano la compattezza, la maggiore facilità di istallazione su un gran numero di telai e ovviamente le prestazioni.
Iniziamo allora dalle specifiche tecniche:

– nuova camera Evol per migliorare la sensibilità iniziale dell’ammortizzatore
– 3 posizioni per la compressione (Open, Medium e Firm)
– la versione Factory dispone di ulteriori 10 regolazioni sulle basse velocità di compressione in modalità Open attuabili tramite una brugola da 3 mm
– disponibile con misure metriche o imperiali
– attacco standard oppure Trunnion
– nuovo posizionamento del registro del rebound e della compressione
– comportamento lineare nel primo quarto di corsa
– maggiore supporto a metà corsa
– personalizzazione maggiore del comportamento a fondo corsa

fox dpx2

E adesso entriamo nei dettagli del reparto idraulico.
Il sistema Dps sfrutta l’indipendenza dei circuiti idraulici di compressione e ritorno e questo permette un funzionamento migliore all’ammortizzatore, al punto che l’impostazione Firm della compressione non ha effetti sulla velocità del ritorno.
Il sistema X2, invece, si basa su un concetto di ricircolo dell’olio all’interno del circuito idraulico ed è in grado di di dare all’ammortizzatore un supporto a metà corsa più marcato.

fox dpx2

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La versione con attacco Trunnion

Il sistema X2, in pratica, simula il comportamento della molla e rende questo ammortizzatore ad aria ancora più efficace nella guida.
Lo sviluppo del Fox Dpx2 è stato fatto in collaborazione con Richie Rude e per capire il funzionamento nel dettaglio di questo nuovo ammortizzatore vi invitiamo a guardare con attenzione le immagini che seguono.
Cominciamo dal confronto fra le dimensioni del Fox Dpx2 e quelle del Float X

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In alto le due versioni del Fox Dpx2: a sinistra la Factory e a destra la Performance. Sopra, invece, il confronto fra le dimensioni del Dpx2 e quelle del Float X.

Per quanto riguarda il circuito idraulico della compressione, Fox ci ha fornito una spiegazione molto dettagliata del tragitto che percorre l’olio durante questa fase.

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In basso, invece, il circuito idraulico del ritorno:

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Un altro dettaglio interessante è la Reed Valves, ossia una valvola di blow-off (ossia di disattivazione del lock-out) in caso di improvvisa sollecitazione.
Il sistema è derivato da un ammortizzatore usato in campo automobilistico.
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Un’altra novità interessante del Fox Dpx2 è la struttura che supporta i registri di compressione e ritorno, come mostrato di seguito:

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Al momento non è ancora noto il prezzo in Euro al pubblico del Fox Dpx2, ma questo non dovrebbe discostarsi molto dall’attuale Fox Float X.
Non appena sarà disponibile lo comunicheremo.

Per informazioni RideFox.com

 

 

 

Redazione MtbCult

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