

Geometrie da 32 pollici: sarà possibile ritrovare il feeling che abbiamo sulla 29”?
Approfondiamo il discorso fantasticando su numeri e gradi.

Le ruote da 32 pollici promettono di superare meglio gli ostacoli e mantenere velocità sui terreni sconnessi, ma allo stesso tempo creano più inerzia e necessitano di una forza maggiore nei rilanci da bassa velocità.
Una ruota più grande, infatti, non si limita a occupare più spazio: cambia l'altezza del telaio, l'avantreno, gli ingombri e il comportamento dello sterzo.
Per capire come adattare le geometrie di una 32” conviene partire da un obiettivo preciso: non copiare le quote di una 29”, ma cercare di conservarne la posizione in sella e alcune caratteristiche di guida.

Le indicazioni qui sotto sono deduzioni geometriche, non una ricetta definitiva, anche perché ad oggi i marchi produttori non hanno ancora pubblicato i dati reali sui prototipi che stanno testando, perché loro stessi stanno ancora raccogliendo informazioni.
Premessa: “32 pollici” non è il diametro esterno
La misura commerciale non coincide con il diametro completo della ruota.
Un riferimento utile è il diametro del cerchio al tallone dello pneumatico: passa da 622 mm per una 29” a 686 mm per una 32”. La differenza è quindi di 64 mm sul diametro, cioè 32 mm sul raggio, prima ancora di considerare la sezione e il profilo della gomma.
Con copertoni reali, il raggio può crescere di qualche centimetro rispetto a una 29”, una differenza per niente banale, che si ripercuote non solo sul telaio, ma anche sulla forcella.

Angolo di sterzo e rake della forcella
Non esiste una risposta valida per ogni bici.
Se si montasse una ruota più grande lasciando invariati angolo di sterzo e rake, aumenterebbe l'avancorsa (detta anche trail), cioè la distanza tra il punto in cui l’asse di sterzo incontra il terreno e il punto di contatto della gomma.
In generale, più avancorsa tende a dare uno sterzo più stabile e meno pronto nei cambi di direzione.
Per compensare, si può:
- Rendere l’angolo di sterzo più “steep” (in gergo più chiuso, anche se il valore numerico è maggiore), riducendo l’avancorsa;
- Aumentare il rake della forcella, spostando l’asse della ruota in avanti;
- Combinare in parte le due soluzioni.

Per visualizzare l’ordine di grandezza, immaginiamo una 29” con raggio effettivo di 370 mm, angolo di sterzo di 66° e rake di 44 mm: l’avancorsa geometrica è circa 117 mm.
Portando il raggio a 404 mm, a parità di angolo e rake salirebbe a circa 132 mm. Per tornare vicino al valore iniziale si potrebbe aumentare il rake a circa 58 mm, oppure rendere più steep l'angolo di sterzo, attorno a 68°.
Ovviamente, questo è solo un esempio semplificato: non tiene conto di flessione, pneumatico, sospensione, distribuzione dei pesi o preferenze del rider.

La scelta tra angolo più "steep" o più "slack" dipende dall’obiettivo.
Uno sterzo più steep può restituire rapidità e ridurre l’effetto “ruota davanti molto lontana”, ma può rendere la bici meno stabile nelle discese ripide.
Un angolo più slack mantiene una direzione più rassicurante sul ripido, ma la ruota grande tende già ad aumentare l’avancorsa: senza compensazioni, la combinazione può diventare lenta nelle curve strette e nelle manovre a bassa velocità.
Se volete capire meglio come funziona il rapporto tra angolo si sterzo e rake/offset, cliccate qui sotto:

Angolo sella: conta soprattutto la posizione del rider
Il compito principale dell'angolo del piantone è collocare il bacino nella posizione giusta rispetto al movimento centrale, soprattutto quando si pedala da seduti.
In teoria, l'aumento dell'interasse e della distanza mozzo-movimento centrale sposta il peso del ciclista verso il retro, alleggerendo l'anteriore.

L'operazione più logica è verticalizzare l'angolo di sella di circa 1° o 2° (ad esempio, portandolo verso i 77-78° rispetto ai 75-76° utilizzati sulla maggior parte delle bici da Xc), con l'obiettivo di mantenere il baricentro del rider ben centrato tra i due assi in salita e caricare adeguatamente la ruota anteriore, evitando che si alzi sui tratti ripidi.
Tuttavia, non esiste una regola fissa, dipende molto dal tipo di telaio, dal design dei tubi e dello schema sospensivo e dalle altre quote geometriche.

Reach e cockpit: preservare la vestibilità
La ruota più grande non richiede di per sé un reach maggiore.
Il reach descrive una parte della posizione in piedi, ma la sensazione di spazio dipende anche da stack, lunghezza del tubo superiore, arretramento della sella, lunghezza dell’attacco e larghezza del manubrio.

Una forcella più lunga può aumentare lo stack e cambiare la posizione dell’avantreno; se il telaio viene poi allungato per recuperare spazio, si rischia di ottenere una bici lunga e poco maneggevole. L’obiettivo dovrebbe essere mantenere il rider in una posizione coerente e controllare separatamente front-center, interasse e lunghezza del cockpit.
Poi c'è anche il problema della sovrapposizione tra punta della scarpa e ruota anteriore, particolarmente delicato sulle taglie piccole, che va valutato in fase di progettazione insieme ai numeri sull'angolo di sterzo.

Quindi, l'operazione ideale sarebbe mantenere un reach simile o leggermente inferiore a quello della 29”, per compensare l'aumento dell'interasse totale dovuto al diametro maggiore delle ruote.
Lo stack aumenterà inevitabilmente e l'unico modo per contenerlo è realizzare un tubo di sterzo molto compatto (anche sotto ai 90 mm), abbinato ad un attacco manubrio più negativo: la scatola di sterzo si può accorciare fino a un certo punto (soprattutto se si continuerà a far passare i cavi al suo interno), dopodiché bisogna agire su cockpit e stem per mantenere una posizione adeguata sull'anteriore.

Movimento centrale: come tenerlo basso?
Se si montano ruote con raggio maggiore, mantenendo il movimento centrale alla stessa distanza verticale dagli assi, il movimento centrale si alza da terra, con un conseguente peggioramento della stabilità, sia alle alte velocità, sia in curva.
Per riportarlo alla quota originale, si può aumentare il BB drop, cioè abbassare il movimento centrale rispetto alla linea degli assi.

Con una differenza di raggio di circa 32 mm, in teoria servirebbe circa 32 mm di drop aggiuntivo per mantenere la stessa altezza da terra, a parità di pneumatici e geometria.
È un riferimento teorico, non una raccomandazione: un BB molto basso aumenta il rischio di urtare pedali e pedivelle contro rocce e radici, soprattutto con sospensioni compresse o pedivelle lunghe.
Le alternative sono tre:
- Trovare un compromesso sull’altezza da terra
- Usare pedivelle più corte
- Progettare cinematica e sag del telaio intorno alla quota desiderata.

Il vero nodo è l’avantreno più alto
L’aumento del raggio non riguarda solo il movimento centrale.
Se la forcella diventa più lunga per ospitare la ruota e mantenere l’escursione, l’avantreno sale. Questo tende a rendere più slack l’angolo di sterzo e più rilassato l’angolo di sella, oltre ad accorciare il reach orizzontale e alzare il baricentro del sistema.
È uno dei motivi per cui adattare semplicemente un telaio 29” spesso non basta.

Anche la scelta della forcella con la giusta escursione incide particolarmente nell'armonia generale delle geometrie da 32 pollici.
In teoria, con il “problema” di dover contenere l'altezza sull'anteriore ed avendo a disposizione una ruota più grande che facilita il superamento degli ostacoli, si potrebbe scegliere anche un'escursione minore, soprattutto in ottica Marathon.
Nella pratica, invece, i primi prototipi di FOX e RockShox hanno delle escursioni uguali o maggiori a quelle utilizzate sulle 29 pollici: ad oggi, quindi, non possiamo dire con certezza se questa sia o meno la scelta tecnica più corretta per il nuovo standard.

Il carro posteriore: altro vincolo cruciale
La vera sfida di progettazione risiede nel carro.
Inserire una ruota da 32" mantenendo la compatibilità con la catena, la guarnitura e il mozzo attualmente in commercio, ottimizzando allo stesso tempo maneggevolezza e reattività non è facile...
Mantenendo il design classico dei telai da 29”, il carro si dovrebbe allungare, con conseguente aumento dell'interasse e una maggiore “pigrizia” del telaio.

Le soluzioni per cercare di accorciare il carro al massimo, per compensare la maggiore grandezza della ruota sono due:
- Tubo sella curvo o interrotto, che permette di trovare spazio per la ruota senza sconvolgere troppo la geometrie;
- Schema sospensivo con punto di infulcro alto (High Pivot), che riduce l'ingombro del pivot tradizionale trovando spazio per la ruota.

Una soluzione più “drastica” sarebbe utilizzare una battuta Super Boost (12x157 mm) del mozzo posteriore, che oltre a fornire più rigidezza, aumenterebbe lo spazio totale nella zona interna del carro.
Un nuovo standard non ci voleva, su questo siamo d'accordo, ma se veramente le 32” dovessero diventare le Mtb del futuro, il Super Boost potrebbe prendere piede anche in ambito Xc/Marathon.

Geometrie da 32 pollici: la ricetta ideale
Ricapitolando, avvicinare la guida di una 32” a quella di una 29”, il progetto dovrebbe lavorare su più dettagli insieme:
1 - Calcolare l’avancorsa con raggio, angolo di sterzo e offset reali, poi scegliere angolo e rake in funzione della prontezza desiderata.
2 - Contenere l’altezza dell’avantreno, usando una forcella progettata per la misura e non più lunga del necessario.
3 - Conservare la posizione del rider in termini di reach, stack e angolo sella, senza allungare il telaio solo perché è cresciuto l’interasse.
4 - Abbassare il movimento centrale quanto consentito dai pedali, dal sag e dal terreno, accettando che la quota da terra possa comunque differire.
5 - Progettare le taglie separatamente, perché toe overlap, inserimento del reggisella e spazio per le ruote diventano vincoli più severi sulle taglie piccole.

Come avrete capito, non c’è ancora una geometria “giusta” valida per ogni Mtb.
Il risultato dipenderà dal tipo di bici, dalla statura del rider e dalla possibilità di realizzare forcelle, telai e sospensioni con quote dedicate.
I produttori stessi confermano che siamo ancora in una fase di sperimentazione, anche i prototipi più avanzati sono stati ripensati dopo i primi test e ad oggi possiamo solo fare delle supposizioni.

Allo stato attuale, le 32 pollici hanno più limiti che vantaggi, soprattutto per i riders di media e bassa statura.
In futuro non sapremo come andrà a finire: le geometrie da 32 pollici potrebbero evolversi fino a farci trovare a nostro agio come lo siamo sulla 29 pollici, oppure potremmo arrivare ad un punto in cui capiremo che per alcuni atleti lo standard ha dei limiti reali e insormontabili.
Qui gli altri articoli sulle 32 pollici.
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Sull'autore
Daniele Concordia
Mi piacciono il cross country e le marathon, specialità per le quali ho un'esperienza decennale. Ho avuto un passato agonistico sin da giovanissimo, ho una laurea in scienze motorie e altri trascorsi professionali nell’ambito editoriale della bici.
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