

il futuro dei motori per e-MtbSulla base di ciò che stiamo vedendo nel nostro settore e sulle voci (fondate) sulle drive unit che stanno per uscire, sembrerebbe proprio che il futuro dei motori per e-Mtb sarà diverso rispetto al nostro presente.
Coppia massima e potenza di picco non dovrebbero aumentare rispetto ai valori di un Avinox M2S (130-150 Nm e 1500 watt di picco), perché la proposta delle drive unit è destinata ad ampliarsi e a differenziarsi.
Ovvero, Avinox e Shimano potrebbero non competere più per lo stesso target di pubblico.
Drive unit ad alte prestazioni: guida Avinox, però…
Però anche gli altri si stanno dando da fare.
E non parlo solo di Bosch, ma anche di quel Gobao che è l’ultimo arrivato ma è già diventato un attore di primo piano.
Noi ne abbiamo provato la versione classica, quella senza cambio CVT integrato, confermandoci che il livello tecnico del produttore asiatico è molto valido.
Bosch conferma la necessità di livellamento della potenza di picco, necessità percepita anche da Orbea che sulla Wild LT hanno volutamente limitato l’M2S a 750 watt di picco.
Che sono più che adeguati per fare più o meno tutto con una bici.
Da questi valori di potenza, quindi, non dovremmo spostarci più in futuro.
E il valore di coppia, invece?

Meglio più coppia che più potenza?
Risposta: sì, praticamente sempre.
Perché c’è una velocità massima di assistenza (25 Km/h) che si raggiunge molto facilmente con una e-Mtb e perché con la e-Mtb, nelle salite strette, ripide, scivolose e, più in generale, tecniche conta avere spinta a bassa cadenza di pedalata.
Spinta rapida e gestibile quando devo ripartire da fermo dopo pochi gradi di rotazione della pedivella.
Quindi, sì, meglio più coppia che più potenza, perché la coppia mi serve di più quando sono sotto i 25 all’ora.
E su questo fattore vedremo delle novità, cioè aumenti di coppia.
E come si aumenta la coppia di un motore elettrico per e-Mtb?
In tre modi in sostanza:
- - Incremento della corrente: è possibile farlo via software, ma entro i limiti progettuali e legali del motore, poiché aumentano anche calore e sollecitazioni meccaniche
- - Modifica del rapporto di riduzione: per modificare gli ingranaggi interni occorre, in sostanza, riprogettare il motore al suo interno e tararlo su regimi di funzionamento più elevati
- - Rivedere avvolgimenti e rotore: serve un motore nuovo che abbia dimensioni radiali e/o assiali diverse per generare più coppia.
Bene: ma cosa te ne fai di tanta coppia se però la ruota posteriore perde aderenza in salita?

Controllo di trazione: quanto ci siamo vicini?
Il punto di partenza è questo: come fa la drive unit a riconoscere una perdita di aderenza?
Ad oggi i sistemi utilizzati sono due:
- - controllo attivo dello slittamento (ad esempio Avinox)
- - controllo preventivo dell’erogazione (ad esempio Bosch)
Avinox si avvale di una ruota fonica (foto in basso) per leggere in modo molto preciso le variazioni di velocità, ossia “leggere” lo slittamento della ruota motrice.
Bosch, invece, con il Traction Control introdotto proprio di recente, rende la risposta del motore più o meno progressiva per contenere lo slittamento, leggendo le informazioni dei numerosi sensori a disposizione.
L’utente può regolare questa progressione via app.

In sostanza sono due sistemi che NON evitano lo slittamento della ruota posteriore, ma riescono a gestirlo con risultati diversi fra di loro.
E questo potrebbe diventare l’argomento di un prossimo test.
Ma cosa possiamo aspettarci in futuro?
Se la coppia aumenta, miglioreranno anche i controlli per ridurre i pattinamenti della ruota posteriore, poco ma sicuro.
Adotteranno tutti una ruota fonica?
No, non tutti i produttori di drive unit lo faranno perché…
Non solo motori prestanti: Shimano ad esempio…
Non tutti sembrano intenzionati a rispondere al fuoco di “più potenza, più coppia, più controllo”.
Shimano, da quanto ci risulta, dovrebbe restare fedele al concetto secondo il quale una e-Mtb è pur sempre ancora una bici e quindi il motore elettrico assiste, ma non stravolge l’esperienza in sella.
Shimano, quindi, con il nuovo motore che dovrebbe uscire a breve, risponde ad Avinox e Bosch, ma preferisce orientarsi su una tipologia di e-Mtb ancora full power, ma meno meno estreme.
Prestanti, sì, ma non strapotenti, per contenere pesi e ingombri e restituire un’esperienza di guida più da Mtb che da e-Mtb.
Se queste indiscrezioni verranno confermate significherà che dovremo fare i conti con una più ampia segmentazione delle drive unit e, quindi, delle e-Mtb.

E in effetti, se ci pensate bene, le e-Mtb full-power sono quasi tutte molto potenti (Avinox M2S e Bosch CX), con batterie molto generose e molto capaci di sospensioni.
Quanto ci sarà spazio per drive unit meno estreme?
Shimano, se davvero il nuovo motore sarà così, riuscirà a conquistare interesse?
Riparabilità delle drive unit: cambierà qualcosa?
Quando e quanto le drive unit diventeranno più riparabili delle attuali?
E’ figo avere motori potenti e compatti, ma in caso di usura di un cuscinetto o di un ingranaggio interno cosa si fa?
Possibile che l’unica opzione sia cambiare tutto il motore?
E se mi trovo fuori dal periodo di garanzia?

La domanda è certamente interessante perché il numero di e-Mtb nel corso degli ultimi anni è aumentato molto e, sebbene non ci siano segnali allarmanti sull’affidabilità delle drive unit, di certo il fattore riparabilità potrebbe diventare cruciale in futuro.
Del resto l’Unione Europea ha già introdotto strumenti per valutare quanto sia facile riparare alcune categorie di prodotti. E non è escluso che in futuro criteri analoghi possano interessare anche le drive unit delle e-Mtb.

Fino ad oggi il fattore riparabilità non è stato mai considerato sulle drive unit, perché probabilmente non abbiamo ancora una casistica molto numerosa di motori con 10 anni di attività costante e regolare sulle spalle.
Ovvero, essendo le drive unit mediamente molto affidabili, la riparabilità è passata in secondo piano.
Fino ad oggi.
Quindi, ok le prestazioni quando il motore della e-Mtb è nuovo, ma sarebbe utile sapere che, volendo, c’è la possibilità di mantenerlo efficiente negli anni.
Non sarebbe male, no?
Qui tutti i nostri articoli, test e approfondimenti sulle e-Mtb
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Sull'autore
Simone Lanciotti
Sono il direttore e fondatore di MtbCult (nonché di eBikeCult.it e BiciDaStrada.it) e sono giornalista da oltre 20 anni nel settore delle ruote grasse e del ciclismo in generale. La mountain bike è uno strumento per conoscere la natura e se stessi ed è una fonte inesauribile di ispirazione e gioia. E di conseguenza MtbCult (oltre a video test, e-Mtb, approfondimenti e tutorial) parla anche di questo rapporto privilegiato uomo-Natura-macchina. Senza dimenticare il canale YouTube, che è un riferimento soprattutto per i test e gli approfondimenti.
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