

La nuova Yeti LT non è semplicemente l’erede della SB160.
È il punto di arrivo di un progetto iniziato quasi dieci anni fa, quando gli ingegneri del marchio americano iniziarono a lavorare su una piattaforma sospensiva completamente nuova destinata, inizialmente, a raccogliere l’eredità dello Switch Infinity.
Quel progetto si chiama Sixfinity e, dopo essere stato sviluppato su muletti, e-Mtb e perfino bici da downhill da Coppa del Mondo, arriva oggi sulla prima Mtb da enduro della famiglia.


Yeti LT: le caratteristiche tecniche
La nuova Yeti LT adotta:
- - piattaforma Sixfinity a sei elementi;
- - 170 mm di escursione anteriore;
- - 160 mm di escursione posteriore;
- - telaio esclusivamente in carbonio TURQ;
- - quattro taglie (S, M, L e XL);
- - ruote configurabili 29”/29” oppure MX;
- - geometria modificabile tramite flip chip;
- - angolo di sterzo di 64° (63,5° in modalità Slack);
- - carro posteriore differenziato per ogni taglia e ulteriormente allungabile di 10 mm (foto in basso);

- - rapporto di leveraggio regolabile su tre livelli (15, 20 e 25%);
- - vano portaoggetti integrato nel tubo obliquo (The Cavity, foto in basso);

- - predisposizione Airtag e Tile (foto in basso);
- - attacco accessori sul tubo superiore;
- - passaggio cavi completamente guidato;


- - serie sterzo ZS44/56 compatibile con calotte angolate;
- - movimento centrale filettato BSA 73;
- - standard Boost 148;
- - compatibilità UDH;
- - ammortizzatore Fox Float X2 con cinematica sviluppata specificamente da Yeti mediante tarature interne dedicate.

Dall’idea alla bici definitiva: la lunga strada della LT
Yeti racconta apertamente come il Sixfinity non sia nato in pochi mesi, ma sia stato affinato attraverso una lunga serie di muletti e prototipi, ognuno dei quali aveva un obiettivo preciso.
2016 - Il primo prototipo Sixfinity
Il primo telaio sperimentale viene costruito artigianalmente in alluminio utilizzando tubazioni derivate dalle SB66 e SB95.
L’obiettivo non era creare una bici commerciabile, ma verificare la correttezza delle nuove teorie cinematiche e capire se una sospensione a sei elementi potesse offrire un controllo superiore rispetto allo Switch Infinity.

Nascono già due varianti: una muscolare e una elettrica, segno che Yeti aveva intuito presto le potenzialità della piattaforma anche nel settore e-Mtb. Sebbene la prima elettrica, la 160E, sia arrivata solo nel 2021.
2019 - Il primo telaio in carbonio
Dopo le verifiche sul prototipo in alluminio arriva un telaio in carbonio da trail con ruote da 29”.
Lo scopo cambia radicalmente.
Non si studia soltanto la cinematica, ma anche il comportamento strutturale del carbonio, la distribuzione della rigidezza e la riduzione del peso, aspetti impossibili da valutare con un semplice muletto.

In questa fase prende forma anche la convinzione che Sixfinity sia particolarmente adatto alle future e-Mtb.
2022 - Il banco prova della Coppa del Mondo DH
Il passaggio successivo è forse quello più interessante.
Quando Richie Rude decide di tornare alle gare di downhill, Yeti realizza una bici DH completamente nuova basata sul Sixfinity.
La Coppa del Mondo diventa così il laboratorio di sviluppo definitivo.

I podi ottenuti confermano che la piattaforma non funziona soltanto in teoria, ma anche nelle condizioni più estreme possibili.
2024 - Il “Super Mule”
È probabilmente il prototipo più importante dell’intero progetto.
Il cosiddetto Super Mule viene utilizzato per sperimentare praticamente tutto:
- diversi rapporti di leveraggio;
- sei lunghezze differenti dei foderi posteriori;
- differenti altezze del movimento centrale;
- diversi angoli di sterzo;
- reach differenti.
Più che una bici è un laboratorio viaggiante.

Da questo prototipo nascono gran parte delle soluzioni geometriche adottate sulla LT definitiva.
2026 - La produzione
Solo dopo oltre dieci anni di sviluppo Yeti decide che Sixfinity è pronto per sostituire definitivamente Switch Infinity sulle proprie bici muscolari di alta gamma.

Una piattaforma per 3 categorie di bici
C’è un aspetto che emerge chiaramente osservando l’intero percorso di sviluppo della LT.
Yeti non ha progettato il Sixfinity con l’obiettivo di sostituire semplicemente lo Switch Infinity sulla nuova enduro, ma di creare una piattaforma sufficientemente versatile da poter essere utilizzata su biciclette profondamente diverse tra loro.

La cronologia dello sviluppo lo dimostra chiaramente.
Il sistema debutta sui muletti sperimentali, viene poi adattato alle e-Mtb da gara con la 160E, passa successivamente attraverso il progetto downhill utilizzato in Coppa del Mondo e soltanto oggi approda sulla LT, la prima Mtb da enduro equipaggiata con questa cinematica.

La vera novità, quindi, non è tanto il numero di leveraggi quanto la libertà progettuale che questi offrono agli ingegneri.
Sixfinity permette infatti di intervenire quasi indipendentemente sui tre parametri fondamentali della sospensione (anti-squat, anti-rise e rapporto di leveraggio) adattandoli alle esigenze di una downhill, di una e-Mtb o di una bic senza dover riprogettare completamente il sistema.


Lo dimostra anche il confronto tra LT e LTe riportato nel materiale tecnico: la versione non elettrica utilizza valori di anti-squat più elevati per massimizzare l’efficienza di pedalata, mentre la versione elettrica privilegia una risposta più orientata alla trazione, sfruttando il supporto del motore.
La struttura della sospensione rimane la stessa, ma la sua personalità cambia sensibilmente.

È probabilmente questo il messaggio più importante della nuova LT: non rappresenta soltanto una nuova enduro, ma la dimostrazione che Sixfinity è diventata la piattaforma tecnica sulla quale Yeti intende costruire il futuro delle proprie biciclette ad alte prestazioni, indipendentemente dalla presenza o meno del motore.
Sixfinity: come lavora la nuova sospensione
La vera novità della Yeti LT è naturalmente la sospensione Sixfinity.
A differenza dello Switch Infinity, il sistema a sei elementi consente di intervenire in modo molto più indipendente sui tre parametri fondamentali della cinematica:
- anti-squat;
- anti-rise;
- rapporto di leveraggio.
Secondo Yeti, proprio questa indipendenza permette di ottimizzare ogni aspetto senza dover necessariamente accettare compromessi sugli altri.
- Anti-squat
Yeti mantiene la filosofia già vista sullo Switch Infinity, ma con una possibilità di controllo molto maggiore.

L’idea è avere:
- - anti-squat elevato nella zona del SAG, per sostenere la pedalata;
- - progressiva riduzione dell’anti-squat durante l’affondamento della sospensione;
- - maggiore libertà della ruota quando si entra nella parte più impegnativa della discesa.
Interessante anche la differenza rispetto alla versione elettrica LTe (grafico in basso).

La LT presenta valori di anti-squat sensibilmente superiori perché, non avendo la coppia del motore, richiede un maggiore sostegno in pedalata.
La LTe, invece, privilegia maggiormente la trazione.
- Anti-rise
Secondo Yeti la LT utilizza valori di anti-rise leggermente inferiori rispetto alla precedente SB160.
L’obiettivo è trovare un compromesso migliore tra:
- - mantenimento della geometria in frenata;
- - capacità della sospensione di continuare a copiare il terreno;
- - trazione della ruota posteriore.

La curva rimane inoltre molto costante lungo tutta l’escursione, caratteristica che dovrebbe garantire una risposta prevedibile anche nelle frenate più violente.
- Rapporto di leveraggio
Anche il leverage ratio è regolabile.
Attraverso un flip chip il rider può scegliere tre livelli di progressività:
- - 15%
- - 20%
- - 25%
La posizione meno progressiva è pensata per una risposta più lineare e agonistica.
La posizione intermedia rappresenta il compromesso previsto da Yeti.

La configurazione al 25% aumenta invece la progressività finale, offrendo maggiore resistenza al fondocorsa e risultando particolarmente adatta agli ammortizzatori ad aria o agli utilizzi più aggressivi.
Yeti LT: geometria e allestimenti
Per quanto riguarda la geometria, di seguito lo schema con misure e angoli della Yeti LT:

Gli allestimenti previsti, invece, sono i seguenti:
- - Yeti LT X0: 10900€
- - Yeti LT XT DI2: 9500€
- - Yeti LT X0/90: 8800€
- - Yeti LT 90: 7400€
In basso le specifiche dei 4 allestimenti:




Per informazioni YetiCycles.com
Qui tutti i nostri articoli, test e approfondimenti sulle Mtb Yeti
Condividi con
Tags
Sull'autore
Redazione MtbCult
Resoconti, video, nuovi eventi, nuovi prodotti, ovvero tutto ciò che proviene dal mondo della bike industry e che riteniamo di interesse per gli appassionati di mountain bike.
Altri Articoli
Per commentare devi essere registrato al sito. Accedi
Articoli Simili
Iscriviti alla nostra newsletter


