TEST - Yeti LTe: è lei la migliore full power. Ecco i (tanti) perché

Simone Lanciotti
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TEST - Yeti LTe: è lei la migliore full power. Ecco i (tanti) perché

Simone Lanciotti
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Come vuoi che vada una Yeti da 13000€? Bene, è ovvio!

Che è simile a chiedere come va l’ultima delle Ferrari.

Alla grande!

Ma il bello è proprio spiegare i tanti motivi per cui è così facile, anzi, ovvio per l’appunto, dare una simile risposta. La Yeti LTe in allestimento T3 è una delle migliori e-Mtb che mi sia mai capitato di provare.
Anzi, LA migliore.
Immediato l’invito alla calma per i più scettici: 

Ok, Simone, ma allora perché non ci dici qual è la tua classifica delle migliori e-Mtb full power?

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Lo farò senz’altro alla fine dell’articolo, ma prima parliamo di questo gioiello.
Premete play...

Dettagli tecnici

- I dati principali

Di seguito le principali caratteristiche della Yeti LTe in allestimento T3:

  • - escursione sospensione: 160 mm
  • - escursione forcella: 170 mm
  • - schema sospensivo: Yeti Sixfinity a 6 punti di infulcro
  • - SAG consigliato: 30%
  • - diametro ruote: 29" oppure MX
  • - drive unit: Bosch Performance Line CX
  • - potenza di picco e coppia max: 750 W e 100 Nm
  • - batteria: 800 Wh
  • - range extender (opzionale): 250 Wh
  • - angolo di sterzo: 64°
  • - angolo piantone: 78°
  • - reach (tg L): 48,5 cm
  • - stack (tg L): 63,5 cm
  • - lunghezza carro: 44,9 cm
  • - lunghezza tubo superiore virtuale: 62 cm
  • - corsa reggisella telescopico: 200 mm (tg L)
  • - lunghezza pedivelle: 160 mm

Di seguito lo schema della geometria per le 4 taglie:

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- Allestimento

La versione T3, la mediana nella gamma LTe, è molto ben accessoriata e spicca senza dubbio l'ammortizzatore Fox Float X2 Factory, specificamente tarato per questa sospensione.
Da segnalare che, dopo Santa Cruz, anche Yeti ha scelto le gomme Schwalbe radiali di serie, abbandonando la connazionale Maxxis.
Stona soltanto la scelta di una gomma anteriore, sì radiale, ma con carcassa non Gravity, che invece troviamo sulla gomma posteriore.

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Il reggisella Fox Transfer Neo da 175 mm di corsa che vedete montato su questa LTe non è quello di serie, ma è stato utilizzato perché quello originale, un RockShox Reverb AXS da 200 mm, permetteva un'altezza minima di sella pari a 75,5 cm, cioè un centimetro in più rispetto alla mia altezza di sella.

- Interazione con la drive unit

Il sistema Bosch Performance Line CX con l'aggiunta del display Kiox 400c è una garanzia di efficacia.
Ho trovato molto utile la possibilità di personalizzare i dati da visualizzare sul display e, tramite l'app Bosch, ho scoperto un gran numero di parametri interessanti da visualizzare, come la percentuale di assistenza del motore rispetto alle gambe del ciclista oppure quanto e quali livelli di assistenza sono stati utilizzati in percentuale.

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Il sistema si gestisce tramite il comando remoto sul manubrio (oppure con il pulsanti del Kiox 400c) al quale, dopo averlo provato in lungo e in largo, potrei chiedere dei click più avvertibili: mi capita abbastanza spesso di modificare il livello di assistenza senza accorgermene, perché accidentalmente colpisco uno dei due pulsanti.

- Peso

Siamo in linea con le aspettative: 23,67 Kg in taglia L, senza pedali e con gomme tubeless.
Il peso si riferisce al montaggio di serie, quindi con gomma anteriore Schwalbe Magic Mary Trail Pro radiale da 2,5" e reggisella RockShox Reverb AXS da 200 mm.
Viste le elevatissime prestazioni nella guida più spinta è un ottimo risultato.

- Rapporto qualità/prezzo

La Yeti LTe T3 costa 12999€ ed è garantita a vita, solo per il primo proprietario.
Vista la qualità costruttiva, la cura posta nei dettagli ben sopra la media e le prestazioni da riferimento è un rapporto qualità/prezzo molto valido.
Poche bici meritano un prezzo di listino così salato.

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Assetto in sella

La geometria della bici prevede una posizione tendenzialmente raccolta e a dirlo sono la misura dell’orizzontale virtuale, 62 cm in taglia L, il reach di 48,5 cm (cioè 5 mm in più rispetto alla Yeti 160E) e l’angolo piantone effettivo di 78°.
Sella e manubrio sono vicini fra loro, ma ancora abbastanza lontani da permettere stabilità e maneggevolezza nella guida.

La bici di serie monta ruota da 29” e la lunghezza del carro è di 44,9 cm.

L’angolo di sterzo, con forcella da 170 mm di corsa, è di 64° e Yeti ha provveduto ad aumentare anche lo stack del telaio, favorendo una posizione in sella più dritta quando si guida, per aumentare la confidenza.
L’interasse che ne risulta non è compatto, 128,2 cm in taglia L, anche in virtù di sospensioni così capaci, ma questo non compromette la guida.
Più avanti vi spiego perché…
Da segnalare che, volendo, è possibile montare una ruota posteriore da 27,5” e, grazie allo specifico flip chip, la geometria non viene compromessa.

Come va in salita?

I protagonisti in questo frangente sono il motore Bosch CX, la sospensione posteriore Sixfinity e la geometria.
Tutto concorre a facilitare la guida del biker anche nelle salite più ripide, grazie al tubo piantone molto verticale, ma soprattutto al comportamento della sospensione Sixfinity da 160 mm.

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Questa infatti è caratterizzata da un anti-squat altissimo (in relazione all’escursione) e allo stesso tempo di una buona sensibilità agli impatti durante la pedalata.
Questo comportamento facilita il superamento degli ostacoli, tenendo il baricentro del biker ben bilanciato ed elevando il grip della gomma posteriore (di per sé già molto elevato).
Cioè, la Yeti LTe arrampica molto bene, meglio di quanto la sua vocazione gravity lascerebbe intendere. 

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Inoltre, è possibile incrementare (o diminuire) l’efficienza della sospensione in pedalata variando il punto di attacco inferiore dell’ammortizzatore: la Yeti LTe permette 3 diversi punti di attacco a cui corrispondono 3 rapporti di leveraggio e 3 valori di Sag differenti (25, 30 oppure 35 %).

Io ho trovato quello intermedio il più rispondente alle mie necessità e preferenze.
Ma è divertente sperimentare…   

L'autonomia della batteria

Nulla di diverso dal solito.
La drive unit Bosch CX di ultima generazione con la batteria da 800 Wh permette un’ottima autonomia e tanto divertimento sui sentieri.
Questi sono i risultati delle uscite più lunghe e più brevi:

  • USCITA CORTA
  • - Durata: un’ora e 50
  • - Km totali: 25,7 Km
  • - Dislivello: 1238 metri
  • - Tipologia di terreno: asfalto, sterrato e single track tecnico
  • - Livelli di assistenza utilizzati: 100% Tour+, coppia max: 90 Nm, potenza max 650 W
  • - Carica residua della batteria: 47%
  • USCITA LUNGA
  • - Durata: 2 ore e 27
  • - Km totali: 34,8
  • - Dislivello: 1668 metri
  • - Tipologia di terreno: salita su asfalto e single track nel bosco
  • - Livelli di assistenza utilizzati: 100% Tour+, coppia max 90 Nm, potenza max 650 W
  • - Carica residua della batteria: 28%

Per completezza di informazione considerate che il mio peso “ready to ride” è di 89 Kg e che le temperature delle due uscite prese come esempio oscillavano fra gli 8 e i 14°.

Come va in discesa?

Mettetevi comodi, c’è molto da dire.
La definizione migliore è quella di “tappeto volante” e, sebbene sia poco tecnica, rende perfettamente l’idea.
La Yeti LTe, grazie alle sospensioni Fox di livello Factory (in particolare il nuovo Float X2) e alle caratteristiche del Sixfinity, rende più facile mantenere velocità elevate, a patto di avere un minimo di dimestichezza nella guida.

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Stupisce in tutti frangenti: su rocce e radici e in generale sui fondi molto sconnessi la facilità con cui la sospensione posteriore entra in azione è magnifica, avvicinandosi moltissimo al comportamento di un’unità a molla.
Considerate che nel test ho tenuto un Sag del 30-35%, sfruttando al meglio l’eccezionale propensione della sospensione ad attivarsi anche sui piccoli input, pur mantenendo un corposo sostegno verso il fine corsa.

Approvo la scelta di Yeti di adottare uno stack maggiore: ciò agevola il sollevamento della ruota posteriore, ma richiede un posizionamento più attento del baricentro durante la guida.
Nulla di complicato, anzi.

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Anche in frenata mostra un comportamento raffinato: la sospensione rimane attiva e l’assetto in sella non si scompone, risultando sempre prevedibile e facile nella guida.
E’ anche grazie a questo dettaglio che si riesce ad andare più veloce.

C’è un altro aspetto che mi ha colpito.
La struttura del telaio e quella del carro sono molto solide e molto fedeli nel seguire i comandi di chi sta in sella.
La struttura più articolata della sospensione posteriore, in realtà, permette un aumento della rigidità torsionale del carro, facendolo diventare un tutt’uno con il telaio.
Si riescono a fare correzioni di traiettoria in un baleno e, sui sentieri, si riesce anche a far scodare la ruota posteriore per chiudere la traiettoria talvolta senza agire sul freno.

La sensazione di diventare un tutt’uno con la bici è esaltante e mi ha portato spesso a rivedere traiettorie e velocità nelle discese che sono solito fare.
Non oso immaginare di cosa sarebbe capace la LTe con una forcella Fox Podium…
Già così è una bici di un livello superiore.

Cosa convince meno?

C’è ben poco.
Potrei dirvi che la gomma anteriore è una valida Schwalbe Magic Mary radiale, ma con carcassa Trail e non Gravity.
E difatti ho dovuto sostituirla con una di tipo Gravity dopo averla tagliata durante un’uscita.
Il reggisella telescopico RockShox Reverb AXS di serie ha 200 mm di corsa e nel mio caso è risultato troppo lungo per raggiungere un’altezza di sella di 74,5 cm.
Meglio uno da 175 mm.

A chi la consiglio?

Potendo permettersela, puoi acquistarla per due ragioni, essenzialmente: perché ti piace e basta oppure perché ti piace e perché ti serve un mezzo adeguato alle tue capacità.
E attenzione: non è una bici solo per andare forte in discesa, ma è capace, grazie all’efficienza della sospensione, di essere anche molto versatile.

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Yeti LTe: è davvero la migliore?

Sì, fra quelle che ho avuto modo di provare da un anno e mezzo a questa parte lo è senz'altro.
Vi invito a scoprire la mia classifica in un articolo dedicato, nel quale vi spiego le ragioni della mia selezione.

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In conclusione...

La Yeti LTe T3 si avvicina tantissimo al concetto di e-Mtb definitiva, cioè una Mtb elettrica pensata e costruita per durare tanto, farci tantissime cose e continuare a stupire dopo anni di utilizzo.

Poche e-Mtb mi hanno dato una simile sensazione di imperturbabilità alle mode, efficienza, efficacia, consistenza e piacere di guida della LTe.

Per informazioni YetiCycles.com

Qui tutti i nostri articoli, test e approfondimenti sulle Mtb Yeti

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Sull'autore
Simone Lanciotti

Sono il direttore e fondatore di MtbCult (nonché di eBikeCult.it e BiciDaStrada.it) e sono giornalista da oltre 20 anni nel settore delle ruote grasse e del ciclismo in generale. La mountain bike è uno strumento per conoscere la natura e se stessi ed è una fonte inesauribile di ispirazione e gioia. E di conseguenza MtbCult (oltre a video test, e-Mtb, approfondimenti e tutorial) parla anche di questo rapporto privilegiato uomo-Natura-macchina. Senza dimenticare il canale YouTube, che è un riferimento soprattutto per i test e gli approfondimenti.

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