

Per molto tempo e ancora oggi le e-Mtb con escursione sotto i 150 mm non sono state molto considerate.
Per capirne il motivo dobbiamo tornare indietro di una decina d’anni, alla prima Specialized Turbo Levo.
Che di fatto è stata la bici che ha fatto scoprire le e-Mtb a tutti.
La prima Turbo Levo, quella del 2015 (foto in basso), aveva 130 mm di corsa al posteriore (e una forcella da 140 mm), gomme 650b Plus che contribuivano a renderla ancora più capace e morbida (secondo i criteri dell’epoca) e un motore full power (sempre secondo i criteri dell’epoca).
Si è passati a 150 mm dalla seconda generazione di Turbo Levo, quella del 2018 (foto più in basso), quando si è deciso di farla diventare una vera trail bike elettrica ispirata dal DNA della Stumpjumper di allora.


E qui le cose hanno iniziato a cambiare sempre di più nella direzione di maggiore capacità e “potenza” di guida, arrivando ad e-Mtb full power con 150-160 mm di corsa al posteriore.
Più motore, più batteria, più escursione, più peso.

Sia chiaro: sono anche bici molto appaganti e divertenti nella guida, ma devi saper guidare e, soprattutto, devi essere su sentieri di un certo livello tecnico per apprezzarle.
Altrimenti stai portando in giro tanti chili senza senso.


Le nuove e-Mtb da trail
Perché nuove?
Perché se escludiamo le e-Mtb da trail con motore da 50-60 Nm di coppia, non ci sono oggi altre vere e-Mtb da trail, cioè con sospensioni da 120-140 mm di corsa e motore full power.
Quindi, se vuoi una trail bike elettrica devi optare per un motore meno potente, ma magari non è ciò che stai cercando.

Prima Trek con Powerfly+ FS (foto in alto) e più recentemente Mondraker con la Scree (foto sopra) ci hanno fatto vedere che questo segmento, le e-Mtb trail full power, hanno potenzialmente molto significato per una fetta di utenti più ampia di quanto si pensi.
Le caratteristiche tecniche di spicco sono:
- - Escursione posteriore di 120-130 mm
- - Motore full power
- - Batteria capace (fino ad 800 Wh)
- - Ruote 29-29 pollici
- - Telaio solido, ma un po' più leggero
- - Maggiore versatilità complessiva
Attenzione però a non concentrarvi troppo sulla leggerezza.
Perché, per ora, è ancora un obiettivo difficile (se si utilizzano telai in lega di alluminio), ma soprattutto perché metteremmo in secondo piano la sospensione posteriore.
Infatti, una sospensione da 130 mm di corsa ha un comportamento generalmente più reattivo, nervoso e più progressivo di una sospensione da 150-160 mm.
130 mm di corsa significa minore capacità nell’incassare colpi rispetto a 150 mm di corsa, ma significa anche risposte più rapide nella guida.
E qui quei 20 mm fanno tanta differenza.
Cioè, se hai un certo manico la bici diventa naturalmente più agile e scattante, mentre se non hai manico è comunque una bici adeguata per uscite tecnicamente più semplici.
Mica poco.

Poi c’è la leggerezza
O forse dovremmo dire il miraggio della leggerezza, perché per ora siamo ancora lontani.
E qui serve un impegno concreto da parte della bike industry se davvero vuole rendere appetibile questa categoria.
Chiudo con una domanda: l’idea di una e-Mtb potente ma più agile vi intriga? Voi la comprereste o la cambiereste con la vostra attuale e-Mtb?
Fatemelo sapere nei commenti.
Qui tutti i nostri articoli, test e approfondimenti sulle e-Mtb.
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Sull'autore
Simone Lanciotti
Sono il direttore e fondatore di MtbCult (nonché di eBikeCult.it e BiciDaStrada.it) e sono giornalista da oltre 20 anni nel settore delle ruote grasse e del ciclismo in generale. La mountain bike è uno strumento per conoscere la natura e se stessi ed è una fonte inesauribile di ispirazione e gioia. E di conseguenza MtbCult (oltre a video test, e-Mtb, approfondimenti e tutorial) parla anche di questo rapporto privilegiato uomo-Natura-macchina. Senza dimenticare il canale YouTube, che è un riferimento soprattutto per i test e gli approfondimenti.
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