
Orbea Rise 2027: più motore, stesso DNA. Le prime impressioni
Daniele Concordia

Orbea Rise 2027: più motore, stesso DNA. Le prime impressioni
Daniele Concordia
La nuova Orbea Rise 2027 non nasce per rivoluzionare un progetto già apprezzato, ma per perfezionarlo.
In un mercato delle e-Mtb dove potenza e coppia continuano a crescere, Orbea sceglie di seguire una strada leggermente diversa: migliorare il rapporto tra assistenza, peso e naturalezza della pedalata, senza inseguire necessariamente i numeri più elevati.
Una filosofia che il marchio spagnolo identifica con la sigla RS, ovvero “Rider Synergy”, e che continua a rappresentare il cuore del progetto Rise.

Le novità più interessanti riguardano il nuovo motore Shimano EP810, ma ci sono aggiornamenti anche al telaio, alle geometrie e alla cinematica della sospensione posteriore.
Per capire quanto questi interventi incidano sul comportamento della bici, siamo volati sui Pirenei, al confine tra Spagna e Francia, dove abbiamo utilizzato per due giorni la versione SL.
Guardate qui 👇🏻
Nuovo Shimano EP810 RS: cosa cambia davvero?
È probabilmente la novità più importante della Rise 2027.
Il nuovo Shimano EP810, personalizzato da Orbea con la logica di assistenza RS, è stato sviluppato per offrire una risposta più rapida, una rumorosità inferiore e una gestione più raffinata della potenza.

I valori massimi rimangono quelli già conosciuti sulla precedente generazione:
- Profilo RS: 85 Nm di coppia e 400 watt di potenza di picco, con la possibilità di utilizzare il livello Super Boost (15” a 100 Nm e 600 watt di picco).


- Profilo RS+: 100 Nm e 600 watt di picco, con la possibilità di utilizzare il livello Super Boost quando si procede sulle modalità di assistenza più basse.

La differenza non sta quindi tanto nei numeri, quanto nel modo in cui il motore interpreta la spinta del biker.
Grazie a una gestione evoluta dei sensori e dell'assistenza, il nuovo EP810 punta a fornire più supporto quando serve realmente, limitando invece l'intervento nelle situazioni meno impegnative.



In parole semplici, più si spinge sui pedali e più il motore risponde, senza però compromettere quella sensazione di naturalezza che ha sempre contraddistinto la Rise.
E durante il test questa differenza si è avvertita chiaramente.

Rispetto alla precedente Rise, che avevamo già avuto modo di provare, il nuovo motore offre una spinta più corposa e convincente, soprattutto quando si aumenta la pressione sui pedali.
Il supporto è più consistente, ma non diventa mai invadente: la sensazione è quella di avere gambe particolarmente allenate, piuttosto che un motore che lavora al nostro posto.

Un miglioramento percepibile riguarda anche la rumorosità. L'EP810 è più silenzioso del precedente EP801 RS, anche se non è ancora il riferimento assoluto della categoria sotto questo aspetto.

Batterie, autonomia ed elettronica
La nuova Rise mantiene la possibilità di scegliere tra due batterie integrate, da 420 oppure 630 Wh, alle quali si può aggiungere un range extender opzionale da 210 Wh.
Una soluzione che permette di privilegiare la leggerezza oppure la massima autonomia, in base alle proprie esigenze.

Durante i due giorni di test abbiamo utilizzato prevalentemente il livello Eco, con alcuni brevi tratti in Trail e soltanto pochi secondi in Boost/Super Boost.
Con questo approccio, considerando il peso di chi scrive di circa 65 kg ed un ottimo livello di allenamento, la batteria da 420 Wh può consentire uscite nell'ordine dei 50 km con 1.800-2.000 metri di dislivello.

Naturalmente non si tratta di un'autonomia garantita per tutti: peso del biker, potenza espressa sui pedali, fondo e livello di assistenza possono modificare sensibilmente il risultato.

Interessante anche l'integrazione dell'elettronica: il comando remoto RS HMI permette di gestire l'assistenza e, negli allestimenti predisposti, anche il reggisella telescopico elettronico Orbea con travel massimo di 240 mm.
Quest'ultimo e il cambio Shimano Di2 possono essere alimentati direttamente dalla batteria principale della bici.

La gestione del nuovo motore sarà inoltre affidata alla nuova applicazione Shimano Connect, che non abbiamo avuto modo di toccare con mano, ma che sarà disponibile a breve.

Telaio e geometrie: evoluzione, non rivoluzione
Anche il telaio della Rise 2027 è stato aggiornato, pur mantenendo un'impostazione molto simile a quella precedente.
La nuova gamma utilizza esclusivamente il carbonio OMR (non sarà più prodotta la versione in alluminio) ed è disponibile nelle due configurazioni SL e LT, pensate per utilizzi differenti.

La Rise SL ha 140 mm di escursione anteriore e posteriore, un link dell'ammortizzatore in carbonio e geometria fissa. È la versione più orientata alla pedalabilità, alla leggerezza e al trail riding.

La Rise LT, invece, offre 160 mm di escursione davanti e 150 dietro, un link in alluminio e la possibilità di modificare le geometrie tramite flip chip. Con un link specifico può essere configurata anche in versione Mullet, con ruota posteriore da 27,5".


Le geometrie non sono state stravolte, ma Orbea è intervenuta su alcune quote per migliorare il controllo sui sentieri: tra queste, un'altezza di standover più contenuta, uno stack maggiore e un carro posteriore leggermente più lungo.
Sulla SL, ad esempio, troviamo un angolo di sterzo di circa 65°, un angolo sella di 78,2° e foderi posteriori da 443 mm.


Cambia anche la cinematica della sospensione posteriore, con una curva di compressione più progressiva e una revisione dell'anti-squat. L'obiettivo è contenere il pedal kickback e migliorare la capacità della ruota posteriore di seguire le asperità del terreno.


I pesi dichiarati degli allestimenti più leggeri sono nell'ordine dei 17 kg per la SL e dei 18 kg per la LT.
Nello specifico, la Orbea Rise SL in test (taglia M) con ruote e gomme di serie pesa 17,4 kg senza pedali, mentre in allestimento super leggero (con ruote e gomme da Xc, un'opzione disponibile sul configuratore MyO) pesa 16,8 kg.


Come va la nuova Orbea Rise SL?
Dopo aver analizzato le novità tecniche, veniamo alla parte più interessante: le sensazioni sui sentieri.
Abbiamo provato la Rise SL per due giorni, affrontando percorsi piuttosto vari sui Pirenei, con salite impegnative e discese di diversa difficoltà.

In salita: più sostanza, senza perdere naturalezza
La prima impressione riguarda proprio il motore.
Il nuovo EP810 RS sembra aver fatto un passo avanti soprattutto nella qualità dell'assistenza: la risposta è più pronta, il supporto è più consistente e la sensazione di connessione tra gambe e motore rimane molto elevata.

Utilizzando prevalentemente la modalità Eco, la Rise continua a richiedere un contributo muscolare importante, ma restituisce una pedalata fluida e naturale.

Quando si aumenta la pressione sui pedali, però, il motore risponde in maniera più decisa rispetto al passato, permettendo di affrontare anche le salite più impegnative con maggiore facilità.
È proprio questa combinazione tra assistenza e coinvolgimento fisico che continua a distinguere la Rise dalle e-Mtb full power tradizionali.

In discesa: il biker resta protagonista
Se il nuovo motore rappresenta il miglioramento più evidente in salita, in discesa la Rise SL conferma le qualità che avevamo già apprezzato sulla precedente generazione.

La caratteristica più interessante è la maneggevolezza.
Il peso relativamente contenuto permette di guidarla in modo molto simile a una Mtb tradizionale, senza quella sensazione di inerzia che spesso accompagna le e-Mtb più pesanti.

La bici risponde bene alle indicazioni del rider, è intuitiva e lascia una buona libertà nella scelta delle traiettorie.
In sostanza, è il biker a guidare la bici e non il contrario.
Una sensazione particolarmente piacevole per chi arriva dal mondo delle Mtb tradizionali e non vuole rinunciare a una guida attiva e dinamica.

Anche nei tratti pedalati oltre i 25 km/h, quando l'assistenza viene interrotta, la Rise rimane piacevole da utilizzare.
Il peso contenuto e la buona scorrevolezza permettono di continuare a spingere senza avvertire eccessivamente la presenza del sistema elettrico.

Orbea Rise 2027: modelli e prezzi
La nuova gamma comprende quattro allestimenti principali per ciascuna delle due versioni, SL e LT: M30, M20, M10 e M-LTD.
Ognuno viene proposto con batteria da 420 o 630 Wh, per un totale di 16 configurazioni a listino.

I prezzi partono da 5.699€ per la Rise SL M30 con batteria da 420 Wh e arrivano a 11.199€ per le versioni M-LTD con batteria da 630 Wh.
Attraverso il programma MyO è inoltre possibile personalizzare colori e numerosi componenti, adattando la bici alle proprie preferenze.

Qui sotto il PDF con geometrie, modelli e prezzi dettagliati:
In conclusione: a chi si rivolge la nuova Rise?
Dopo due giorni sui sentieri, la sensazione è che Orbea abbia migliorato la Rise proprio dove ce n'era bisogno, senza modificarne il carattere.
Il nuovo motore offre un'assistenza più efficace e una risposta più convincente, mentre la leggerezza e la maneggevolezza rimangono due dei principali punti di forza del progetto.

La Rise 2027 continua quindi a rivolgersi soprattutto ai biker che amano pedalare, a chi cerca una e-Mtb versatile per affrontare lunghe uscite e a chi vuole mantenere un feeling di guida vicino a quello di una Mtb tradizionale.

Non è una bici pensata per sostituire le e-Mtb full power più potenti, ma per offrire un'alternativa a chi non vuole rinunciare al piacere di fare fatica, scegliere le traiettorie e sentirsi protagonista della guida.
In definitiva, la nuova Rise non cambia filosofia: semplicemente, riesce a interpretarla ancora meglio.

Per altre informazioni Orbea.com
Se invece pensate che una e-Mtb full power sia più adatta alle vostre necessità, date uno sguardo alla Orbea Wild TR:

Oppure alla Wild LT:
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Sull'autore
Daniele Concordia
Mi piacciono il cross country e le marathon, specialità per le quali ho un'esperienza decennale. Ho avuto un passato agonistico sin da giovanissimo, ho una laurea in scienze motorie e altri trascorsi professionali nell’ambito editoriale della bici.
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