Pauline Ferrand-Prevot a lezione di discesa da Cécile Ravanel

Daniele Concordia
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Pauline Ferrand-Prevot a lezione di discesa da Cécile Ravanel.
Proprio così, da un paio di mesi l'ex iridata Xc ha deciso di lavorare ancora meglio sulle sue lacune, concentrandosi sulla parte tecnica sulla sua bici da enduro.

Prevot a lezione di discesa
Pauline Ferrand-Prevot, per girare in enduro utilizza una bici SCOR, marchio di BMC con impronta più gravity. Qui altre info.



I percorsi Xc sono sempre più selettivi a livello tecnico e, probabilmente, la Prevot nel corso della stagione si è accorta di avere qualche difficoltà in più o comunque meno sicurezza rispetto alle sue avversarie più temute, come Jolanda Neff ed Evie Richards.

Questo sorpasso "al limite" della Neff alle Olimpiadi di Tokyo e la scivolata alla curva successiva, potrebbero aver fatto scattare la molla nella testa della francese...

Questa decisione fa parte del cambiamento radicale nella vita di Pauline Ferrand-Prevot, che dopo essersi lasciata con Julien Absalon (farà parte comunque del suo team), pare si sia fidanzata con il freerider/youtuber Kilian Bron e frequenti spesso il mondo del Gravity.
Non solo, ha anche corso (e vinto) la Megavalanche de La Reunion...

Prevot a lezione di discesa
La Prevot con Kilian Bron
Prevot a lezione di discesa

Il suo focus principale sarà sempre sull'Xc, come ha spiegato più volte sui social, ma vuole migliorare in discesa e Cécile Ravanel le sta dando una mano in questo progetto, portandola a girare anche con altri atleti di tutto rispetto, come la downhiller Vali Höll.

Prevot a lezione di discesa
Pauline Ferrand-Prevot (a sinistra) e Vali Höll (a destra)
Prevot a lezione di discesa
Qui con Cécile Ravanel in un momento di svago serale

Staremo a vedere se questo cambiamento darà i suoi frutti in Coppa del Mondo...


Prendiamo spunto da questo progetto di Pauline Ferrand-Prevot per evidenziare il fatto che molti team e atleti Xc, negli ultimi anni si stanno affidando a coach o ex atleti provenienti dal mondo enduro e Dh, per lavorare sulla tecnica in allenamento e per la scelta delle linee sul percorso.

La ricognizione del percorso olimpico di Tokyo, fatta per la prima volta nel 2019

Se fino a qualche anno fa, infatti, le gare si vincevano in salita e in discesa bastava mollare i freni, ora si può perdere di brutto anche in discesa e i top riders non vogliono che accada.
Curano ogni dettaglio alla perfezione e spesso un aiuto esterno, magari con un occhio più pronto ad individuare la linea più veloce e non solo quella più facile, è fondamentale in fase di ricognizione.

Per farvi un esempio, al mondiale in Val di Sole abbiamo visto Tracy Moseley aiutare le ragazze di Trek, non a caso uno dei suoi ruoli nel team è proprio quello di consulente tecnico.


Il Team Cannondale Factory Racing, invece, si affida a Kenta Gallagher, ex atleta cross country poi passato al Gravity, che negli ultimi anni è diventato l'ombra di Henrique Avancini, Alan Hatlerly e Simon Andreassen. Quest'anno aiuterà anche Mona Mitterwallner.

Gallagher (al centro) sul percorso di Nove Mesto con Alan Hatherly ed Henrique Avancini

Nei giorni prima della gara, Gallagher gira con gli atleti, suggerisce le linee, mostra i passaggi e, se necessario, gli dà dei consigli. Insomma, è una vera guida sul campo.


La nazionale svizzera femminile, invece, si concentra di più sulla fase di preparazione, lavorando con lo spagnolo Oscar Saiz, ex downhiller ed attualmente uno dei coach più stimati al mondo, ma anche parte integrante della nazionale elvetica.

In Italia, uno dei pochi che attualmente sta svolgendo un lavoro simile con i ragazzi del Team Santa Cruz FSA è Andrea Tiberi, che non proviene dall'enduro, ma tecnicamente sa il fatto suo e sta cercando di trasmettere la sua esperienza agli atleti più giovani.

Andrea Tiberi con Luca Braidot

E da quest'anno lo farà anche con la nazionale italiana, ne abbiamo parlato qui:


Queste osservazioni confermano quanto il cross country di un certo livello sia più completo.
Bisogna essere forti atleticamente per fare la differenza in salita, ma anche tecnicamente per non perdere secondi (se non minuti) preziosi in discesa.
Lo studio delle linee è fondamentale, per andare più veloci ma anche per rischiare meno ed evitare guasti o forature.

Ovviamente, questa è una prerogativa di chi pratica Xc ed ha il tracciato a disposizione per prove in bici e momenti di studio a piedi, ma quando ci si abitua a capire qual è la traiettoria più conveniente in poco tempo, si riuscirà a guidare meglio anche alla cieca.

Ne abbiamo parlato anche qui:

Qui gli altri articoli sul cross country.

Qui gli altri articoli sulla tecnica di guida.

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Sull'autore
Daniele Concordia

Mi piacciono il cross country e le marathon, specialità per le quali ho un'esperienza decennale. Ho avuto un passato agonistico sin da giovanissimo, ho una laurea in scienze motorie e altri trascorsi professionali nell’ambito editoriale della bici.

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