

Partiamo da una data, il 9 aprile prossimo.
Molti di voi avranno notato sui social che in questa data ci sarà l’annuncio di tante novità in campo e-Mtb.
Tutte riconducibili ad una nuova drive unit.
Per ora non posso dare dettagli, perché la novità è ancora sotto embargo, ma vi invito sin da ora a tornare su MtbCult alle 9:00 di mattina del 9 aprile.
Il tema di questa puntata di Fuori Sentiero non è “spoilerare” dati e caratteristiche cruciali, bensì capire in che modo questi impatteranno o potrebbero impattare sul nostro modo di usare la e-Mtb.
Innanzitutto, qual è il tema?
La potenza di picco cresce ancora.
La potenza di picco aumenta, ma la batteria rimarrà sempre a quota 800 Wh.
Cioè, motore più prestante, ma “serbatoio” relativamente piccolo.
Ho già provato questa nuova drive unit su sentieri molto impegnativi e mi sono fatto un’idea abbastanza precisa.
Ma ve ne parlerò il 9 aprile.
Per ora il punto è un altro: aumentare coppia e potenza di picco serve davvero?
E’ una domanda a cui ho già risposto in altre occasioni (e, per inciso, no, non serve, ad eccezione, forse, di una piccola fetta di utenti, cioè gli e-biker agonisti) e che in questo momento mi dà la percezione che una parte della bike industry potrebbe inseguire un obiettivo sbagliato.
Il condizionale è d’obbligo, perché, ad oggi, solo questo produttore asiatico ha annunciato un incremento netto di prestazioni.
E gli altri produttori e i vari marchi di bici cosa faranno?
Potenza di picco: una posizione condivisibile
Una posizione importante è quella che Bosch sta assumendo nel corso degli ultimi mesi.
Il produttore tedesco, forte di una lunga esperienza in campo e-bike e di una grande popolarità in campo e-Mtb, si sta facendo promotore di una auto-regolamentazione (quantificata in 750 watt di potenza di picco) che disciplini in modo univoco il settore delle e-Mtb.
Di recente ho partecipato ad un incontro promosso da Bosch nel quale alcuni media internazionali, atleti e personaggi di spicco del nostro settore si sono confrontati su questo argomento.
E ne è emerso un generale allineamento alla visione di Boch.
Quell’incontro ha dato il la per questa puntata di Fuori Sentiero, cioè il bisogno di trovare un accordo su cosa sia una e-Mtb oggi.
Prima che il legislatore entri a gamba tesa.

Cominciamo, quindi, dall’attuale definizione di bici a pedalata assistita (chiamata altresì Epac, Electrically Power Assisted Cycle) secondo le vigenti normative europee:
- - Potenza nominale e continua di 250 watt
- - Erogazione dell’assistenza elettrica fino a 25 Km/h
- - Erogazione dell’assistenza elettrica solo durante la pedalata, cioè la bici non può avere un dispositivo tipo acceleratore
- - Modalità walk assist fino a 6 Km/h
A questo punto, però, occorre chiarire cos’è la potenza di picco e cosa cambia rispetto a quella nominale.
La potenza di picco è la potenza massima che un motore elettrico può erogare per un breve periodo di tempo, ad esempio nelle accelerazioni o in alcuni tratti in salita.
La potenza nominale, invece, è quella che il motore elettrico può erogare per lunghi periodi di tempo (cioè in modo continuo) senza rischiare il surriscaldamento.
Quindi la definizione che la bike industry capitanata da Bosch vorrebbe dare alle e-Mtb diventerebbe la seguente:
- - Potenza nominale e continua di 250 watt
- - Potenza di picco massima di 750 watt
- - Erogazione dell’assistenza elettrica fino a 25 Km/h
- - Erogazione dell’assistenza elettrica solo durante la pedalata, cioè la bici non può avere un dispositivo tipo acceleratore
- - Modalità walk assist fino a 6 Km/h
A mio avviso, e parlo a nome dello staff di MtbCult, si tratta di una posizione condivisibile e che ben si bilancia con un paio di aspetti fondamentali.

L’aspetto normativo: così la e-Mtb è ancora una bici
Un dettaglio cruciale nella definizione delle Epac è che queste, pur essendo motorizzate, sono equiparate alle bici tradizionali secondo le vigenti normative europee.
E quindi non hanno bisogno di targa, assicurazione e patente e soprattutto non sono soggette a restrizioni per l’accesso sui sentieri (salvo dove specificato diversamente).
Appena uno dei 5 parametri che caratterizzano le Epac viene meno oppure nel caso in cui il legislatore ritenesse che la potenza di picco è diventata eccessiva e che le e-Mtb sono equiparabili a ciclomotori, allora verrebbe meno anche la libertà di andare sui sentieri.
Ed è questo il timore principale di tanti brand di bici.
Timore che comprendiamo e condividiamo.
Lo scenario che si aprirebbe, incluse le restrizioni di accesso ai sentieri, sarebbe devastante a dir poco.
Per tutti.

L’aspetto pratico: 800 Wh sono ancora adeguati
750 watt di potenza di picco ben si abbinano a batterie da 800 Wh.
Vale a dire che le e-Mtb dotate di simili potenze e di batterie di tale capacità garantiscono mediamente autonomie più che adeguate per uscite piacevoli.
Questo è un dettaglio cruciale ed è da diverso tempo sotto gli occhi di tantissimi utenti.
Del resto se aumenti tanto la potenza, ma non adegui il “serbatoio” le distanze che percorri si riducono.
Senza dimenticare la maggiore usura su trasmissione e gomme.
Poco altro da dire.

L’aspetto marketing: chi è attratto da watt e Nm crescenti?
La potenza di picco delle drive unit è ancora una leva di marketing davvero potente?
Forse le cose stanno cambiando.
Innanzitutto, le e-Mtb sono sul mercato da oltre 10 anni e non sono più una novità, ovvero il pubblico degli appassionati sa abbastanza bene cosa vuole e come usarlo.
L’aspetto pratico di cui sopra, cioè la limitatezza delle batterie, è un tema cruciale che può inficiare sull’esperienza in sella a una e-Mtb.
Ma, anche qui, può entrare in gioco l’esperienza del biker, a prescindere dal marchio della drive unit:
"La potenza di picco la uso poco, ma mi piace pensare che la mia bici, volendo, ha grandi prestazioni”.
Un po’ come succede in ambito automotive, tanto per fare un esempio.
“Poco importa quanto spesso uso tutti i cavalli del motore della mia auto, ma mi piace svegliargli un po’ ogni tanto…”
Quindi, a mio avviso l’annuncio di prestazioni sempre più eclatanti è un espediente di marketing che inizia a rivelarsi poco efficace.

La posizione di MtbCult
A mio-nostro avviso la limitazione a 750 Watt di potenza di picco che Bosch propone è condivisibile, per i motivi suddetti, e auspichiamo che anche altri brand ne comprendano l’importanza.
Perché ne va della libertà con la quale oggi usiamo le nostre e-Mtb.
E voi come la pensate?
Ci vediamo giovedì 9 aprile alle 9:00 oppure alla prossima puntata di Fuori Sentiero.
Qui tutte le precedenti puntate di Fuori Sentiero
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Sull'autore
Simone Lanciotti
Sono il direttore e fondatore di MtbCult (nonché di eBikeCult.it e BiciDaStrada.it) e sono giornalista da oltre 20 anni nel settore delle ruote grasse e del ciclismo in generale. La mountain bike è uno strumento per conoscere la natura e se stessi ed è una fonte inesauribile di ispirazione e gioia. E di conseguenza MtbCult (oltre a video test, e-Mtb, approfondimenti e tutorial) parla anche di questo rapporto privilegiato uomo-Natura-macchina. Senza dimenticare il canale YouTube, che è un riferimento soprattutto per i test e gli approfondimenti.
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Per me 750 W sono piu che sufficienti, mi concentrerei piu su batterie p leggere e performanti, e modalita' antipattinamento ancora piu performanti