Prototipo Trek da Xc: dietro lo sviluppo di una Mtb misteriosa

Daniele Concordia
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Prototipo Trek da Xc: dietro lo sviluppo di una Mtb misteriosa

Daniele Concordia
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Nelle scorse settimane avrete visto sicuramente il prototipo Trek da Xc che stanno utilizzando in gara gli atleti del team Trek-Unbroken.

Tutti noi abbiamo pensato ad un nuovo modello di Top Fuel o Supercaliber, ma in realtà entrambe le ipotesi sono da scartare, almeno per ora.
Gli unici fortunati che possono utilizzare questo prototipo Trek da Xc sono gli atleti ufficiali, in quanto parliamo di un mezzo sperimentale, che non è in vendita e non è detto che lo sarà in futuro.

Prototipo Trek da Xc

Stavolta Trek ha voluto agire in modo diverso, invece di nascondere il progetto con cover o adesivi, ha deciso di raccontare come e perché è nata la Mtb in questione.
Leggete qui sotto.

Il prototipo che fa discutere

Il prototipo del team Trek-Unbroken XC ha attirato molta attenzione durante il training camp e nelle prime gare della stagione.
Non è una Top Fuel né una Supercaliber. Le tubazioni snelle, la vistosa verniciatura viola, il flex stay e l’ammortizzatore montato sul tubo superiore segnano una netta rottura rispetto alle bici che hanno accompagnato i successi del team negli ultimi anni.

Prototipo Trek da Xc

Un progetto costruito da zero

Questa bici è tutto tranne che standard.
Dietro al telaio c’è un processo di sviluppo completamente nuovo, condotto dagli stessi ingegneri che hanno progettato tutta la gamma Mtb Trek.
Normalmente i marchi non raccontano molto dei prototipi, soprattutto quando non è detto che arrivino mai sul mercato. Ma in questo caso Trek ha scelto di far correre alcuni dei biker più veloci al mondo con la bici più veloce possibile, raccogliendo dati e insegnamenti utili per i modelli futuri.

Prototipo Trek da Xc

Il prototipo Trek da Xc potrebbe non arrivare mai nei negozi, ma nasce dallo stesso metodo che ha portato bici come Supercaliber, Session e Slash a vincere Mondiali, Coppe del Mondo e medaglie olimpiche.



Il punto di partenza: la Supercaliber

Per capire perché questa bici esiste, bisogna partire dalla Supercaliber.
Resta una macchina velocissima, ma il cross country di Coppa del Mondo è cambiato molto da quando Jolanda Neff ed Evie Richards vinsero oro olimpico e mondiale XCO nel 2021.

Prototipo Trek da Xc
Jolanda Neff, ex atleta Trek, in sella alla Supercaliber ha costruito tantissimi di successi

I tracciati sono diventati più tecnici e aggressivi: rock garden più grandi, salti con gap e discese sempre più impegnative. In questo contesto, gli 80 mm di escursione non bastano più.
La scorsa stagione il team ha spesso scelto la Top Fuel, con 120 mm di escursione. Nonostante il peso superiore, su terreni più duri si è dimostrata più veloce della Supercaliber.
Un buon compromesso, ma non la soluzione definitiva.

Prototipo Trek da Xc
Riley Amos con il nuovo Prototipo Trek da Xc

La sfida degli ingegneri Trek

Qui entra in scena Alex Martin, ingegnere Trek specializzato nelle bici da Xc.
Il suo approccio è stato chiaro fin dall’inizio: mettere da parte le abitudini progettuali e lasciare parlare i dati.
L’obiettivo era semplice e ambizioso allo stesso tempo: progettare la full suspension Xc da 29” più veloce possibile.
Non necessariamente una evoluzione dei modelli esistenti, ma una bici completamente nuova se necessario.

Prototipo Trek da Xc

Flex stay contro ABP

Il primo nodo da sciogliere riguardava la sospensione posteriore.
La tecnologia Active Braking Pivot (ABP) di Trek funziona perfettamente sulla maggior parte delle Mtb full suspension, ma nel mondo dell’Xc da gara il peso è un fattore decisivo.

Prototipo Trek da Xc
Il sistema ABP di Trek (che ha il compito di svincolare al meglio le fasi di frenata, pedalata e lavoro della sospensione) è utilizzato su tante bici, anche sulla Top Fuel attualmente in commercio, ma non è presente sul prototipo Trek da Xc che vi stiamo presentando.

Alex Martin ha quindi messo alla prova un’altra soluzione: il flex stay, che elimina il pivot sull’asse posteriore e sfrutta la flessione controllata del carro per mantenere la ruota a contatto con il terreno.
I test con i rider del team, tra cui Riley Amos, Gwendalyn Gibson ed Evie Richards hanno indicato chiaramente la strada: il flex stay offriva il miglior equilibrio tra peso, efficienza e controllo.

Prototipo Trek da Xc
Il carro senza snodo del prototipo Trek da Xc

Prototipi in carbonio e test sul campo

Per affinare il progetto, Trek ha scelto una strada insolita: costruire prototipi direttamente in carbonio, invece dei più comuni telai di prova in alluminio.
L’obiettivo era replicare il più possibile il comportamento di una vera bici da gara.

Prototipo Trek da Xc

Alex Martin ha testato due sistemi di leveraggi:

  • uno “swing” (bilanciere) sospeso al tubo superiore
  • uno “flapper” (a farfalla) simile a un rocker link tradizionale

Nei test comparativi a Durango il risultato è stato netto: il flapper link dava ai rider più sicurezza e un supporto più prevedibile lungo tutta l’escursione.

Prototipo Trek da Xc
La scelta definitiva è caduta sul flapper link

Perché 115 mm di escursione?

Il prototipo Trek da Xc utilizza 115 mm di escursione posteriore, leggermente meno dei 120 mm ormai diffusi nelle bici da Xc.

Secondo il team Trek è il punto di equilibrio ideale tra:

  • efficienza di pedalata
  • cinematica della sospensione
  • supporto nella guida

Il risultato è una piattaforma efficace anche con l’ammortizzatore aperto.

Prototipo Trek da Xc

Un telaio ottimizzato al grammo

Per completare il progetto, gli ingegneri hanno lavorato sul telaio con simulazioni strutturali avanzate.
Ogni sezione (tubo superiore, tubo sella, carro posteriore) è stata analizzata per capire come reagisce alle forze di pedalata e torsione.
Questo ha permesso di:

  • rinforzare le aree più sollecitate
  • ridisegnare alcune forme dei tubi
  • eliminare materiale dove non necessario

Il risultato è un telaio leggero, rigido e pensato per i percorsi sempre più impegnativi della Coppa del Mondo.

Prototipo Trek da Xc

Sviluppata insieme agli atleti

Una delle novità più importanti del progetto è stata la collaborazione costante con i rider Trek-Unbroken XC.

Prototipo Trek da Xc

Gli atleti hanno partecipato ai test fin dalle prime fasi, contribuendo a definire il comportamento della bici.
In un cross country sempre più tecnico e competitivo, la fiducia nell’attrezzatura fa la differenza.

Prototipo Trek da Xc

Perché non è in vendita?

La domanda è inevitabile: perché non venderla?
La risposta è semplice: il progetto non è ancora finito.
Questo prototipo Trek da Xc rappresenta una tappa di un processo di sviluppo continuo. I dati raccolti in gara e nei test serviranno a sviluppare le prossime generazioni di Mtb.

Prototipo Trek da Xc

Un passo verso il futuro

Anche se questa bici potrebbe non arrivare mai nei negozi, le soluzioni sviluppate per il prototipo Trek da Xc finiranno, prima o poi, nei modelli di serie.

Come spiega Alex Martin:

“Se riusciamo a risolvere i problemi di un rider di Coppa del Mondo, possiamo migliorare la bici per tutti.”

La missione di Trek è chiara: costruire la Mtb da XC più veloce possibile.
E questo prototipo è solo l’inizio.

Prototipo Trek da Xc
Su questo prototipo Trek da Xc non è presente il Knock Block (limitatore di sterzata), un sistema che è stato eliminato anche sulla Supercaliber di 2ª generazione.


Per altre informazioni Racing.TrekBikes.com

Qui gli altri contenuti sulle Mtb ed e-Mtb Trek.

Qui sotto, un approfondimento sulle full da Xc del futuro:

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Sull'autore
Daniele Concordia

Mi piacciono il cross country e le marathon, specialità per le quali ho un'esperienza decennale. Ho avuto un passato agonistico sin da giovanissimo, ho una laurea in scienze motorie e altri trascorsi professionali nell’ambito editoriale della bici.

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