

Nelle scorse settimane avrete visto sicuramente il prototipo Trek da Xc che stanno utilizzando in gara gli atleti del team Trek-Unbroken.
Tutti noi abbiamo pensato ad un nuovo modello di Top Fuel o Supercaliber, ma in realtà entrambe le ipotesi sono da scartare, almeno per ora.
Gli unici fortunati che possono utilizzare questo prototipo Trek da Xc sono gli atleti ufficiali, in quanto parliamo di un mezzo sperimentale, che non è in vendita e non è detto che lo sarà in futuro.

Stavolta Trek ha voluto agire in modo diverso, invece di nascondere il progetto con cover o adesivi, ha deciso di raccontare come e perché è nata la Mtb in questione.
Leggete qui sotto.
Il prototipo che fa discutere
Il prototipo del team Trek-Unbroken XC ha attirato molta attenzione durante il training camp e nelle prime gare della stagione.
Non è una Top Fuel né una Supercaliber. Le tubazioni snelle, la vistosa verniciatura viola, il flex stay e l’ammortizzatore montato sul tubo superiore segnano una netta rottura rispetto alle bici che hanno accompagnato i successi del team negli ultimi anni.

Un progetto costruito da zero
Questa bici è tutto tranne che standard.
Dietro al telaio c’è un processo di sviluppo completamente nuovo, condotto dagli stessi ingegneri che hanno progettato tutta la gamma Mtb Trek.
Normalmente i marchi non raccontano molto dei prototipi, soprattutto quando non è detto che arrivino mai sul mercato. Ma in questo caso Trek ha scelto di far correre alcuni dei biker più veloci al mondo con la bici più veloce possibile, raccogliendo dati e insegnamenti utili per i modelli futuri.

Il prototipo Trek da Xc potrebbe non arrivare mai nei negozi, ma nasce dallo stesso metodo che ha portato bici come Supercaliber, Session e Slash a vincere Mondiali, Coppe del Mondo e medaglie olimpiche.
Il punto di partenza: la Supercaliber
Per capire perché questa bici esiste, bisogna partire dalla Supercaliber.
Resta una macchina velocissima, ma il cross country di Coppa del Mondo è cambiato molto da quando Jolanda Neff ed Evie Richards vinsero oro olimpico e mondiale XCO nel 2021.

I tracciati sono diventati più tecnici e aggressivi: rock garden più grandi, salti con gap e discese sempre più impegnative. In questo contesto, gli 80 mm di escursione non bastano più.
La scorsa stagione il team ha spesso scelto la Top Fuel, con 120 mm di escursione. Nonostante il peso superiore, su terreni più duri si è dimostrata più veloce della Supercaliber.
Un buon compromesso, ma non la soluzione definitiva.

La sfida degli ingegneri Trek
Qui entra in scena Alex Martin, ingegnere Trek specializzato nelle bici da Xc.
Il suo approccio è stato chiaro fin dall’inizio: mettere da parte le abitudini progettuali e lasciare parlare i dati.
L’obiettivo era semplice e ambizioso allo stesso tempo: progettare la full suspension Xc da 29” più veloce possibile.
Non necessariamente una evoluzione dei modelli esistenti, ma una bici completamente nuova se necessario.

Flex stay contro ABP
Il primo nodo da sciogliere riguardava la sospensione posteriore.
La tecnologia Active Braking Pivot (ABP) di Trek funziona perfettamente sulla maggior parte delle Mtb full suspension, ma nel mondo dell’Xc da gara il peso è un fattore decisivo.

Alex Martin ha quindi messo alla prova un’altra soluzione: il flex stay, che elimina il pivot sull’asse posteriore e sfrutta la flessione controllata del carro per mantenere la ruota a contatto con il terreno.
I test con i rider del team, tra cui Riley Amos, Gwendalyn Gibson ed Evie Richards hanno indicato chiaramente la strada: il flex stay offriva il miglior equilibrio tra peso, efficienza e controllo.

Prototipi in carbonio e test sul campo
Per affinare il progetto, Trek ha scelto una strada insolita: costruire prototipi direttamente in carbonio, invece dei più comuni telai di prova in alluminio.
L’obiettivo era replicare il più possibile il comportamento di una vera bici da gara.

Alex Martin ha testato due sistemi di leveraggi:
- uno “swing” (bilanciere) sospeso al tubo superiore
- uno “flapper” (a farfalla) simile a un rocker link tradizionale
Nei test comparativi a Durango il risultato è stato netto: il flapper link dava ai rider più sicurezza e un supporto più prevedibile lungo tutta l’escursione.

Perché 115 mm di escursione?
Il prototipo Trek da Xc utilizza 115 mm di escursione posteriore, leggermente meno dei 120 mm ormai diffusi nelle bici da Xc.
Secondo il team Trek è il punto di equilibrio ideale tra:
- efficienza di pedalata
- cinematica della sospensione
- supporto nella guida
Il risultato è una piattaforma efficace anche con l’ammortizzatore aperto.

Un telaio ottimizzato al grammo
Per completare il progetto, gli ingegneri hanno lavorato sul telaio con simulazioni strutturali avanzate.
Ogni sezione (tubo superiore, tubo sella, carro posteriore) è stata analizzata per capire come reagisce alle forze di pedalata e torsione.
Questo ha permesso di:
- rinforzare le aree più sollecitate
- ridisegnare alcune forme dei tubi
- eliminare materiale dove non necessario
Il risultato è un telaio leggero, rigido e pensato per i percorsi sempre più impegnativi della Coppa del Mondo.

Sviluppata insieme agli atleti
Una delle novità più importanti del progetto è stata la collaborazione costante con i rider Trek-Unbroken XC.

Gli atleti hanno partecipato ai test fin dalle prime fasi, contribuendo a definire il comportamento della bici.
In un cross country sempre più tecnico e competitivo, la fiducia nell’attrezzatura fa la differenza.

Perché non è in vendita?
La domanda è inevitabile: perché non venderla?
La risposta è semplice: il progetto non è ancora finito.
Questo prototipo Trek da Xc rappresenta una tappa di un processo di sviluppo continuo. I dati raccolti in gara e nei test serviranno a sviluppare le prossime generazioni di Mtb.

Un passo verso il futuro
Anche se questa bici potrebbe non arrivare mai nei negozi, le soluzioni sviluppate per il prototipo Trek da Xc finiranno, prima o poi, nei modelli di serie.
Come spiega Alex Martin:
“Se riusciamo a risolvere i problemi di un rider di Coppa del Mondo, possiamo migliorare la bici per tutti.”
La missione di Trek è chiara: costruire la Mtb da XC più veloce possibile.
E questo prototipo è solo l’inizio.

Per altre informazioni Racing.TrekBikes.com
Qui gli altri contenuti sulle Mtb ed e-Mtb Trek.
Qui sotto, un approfondimento sulle full da Xc del futuro:
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Sull'autore
Daniele Concordia
Mi piacciono il cross country e le marathon, specialità per le quali ho un'esperienza decennale. Ho avuto un passato agonistico sin da giovanissimo, ho una laurea in scienze motorie e altri trascorsi professionali nell’ambito editoriale della bici.
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