Qual è la cosa più difficile nella guida di una Mtb?

Simone Lanciotti
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Qual è la cosa più difficile nella guida di una Mtb?
Guidare su un sentiero che non si conosce, affrontare un passaggio molto ripido, imparare a saltare, azzeccare il Sag e la pressione delle gomme, scegliere sempre la traiettoria giusta…
Ognuno di noi potrebbe rispondere in maniera diversa e comunque valida e, quindi, la lista potrebbe essere molto lunga.
Ma in realtà la cosa più difficile nella guida di una Mtb è una soltanto.
Anzi, due.
E sono le seguenti: mantenere la velocità e mantenere in rotazione la ruota anteriore.

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1 - Mantenere la velocità

Il grande John Tomac avrebbe detto “Keep the momentum!” (letteralmente “Mantieni la quantità di moto!”), soprattutto riferendosi alla guida su fondi scivolosi.
Assurdo, dirai, ma se ci pensi è proprio così: la Mtb non ha un acceleratore, per cui per guadagnare velocità puoi pedalare e/o mollare i freni (se il manico lo permette).
Però, pedalare significa consumare energie, cosa che in ambito agonistico può significare vincere o perdere una gara.

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John Tomac in azione alla prima edizione dei campionati del mondo di Mtb a Durango, Colorado, nel 1990

Su strada si chiama “limare”, cioè stare nel gruppo risparmiando al massimo le energie, mentre in Mtb non esiste ancora un termine specifico, ma lo possiamo tradurre in "guida sprecando il meno possibile la tua quantità di moto".

Ovvero, la tua velocità è energia.

Se freni la stai riducendo e per ripristinarla puoi pedalare (e questo richiede un dispendio energetico al ciclista) oppure, se sei in discesa, dovresti frenare il meno possibile.

Ma come si fa a frenare il meno possibile?

I discesisti in questo sono dei maestri, ma anche i pro’ dell’Xc lo sono diventati, quindi allénati a cercare le traiettorie meno dispendiose.

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Cioè quelle che impattano meno sulla scorrevolezza delle ruote.
Ovvero, per tornare al punto 1, quelle che ti permettono di conservare più quantità di moto.
Perché avere velocità, ovvero una certa quantità di moto, aiuta anche a superare gli ostacoli, cosa possibile grazie a:

  • - la scelta della traiettoria corretta (come detto);
  • - il saper spostare il peso (prima di tutto la testa) verso la ruota anteriore (specie in discesa) in modo opportuno (leggi punto successivo).

Quindi, senza la giusta velocità la Mtb è davvero difficile da guidare e quando afferri il manubrio e stai iniziando la discesa pensa a questo: 

“Devo muovere la testa (e poi il resto del corpo) per facilitare il superamento degli ostacoli”

Sarai diventato bravo quando avrai capito che più velocità hai e più facilmente riesci a superare gli ostacoli.
Detto ciò, spero di non averti mai sulla coscienza… 😬

2 - La ruota anteriore deve girare

La fisica dice che: il ciclista è in equilibrio sulla bici fintanto che le ruote girano, secondo il principio di conservazione del momento angolare (guarda il video seguente per capirne di più).

Bene. 
Ma in termini pratici, qual è la circostanza che manda fuori controllo la bici?
Quando la ruota anteriore si blocca (situazione più grave) oppure scivola (situazione meno grave).
Ma cosa succede quando l’anteriore si blocca o scivola?

Si perde la capacità di guidare il mezzo e si è in balia di ciò che hai intorno.

Ma se c’è il fango come faccio a non farla bloccare o a non farla scivolare?
In due modi: usa poco il freno anteriore e sposta il peso del corpo.
Il freno anteriore in queste circostanze va solo accarezzato, proprio per far sì che la ruota anteriore continui a girare.
Perché fintanto che lei gira sarai tu a guidare la bici e a restare in equilibrio.

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Il peso del tuo corpo influisce sul grip delle gomme e in particolare è la posizione del tuo baricentro rispetto alle ruote a determinare la guida della Mtb.
Per spiegare bene e velocemente questo concetto devi usare la testa, fisicamente: se la sposti in avanti mentre sei in bici, sposti in avanti anche il baricentro del tuo corpo e alleggerisci la ruota posteriore.
E viceversa.

La tua domanda a questo punto sarà: ma se in discesa sposto la testa in avanti aumenta il rischio di capottamento?
Certo, e infatti si tratta di allenare quella sensibilità che ci dice quanto spostare in avanti la testa (e poi il resto del corpo) in determinati momenti.

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Il concetto chiave è questo: se sulla ruota anteriore grava poco peso, questa tenderà a scivolare o, peggio ancora, a bloccarsi.
E qui viene il difficile: in discesa si è istintivamente portati ad arretrare, estendendo le braccia e spostando il peso verso la ruota posteriore, quando ci troviamo in presenza di un passaggio che ci spaventa.
Neanche nel caso in cui la pendenza sia davvero marcata (ben sopra il 25-30%) può essere una reazione corretta.
Perché stai per perdere il controllo della bici.

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In conclusione…

La guida della Mtb può essere molto semplice oppure molto difficile, a seconda di quanto ti allontani dalla tua zona di comfort.
Oppure a seconda di quanto sei curioso di apprendere cose nuove e magari migliorare. 
E sentirti più sicuro e divertirti di più.
Il concetto di base da seguire, però, è solo uno: qualunque cosa accada, la ruota anteriore deve sempre girare.
Te lo dice la fisica e lo confermano i grandi della Mtb.

Qui tutti i nostri articoli sulla tecnica di guida in mountain bike e in particolare vi consigliamo quello sui consigli per imparare a guidare bene sui sentieri che non si conoscono:

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Sull'autore
Simone Lanciotti

Sono il direttore e fondatore di MtbCult (nonché di eBikeCult.it e BiciDaStrada.it) e sono giornalista da oltre 20 anni nel settore delle ruote grasse e del ciclismo in generale. La mountain bike è uno strumento per conoscere la natura e se stessi ed è una fonte inesauribile di ispirazione e gioia. E di conseguenza MtbCult (oltre a video test, e-Mtb, approfondimenti e tutorial) parla anche di questo rapporto privilegiato uomo-Natura-macchina. Senza dimenticare il canale YouTube, che è un riferimento soprattutto per i test e gli approfondimenti.

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