

MISANO - "Se non ha l'Avinox non la vendi" è un titolo volutamente provocatorio e la risposta per arrivare dritti al dunque è no.
Perché sebbene il nuovo attore cinese abbia mostrato un livello di tecnologia e capacità tecnica strabiliante, le altre drive unit non sono da buttare.
Dopo la full immersion nella rassegna romagnola, dopo domande, feedback e dichiarazioni più o meno ufficiali, ciò che emerge da IBF 2025 è proprio la domanda del titolo.
Premete play...
Se non ha l'Avinox non la vendi?
La risposta è no, perché la proposta di drive unit è ancora molto valida.
Bosch a Shimano, passando per Specialized e Polini.
Il fatto che la disponibilità effettiva di e-Mtb dotate dell'Avinox sia concentrata soprattutto sulle Amflow di fatto limita la libertà di scelta degli utenti.
Sebbene molti marchi, più o meno noti, abbiano già annunciato e svelato modelli con la drive unit cinese.
Ma per ora nei negozi se ne trovano pochissime.
E quindi cosa fare?
Aspettare che l'Avinox diventi più largamente disponibile anche su altri modelli (ma aspettando anche molti mesi), tenere ancora per un po' la propria e-Mtb oppure optare per altri modelli e altre drive unit, comunque ancora molto valide?



Sono tre scenari possibili (ma non gli unici possibili) che possono rallentare l'acquisto di un nuovo modello.
E a tale riguardo vi chiedo di farmi sapere nei commenti in basso come vi state orientando e se siete nella fase di acquisto di una nuova e-Mtb.
E se con le "light" avessimo sbagliato tutto?
Non hanno mai raccolto il consenso che ci si aspettava (ad eccezione della prima Orbea Rise) e oggi ancora faticano ad essere comprese.
Ma cosa ha impedito davvero alle e-Mtb con assistenza leggera di raggiungere il consenso sperato?
Dove si è sbagliato?
Di base queste e-Mtb sono nate come "proposta elettrica" per gli amanti della Mtb che della e-Mtb non amavano la pesantezza.
Minore assistenza, batteria più piccola, maggiore leggerezza, maggiore agilità e feeling più simile alla Mtb classica.
Risultato?
Solo la prima Orbea Rise ha davvero riscosso successo, mentre le altre hanno spesso avuto bisogno di un rivenditore che le capisse, che le sapesse spiegare e, soprattutto, che le usasse davvero.
Quindi, servivano una mentalità e, aggiungo io, un'orografia del posto indovinate.


In cosa hanno fallito?
Nella promessa di leggerezza.
A meno di non spendere tanti soldi, difficilmente si stava intorno ai 16-18 Kg con listini ragionevoli.
Quindi "light" di motore, ma non di bilancia.
E oggi?
Oggi si stanno vedendo sempre più spesso motori con più coppia, batterie più grandi e pesi non troppo lontani da quelli delle precedenti "light", cioè 19-21 Kg.
Però, adesso, assistenza e autonomia sono maggiori e anche più intelligenti.
Le carte in tavola sono cambiate e credo valga la pena di dare loro un'altra chance.
Ne riparleremo nei prossimi mesi...
Intanto, se ve lo foste perso, vi invito a dare uno sguardo al video sulle novità e-Mtb viste all'Italian Bike Festival 2025:
Qui tutti i nostri articoli, video e approfondimenti sulle e-Mtb
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Sull'autore
Simone Lanciotti
Sono il direttore e fondatore di MtbCult (nonché di eBikeCult.it e BiciDaStrada.it) e sono giornalista da oltre 20 anni nel settore delle ruote grasse e del ciclismo in generale. La mountain bike è uno strumento per conoscere la natura e se stessi ed è una fonte inesauribile di ispirazione e gioia. E di conseguenza MtbCult (oltre a video test, e-Mtb, approfondimenti e tutorial) parla anche di questo rapporto privilegiato uomo-Natura-macchina. Senza dimenticare il canale YouTube, che è un riferimento soprattutto per i test e gli approfondimenti.
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Avinox? Perché No? Perché è (parafrasando la birra) Cineeeeese!
In un primo momento , forse per la bella e sottile e persuasiva campagna marketing di Avinox, stavo pensando anche io di prendere una nuova bici motorizzata Dji, ma… la tecnica non e’ acqua ed ho fatto alcune riflessioni, la prima, per l’uso in salite lunghe e impegnative, siamo sicuri che un motore piccolino poi davvero tenga? 2 perche’ invece di una bici nuova, tengo la mia e faccio un upgrade del motore? e qui si apre un ventaglio di possibilita’, Dovrebbe essere facile , tolgo un motore e ne metto un altro no? Se le aziende avessero uno standard sarebbe facile e divertente. 4 viti e giu’ uno su’ un altro. Cosa ne pensate? Magari conveniente per noi ciclisti ma non per il business !!!
Ciao Claudio, la tecnica non è acqua e:
1 - il DJI è più compatto degli altri e certamente non esente da limitazioni che evitano il surriscaldamento (al pari degli altri) se la salita è lunga e ripida. Come tutti i motori se la temperatura del motore e/o della batteria sale oltre un certo limite, la potenza viene tagliata in modo automatico.
2 - I motori possono essere cambiati, ma solo nel caso in cui il motore di serie risultasse difettoso o danneggiato e verrebbe sempre e solo sostituito con un altro identico. Se rompi uno Shimano EP801, per fare un esempio, il rivenditore o il centro assistenza ti rimetterà uno Shimano EP801.
Il motore di una e-Mtb (insieme a cablaggi, batteria e comandi) è studiato ed omologato in fase di produzione e per tale ragione non può essere cambiato.
Di fatto non è paragonabile a qualunque altro componente di una e-Mtb.