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L’attacco manubrio è uno di quei componenti della Mtb che tendiamo a sottovalutare.
Magari perché non influisce molto sul peso, perché costa relativamente poco, perché è di dimensioni poco significative, ma qualunque sia la ragione questa non cambia la realtà delle cose: questo componente può dare significativi cambiamenti alla pedalata e alla guida della Mtb.
L’attacco manubrio da un punto vista geometrico ha due opzioni da considerare: la lunghezza e l’inclinazione.

Attacco manubrio
L’attacco manubrio da 120 mm di Jaroslav Kulhavy utilizzato sulla sua S-Works Epic Fsr di qualche anno fa. Come possiamo notare è molto lungo e con inclinazione fortemente verso il basso.

Sì, sono solo due, ma occorre bisogna ben chiari in mente i cambiamenti che si vogliono apportare per non sprecare tempo e soldi. Per aiutarvi a capire quale lunghezza e quale inclinazione, considerate quanto state per leggere.

L’inclinazione dell’attacco manubrio
Questo parametro ci dà modo di variare l’assetto per quanto riguarda la posizione in sella e la distribuzione del peso sulle due ruote.
Mantenendo costante la lunghezza dell’attacco manubrio e variandone solo l’inclinazione si sposta in alto o verso il basso il baricentro.

attacco manubrio
Attacco manubrio da Xc montato con inclinazione positiva.

In salita avere il busto più basso significa avere una bici che tende meno a impennarsi sul ripido e quindi avere maggiore controllo sull’anteriore e una migliore resa in pedalata oltre che un piccolo vantaggio aerodinamico.
Per questo nel Xc e nel Marathon si montano attacchi manubrio con un’inclinazione rivolta verso il basso.

attacco manubrio
Nino Schurter ha sempre utilizzato un attacco manubrio con inclinazione molto negativa.

In discesa, però, le cose si complicano un po’: un manubrio posizionato più in basso rende meno agevole arretrare il bacino e spostarlo oltre la sella, con un conseguente maggiore rischio di ribaltamento nei punti più ripidi.

L'attacco manubrio Frm da enduro.
L’attacco manubrio Frm da enduro. Con zero gradi di inclinazione.

Nella Dh, nell’enduro e nell’all-mountain si utilizzano attacchi con inclinazione positiva, cioè rivolti verso l’alto, di solito di 5-8 gradi o addirittura zero gradi, privilegiando una posizione che permetta di mantenere un baricentro più arretrato, a tutto vantaggio della guida nei tratti più tecnici e ripidi.

La lunghezza dell’attacco manubrio
Una volta capita l’inclinazione (ovvero negativa per Xc-Marathon e positiva per Dh-enduro-all mountain), passiamo alla lunghezza.

attacco manubrio
Alcune della misure di lunghezza più comuni per l’attacco manubrio.

La geometria, il tipo di utilizzo e il comportamento che vogliamo dalla Mtb sono i punti principali che influiscono nella scelta di una lunghezza piuttosto che un’altra.
Analizziamoli nel dettaglio:

– La geometria della bici
Se andiamo ad analizzare le geometrie la tendenza è senza dubbio quella di costruire, e acquistare, bici un pelo più lunghe per quel che riguarda il tubo orizzontale e l’interasse, accoppiandoli ad attacchi manubri più corti.

L'attacco manubrio da 10 mm della Mondraker Dune Xr è abbinato a un tubo superiore più lungo. Sono queste le caratteristiche della Forward Geometry.
L’attacco manubrio da 10 mm della Mondraker Dune Xr è abbinato a un tubo superiore più lungo. Sono queste le caratteristiche della Forward Geometry.

In linea di massima parliamo del concetto inizialmente introdotto con la Forward Geometry da Mondraker, ossia una soluzione che permette di avere una bici più stabile, sicura in discesa e sul veloce, rimediando alla maneggevolezza, come vedremo, con un attacco manubrio più corto.

– Il tipo di utilizzo
Un attacco manubrio lungo o corto può aiutare a cambiare la distribuzione dei pesi.
Aumentare la lunghezza contribuisce ad avere una posizione più distesa del busto e della schiena, migliorando sia l’aerodinamica che il comfort, soprattutto sulle lunghe distanze (guardate le bici da strada).
Questo porta ad ulteriori vantaggi in salita: il busto più basso e avanzato abbassa e allo stesso tempo porta più in avanti il baricentro e questo fa sì che, specialmente nelle salite più ripide, la ruota davanti rimanga attaccata al terreno permettendo di pedalare in modo corretto, senza dover forzare l’abbassamento del busto o avanzare eccessivamente sulla punta della sella.

attacco manubrio
Possiamo osservare come Julien Absalon e Nino Schurter riescano a mantenere un’ottima posizione in sella senza doversi abbassare sul manubrio o avanzare sulla punta della sella.

Come contro possiamo affermare che un attacco eccessivamente lungo porta il baricentro molto in avanti.
Cioè, nei tratti più ripidi in discesa, per evitare il ribaltamento, ci costringe ad arretrare molto con il corpo, ma allo stesso tempo ci obbliga a distendere molto le braccia, riducendo drasticamente il controllo del mezzo.
Per questo vengono scelti attacchi manubrio da almeno 60 mm in discipline come il Xc e il Marathon.

attacco manubrio
Qui Nino Schurter si vede costretto a stendere molto le braccia per riuscire a spostare il bacino dietro la sella.
attacco manubrio
In questo tratto ripido vediamo Gee Atherton, con bici da enduro, impegnato a spostare indietro il bacino riuscendo tuttavia a mantenere le braccia piegate.

Il forte arretramento del bacino tipico nelle discese tecniche e ripide (foto in basso) non porta più le braccia ad essere troppo distese e questo facilita molto la guida, l’assorbimento degli impatti più duri e tutti quei movimenti che sarebbero davvero difficili con un attacco manubrio lungo e rivolto verso il basso.

attacco manubrio
Kyle Strait alla RedBull Rampage di quest’anno. Posizione del bacino estremamente arretrata e braccia leggermente flesse.

– Il comportamento che vogliamo dalla bici
Infine, la lunghezza dell’attacco manubrio può essere messa in relazione alla risposta, più o meno reattiva, che desideriamo avere dalla nostra mountain bike.
Questo componente, da un punto di vista dinamico, rappresenta il braccio di leva tra manubrio e cannotto della forcella e, quindi, un attacco più corto diminuisce la forza che dobbiamo imprimere sul manubrio per farlo girare.

attacco manubrio
Attacco manubrio da 35 mm di lunghezza: una scelta che caratterizza sempre di più le moderne bici da enduro e trail riding.

In questo modo migliorano la maneggevolezza, la reattività della bici e il controllo nei tratti più duri.
Qui, però, occorre fare una precisazione importante, perché entra in ballo anche la larghezza del manubrio: accorciando l’attacco manubrio (su valori fra 35-55 mm per l’enduro-trail riding e fra 60-90 mm per l’Xc-marathon) il busto si sposta all’indietro, alleggerendo il carico sull’anteriore (con conseguente instabilità sul veloce).
Quindi, se vogliamo mantenere un’ottimale distribuzione dei pesi e rendere la mountain bike più reattiva nella guida dobbiamo necessariamente montare un manubrio più largo (ma di questo argomento parleremo in un altro articolo).
Questo accorgimento vi permetterà di mantenere la corretta distribuzione dei pesi, la corretta flessione di braccia e busto e il controllo della bici nei tratti veloci.

Attacco manubrio
Attacco manubrio Renthal da 50 mm.

Al contrario, una soluzione che può essere utile se sentiamo il manubrio molto leggero e fuori dal nostro controllo è montare un attacco manubrio un po’ più lungo (circa 10-20 mm).

In conclusione…
In sostanza accorciare l’attacco manubrio porta a benefici che riguardano la reattività e la prontezza di risposta.
Non scordatevi però che c’è una soglia oltre la quale non potete spingervi, ovvero quella imposta dalla geometria e dalla taglia del telaio e dal tipo di utilizzo che ne deriva. Cambiamenti di lunghezza tra i 10 e i 30 mm sono adeguati per qualsiasi tipologia di bici, perché l’attacco manubrio è un componente che può migliorare la guida.
Ma non è il solo e degli altri parleremo nei prossimi articoli.

Se cercate informazioni relative all’assetto in sella alla Mtb, date un’occhiata a questi articoli.

Stefano Chiri

Ciao, mi chiamo Stefano Chiri e quello che più mi piace è stare in sella ad una due ruote, ancora di più se è una bici. Mi piace la guida, arrivare al mio limite e trovarlo in tutto quello che ho modo di provare. La bicicletta è diventata la mia vita, l'ho vista e continuo a vederla da ogni punto di vista, da meccanico, tester, maestro e "atleta", cercando di trovare sempre nuovi spunti per andare avanti, migliorarmi e per coinvolgervi nell'universo della Mtb e della bici a 360°. Stefano Chiri