

La Yeti LTe, insieme a poche altre nel panorama delle e-Mtb, è un caso a parte, perché riesce nell'arduo compito di combinare la drive unit Bosch CX (e CX-R) con una sospensione non 4 Bar con giunto Horst.
Ossia lo schema sospensivo che dilaga in campo e-Mtb e che rende omologata la proposta di tantissimi marchi, anche blasonati.
Sia chiaro: la sospensione a quadrilatero con giunto Horst funziona bene e per la maggior parte degli utenti è la soluzione ottimale (anche in ottica di rapporto qualità/prezzo), ma a pagarne le conseguenze è sia la dinamica di guida che l'apparenza.

Sì, ho detto apparenza, perché è innegabile che anche questo sia un fattore che conta nella scelta di una e-Mtb (e non parlo solo di colori) e che un pubblico un po' più esperto inizi a considerare qualcosa di diverso e più sfizioso rispetto al "solito valido 4 Bar linkage".
La Yeti LTe è una voce fuori dal coro, in puro stile Yeti: è arrivata più tardi rispetto alle altre, ma è arrivata e ha fatto molto parlare di sé.
Così come due anni fa la Yeti 160E fece parlare di sé, portando al debutto la sospensione Sixfinity e una drive unit Shimano che celebrava la storica intesa fra il marchio del Colorado e quello del Sol Levante.
Yeti LTe: finalmente un Bosch...
Questo titolo suggerisce un commento che tutti immaginiamo: se avesse avuto un Avinox sarebbe stata perfetta.
Il fatto è che Yeti ragiona con parametri diversi e l'avere abbandonato (solo temporaneamente?) Shimano, un partner solido e super collaudato, poteva significare solo una cosa: sostituirlo con un altro altrettanto collaudato.
Bosch da questo punto di vista offre, per ora, maggiori garanzie, se non altro perché ha uno storico nel nostro settore decisamente più consistente.


E poi c'è un altro aspetto: la taglia Small con Avinox di rado è possibile per via della lunga e sottile (questo sì) batteria da 800 Wh.
Quindi, cosa fare?
Snaturare il bilanciamento dei pesi, rivedere il progetto e forse abbandonare la sospensione Sixfinity?
No, non sarebbe stato da Yeti.

Quindi questa LTe non poteva che essere così e il peso di tanta originalità ed esclusività si paga.
E anche caro.
I prezzi, infatti, sono da prima della classe se consideriamo il modello di punta, ma portano in dote una qualità complessiva ben superiore alla media.
Insomma, scegliere una e-Mtb, oggi, non è semplice e ai soliti fattori guida (sconto, motore, batteria, colori) è difficile sfuggire.

Yeti LTe: grazie di essere così
Ci vuole coraggio a tirare fuori un oggetto del genere, quasi da fuori di testa per il prezzo, la raffinatezza e (nota personale) la bellezza.
Ma Yeti è questo: se la vuoi è così, non ti devo convincere, altrimenti si convincerà qualcun altro di più degno.
Non so quando avrò modo di "assaggiarla", ma immagino già il momento.
Così come è capitato con la 160E e poi, uscendo dall'ambito elettrico, con la ASR.
Usarla ti fa sentire un privilegiato e in qualche modo, conoscendone il grande potenziale, ti spinge a dare e fare di più.
Vederla dal vivo al dealer event di DSB, farci un piccolo giro per sincerarmi che sì, la taglia L è proprio la mia taglia mi ha fatto sentire piccolo.
Sì, è una bici, è un oggetto e se guardiamo la cosa con distacco quanto detto sembrano solo parole insignificanti, ma vorrei essere nei panni di chi un oggetto simile se lo può portare a casa.
E non ditemi che la pensate diversamente...
Per informazioni YetiCycles.com oppure DSB-Bonandrini.com
Qui tutti i nostri articoli, test e approfondimenti sulle bici Yeti
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Sull'autore
Simone Lanciotti
Sono il direttore e fondatore di MtbCult (nonché di eBikeCult.it e BiciDaStrada.it) e sono giornalista da oltre 20 anni nel settore delle ruote grasse e del ciclismo in generale. La mountain bike è uno strumento per conoscere la natura e se stessi ed è una fonte inesauribile di ispirazione e gioia. E di conseguenza MtbCult (oltre a video test, e-Mtb, approfondimenti e tutorial) parla anche di questo rapporto privilegiato uomo-Natura-macchina. Senza dimenticare il canale YouTube, che è un riferimento soprattutto per i test e gli approfondimenti.
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