La Conor Thunder è stata una delle novità più curiose viste a Italian Bike Festival lo scorso settembre.
Proprio al festival di Misano abbiamo conosciuto meglio Conor, un'azienda spagnola che negli ultimi anni ha fatto breccia nel nostro Paese.

Conor propone una gamma di prodotti piuttosto ampia e la sua linea WRC (World Race Conor) che vedete su questa bici, identifica le bici di gamma più alta per i ciclisti più esigenti.

Abbiamo avuto la possibilità di provare sui nostri sentieri questa full da 120 mm piuttosto polivalente, per diversi motivi dei quali parleremo tra poco.
Di seguito i dettagli principali e le nostre sensazioni in sella alla Conor Thunder.

Dettagli tecnici
- Telaio
Il telaio della Conor Thunder è interamente in carbonio UD Toray 24T T700, mentre la biella che unisce i due triangoli è in alluminio.


Le finiture sono piuttosto curate, con un passaggio dei cavi che è quasi totalmente integrato: le guaine entrano nello sterzo, escono per un tratto nella zona del movimento centrale e rientrano sul carro posteriore per dirigersi verso la pinza freno (Post Mount) e verso il deragliatore (nel caso in cui sia meccanico).



Anche il cavo dell'ammortizzatore passa internamente ed esce sotto al top tube.

Il movimento centrale è Press Fit BB92, il carro posteriore ha una battuta Boost 12x148 mm ed è compatibile con gomme molto ampie (fino a 29x2.6”).


Da menzionare è la protezione in gomma posizionata sul batticatena, che è di dimensioni generose e disegnata in modo da evitare danni al telaio e ridurre i rumori generati dagli impatti della catena sul fodero basso.
L'unica colorazione disponibile, per il momento, è quella blu con alternanza di lucido e opaco che state vedendo nelle immagini.

- Geometria
Le quote della Conor Thunder sono piuttosto al passo coi tempi.
Il valore che spicca su tutti gli altri riguarda l'inclinazione del piantone, il cui angolo misura 78°: questo permette di avere un reggisella molto “in piedi”, caratteristica richiesta dai biker moderni.

L'angolo di sterzo è un po' meno estremo, 68° che comunque si abbinano bene al travel della forcella di 120 mm.

Il reach è piuttosto abbondante, in taglia M (quella usata nel test) misura 474 mm ed è studiato per lavorare con un attacco manubrio molto compatto, quello sulla bici a nostra disposizione misura 70 mm.

Il carro non è tra i più compatti, misura 445 mm in tutte le taglie, che sono tre: SM, MD e LG.
Qui sotto le geometrie complete:

- Sospensioni
Lo schema sospensivo è classico ma originale al tempo stesso.
Si tratta di un quadrilatero con giunto Horst, che si riconosce dallo snodo posizionato sui foderi bassi del carro, vicino al perno della ruota.


All'anteriore, però, ha un design particolare, con un link doppio che collega il triangolo posteriore con quello anteriore e aiuta a perfezionare il funzionamento dello schema stesso.

Inoltre è presente una staffa di rinforzo sul lato destro del telaio, che rende più solida e reattiva la zona più sollecitata del telaio, ovvero quella intorno all'ammortizzatore.

L'escursione è di 120 mm sia sul telaio che sulla forcella: al posteriore troviamo un ammortizzatore FOX Float SL Performance e all'anteriore una FOX 34 Float SC Performance, che funzionano con un unico comando remoto e sono dotati di regolazione della compressione a tre posizioni.


- Componentistica utilizzata
La Conor Thunder è disponibile in tre allestimenti e in questo caso ci riferiamo a quella montata con gruppo Shimano Deore XT.

Il gruppo, appunto, è un must di casa Shimano, con freni a 4 pistoni e dischi inclusi: una garanzia in termini di funzionalità e affidabilità a lungo termine.


Per proporre un prezzo più accattivante, il comando cambio, il pacco pignoni e la catena sono Shimano SLX, quindi leggermente meno pregiati.

Le ruote sono delle Mavic Crossride con cerchi in alluminio, non leggerissime, ma solide, scorrevoli e affidabili al punto giusto.

Il kit di serie prevede delle gomme Vittoria Barzo XCR da 29x2.35”, le più artigliate della casa lombarda.

Il cockpit integrato in carbonio è di casa Conor, è largo 780 mm, ha un backsweep di 8° e un'inclinazione della piega di -5°.

Il reggisella telescopico è un Crank Brothers con escursione di 125 mm e la sella è una Novus Boost EVO di Selle Italia.


Di base, quindi, l'allestimento di questo modello punta ad offrire il miglior rapporto qualità-prezzo possibile, ma Conor dà la possibilità di fare delle modifiche o degli upgrade, che in parte sono gratuiti e in parte no.
Ad esempio, la lunghezza delle pedivelle, la misura del manubrio o dell'attacco, i denti della corona o la scala dei pignoni si possono personalizzare gratuitamente.

Ma si può scegliere anche di montare delle sospensioni FOX Factory, un reggisella FOX Transfer SL Performance o delle ruote Mavic Crossmax SL, in questo caso con un sovrapprezzo variabile in base alle modifiche effettuate.

- Peso telaio e/o bici
Il telaio della Conor Thunder pesa 2,3 kg senza ammortizzatore.
La bici in taglia M ricevuta in test pesa 13 kg precisi, senza pedali e con camere d'aria nelle gomme: non poco per una full da gara, ma non troppo per una Mtb da utilizzare per divertirsi sui sentieri di ogni tipo.
D’altronde, la base di partenza (il telaio) non permette di raggiungere pesi record, ma lavorando sui componenti c'è ampio margine di miglioramento.

- Prezzo telaio e/o bici
Il prezzo è molto buono: 4799€ è la cifra richiesta per la Conor Thunder XT 12S, che non sono troppi per una Mtb in carbonio di questo tipo.
La Thunder è disponibile anche con gruppo Sram GX Eagle Transmission (5699€) e con gruppo Sram S1000 AXS (4699€).

Le bici del marchio Conor si possono acquistare sia on line, sul sito dell'azienda, sia presso i rivenditori autorizzati.
Il sito web verrà implementato per la configurazione dei modelli personalizzabili, riconoscibili dalla sigla WRC. Al momento, se intendete sostituire qualche accessorio o componente durante l'acquisto vi consigliamo di recarvi presso un punto vendita ufficiale.

- Garanzia
La garanzia per tutte le bici Conor è di tre anni, con la possibilità per il primo proprietario di estendere la copertura a vita sul telaio, previa registrazione del prodotto entro 30 giorni dall'acquisto nella sezione specifica del sito ufficiale.
Qui altre informazioni sulla garanzia Conor.

Assetto in sella
Sono alto 172 cm, pedalo a circa 72 cm di altezza sella e con la taglia M ho trovato subito la “mia” posizione in termini di altezza e arretramento sella.
Il piantone così verticale mi piace molto, perché sono abituato a pedalare piuttosto avanzato e la Conor Thunder mi ha dato la possibilità di farlo senza estremizzare l'assetto.

Al contrario, l'anteriore è un po' troppo alto per i miei gusti: ho tolto tutti gli spessori, ma l'attacco manubrio con inclinazione di “soli” 5° permette di abbassarsi fino a un certo punto.
Nulla di irrisolvibile, ma se preferite avere un dislivello sella-manubrio più abbondante dovete scegliere un cockpit diverso da quello di serie.

Comportamento in pedalata
Come ho appena detto, la resa in pedalata è molto buona e permette di trovare subito un buon feeling.
Di base, però, l'assetto non è molto corsaiolo ed invita a procedere di passo, più che a rilanciare. E da questo punto di vista, il peso della bici non aiuta...
Nel mio caso non hanno aiutato nemmeno le pedivelle da 175 mm, decisamente lunghe per i miei gusti, ma qui il problema non sussiste, visto che in fase di acquisto si può scegliere la misura desiderata.

In compenso, con le sospensioni chiuse la bici è completamente bloccata e permette di non disperdere energie sugli sterrati compatti o sull'asfalto.
La posizione intermedia della forcella attiva un bel freno in compressione, mentre quella dell'ammortizzatore è poco robusta: non è colpa del telaio, ma un tuning sulla parte idraulica renderebbe la Thunder più performante sulle salite sconnesse.

Per compensare, durante il test ho gonfiato di più l'ammortizzatore (a 200 psi), ma questa in teoria non sarebbe proprio la mossa ideale per un rider di 64 kg...
Chiudo con le gomme Vittoria Barzo, ottime sui fondi morbidi e/o fangosi, ma poco scorrevoli sull'asfalto e sui fondi battuti.

Comportamento nel guidato
Se in salita mi ha convinto a metà, nel guidato la Conor Thunder mi è piaciuta parecchio.
È super stabile, sensibile alle piccole asperità, ma dona tanta fiducia anche sui salti e nei tratti più impegnativi.

Lo schema a quadrilatero è una garanzia da questo punto di vista e abbinato ad un travel di 120 mm permette di districarsi bene in qualsiasi situazione, anche in quelle che escono un po' dal segmento del cross country o delle granfondo.

Ma la Thunder è anche molto maneggevole, merito dello sterzo che è “aperto” ma non troppo e richiede poco impegno durante la guida sui sentieri tortuosi.
Sì, in discesa la Conor Thunder mi ha fatto divertire.

In conclusione...
La Conor Thunder è un mezzo versatile.
A mio avviso, chiamarla semplicemente “full da Xc” sarebbe sbagliato e forse un po' riduttivo, perché parliamo di un mezzo più polivalente, dedicato a chi cerca una Mtb per divertirsi sia in gara, sia nei giri in cui la performance passa in secondo piano.

Di sicuro non è leggera, perché si ha un telaio più elaborato nel suo funzionamento e quindi non proprio snello. Lavorando sui componenti si può limare un po' il peso, ma fino a un certo punto.
Ottimo, invece, è il rapporto qualità-prezzo, considerando anche il fatto che molti componenti e accessori si possono personalizzare a proprio piacimento, per avere a casa un mezzo “su misura” e già pronto all'uso.

Per altre informazioni ConorBikes.com
Qui gli altri articoli sulla full da Xc.
Condividi con
Tags
Sull'autore
Daniele Concordia
Mi piacciono il cross country e le marathon, specialità per le quali ho un'esperienza decennale. Ho avuto un passato agonistico sin da giovanissimo, ho una laurea in scienze motorie e altri trascorsi professionali nell’ambito editoriale della bici.
Altri Articoli
Per commentare devi essere registrato al sito. Accedi
Articoli Simili
Iscriviti alla nostra newsletter




