TEST - Raymon Tarok Pro: motore ZF da 90 Nm e sostanza teutonica

Francesco Savona
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TEST - Raymon Tarok Pro: motore ZF da 90 Nm e sostanza teutonica

Francesco Savona
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La Raymon Tarok Pro è la nuova e-Mtb del brand tedesco con sede a Schweinfurt che, per il 2025, punta a rilanciare il marchio, dopo la separazione dal gruppo Pierer.  
E lo fa puntando sulle performance dei suoi prodotti, proprio come questa e-Mtb, caratterizzata da un telaio in fibra di carbonio, escursione da 160 mm su entrambi gli assi, ruote in configurazione mullet, ma soprattutto equipaggiata col nuovo motore ZF CentriX da 90 Nm, che promette prestazioni strepitose.

DETTAGLI TECNICI

-Telaio

Il telaio della Raymon Tarok Pro è tutto in carbonio, carro compreso, ed è una raffinata struttura monoscocca, con fibre HSC ultra resistenti.
Il risultato è un peso di 2,7 kg
Naturalmente il passaggio cavi è interno. Troviamo l'attacco per il portaborraccia, un robusto batticatena e una protezione in alluminio per riparare il motore dagli urti accidentali.
Soltanto tre le taglie disponibili: M, L ed XL.
Essendo un nuovo progetto telaistico, con un nuovo sistema, la casa tedesca ha scelto di partire con le tre taglie maggiormente richieste e ordinate, ma ci ha rassicurato che, per il 2026, sarà prevista anche la taglia S.

- Geometria

Le geometrie della Raymon Traok Pro sono quelle tipiche di una trail bike, con un reach in taglia M di 453 mm che, come vedremo dopo, non si è rivelato particolarmente abbondante, un angolo sterzo di 64,7° e un tubo piantone di 78,4°.
Non è prevista la possibilità di modificare le geometrie tramite flip chip o serie sterzo eccentriche.

- Motore

Il motore della Raymon Tarok Pro è lo ZF CentriX (foto in basso).
Per chi non la conoscesse, ZF Group è un'azienda tedesca con una solida reputazione nel settore dell'automotive per le trasmissioni.
Il motore ha dimensioni decisamente contenute grazie alla sua forma cilindrica: 88 millimetri di diametro e 118 millimetri di larghezza, misure che consentono una grande libertà di progettazione.
Buono anche il peso dichiarato di 2,5 kg
Se pensate che il Fazua Ride 60 pesa 1,96 kg e che il nuovo Bosch Performance Line CX-R (qui il nostro recente test) pesa 2,7 kg, il dato si commenta da solo...

Parlando di prestazioni, questo motore è capace di 90 Nm di coppia e di 600 W di potenza di picco. Quattro le modalità di assistenza: Boost, Sport, Active ed Eco.
Da luglio 2025 tutte le modalità di assistenza saranno personalizzabili tramite l'apposita App ZF Ride.

Ai più attenti non sarà sfuggita la presenza della ruota fonica al posteriore (foto in basso), che viene "letta" dal sensore di velocità.
Grazie al sensore predisposto, il sistema legge i dati da ogni singolo foro presente sul disco fonico. Il disco possiede 51 fori e quindi, a differenza dei classici sistemi con sensore che leggono una volta ad ogni passaggio di ruota, il sistema ZF legge ben 51 volte ad ogni passaggio di ruota.
In questo modo riesce a essere maggiormente preciso nella gestione dell'assistenza.
Questo permette una specie di controllo di trazione della ruota posteriore: quando il sistema "rileva" che stiamo perdendo aderenza cala il supporto, diversamente agisce dando supporto quando necessario.

Una drive unit altamente performante che offre quanto di meglio un biker possa volere per gestirla nel migliore dei modi con display e periferiche, a livello dei brand più blasonati.
Sul tubo orizzontale troviamo il Core Controller (foto in basso), ovvero l'unità di controllo che sfoggia un display a Led circolare che mostra lo stato di carica della batteria.
I Led forniscono informazioni sulla modalità selezionata e sul livello di carica della batteria.
Sempre nella foto in basso, potete poi notare la presa che serve per caricare gli smartphone o altri dispositivi. 
Sull'attacco manubrio c'è un ampio display a colori da 2,8 pollici ad alta risoluzione con funzione touch (foto in basso); infine sul manubrio è collocato il classico comando per cambiare le quattro modalità di assistenza.

- Batteria e autonomia

Nel tubo obliquo è alloggiata una batteria da 756 Wh, ma nel catalogo di accessori della casa è disponibile come optional una batteria più leggera da 504 Wh, che permette di risparmiare 1 Kg sull'ago della bilancia.
Al momento non è ancora disponibile un Range Extender, ma dovrebbe arrivare a breve.
Ma quanto dislivello si riesce a fare con questa batteria da 756 Wh?
Con la premessa che il peso del biker e il livello di assistenza richiesto al motore fanno la differenza, nel mio caso, 80 Kg con zaino e ricorrendo quasi sempre a livelli di assistenza abbastanza corposi, in una delle uscite di riferimento (nella foto in basso la modalità di navigazione, disponibile sul cellulare tramite l'apposita App ZF RIDE) ho raggiunto 932 metri di dislivello con un 36% di carica residua.

Un risultato discreto considerato che è stato un giro assolutamente probante per batteria e motore.
Ho fatto un classico percorso all mountain nella zona di Introbio (sopra Lecco), con risalite tutte su fondo tecnico (sentiero, ciottolato, strade bianche), con pendenze anche superiori al 25%, utilizzando quasi sempre, e senza riguardo, le modalità di assistenza più energivore, ossia Boost (per il 30%), Sport (per il 50%) e Active (20%).
Invece, in un secondo giro più endureggiante, con tre discese e tre classiche risalite su asfalto, utilizzando sempre la modalità Sport, che presumibilmente sarà quella utilizzata dagli utenti per la maggior parte del tempo, ho fatto 916 metri di dislivello con quasi il 50% di carica residua.

In particolare le due uscite di riferimento sono le seguenti:

- Uscita lunga con salita tecnica
1h 57'
20,45 km
932 metri 
36% carica residua,
30% modalità Boost, 50% Sport, 20% Active,
salita molto ripida e tecnica
batteria con carica iniziale al 100%

- Uscita corta con salita su asfalto
1h 41'
12,25 km
916 metri
45% carica residua
100% modalità di assistenza Sport
salita su asfalto
batteria con carica iniziale al 100%

- Sospensioni

Per quanto riguarda il cinematismo della sospensione si è scelto un ultra collaudato quadrilatero con giunto Horst.
Le sospensioni, tutte Rock Shox, vedono all'anteriore una Zeb con 160 mm di escursione e steli da 38 mm di diametro, accoppiata al posteriore a un ammortizzatore Vivid Air: una "combo" di tutto rispetto pensata per affrontare senza problemi le discese più impegnative.

- Componentistica

Questa Tarok Pro è montata con una componentistica robusta e raffinata allo stesso tempo, pensata per la pratica dell'enduro e più in generale dell'all-mountain.
L'impianto frenante sfoggia i performanti Sram Maven Bronze a 4 pistoncini con rotori da 220 mm all'anteriore e 200 mm al posteriore, mentre per la trasmissione, la casa tedesca si è affidata all'ultra collaudato Sram GX Eagle Transmission.

Voglio anche farvi notare le raffinate ruote DT Swiss H1900 Spline (in basso, a sinistra) calzate da robusti pneumatici Continental (foto in basso, a destra).
Mi soffermo un attimo su questo aspetto, perché Raymon secondo me ha azzeccato la giusta combinazione per questa bici: dietro troviamo i Continental Kryptotal-R con robusta carcassa Downhill e mescola Soft; all'anteriore i Kryptotal-F, con carcassa Enduro e mescola SuperSoft, entrambi specifici per la pratica dell'enduro.

Tra i particolari curati, l'ampio e ben fatto batticatena (foto sopra), ma soprattutto la presa di ricarica con sportello a molla (foto in basso), in posizione facilmente raggiungibile.

- Peso bici

Sulla bilancia ci saremmo aspettati qualcosina di meglio, considerata la costruzione interamente in carbonio. Il peso complessivo per una bici in tg M senza pedali e gomme tubeless dichiarato dalla casa è di 24 Kg; noi abbiamo rilevato 24,38 Kg.

- Prezzo bici

L'allestimento Tarok Pro è il terzo di cinque partendo dall'alto, quindi potremmo definirlo quello intermedio. Per portarsi a casa la Raymon Tarok Pro servono 8499€ e questa fascia di prezzo si trovano tante concorrenti più blasonate con allestimento paragonabile.
A nostro avviso la casa tedesca avrebbe potuto fare di meglio, sebbene è possibile che in fase di acquisto si possa accedere a qualche sconto.

A ogni modo i prezzi partono dai 5899€ della Tarok Pure per arrivare ai 10499€ della Tarok Ultra.
In basso vi lascio prezzi e allestimenti degli altri modelli della gamma Tarok:

- Garanzia

Con Raymon Care, per tutte i modelli a partire dall'anno 2025, la casa tedesca offere una garanzia a vita sul telaio, carro compreso. Naturalmente sono escluse le parti soggette a usura come ammortizzatori, forcelle, cuscinetti, verniciatura e decalcomanie, per le quali vige la consueta garanzia legale di due anni.

La garanzia "a vita" è valida dalla data di acquisto per il proprietario originale, a condizione che la bicicletta venga registrata sul sito entro 90 giorni dall'acquisto.

ASSETTO IN SELLA

Una volta in sella, la posizione di guida che si assume sulla Raymon Tarok Pro è "sulla bici", e non "dentro la bici": una posizione, se vogliamo, che è più simile a quella di una all mountain che non di una Mtb da enduro, dove si sta ben inseriti tra i grossi ruotoni. Posizione che, come vedremo dopo, si è rivelata idonea per macinare chilometri in tutta comodità e per affrontare, comunque, anche le discese più "cattive".

Una breve considerazione sulla taglia.
Io sono alto 178 cm e, normalmente guido bici in taglia M con una misura di reach di 455 mm o superiore; in questo caso il reach di 453 mm non è particolarmente abbondante e soprattutto il tubo piantone è piuttosto verticale, pertanto, in fase di acquisto valutate se acquistare una taglia superiore.

COMPORTAMENTO IN PEDALATA

Il piantone decisamente verticale mi è piaciuto molto, perché nelle lunghe risalite pedalate che si affrontano nei giri all mountain ti mette nella posizione di pedalata ideale per affrontarle, riducendo al minimo l'affaticamento.
Ecco avrei preferito uno stack leggermente più alto, perché qui in taglia M misura 627 mm, un po' basso per i miei gusti.
Inconveniente facilmente risolvibile mettendo uno spessore sotto l'attacco manubrio, o installando un manubrio dal rise più abbondante (quello di serie misura 20 mm).

COMPORTAMENTO NEL GUIDATO

Vi parlo subito del motore.
La prima cosa che si nota nelle due modalità di assistenza più potenti (Boost e Sport) è il supporto sorprendentemente potente e l'accelerazione che, nonostante la raffinata gestione dell'erogazione, in certe situazioni limite può risultare "irruenta": un aspetto che va benone sui trasferimenti effettuati su sterrati di montagna e strade bianche, un po' meno se bisogna affrontare passaggi tecnici o ripartire da fermo in salita.

Naturalmente ci sono altre due modalità di assistenza meno invasive, dall'erogazione più regolare, e in ogni caso, da luglio, sarà possibile regolare autonomamente le caratteristiche delle singole mappe tramite l'apposita App per smartphone. 
Migliorabile la rumorosità, non tanto in discesa, quanto in salita, col motore a potenza piena.

Qualche "sbavatura", dunque, per la nuova unità: il punto, tuttavia, è che la casa tedesca è riuscita a mettere tanta potenza (e tecnologia) all'interno di una struttura che fino a poco tempo fa era appannaggio solo delle drive unit pensate per le light e-Mtb.
Sui trail il divertimento è assicurato: sicuramente la Raymon Tarok Pro non è un mezzo da enduro cattivo quanto piuttosto una all mountain "tuttofare", sebbene le sospensioni a lunga escursione e l'angolo sterzo aperto vi permetteranno di affrontare qualunque ostacolo ancora in sicurezza.

COSA NON CONVINCE

Certamente, il peso rappresenta un aspetto da considerare, sebbene in linea a quello di altre e-Mtb di pari potenza, escursione e batteria.
Inoltre, la cover di chiusura della batteria (come mostrato nella foto in basso) è realizzata con plastica un po' troppo leggera, che talvolta non si allinea perfettamente con i bordi del telaio, non va "in battuta", come si dice in gergo. Abbiamo chiesto spiegazioni alla casa tedesca, e ci hanno rassicurato dicendoci che si trattava di un componente "provvisorio".
E poi c'è il motore, potente, compatto, con una batteria ben dotata, ma suscettibile di ulteriori perfezionamenti nell'erogazione della potenza, soprattutto sui tratti più tecnici; una "sbavatura" che. stando alle dichiarazioni di Raymon, da luglio verrà risolto con la possibilità di gestire l'erogazione delle singole modalità di assistenza tramite app.

IN CONCLUSIONE...

La Raymon Tarok Pro è una bici concreta che, come tutti i prodotti tedeschi, bada più alla sostanza che all'apparenza.
È equipaggiata con un bel telaio in carbonio e un motore che, in quanto a potenza pura e tecnologia messa a disposizione del biker, affronta a testa alta le sfide coi competitor del settore. Se amate i lunghi giri all-mountain o le discese alpine senza l'ansia di confrontarvi col cronometro, questa Raymon Tarok Pro potrebbe essere una scelta interessante.

Per informazioni Raymon-Bicycles.com

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Sull'autore
Francesco Savona

Mi affascina il mondo delle e-bike, soprattutto quello legato alle bici da trail e da enduro, specialità nella quale ho corso per qualche anno, quando ancora l'elettrico non esisteva. Ma sono anche un amante dei lunghissimi giri alpini, per intenderci quelli epici, da bici in spalla... Ho anche un trascorso professionale ventennale nell'ambito editoriale delle moto

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