Ecco il test della Teewing Turbo Force Pro, ovvero una delle rivali dirette della AmFlow PL Carbon.
Ma, prima di tutto, chi è Teewing e perché ora ci troviamo a parlare di un marchio sconosciuto che sta guadagnando una certa notorietà?
Al pari di AmFlow, Teewing è di origine cinese e porta in dote, oltre alla drive unit DJI Avinox, una qualità costruttiva e delle prestazioni di tutto rispetto.
Non senza qualche sbavatura, però, di cui vi parlo in questo video.
Vi invito poi a proseguire la lettura per altre sfumature non menzionate nel video...




Dettagli tecnici
- I dati principali
Di seguito le principali caratteristiche della bici in test:
- - escursione sospensione: 150 mm
- - escursione forcella: 160 mm
- - schema sospensivo: quadrilatero con giunto Horst
- - diametro ruote: 29-29 pollici
- - drive unit: Avinox
- - potenza di picco e coppia max: 1000 W e 105 Nm
- - batteria: 800 Wh
- - range extender: non disponibile
- - angolo di sterzo: 64,5°
- - angolo piantone: 77°
- - reach (tg L): 47,6 cm
- - stack (tg L): 63,6 cm
- - lunghezza carro: 44,5 cm
- - lunghezza tubo superiore virtuale: 61 cm (rilevato)
- - corsa reggisella telescopico: 175 mm (tg L)
- - lunghezza pedivelle: 160 mm
Di seguito lo schema delle geometrie nel quale spicca l'assenza delle taglie XS ed S a causa della lunghezza pronunciata della batteria da 800 Wh nel tubo obliquo:

- Allestimento
La versione di punta ha un allestimento ben curato con trasmissione (Sram GX T-Type), freni (Sram Maven Silver), sospensioni (RockShox Lyrik e SuperDeluxe Ultimate) e reggisella (RockShox Reverb AXS da 175 mm) di buon livello. Non di livello top per scelta (ad eccezione delle sospensioni), ovvero per contenere il costo senza perdere in prestazioni.
Sulla carta le ruote Breo, con cerci in lega d'alluminio da 30 mm di larghezza, sono l'unico componente anonimo, sebben non abbiano mostrato prestazioni di livello così basso durante il test.



Convince poco la gomma anteriore Maxxis Assegai con mescola MaxxTerra: molto meglio una MaxxGrip all'anteriore, viste le capacità di questa bici.
Il comparto manubrio è ben fatto e pur riportando il brand Teewing ha finiture di ottimo livello.
Da segnalare la corona anteriore da 36 denti che, però, vista la forza dell'Avinox non sembra affatto compromettere l'agilità di pedalata.

- Interazione con la drive unit
L'app dedicata Avinox è ben fatta e ampiamente configurabile: un vero riferimento nel settore.
Il test è stato effettuato utilizzando perlopiù la modalità Auto, configurata di volta in volta a seconda delle necessità del momento.
Tramite l'app e un po' di pazienza è possibile arrivare a dosare l'erogazione della drive unit.
- Peso
In taglia L, senza pedali e con camere d'aria, la Teewing Turbo Force Pro pesa 21,76 Kg.
Non è leggerissima, ma fra le full power da trail riding è un risultato molto interessante.


- Rapporto qualità/prezzo
Il prezzo della bici, nella versione di punta, è di 8999€, ma la gamma parte da 5999€ (Turbo Force XT).
Il rapporto qualità/prezzo non è il suo forte, anche considerando il servizio di supporto fornito da DSB per quanto riguarda la garanzia, ma per essere davvero competitivo, a mio avviso, dovrebbe scendere di almeno 500€.
Ciò significa che in fase di contrattazione con il rivenditore è possibile migliorare il rapporto qualità/prezzo di questo mezzo.
Assetto in sella
Pur essendo una taglia L ho avvertito il reach piuttosto compatto, 47,6 cm, cioè circa 1 cm in meno rispetto a una misura che per me è “giusta, ma un pelo corta”.
Quindi, io che sono 180 cm di statura e che di solito prediligo un reach di 48,5 cm, in sella mi sono trovato un po’ corto.
Questo mi ha portato ad adeguare il mio stile e a scoprire l’agilità di questo mezzo, aiutata anche da un peso ancora contenuto per una full-power.
Il piantone ha 77° virtuali, ma effettivi sono 71° dando alla Teewing un look un po’ datato, ma in pedalata non crea alcun fastidio.
Quindi, è solo una considerazione estetica.

Come va in salita?
Qui spiccano il comportamento dell'Avinox, vivace, potente e rapido nel capire le esigenze di chi pedala in modalità Auto, e la posizione in sella raccolta (il reach è contenuto in taglia L) che permettono alla Teewing Turbo Force Pro un'agilità interessante.
La compattezza dell'assetto in sella diventa molto vantaggioso proprio in salita, specie sul ripido tecnico, mentre in discesa impegna un po' di più.
L'autonomia della batteria
Il responso è interessante, ma a spiccare, a mio avviso, è la vivacità dell'Avinox, sempre capace di tirarti fuori, anzi, di tirarti su nei tratti più ripidi e impervi.
Questo però ha un impatto sull'autonomia della batteria. Di seguito i dati tenendo conto che il mio peso, ready to ride, è di circa 90 Kg:
- USCITA CORTA
- - Durata: 1 ora
- - Km totali: 10,4 Km
- - Dislivello: 815 metri
- - Tipologia di terreno: single track tecnico e ripido
- - Livelli di assistenza utilizzati: 100% Auto impostato con gamma assistenza 3-11, coppia max 105 Nm, potenza max 850 W
- - Carica residua della batteria: 55%
- USCITA LUNGA
- - Durata: 2 ore
- - Km totali: 33
- - Dislivello: 1322 metri
- - Tipologia di terreno: salita su asfalto e single track nel bosco
- - Livelli di assistenza utilizzati: 100% Auto impostato con gamma assistenza 3-11, coppia max 90 Nm, potenza max 750 W
- - Carica residua della batteria: 27%
Ho una personale preferenza verso le modalità dinamiche e nel caso di Avinox la Auto è quella con un comportamento capace di adattarsi in maniera istantanea alle esigenze del biker.
Ho notato, però, che pur agendo sui tanti parametri messi a disposizione dall’app, la spinta in modalità Auto talvolta risulta maggiore di quanto servirebbe.


Per modularla occorre ridurre la cadenza e la spinta sui pedali, cosa però non sempre fattibile se la pendenza è molto severa a meno di non ridurre potenza di picco e coppia massima.
Quindi, si può fare meglio di 1322 metri e 27% di carica residua?
Assolutamente sì, ma, come detto, occorre agire sull’app, abbassando la coppia e la potenza di picco, specie se si prevede di fare lunghe salite su asfalto.
Diciamo che questa potrebbe essere l’accortezze che, nel mio caso, permetterebbe di ridurre molto il consumo di batteria.
Nel complesso, però, l’Avinox spicca per fluidità e per la maggiore propensione a riconoscere il pattinamento della ruota posteriore in salita, seppure non abbia un vero e proprio sistema anti-pattinamento.


Come va in discesa?
Tanta agilità e una discreta leggerezza.
Si sente che è una trail bike, ovvero l’alta velocità su sentieri impegnativi richiede maggiore abilità, ma è in linea con la vocazione di questo mezzo.
La sua dote principale è la versatilità e se la cava bene davvero ovunque con l’accortezza, come detto, di mettere maggiore perizia nella guida al crescere della velocità.
Se vogliamo fare un paragone nella guida ha un comportamento del tutto allineato a quella di una Orbea Rise di ultima generazione, che, insieme alla AmFlow PL Carbon, potremmo definire un riferimento fra le full-power da 150 mm.
La sospensione posteriore è tarata per dare una solida resistenza al fondo corsa e nella parte centrale dell’escursione dà un sostegno ben calibrato.
Insomma, è un 4 bar linkage con giunto Horst a tutti gli effetti.


Cosa convince meno?
L’assenza di una taglia S, come per tante altre e-Mtb dotate di Avinox, in parte compensata da misure un po’ più contenute di reach sulle altre taglie: per la M siamo a 45,3 cm.
Per la taglia L avrei optato per almeno un centimetro in più di reach, ma credo che Teewing abbia fatto questa scelta anche per esaltare l’agilità di questa bici.
Il rapporto qualità/prezzo è interessante, ma non sconvolgente: 8999€ sono una cifra, a mio avviso, ancora un po’ alta per un marchio che, pur mostrando concretezza e qualità, non ha un valore storico da esibire.
Insomma, una bici di livello medio con un allestimento bilanciato (eccezion fatta per le ruote Breo, la gomma Maxxis MaxxTerra anteriore e i dischi Sram Centerline) e prestazioni più che adeguate.

Io la comprerei?
E’ una bici senza fronzoli che si rivolge a chi non si cura del peso del marchio.
Se siete già stati acquirenti di Rose, Radon o Cube in passato questa è un’opzione da considerare, aggiungendo che in Italia c’è il supporto di DSB per assistenza post-vendita.
Per rispondere alla domanda, io personalmente non la comprerei perché so di essere un feticista del marchio.
Per me, per capirci, Yeti non ha rivali, ma ha anche un prezzo di ben altro livello (ne parlo proprio qui).
Potrebbe essere una valida seconda bici (magari la prima e-Mtb) per chi mette al primo posto la Mtb classica e cerca una soluzione efficace e al passo con i tempi.

In conclusione...
I brand cinesi hanno iniziato ed entrare in modo deciso nel nostro mercato e anche in tantissimi altri settori merceologici, per cui oggi vanno considerati con molta attenzione.
Azzardando un paragone con il modo dell'auto, sarà Teewing la BYD delle auto?
Per ora è uno dei pochi marchi che permette di avere in tempi abbastanza rapidi una e-Mtb con l'Avinox, la drive unit del momento, e, questo, legittima un prezzo non proprio concorrenziale?
Per informazioni TeewingBikes.com oppure DSB-Bonandrini.com
Qui tutti i nostri articoli, test e approfondimenti sulle e-Mtb
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Sull'autore
Simone Lanciotti
Sono il direttore e fondatore di MtbCult (nonché di eBikeCult.it e BiciDaStrada.it) e sono giornalista da oltre 20 anni nel settore delle ruote grasse e del ciclismo in generale. La mountain bike è uno strumento per conoscere la natura e se stessi ed è una fonte inesauribile di ispirazione e gioia. E di conseguenza MtbCult (oltre a video test, e-Mtb, approfondimenti e tutorial) parla anche di questo rapporto privilegiato uomo-Natura-macchina. Senza dimenticare il canale YouTube, che è un riferimento soprattutto per i test e gli approfondimenti.
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