TEST - Canyon Spectral CF 9: una bici, tante opzioni, bel prezzo

Silvia Marcozzi
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Nel riprogettare la nuova Spectral, Canyon ha immaginato una bici che potesse rispondere alle vere esigenze della maggior parte dei biker.
Lo ha fatto unendo una base affidabile, che riconferma in gran parte la precedente Spectral, a varie possibilità di regolazione per adattarsi a condizioni di riding differenti.

Dopo aver testato la Canyon Spectral CF 9 possiamo dire che l’obiettivo è stato centrato, sebbene questa resti una bici con una preminente vocazione a nostro parere ancora discesistica.

Nonostante infatti l’aggiornamento del precedente modello sia andato nella direzione del trail riding, come vi abbiamo raccontato in questo articolo, la definizione non deve confonderci.

Benché ridotto di 10 mm, il travel della Canyon Spectral CF 9 resta generoso (150 mm all’anteriore e 140 al posteriore) e si traduce in una bici che dà il meglio in discesa sebbene con una pedalabilità più che buona. Dopo questa doverosa premessa andiamo a vedere nel dettaglio caratteristiche e comportamento della Canyon Spectral CF 9.



DETTAGLI TECNICI

- Telaio

Il telaio in carbonio di nuova generazione non si discosta a primo impatto dalla versione precedente. In realtà le novità presenti sulla Canyon Spectral CF sono tante, sebbene non saltino all’occhio. 
È il caso dell’assottigliamento dei foderi del carro, che contribuisce a conferire maggior flessibilità al posteriore. 

Nascosto all’interno del telaio è il sistema K.I.S. (Keep It Stable), ora di serie su tutti i modelli, su cui Canyon punta molto e che ha suscitato alla sua apparizione molta curiosità.
Si tratta fondamentalmente di un sistema a molle che aiuta a mantenere il manubrio in posizione centrale. La tensione delle molle è regolabile tramite una placchetta in plastica sul tubo orizzontale che si sposta lungo una scala graduata utilizzando una semplice chiave a brugola. 

Per chi non volesse utilizzarlo, è possibile rimuoverlo completamente e inserire al posto della placchetta un coperchio neutro che dovrebbe essere incluso nella confezione di acquisto (noi non lo abbiamo trovato nella bici test).

Sempre all’interno del telaio, un’altra novità (per Canyon) è rappresentata dall’ampio vano di stoccaggio ricavato nel tubo obliquo.
Il vano è chiuso da un coperchio in plastica su cui è avvitato il portaborraccia tramite un sistema di coperchio a doppia leva. L’apertura è molto semplice e morbida, pensata per essere utilizzata anche con le mani intirizzite dal freddo. 

Va detto che non è impossibile chiuderlo in modo sbagliato e quindi richiede attenzione nell'inserire correttamente il coperchio. Basta comunque un minimo di attenzione per evitarlo.
Una volta chiuso correttamente, Canyon garantisce che l’apertura accidentale del vano è praticamente impossibile. 

- Geometria

Le modifiche alla geometria della Canyon Spectral riguardano principalmente il reach più abbondante di 15 mm rispetto rispetto alla versione precedente e l’angolo sella che è stato leggermente raddrizzato (76,5 gradi su tutte le taglie). 
Resta invariato invece l’angolo sterzo, sempre piuttosto aperto, di 64°. 

La Canyon Spectral CF 9 che abbiamo provato monta due ruote da 29", ma per tutti i modelli è possibile scegliere la configurazione preferita tra questa e la versione mullet (tranne la taglia XS, solo mullet). 

Il passaggio tra ruota posteriore da 29" e da 27,5" è sempre possibile, anche in un secondo momento, grazie alla presenza del flip chip (foto in basso).

Un secondo flip chip, collocato nell’inserzione dell’ammortizzatore, consente di modificare la geometria della bici.
Girandolo e riposizionandolo in posizione “high” il movimento centrale si alza di 8 mm da terra, mentre gli angoli si chiudono di mezzo grado. 

- Sospensioni

Come detto all’inizio, la scelta di Canyon per la nuova Spectral è andata nella direzione di avere una bici più agile e versatile con una riduzione del travel di 10 mm gestito da sospensioni RockShox.
La versione CF 9 monta una forcella Lyrik Ultimate e un ammortizzatore SuperDeluxe Ultimate
Abbinato alla modifica dell’escursione, la cinematica è stata rivista per una resa più progressiva e prevedibile e un minore pedal kickback che migliora in particolare l’efficacia in salita. 

La biella della sospensione in particolare è stata ridisegnata e realizzata in un pezzo unico per conferire maggior rigidezza torsionale e compensare l’assottigliamento dei foderi posteriori. 
In questo modo la bici risulta più reattiva e capace di assorbire le asperità del terreno senza perdere in compostezza. 

- Componentistica utilizzata

La Canyon Spectral CF9 che abbiamo provato monta di serie una trasmissione Sram GX Eagle Transmission e freni Sram Code RSC con rotori da 200 mm.

Il reggisella telescopico Canyon SP0070 è abbinato ad una sella Ergon SM10 Enduro Comp.
Le ruote sono delle DT Swiss XM 1700 montate con gomme Maxxis Minion DHR II Exo da 2,4 pollici. 

Il cockpit è caratterizzato dall’attacco manubrio Canyon G5, esteticamente pulito e gradevole. 
Pedivelle SRAM GX Eagle e movimento centrale SRAM Dub BSA.

Invisibili ma migliorati anche i cuscinetti a doppia tenuta e gli inserti filettati sostituibili che abbinati all’instradamento guidato dei cavi migliorano e semplificano le operazioni di manutenzione. 

Da segnalare anche la presenza di batticatena e protezione integrate nella parte inferiore del telaio molto ben fatti.
A questi si aggiungono guidacatena e un'ampia protezione in gomma in due parti tra ruota posteriore e telaio, assolutamente silenziosa e davvero molto efficace nel limitare l’accumulo di fango. 

- Peso bici

Il peso della bici senza pedali in taglia S è di 14,740 kg.
Con la calza interna che contiene gli attrezzi di emergenza (camera d’aria, bomboletta di CO2, levagomme e valvola) e il mini multitool fissato nella parte inferiore del tubo orizzontale il peso sale a 15,170 kg.

Questa dotazione di accessori, non inclusi con la bici ma acquistabili separatamente QUI, vi consentono di uscire senza essere obbligati a portare nient’altro con voi, vantaggio che personalmente apprezzo molto. 

Il peso della bici non è basso, ma ancora una volta ricordiamo che, pur spostandosi verso bici più pedalabili, la Canyon Spectral non è una bici pensata per lunghe pedalate e questo rende il suo peso in linea con modelli concorrenti con capacità simili. 

- Prezzo bici

Il prezzo della Canyon Spectral CF 9 è di 5.149 euro.
Non un prezzo basso, ma considerando la componentistica che la colloca nella fascia alta della gamma, subito sotto la versione top di gamma LTD, è ancora un prezzo competitivo.

Merita una considerazione la versione immediatamente inferiore, la CF 7: con sospensioni Fox (forcella Fox 36 Rhythm Grip e ammortizzatore FOX Float-X Performance 2-Position), freni e trasmissione Shimano SLX, il prezzo di 3.499 euro è decisamente interessante.

- Garanzia

La Canyon Spectral è coperta dalla garanzia legale di 2 anni.
Oltre a questo Canyon offre un programma per i danni da incidente occorsi entro tre anni dall’acquisto della bici, il cosiddetto Crash Replacement. 
L’offerta riguarda il telaio e le parti della bici prodotte da Canyon, che potranno essere sostituite ad un prezzo agevolato, purché la richiesta provenga dal primo proprietario della bici.

ASSETTO IN SELLA

Il feeling con la Canyon Spectral CF 9 è stato immediatamente buono.
La bici è “spaziosa” ma con una buona centralità in sella.
Si ha quindi subito la sensazione di essere nella posizione ideale per un pieno controllo in discesa ma comodo anche nell’affrontare i tratti in salita.

Il reach nella taglia S che abbiamo provato è di 450 mm, quindi piuttosto generoso, come tipico di questa nuova versione.
Secondo le indicazioni di Canyon per la mia altezza (160 cm) una taglia XS sarebbe stata sufficiente, ma grazie anche alla possibilità di scendere molto con il canotto del reggisella non ho avuto problemi a trovare il giusto assetto.

Al momento della presentazione della bici, Canyon ha puntato molto l'attenzione sul lavoro di revisione effettuato sulle taglie della nuova Spectral: guardando la tabella delle misure si vede chiaramente come le taglie vadano a sovrapporsi su alcuni range di altezza.

L’idea è dare più flessibilità a chi si trova a cavallo fra due misure in base alle proprie preferenze e stile di guida. Si potrà scegliere quindi la taglia più piccola per maggiore agilità o la più grande per più stabilità. 

COMPORTAMENTO IN PEDALATA

La Canyon Spectral CF 9 si comporta bene in salita, assicurando una posizione di guida eretta che aiuta a spingere sui pedali, dove l’azione risulta efficace.
Sebbene l’anti-squat sia stato ridotto in fase di revisione della cinematica, chiudendo l’ammortizzatore nelle salite che lo consentono si ha comunque una buona sensazione in spinta per una bici di questa capacità. 

Mostra i suoi limiti nelle pendenze più ardue o nelle salite lunghe in termini di peso e allestimento.
Gommatura massiccia, escursione ridotta ma comunque importante e peso la distinguono nel settore delle trail bike da modelli più agili rispetto ai quali resta ancora, come già detto, una bici con un orientamento decisamente discesistico.

COMPORTAMENTO NEL GUIDATO

La Canyon Spectral CF 9 è una bici intuitiva e prevedibile, che si guida con facilità e coniuga buone dosi di propensione per la velocità e manovrabilità. 

Il diametro più sottile degli elementi del carro, in combinazione con una cinematica rivista, fa sì che la ruota posteriore lavori verticalmente in modo da restare sempre aderente al terreno e da assorbire al meglio le piccole asperità anche alle alte velocità, dove resta tra l’altro sempre estremamente silenziosa.

Giocosa e morbida, si guida con piacere e resta sempre molto composta.
Questo carattere docile potrebbe non piacere a tutti, ma lavorando sulle sospensioni e sulle opzioni offerte dai flip chip è possibile adattarla molto al proprio stile di guida. 

Se dovessi acquistarla manterrei la taglia S, ma opterei per la versione mullet per compensare la lunghezza e renderla più agile e più adatta alla mia statura piccola. 

Una considerazione a parte merita il sistema Kis, di cui finora non abbiamo parlato.
La sua utilità dovrebbe essere particolarmente evidente in salita e nelle discese veloci, dove aiuta la ruota anteriore a restare in traiettoria.

L’idea è interessante, ma personalmente non sono riuscita a trovare la giusta regolazione che mi consentisse di avvertire un vantaggio senza contemporaneamente percepire un’interferenza nella guida in altre situazioni (es. in curva o nei tratti più guidati).

Il risultato è che ho finito per regolarlo al minimo in modo da non avvertirne sostanzialmente l’effetto. Sicuramente sarebbero necessarie più uscite di quelle che ho potuto fare per questo test per trovare il giusto compromesso e sfruttarne le potenzialità.

La domanda che mi pongo però di fronte ad una bici che va già molto bene è: serve davvero?
Anche regolato a dovere infatti, si tratta comunque di un’aggiunta da gestire che richiede di modificare la propria guida.
Non proprio immediato, insomma.
Siamo curiosi di vedere come sarà recepito dal pubblico.

IN CONCLUSIONE...

La Canyon Spectral CF 9 è una bici molto valida, con caratteristiche che ne fanno un’ottima discesista capace anche di affrontare le salite agevolmente. 
Molto ben costruita, è dotata di dettagli e accessori che risolvono tanti problemi a cui non sempre si pensa quando si sceglie una bici ma che possono poi fare la differenza nell’uso. 

Penso alla facilità di manutenzione, alla presenza del portaoggetti e del multitool e all’adattabilità a situazioni e stili di riding differenti. 
Quest’ultima caratteristica in particolare va compresa e sfruttata al meglio. 

L’idea infatti è quella di avere una bici che non solo potete adattare alle vostre preferenze, ma che potete modificare rapidamente a seconda di quali trail e quale condizione dovete affrontare. Non male come motivazione per farne la bici da avere in garage...

Per informazioni Canyon.com
Qui tutti i nostri articoli e test di Mtb ed e-Mtb Canyon.

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Sull'autore
Silvia Marcozzi

Vivo da sempre in equilibrio tra l’amore per lo studio e le parole - ho due lauree in lettere e un dottorato in lingue - e il bisogno di vivere e fare sport all’aperto. Mi sono occupata a lungo di libri e di eventi. Dieci anni fa sono salita su una bici da corsa e non sono più scesa, divertendomi ogni tanto a correre qualche granfondo. Da poco ho scoperto il vasto mondo dell’off-road, dal gravel alla Mtb passando per le e-Mtb, e ho definitivamente capito che la mia sarà sempre più una vita a pedali.

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