TEST - Orbea Rise H10: cosa riesci a fare con 540 Wh?

Simone Lanciotti
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Ho iniziato il test della Orbea Rise H10 con l'obiettivo di rispondere a diverse domande, quelle che molti lettori si sono poste quando la Rise H è stata presentata (qui il video di presentazione).

Quali dislivelli riesci a fare con una batteria da 540 Wh?

Quanto sono efficaci 60 Nm di coppia?

E' davvero una e-Mtb leggera?

A chi si addice di più la Orbea Rise H?

Ebbene, a queste e altre domande troverete risposta nel video test seguente oppure proseguendo la lettura dell'articolo:

DETTAGLI TECNICI DEL TELAIO

- Geometria

Le specifiche complete del telaio le trovate nell'articolo linkato in basso:

La mia sensazione, una volta salito in sella, è del tutto analoga a quella che ho avuto in sella alla Rise in fibra di carbonio: questa e-Mtb è pensata per facilitare la guida disinvolta.

- Assetto in sella

La sensazione è quella di avere tutto sotto controllo: il manubrio Race Face Next R da 780 mm di larghezza e l'attacco Race Face Aeffect da 35 consentono una posizione ben centrata che invita a caricare la ruota anteriore.
Il BB Drop oscilla fra 35 e 32 mm a seconda della forcella montata e permette di sentirsi "fra le ruote", proprio come si addice a una trail bike moderna.
L'ammortizzatore Fox Float DPS Factory è facilmente raggiungibile in sella e sul tubo obliquo è presente l'attacco per il portaborraccia.
L'assenza di un vero display (disponibile a richiesta sulla H10) fa dimenticare di essere in sella a una e-Mtb, ma nell'uso è consigliabile avere un Garmin Edge di ultima generazione che funzioni anche da display per la Rise H.

Orbea Rise H10
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- Cura costruttiva

Orbea conferma sulla Rise H il miglioramento continuo che da anni sta attuando sulla cura costruttiva delle proprie bici.
Il passaggio dei cavi è ben realizzato e protetto, le saldature sul tubo di sterzo praticamente invisibili, la scelta dei componenti è bilanciata all'uso previsto per questa bici (molto apprezzati i dischi Galfer da 180 mm di serie) e soprattutto lo sviluppo del software RS sul motore Shimano EP8 è degno di nota.
Da segnalare che le saldature intorno alla sede del motore Shimano (foto sotto) rimangono più visibili per una precisa necessità strutturale: limare il materiale di apporto della saldatura può compromettere la solidità della saldatura stessa.

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Non convince del tutto la posizione sulla parte inferiore del tubo piantone della porta di accesso per la ricarica della batteria (foto sopra) e soprattutto il display-giunzione Shimano EW-EN 100 che tutto è fuorché un display.

- Tuning ammortizzatore

Il Fox Float DPS Factory è un ammortizzatore che privilegia l'efficienza e il supporto alla pedalata piuttosto che le prestazioni in caso di impatti significativi (leggi salti) o di sollecitazioni ravvicinate (leggi terreni rocciosi).
Funziona piuttosto bene in salita (tanto da avere una posizione Lock molto vicina a un lock-out), ma se volete fare di più in discesa vi consiglio sin da subito un Fox Float X.

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- Posizionamento ammortizzatore

E' nella posizione ideale, poco altro da aggiungere.

- Autonomia batteria

Il motore Shimano EP8 RS depotenziato da 85 a 60 Nm influenza molto la durata della batteria.
Diciamo che riesce a dare il suo massimo su terreni che non richiedano spesso la massima potenza del motore, ovvero su sterrati e sentieri non troppo ripidi.
A meno di non contribuire in modo significativo alla spinta sui pedali, cosa che, in quel caso, aumenterebbe molto l’autonomia.

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Durante il test ho effettuato uscite molto diverse fra loro: una delle prime uscite percorrendo un itinerario classico dei miei "test elettrici", cioè 1358 metri di dislivello, sempre in Trail (e solo talvolta in Boost), concludendo con un 15% di carica residua (ma era molto freddo e il fondo era anche innevato), di cui vedete la traccia Strava di seguito:  

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In una delle ultime uscite, invece, ho affrontato strade sterrate e cementate sempre in Trail, pendenze non troppo severe, per un totale di 48 km, 1113 metri di dislivello e una carica residua del 30% (con temperature primaverili). Di seguito la traccia Strava:

Avrei potuto fare di meglio?
Per il mio peso di 85 Kg, non credo, a meno di non richiedere meno assistenza al motore, cosa comunque possibile, in maniera anche abbastanza precisa tramite l’app Shimano e-Tube, ma questo avrebbe cambiato il volto delle mie uscite.
Da segnalare, poi, che, volendo, è possibile aggiungere un range extender (da installare al posto della borraccia) per avere altri 252 Wh (e un circa 1,5 Kg di peso in più), cioè un totale di 792 Wh.
Il costo è di 499€.

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- Peso bici

Per essere una e-Mtb con telaio in lega d’alluminio, è leggera, perché la Orbea Rise H10 pesa 20,00 Kg tondi in taglia L, senza pedali e con gomme tubeless Maxxis.
E’ un peso irraggiungibile da e-Mtb in lega leggera più potenti e con più batteria, ma rispetto a una Mtb è certamente più pesante.
La percezione del peso, però, cambia nel momento in cui si è in movimento perché in quel caso la Rise H10 diventa più simile a una Mtb che ad una e-Mtb.

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- Prezzo bici

Il prezzo di base della Orbea Rise H10 è di 7099€, mentre la versione che ho ricevuta in test includeva, tramite il MyO Lite (che, sulle bici in alluminio di Orbea, permette di personalizzare solo l’allestimento e non i colori del telaio) include la forcella Fox 36 Factory da 150 mm (al posto della Fox 34 da 140), i freni Shimano Deore XT a 4 pistoncini e l’asse passante Fox Kabolt che aumentano di 297€ il prezzo finale che diventa di 7396€.
Che non sono pochi, ma rappresentano un prezzo ancora concorrenziale in relazione alle prestazioni, alla qualità dei componenti e all'unicità del progetto.

Inoltre, con le bici più recenti Orbea ha adottato questa strategia: le bici si presentano al pubblico quando si è certi di avere tempi di consegna ragionevoli e soprattutto monitorabili.

A tale scopo ha anche creato la piattaforma Orbea Rider Connect alla quale è possibile registrarsi e avere informazioni su quando e dove (nelle proprie vicinanze) sarà disponibile la bici in questione, con il colore e la taglia selezionati.

E’ possibile che, nella peggiore delle ipotesi, si debba attendere 3 mesi, ossia un tempo ancora ragionevole (visti i tempi…) per avere una bici nuova.

- Garanzia

Orbea garantisce a vita il telaio della Rise H solo per il primo proprietario. Qui trovate tutti i dettagli sulla copertura in garanzia.

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COMPORTAMENTO IN SALITA

La modalità Eco è quasi inutilizzabile quando la salita si fa più impegnativa, diciamo con pendenze sopra il 12% e su fondo sconnesso.
E l’app Shimano e-Tube, pur permettendo delle regolazioni, in sostanza ti impone di configurarla come una modalità votata al risparmio (come mostrato nel video).
Se si vuole più assistenza ci sono le modalità Trail e Boost che possono essere configurate come modalità con assistenza superiore alla Eco.

La modalità Trail, se fate offroad abbastanza impegnativo, è quella più utilizzata e che consente una personalizzazione precisa dell’erogazione.
Stesso discorso per la Boost.

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Ho due appunti da fare al sistema Shimano EP8: essendo uno Shimano ha dei tempi di abbinamento smartphone-e-Bike sempre troppo lunghi (anche dopo il primo abbinamento) al punto da scoraggiare un po’ la personalizzazione durante un’uscita.
Inoltre, l'interfaccia con l'app è possibile sempre e solo a bici ferma, cosa che migliora la sicurezza di chi pedala.

Un altro appunto riguarda il feeling "on-off" che si avverte quando si superano i 25 km orari e quando si smette di pedalare e si torna a pedalare subito dopo, ad esempio nei passaggi tecnici in salita.
Ecco, in queste circostanze servirebbe un funzionamento più fluido e morbido, per facilitare la guida e il superamento degli ostacoli.

COMPORTAMENTO IN DISCESA

Chi ha una certa esperienza noterà che il telaio in lega invia a chi guida gli input tipici di un telaio in lega. Cioè, è un po’ più brusco e sulle lunghe può risultare un po’ più affaticante rispetto a un telaio in fibra di carbonio.
Ma parliamo di un dettaglio che, a mio avviso, non è così significativo e può eventualmente diventare avvertibile solo da chi ha esperienza con telai in fibra di carbonio.

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La guida è molto piacevole e pur non pesando poco (20 Kg sono pure sempre 20 Kg…) mi ha dato sensazioni di guida più vicine a quelle di una Mtb che non di una e-Mtb.
Nel senso che è agile e compatta e invita a fare numeri.

La forcella Fox 36 da 150 all’anteriore è un optional che consiglio e, come detto, avrei aggiunto anche un ammortizzatore Fox Float X, perché il telaio è ben fatto e un ammortizzatore del genere sarebbe l’ideale.

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All’allestimento H10 non ho alcuna nota da fare, se non aggiungere che è perfetto per fare delle uscite appaganti, senza avvertire il bisogno di sostituire qualcosa.
Anzi, forse sì: una gomma più artigliata della Maxxis Rekon al posteriore. 
Perché la Orbea Rise H10 se la merita…



COMPORTAMENTO SUL PEDALATO

Questo frangente è fortemente influenzato dalla velocità: fintanto che si sta sotto i 25 all'ora la Rise H10 (come quasi tutte le e-Mtb) è piacevole e divertente, specie in uscita di curva con l'assistenza configurata in modo opportuno.
Sopra i 25 all'ora, ahimè, viene da smettere di pedalare oppure attendere che la velocità scenda sotto i 25 orari.
E questo Shimano EP8 RS è particolarmente "on-off" quando ci si trova intorno alla velocità limite.
Peccato...

A chi consigliamo la Orbea Rise H10?

La risposta è semplice: se cercate una e-Mtb che vi porti su “senza se e senza ma”, la Rise H10 non è la bici che fa per voi, perché in quel caso, restando in casa Orbea, è molto meglio la Wild FS.
Di cui potete trovare il test qui di seguito:

Se vi intrigano le e-Mtb e non amate percorsi tecnicamente impegnativi, allora la gamma Rise H è un opzione da prendere in considerazione, in virtù anche della leggerezza.

Se vi trovate nel mezzo delle due definizioni di sopra ma pensate che 540 Wh siano comunque una coperta troppo corta, il range extender potrebbe farvi rivalutare le cose, ma ad un costo aggiuntivo (+499€).
Da quanto ci risulta, la Rise H è il modello di e-Mtb preferito dagli utenti Orbea, anche più della Rise in carbonio e non tanto per il prezzo, quanto per la batteria più capace.

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In conclusione...

La Orbea Rise prima e la Rise H poi sono le prime e-Mtb che hanno spinto molti biker a considerare o a riconsiderare il mondo della pedalata assistita.
Nella scelta occorre avere chiaro il tipo di utilizzo che se ne andrà a fare, perché, sebbene molto efficienti e leggere, i modelli Rise e Rise H non fanno miracoli in caso di percorsi molto tecnici e ripidi, ovvero scenari nei quali le e-Mtb più potenti (e pesanti) sono ancora i mezzi da preferire.
La Orbea Rise H10, però, è un mezzo da provare e a tale riguardo vi invitiamo a contattare uno dei 34 rivenditori italiani Orbea Genius che consentono di provare questa e-Mtb.

Qui tutti i nostri articoli, approfondimenti, storie e test sulle e-Mtb


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Sull'autore
Simone Lanciotti

Sono il direttore e fondatore di MtbCult (nonché di eBikeCult.it e BiciDaStrada.it) e sono giornalista da oltre 20 anni nel settore delle ruote grasse e del ciclismo in generale. La mountain bike è uno strumento per conoscere la natura e se stessi ed è una fonte inesauribile di ispirazione e gioia. E di conseguenza MtbCult (oltre a video test, e-Mtb, approfondimenti e tutorial) parla anche di questo rapporto privilegiato uomo-Natura-macchina. Senza dimenticare il canale YouTube, che è un riferimento soprattutto per i test e gli approfondimenti.

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