La Whyte ELyte Evo Stag Works è un oggetto che mi ha richiesto più tempo del previsto per capirla e prendere la giusta confidenza.
Perché?
Prima di tutto la geometria, compatta e snella, concepita per avere un baricentro molto basso (specie nell'impostazione LO del flip-chip) da cui consegue l'adozione di pedivelle da 155 mm.
Poi l'accoppiata motore Bosch CX di ultima generazione (cioè 85 Nm) e il duo batterie Bosch PowerTube da 400 Wh e Bosch PowerMore da 250 Wh.
A ciò aggiungete la modalità Eco+ di Bosch, che su una bici come questa acquista un certo significato, con i suoi pro e i suoi contro, ovviamente.
Insomma, ce n'è da raccontare e per tale ragione vi invito a mettervi comodi e a premere play di seguito.
Il video è il racconto di due uscite, entrambe impegnative tecnicamente:
DETTAGLI TECNICI
- Telaio
Il telaio è in fibra di carbonio ed è strutturato per ospitare una ruota posteriore da 27,5" (di serie) oppure da 29" (grazie ad un link fornito in dotazione).
E' possibile abbinare la batteria aggiuntiva e una borraccia, semplificando molto la vita al biker.
La geometria è regolabile su due posizioni, HI e LO, tramite il flip chip sull'ammortizzatore.
Il telaio è costruito per massimizzare l'agilità, abbassando fortemente il baricentro.




- Geometria
4 taglie (S, M, L e XL) e, come potete vedere dallo schema in basso, un'impostazione che privilegia agilità e confidenza di guida.
E, per inciso, non è così comune riuscire a bilanciare in tale maniera queste due doti, talvolta antitetiche.
Certamente per riuscire in questo intento Whyte ha imposto delle scelte tecniche non comuni e non proprio facili all'inizio, come le pedivelle da 155 mm di lunghezza.
Queste sono necessarie soprattutto nella modalità LO della geometria, quando l'altezza del movimento centrale passa da 34,2 cm a 33,4 cm.
E 33,4 cm sono davvero pochi...
Angolo di sterzo: può variare fra 64,6° e 64°, mentre l'angolo del tubo piantone è costante a 77,1° per la taglia L.

A questo quadro tecnico aggiungete un interasse di 127,3 cm (taglia L), una sospensione posteriore a quadrilatero da 142 mm di corsa e una forcella da 150 mm e ottenete un mezzo versatile, capace e comunque molto agile.

- Motore
Bosch Performance Line CX di ultima generazione sul quale, grazie al supporto di un centro assistenza Bosch, sono riuscito ad abilitare la modalità Eco+.
Questa, specie in ben precise situazioni e, soprattutto, per biker allenati e con peso inferiore ai 70-75 Kg, può essere una risorsa interessante.
Del Bosch CX abbiamo già detto tutto, ma qui lo troviamo con l'insolito "duo" di batterie da 400+250 Wh.

- Autonomia della batteria
Ecco il punto più intrigante: di quale autonomia è capace la Whyte ELyte Evo Stag Works?
Ebbene, prima di procedere ribadisco quanto detto nel video riguardo l'utilizzo del range extender Bosch.
Di base il PowerMore 250 è capace, da solo, di un output di corrente più basso e questa scelta è dettata dall'esigenza di preservare le celle che lo compongono.
Il PowerMore, infatti, è più piccolo della CompactTube 400 ed è capace perciò di apportare meno elettroni nell'unità di tempo.
Il risultato è che la Whyte ELyte Evo Stag Works, nel caso in cui la carica del PowerMore 250 fosse maggiore della batteria interna, si troverebbe a ricevere meno spinta dal motore, circa un 50% in meno.
In questa circostanza il PowerMore diventerebbe la batteria principale e finché i livelli di carica delle due batterie non si equivalgono io mi ritrovo una e-Mtb con un livello di assistenza inferiore.
Appena i due livelli di carica si equivalgono tutto torna alla normalità in termini di coppia e potenza e le due batterie si scaricano in parallelo.

E veniamo alla domanda: di quale autonomia è capace questo mezzo?
Posso portarvi come esempio due uscite, quelle che vedete schematizzate qui di seguito:

A questi numeri aggiungete il fattore peso del biker (88 Kg) e terreni che di rado sono scorrevoli e facili, anche in salita.
Proseguite nella lettura per comprendere e valutare meglio questi risultati.
- Sospensioni
La forcella Fox 36 Float Grip X2 Factory da 150 mm è davvero grandiosa: precisa, fluida e molto regolabile, senza mai diventare troppo ingombrante (come lo sarebbe stata una Fox 38, ad esempio).
Dietro l'ammortizzatore Fox Float X è stato tarato per permettere un supporto in compressione, volendo, anche molto sostenuto (cosa che ho apprezzato molto nelle salite ripide), mentre la velocità di ritorno è risultata troppo alta anche con il registro tutto chiuso.
In compenso il carro si è rivelato molto agile e reattivo e chissà che questa non sia proprio una precisa scelta di Whyte?


- Componentistica
Di prim'ordine. Spiccano i freni Hope Tech V4 dotati di ben 2 coppie di pastiglie diverse da Whyte.
Non ci sono componenti che stonano e, forse, a voler trovare il pelo nell'uovo, la mancanza di ruote con cerchio in carbonio.
Il prezzo, però, ne avrebbe risentito...




- Peso bici
La Whyte ELyte Evo Stag Works è il modello di punta e riesce a spuntare pesi molto interessanti sulla bilancia: con gomme tubeless, senza pedali e in taglia L, pesa 20,52 Kg con la sola batteria da 400 Wh, mentre si sale a 22,07 Kg con l'aggiunta di PowerMore e cavetto di collegamento.
ln assoluto è fra le più leggere Mtb elettriche full power sulla piazza, ma, attenzione, non è solo per la leggerezza che, a mio avviso, andrebbe scelta, perché, ad esempio, la Orbea Rise LT con un allestimento paritetico pesa di meno e ha circa la stessa batteria (630 Wh).
La ELyte Evo Stag Works, semmai, spicca per un raro equilibrio fra leggerezza, agilità, versatilità e capacità.

- Prezzo bici
Parliamo di 10999€ per il modello di punta che includono anche una vasta serie di accessori e una garanzia molto estesa, su telaio e cuscinetti.
Non sono pochi, certo, ma parliamo di un oggetto che non ha bisogno di aggiustamenti o modifiche alla componentistica.
E ci mancherebbe altro..
- Garanzia
Il telaio è garantito due anni e se entro 28 giorni lo si registra sul sito ufficiale della casa inglese, la garanzia viene estesa di 4 anni (per i modelli 2024) oppure a vita (per i modelli 2025, come questa bici).
ASSETTO IN SELLA
Non è immediato trovarsi a casa in sella a questa bici, perché si avverte che la gamba compie una rotazione diversa, con un'ampiezza minore, alla quale occorre prendere le misure.
Per le uscite di 2-3 ore (quelle che ho fatto) non mi ha dato grossi problemi, accettando però di alzare di 10-15 mm la sella e arretrarla di conseguenza.
Inoltre, passando dall'impostazione HI a LO ho avvertito la necessità di modificare l'inclinazione della sella, poiché, a mio avviso, oltre all'angolo di sterzo cambia anche l'inclinazione del tubo piantone.
Per il resto la posizione in sella invita a guidare snelli e veloci, infonde confidenza e insieme al baricentro molto basso rende la Whyte ELyte Evo Stag Works davvero un fulmine nella guida sui sentieri tortuosi.
Da segnalare che il reggisella telescopico dei serie permette di modificare anche l'escursione di +/- 30 mm...

COMPORTAMENTO IN PEDALATA
Come detto nel video, la sospensione posteriore è molto sensibile e propensa ad assorbire, al punto che nelle salite più ripide e tecniche ho chiuso il registro delle basse velocità di compressione del Fox Float X (foto in basso).
In questo modo la geometria della bici rimane più bilanciata e stabile.

Le lunghe pedalate, a mio avviso, sono da tenere in attenta considerazione, perché la pedivella da 155 mm abbinata a un piantone così verticale e con un manubrio abbastanza vicino alla sella non è il massimo per uscite molto lunghe (oltre le 3 ore e mezza).
Ammesso ovviamente di avere abbastanza batteria e/o gamba per effettuarle.
Questo tema, però, richiede un approfondimento con considerazioni biomeccaniche più precise: ci torneremo...
Per le uscite brevi (sotto le 2 ore) e cattive, però, è un mezzo davvero intrigante, anche per una stazza "forte" come la mia.
COMPORTAMENTO NEL GUIDATO
Agile e snella come poche altre e ancora molto capace.
Non è un mezzo da enduro cattivo, ma abbastanza dotata di escursione per far divertire in mani esperte.
Questo, insieme alle salite molto rapide, è il frangente in cui stupisce di più, grazie anche ad un corredo di componenti di primo ordine.
Poco altro da aggiungere.

COSA CONVINCE DI MENO
Oltre agli adattamenti richiesti da una geometria insolita, la Whyte ELyte Evo Stag Works non ha aspetti poco convincenti degni di nota.
A CHI LA CONSIGLIO?
Questa bici è un oggetto molto efficace e divertente per una gamma di utenti ben definita: sotto i 70-75 Kg, abbastanza allenati, con una certa esperienza in campo e-Mtb e con un minimo di competenze sulla gestione del motore.
In questi casi può diventare davvero entusiasmante.

In conclusione...
Io non rientro nella schiera di biker a cui questa bici è destinata, perché peso troppo e perché dalle mie parti c'è tanta salita ripida (e anche tecnica).
E lo dico con un certo rammarico, perché questa bici mi ha fatto divertire molto in discesa, riuscendo a farmi dimenticare (a tratti) di essere su una elettrica.
Complimenti a Whyte per il coraggio che ha messo nell'entrare in un segmento che prima non esisteva.
Per informazioni WhyteBikes.com oppure DSB-Bonandrini.com
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Sull'autore
Simone Lanciotti
Sono il direttore e fondatore di MtbCult (nonché di eBikeCult.it e BiciDaStrada.it) e sono giornalista da oltre 20 anni nel settore delle ruote grasse e del ciclismo in generale. La mountain bike è uno strumento per conoscere la natura e se stessi ed è una fonte inesauribile di ispirazione e gioia. E di conseguenza MtbCult (oltre a video test, e-Mtb, approfondimenti e tutorial) parla anche di questo rapporto privilegiato uomo-Natura-macchina. Senza dimenticare il canale YouTube, che è un riferimento soprattutto per i test e gli approfondimenti.
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