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ALBSTADT – «Hai solo 30 minuti» mi dicono in Shimano e mi porgono una Bmc TeamElite 29 allestita con il nuovo Xtr Di2 (qui tutti i dettagli tecnici).
Non perdo nemmeno troppo tempo a regolare la sella e parto.

Ecco i pezzi cruciali dello Shimano Xtr Di2, pronti per essere montati e provati. Foto Irmo Keizer
Ecco i pezzi cruciali dello Shimano Xtr Di2, pronti per essere montati e provati.
Foto Irmo Keizer

La curiosità è tanta.
Ci sono così tante cose da capire in così poco tempo.
Lo Shimano Xtr Di2 è una sofisticazione che merita di essere capita per bene.

Foto Irmo Keizer
Foto Irmo Keizer

Comincio a salire, agisco sui comandi e si sente lo stesso “zzztt” dello Shimano Dura Ace Di2 accompagnato da un “bip”.
La catena si sposta con rapidità.
Sto pedalando in modalità Synchro Shift 1 (ne ho due a disposizione) e lascio che sia il computer a fare tutto.
La catena è sulla corona da 34, quindi quella più grande.
La salita continua e anche la catena continua a salire, ancora un dente. Altro “bip”.
Veloce? Sì, sembra proprio di sì.

Foto Irmo Keizer
Foto Irmo Keizer

Ancora un click sul pulsante (il cui feeling è identico a quello di un comando meccanico Xtr) e adesso sento un doppio “bip”.
Guardo in basso e vedo che la catena si trova sul pignone più grande e il doppio “bip” mi segnala che se volessi alleggerire ancora di più il rapporto al prossimo click il Synchro Shift sposterà la catena dalla corona da 34 a quella da 24 e contemporaneamente selezionerà un pignone più piccolo.
Tutto in automatico.
Bene, sono proprio curioso.
Faccio un altro click.
E alla catena succede quanto previsto.
Fico, ma non riesco a non smettere di pedalare come Shimano e Absalon dicono.
Sono portato, per abitudine, a mollare la spinta sui pedali.
Il Synchro Shift, comunque, è stato veloce, ma ho avvertito che la spinta si è interrotta.
Riproverò più avanti e intanto mi godo il funzionamento del sistema elettronico.
La catena si sposta con rapidità e silenziosità sui pignoni. Notevole.
Adesso si scende e tengo premuto il pulsante del “down shifting”, cioè per allungare il rapporto, e il cambio si sposta di tre pignoni in basso.

Foto Irmo Keizer
Foto Irmo Keizer

Fantastico, questo mi piace, perché lo ha fatto in modo veloce e fluido.
Continuo a scendere di rapporto, doppio “bip” ed ecco che la catena sale sulla corona da 34.
Questa volta il passaggio è davvero senza interruzioni di spinta.
Resto impressionato e mi viene voglia di cambiare rapporto anche se non serve.
Giusto per il piacere di farlo…
Arriva di nuovo la salita e questa volta aspetto l’ultimo momento per agire sul cambio.
Tengo premuto il pulsante del “up shifting” per alleggerire il rapporto e il cambio sale di tre pignoni. Bello, anche se sotto sforzo non dà le stesse prestazioni del “down shifting”.
E’ efficace, ma se si arriva troppo sotto a un salita con il rapporto sbagliato (cioè troppo duro) il Di2 non può fare miracoli.
C’è pur sempre una catena da spostare sui pignoni.
Però la possibilità di cambiare più rapporti con tenendo premuto il pulsante è molto interessante.
A questo punto posso dire di aver preso confidenza con i “bip” singoli e doppi e il piccolo display sotto i miei occhi, beh, a dire il vero l’ho usato poco.

Foto Irmo Keizer
Foto Irmo Keizer

Non sono abituato a un display che mi dica il rapporto inserito, ma è utile per avere delle conferme qualora si avesse il dubbio e non si ha modo di abbassare gli occhi sul pacco pignoni.
Riecco la salita.
Questa volta gli arrivo sotto con la catena sul 34 e voglio rimettere alla prova il Synchro Shift.
Ecco il doppio “bip”.
La catena scende sul 24 e su un pignone più piccolo in un attimo, ma, di nuovo, ho avvertito un’interruzione della spinta.
Non saprei dire con precisione se è dovuta a una mia istintiva interruzione della spinta sui pedali oppure a un’inevitabile esitazione del sistema. E’ qualcosa che, purtroppo, in questi 30 minuti di pedalata non sono riuscito a capire fino in fondo.

Foto Irmo Keizer
Foto Irmo Keizer

Sono al limite del tempo a disposizione.
Irmo Keizer, il fotografo, mi suggerisce di fermarmi un attimo per fare un paio di foto.
Il test dello Shimano Xtr è stato breve (anche troppo), ma rivelatore.
Funziona bene.
Emette suoni e rumori diversi rispetto a un cambio tradizionale, ma è un passo in avanti.
L’elettronica sta entrando sempre più nel mondo della Mtb ed è un processo che non possiamo arrestare.
La cosa più importante che mi è venuta in mente durante questo test è quale sarà il prossimo passo.

Il sottoscritto al termine del test dello Shimano Xtr Di2.  Foto Irmo Keizer.
Il sottoscritto al termine del test dello Shimano Xtr Di2.
Foto Irmo Keizer.

Quale altro impiego dell’elettronica sarà possibile?
Shimano ha inventato una sorta di cambio sequenziale per la Mtb.
Utile? Difficile rispondere in questo momento.
Intuitivo? Sicuramente, e questa è una cosa positiva.
Prima di dare un giudizio, però, aspettiamo di provarlo per bene…

Ps: la Bmc TeamElite sulla quale ho pedalato aveva una forcella Fox iCd, cioè con comando elettronico del lock-out.

E’ passata in seconda piano rispetto all’Xtr Di2, ma in questo brevissimo test mi ha fatto vedere un funzionamento facile, veloce e con uno sforzo quasi nullo per azionare il dispositivo. Non è una vera innovazione, perché fa quello che farebbe un comando meccanico, ma è veloce e precisa. E in caso di fango e detriti, in teoria, non si inceppa.

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Il comando del sistema Fox iCs trova spazio fra la manopola e il comando del cambio.
Il comando del sistema Fox iCs trova spazio fra la manopola e il comando del cambio.

Ma anche qui la domanda è la stessa: come si evolverà questo dispositivo?
Shimano sta consolidando sempre più la sua leadership nelle trasmissioni a comando e gestione elettronico.
Ma cosa faranno i suoi competitor?
Mai come in questo caso la concorrenza è stata così intrigante.

Simone Lanciotti

Salve, mi chiamo Simone Lanciotti... e sono un appassionato di mountain bike come voi. Mi piace talmente tanto raccontare la mia passione per la Mtb che circa 20 anni fa ne ho fatto una professione. MtbCult.it è la stata la prima rivista che ho creato; poi eBikeCult.it e infine BiciDaStrada.it. La bicicletta in generale è stata ed è ancora per me una scuola di vita. Quindi, il viaggio continua e grazie per il contributo che date al nostro lavoro. Di seguito potete trovare tutti gli articoli firmati dal sottoscritto. Simone Lanciotti