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Il marchio di Andorra è diventato famoso negli ultimi anni per la sua gamma gravity, con la Supreme Dh e la gamma Mini Dh dedicata al mondo delle Avalanche e dei bike-park. Famose sono diventate anche le Meta, bici da Am/Enduro che ereditano dalle sorelle maggiori la forma del telaio, la robustezza e le prestazioni in discesa.
Quest’anno Commençal ha deciso di aggiornare proprio la linea Meta, sostituendo la versione da 26″ con la nuova versione da 27,5″.
A colpo d’occhio la Meta Am 2 mantiene le proporzioni della versione da 26”, cioè telaio molto sloping, tubazioni in alluminio, come da tradizione Commençal e un look molto alla moda con la sua colorazione giallo fluo.

La Meta Am da 27,5" è la novità in casa Commençal per il 2014. Noi abbiamo testato la bici con allestimento Am 2.
La Meta Am da 27,5″ è la novità in casa Commençal per il 2014. Noi abbiamo testato la bici con allestimento Am 2. Il parafango anteriore non è previsto di serie.

Come si presenta la Meta Am
Appena si sale in sella si ha la sensazione che questa bici possa far divertire parecchio in discesa. Anche da fermo, semplicemente afferrando il manubrio, la mente comincia a fantasticare e ci si immagina di essere al via di una Prova Speciale.
La bici è molto “cattiva”, lo si vede dallo sloping del telaio (il tubo superiore e i foderi alti del carro formano quasi una linea continua), l’angolo di sterzo di 66,5° e il Sag consigliato del 25% regalano una sensazione da bici da Dh in miniatura (per il travel…).
La Meta Am arriva sul mercato solo in alluminio e sono previsti diversi allestimenti per diversi budget. Noi abbiamo testato la versione Meta Am2 con ruote da 27,5″ che si posiziona al centro della gamma.

Il passaggio dei cavi è interamente interno e dona al telaio un look molto pulito.
Il passaggio dei cavi è interamente interno e dona al telaio un look molto pulito.

Un montaggio che bada al sodo
L’allestimento è di tutto rispetto e mira ad accontentare tutti coloro che nella bici ricercano la sostanza e non si curano troppo della leggerezza. La bici, infatti, priva di pedali, ferma la bilancia a 14,9 kg, ovvero non proprio una peso piuma.
Le sospensioni sono affidate a Fox, l’ammortizzatore è un Float Ctd Evolution che gestisce i 150 mm di escursione alla ruota posteriore, davanti invece il lavoro è affidato a una 34 Float Ctd Evolution anch’essa da 150 mm.
In salita abbiamo trovato molto comodo il comando Ctd, che su una bici come la Meta Am risulta essere indispensabile per eliminare l’effetto bobbing delle sospensioni e dissipare meno energie durante la pedalata.
La trasmissione è affidata ad un gruppo misto Sram X7 e X5 con un sistema 2×10, soluzione più economica rispetto ai nuovi sistemi 1×11 ma altrettanto valida. L’unica pecca è la mancanza di un guidacatena, perché nelle discese più “scassate” ci siamo spesso dovuti fermare per rimettere la catena, un inconveniente che può risultare spiacevole tanto nelle gare enduro quanto nelle uscite tra amici.
Da quest’anno Commençal produce anche componenti quali ruote, stem e manubri sotto il marchio Alpha Components. Non c’è da meravigliarsi quindi se proprio questi componenti vanno a completare l’allestimento della Meta Am2.
Da segnalare l’attacco manubrio da 60 mm e il manubrio da 750 mm di larghezza, entrambi in lega leggera.

La salita è la parte più difficile da affrontare con questa bici, perché il peso si fa sentire.
La salita è la parte più difficile da affrontare con questa bici, perché il peso si fa sentire.

Dura conquistare la vetta…
Nei sentieri su cui siamo soliti testare le bici sono previsti diversi km di ascesa su asfalto e sterrato. In entrambe le condizioni la Meta Am2 è risultata impegnativa da pedalare. La causa principale è da imputare al peso, 14,9 kg non sono pochi per una bici da all mountain. Volendo è possibile convertire in tubeless le gomme e risparmiare circa 150-200 gr che, su un componente cruciale come le ruote, hanno una impatto positivo sulla dinamica della bici.
La posizione in sella con l’attacco da 60 mm, quando la salita è morbida e costante, risulta essere comoda e ben bilanciata.
La scelta di un angolo di sterzo da 66,5° è sicuramente apprezzabile in discesa, ma quando si pedala nelle salite più ripide bisogna avanzare di parecchio per compensare l’alleggerimento della ruota anteriore.
Senza una buona gamba saremo costretti a diverse soste per riprendere fiato.
Il controllo Ctd di Fox ci viene in soccorso, ma raggiungere il comando sull’ammortizzatore non è proprio agevole a causa del suo posizionamento molto in basso. Spesso, sopratutto sui sentieri, abbiamo preferito lasciare l’impostazione Descend per non staccare troppo a lungo le mani dal manubrio.

Il comportamento in discesa è da bici di categoria superiore, molto divertente quando il terreno è scorrevole e gli spazi sono aperti.
Il comportamento in discesa è da bici di categoria superiore, molto divertente quando il terreno è scorrevole e gli spazi sono aperti.

…ma divertente da domare in discesa
Appena inizia la discesa, ci si dimentica all’istante delle fatiche della salita.
La Meta Am, infatti, eredita una parte del Dna della Meta Sx (il modello da 160 mm della casa) e, grazie a un bilanciamento dei pesi concentrati sulla parte bassa del telaio, svela un’anima giocosa. Nei tratti veloci e ricchi di flow la Meta Am è uno spasso da guidare: il Sag consigliato del 25% risulta perfetto per assorbire le asperità del terreno e la ruota posteriore resta incollata al suolo.
Non sembra di guidare una bici con “soli” 150 mm di travel, ad ogni curva la Meta Am chiede di essere rilanciata e di essere portata al limite. E non sembra mai entrare in crisi. I vantaggi di un angolo di sterzo da 66,5° vengono fuori quando le discese diventano ripide, la posizione in sella resta ben bilanciata e le sospensioni assorbono tutto.
La forcella, grazie agli steli da 34 mm, non soffre particolarmente di evidenti flessioni e permette alla ruota anteriore di restare nelle traiettorie che decide il biker evitando quei fastidiosi sbacchettamenti che spesso portano a perdere il controllo.

La "gabbia" dell'ammortizzatore dona solidità alla struttura del telaio, ma durante un'uscita su terreno umido e sottobosco si è riempita di fogliame.
La “gabbia” dell’ammortizzatore dona solidità alla struttura del telaio, ma durante un’uscita su terreno umido e sottobosco si è riempita di fogliame.

Non è una bici solo da all mountain
La Meta Am, però, diventa meno facile da guidare su terreni parecchio sconnessi e ricchi di rocce. L’altezza del movimento centrale (considerando il biker in sella e il Sag del 25%) suggerisce a chi guida di “galleggiare” sulle rocce per evitare gli impatti con i pedali.
Se si ha la corretta tecnica di guida e un discreto allenamento non è un problema, ma in ogni caso questo rende la Meta Am una bici molto specialistica.
Il tubo orizzontale è mediamente più lungo rispetto ai modelli con ruote da 27,5″ della concorrenza, e ciò si traduce in una bici più stabile nel veloce ma un po’ più lenta nei tornanti molto stretti. Per ovviare al problema si potrebbe montare un attacco manubrio più corto di quello di serie da 60 mm, ad esempio un 50, un 40 o addirittura un 35 mm, in modo da riportare la distanza sella-manubrio a livelli standard con enormi benefici di guida.
Considerare la Meta Am una bici solo da all mountain sembra essere riduttivo, perché questo mezzo è in grado di tollerare abusi ben peggiori di quelli tipici dell’all mountain. La Commençal si trova a suo agio tanto con le ruote attaccate a terra quanto in aria, perché le dimensioni del telaio e la geometria invitano a provare quasi ogni tipo di salto ci capiti davanti, senza troppi pensieri.
Una confidenza che pochi telai di questo tipo riescono a regalare.
Con la Meta Am ci si può spingere anche nei bike-park, magari con una trasmissione monocorona e un guidacatena. Questa opzione esiste già e si chiama Meta Sx che, a differenza della Meta Am, ha ruote da 26”, acquista 10 mm di corsa in più e un angolo di sterzo da 1,5° in meno. La bici testata, però, resta una scelta più polivalente della Meta Sx.

La taglia da noi provata è una L.
La taglia da noi provata è una large.

In conclusione…
La meta Am è un mezzo decisamente interessante per tutti coloro che cercano divertimento in discesa e non si preoccupano troppo del peso della bici finita. Le prestazioni, quando la pendenza è negativa, non hanno nulla da invidiare a bici con escursione più generosa.
Le ruote da 27,5″ aiutano la bici a scavalcare gli ostacoli in maniera agile e veloce. E’ un mezzo che definire da all mountain sembra riduttivo, è sovradimensionata rispetto agli standard del mercato e può sopportare maltrattamenti di ogni genere senza battere ciglio. Tanta solidità, però, si fa sentire in salita, perché è una bici che di certo non spicca per leggerezza, anche se di ciò ce ne si accorge soprattutto nelle ascese più lunghe.
La versione da noi testata è la Meta Am2, un allestimento che si va a posizionare al centro della gamma, ad un prezzo di 3729,57€, adeguato al livello dei componenti proposti e in linea con il mercato.
In conclusione ci sentiamo di consigliare questo modello a tutti quei biker che cercano una Mtb senza l’assillo delle gare o della prestazione. Il telaio è valido anche per un uso agonistico, sia chiaro, ma in quel caso occorre cercare un allestimento più leggero.
Volendo è disponibile anche il frameset (con ammortizzatore Fox Float Ctd Kashima) a un prezzo di 2015,52€ dal peso di 3,98 kg.

Per informazioni Commencal-Store.it

Ps: a parte l’incidente nel video, ecco come ci si diverte in sella a questa bici…