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Il marchio italiano di recente ha operato un cambiamento importante che ha coinvolto l’immagine e il logo Formula, ma allo stesso tempo ha dato vita a nuovi prodotti, come la forcella Formula Selva (qui il test), la serie di ruote Linea e il nuovo freno Formula Cura che risulta essere una novità sia per costruzione sia per l’utilizzo dell’olio minerale in luogo dell’olio Dot.
La pompa con disegno assiale e l’utilizzo dell’olio minerale sono le principali soluzioni che Formula ha adottato per coprire la più ampia fascia di utilizzo, dal trail riding al Dh.
Una particolare lavorazione ha permesso di creare un impianto ricavato dall’alluminio forgiato, mantenendo però i costi contenuti del processo di fusione.
Per questo il Formula Cura offre una qualità complessiva altissima ad un prezzo molto competitivo.

Formula Cura

Come abbiamo visto quando è stato presentato (qui tutti i dettagli) il freno Formula Cura rappresenta la nuova linea di prodotti della casa italiana per quanto riguarda i freni.
Oltre a rappresentare una rottura rispetto al passato il nuovo freno Formula Cura punta a migliorare potenza, modulabilità e affidabilità mantenendo la qualità che da sempre contraddistingue il Made in Italy.

Formula Cura

Vediamo dopo un lungo test tra discese di ogni genere, gare e le più svariate condizioni climatiche come si sono comportati i Formula Cura.

1 – DETTAGLI TECNICI
– Ergonomia leva del freno: 9
La forma del freno è molto arrotondata e compatta, con ben 3 porte di spurgo sul serbatoio dell’olio. Il materiale della leva è in alluminio e l’azionamento con un solo dito risulta comodo ed è sempre il più indicato, ma, volendo, c’è anche spazio per un secondo dito.
Da segnalare che anche i Formula Cura come gli altri modelli della casa di Prato, permettono la reversibilità delle leve freno, cioè passare dal freno anteriore sulla leva sinistra al freno anteriore sulla leva destra richiede solo di allentare il collarino sul manubrio, senza aprire il circuito idraulico.

Formula Cura

– Regolazioni consentite: 8
La distanza della leva del freno dal manubrio (il cosiddetto reach) si regola tramite una piccola chiave a brugola da 2 mm ed è immediato arrivare all’impostazione corretta. Sembra sia possibile girare il pomello a mano, ma in realtà è molto duro e richiede per forza un attrezzo.
Non è consentita la regolazione del punto di contatto delle pasticche.

Formula Cura

– Opzioni diametro del disco: 10
Sono disponibili 4 opzioni per il diametro del disco: da 140 (solo con spider in alluminio), 160, 180 e 203 mm. Formula produce sia la variante in acciaio (foto sotto) sia quella con spider in alluminio. C’è la possibilità di ordinare la versione con attacco a 6 fori o Center Lock.

Formula Cura
Al posteriore abbiamo utilizzato un disco da 180 mm e all’anteriore da 203 mm.
Nella foto possiamo vedere anche la variante in due pezzi con spider in alluminio.

– Integrazione con altri comandi sul manubrio: 10
Le leve dei freni Formula Cura prevedono l’integrazione tramite dei collarini dedicati denominati Mix Master con i comandi cambio più diffusi, come potete vedere nella foto più in basso.
– Peso: 9
Il peso, che è spesso è uno dei punti di forza dei freni Formula, in questo caso si mantiene in linea con quello dei competitor più accreditati: 359 grammi per il singolo freno con disco da 160 mm e la viteria.

Formula Cura
Abbiamo ritenuto di non utilizzare i comandi integrati per una questione di spazi e per una questione di sicurezza nel caso di rottura accidentata di un supporto, però è disponibile anche il collarino Mix Master, foto sotto.

– Prezzo: 10
Considerato il peso, la qualità delle finiture e come vedremo le prestazioni, 124€ ad impianto per il colore nero e 129€ per la versione polished sono un ottimo prezzo.
– Garanzia: 9
2 anni di garanzia come per legge sono in linea con la maggior parte dei produttori di freni.

Voto finale (da 1 a 10): 9,3

Nel video seguente una breve presentazione di come sono nati i Formula Cura.

2 – PRESTAZIONI
– Feeling ed erogazione potenza frenante: 10
Durante la prima uscita i Formula Cura hanno richiesto un rodaggio delle pasticche, dei dischi e anche dell’olio minerale. Quest’ultimo deve compiere qualche ciclo di riscaldamento e raffreddamento alla temperatura ambiente per non avere più variazioni di corsa della leva durante l’uso.
Finito il processo di rodaggio, la modulabilità e la potenza dell’impianto freno Cura a 2 pistoni non fanno minimamente rimpiangere un freno a 4 pistoni.
C’è anche lo sgancio rapido Speed Lock per facilitare il passaggio dei cavi nel telaio senza dover tagliare il cavo e successivamente spurgare l’impianto (vedi foto sotto).

Formula Cura

– Resistenza al surriscaldamento: 9,5
Come dicevamo in fase di rodaggio si potrebbe notare una diversa corsa della leva dovuta alla stabilizzazione dell’olio. Superata questa fase le pasticche organiche hanno un ottimo mordente e solo su discese veramente lunghe ed impegnative senza sosta perdono un po’ di potenza frenante.
Problema completamente risolto con l’utilizzo di pasticche metalliche, rigorosamente originali. L’importante è pulire benissimo i dischi se si cambia la mescola delle pasticche.
– Usura pasticche: 10
Su discese lunghe, terreni sabbiosi, polverosi e fangosi le pasticche organiche si consumano leggermente prima delle metalliche, soprattutto in caso di condizioni climatiche piuttosto calde. Tuttavia, i consumi sono eccellenti sia per le organiche che le metalliche. Anche a pasticche consumate la potenza frenante è sempre disponibile.

Formula Cura

– Silenziosità: 9
Le pasticche organiche non danno alcuna vibrazione mentre le metalliche che ho iniziato ad usare nella seconda parte del test sono inizialmente più rumorose, ma dopo le prime 3 frenate di riscaldamento sparisce completamente qualsiasi tipo di fastidio “sonoro”.

Formula Cura
La pinza non è monoblocco ma composta da due parti tenute insieme da 2 viti in acciaio.

– Usura disco: 9,5
Osservando la foto sotto potrebbe sembrare che ci siano delle righe o dei solchi sulla pista frenante, ma passandoci sopra la mano non s’avverte alcun segno di usura. I dischi hanno resistito bene anche all’ultima tortura alla Superenduro di Gualdo Tadino con un fango molto particolare, ricco di piccole pietre e quindi molto abrasivo.

Formula Cura

– Facilità operazione di spurgo: 10
Lo spurgo dei Formula Cura è diventato ancora più semplice e facile grazie alle 3 porte di accesso e alla naturale inclinazione del serbatoio della pompa freno.

Formula Cura

Formula Cura

– Centratura della pinza: 10
Se entrambi i pistoni sono puliti e funzionanti, basta solo azionare la leva del freno per trovare la centratura ideale.

Voto finale (da 1 a 10): 9,6

VOTO COMPLESSIVO (da 1 a 10): 9,45

Formula Cura

In conclusione…
L’unica cosa che si riesce a criticare è la mancanza della regolazione dell’attacco delle pasticche, ma non è detto che sia per forza una mancanza. I freni Formula Cura rappresentano qualcosa di diverso dal solito: un prezzo concorrenziale vista l’ottima qualità del prodotto e l’ampia copertura di utilizzo grazie alle doti di potenza e allo stesso tempo di modulabilità.
Semplici e concreti.

Qui trovate un confronto fra i freni a disco Formula Cura e i modelli rivali di casa Shimano e Sram.

Per informazioni rideformula.com

Stefano Chiri

Ciao, mi chiamo Stefano Chiri e quello che più mi piace è stare in sella ad una due ruote, ancora di più se è una bici. Mi piace la guida, arrivare al mio limite e trovarlo in tutto quello che ho modo di provare. La bicicletta è diventata la mia vita, l'ho vista e continuo a vederla da ogni punto di vista, da meccanico, tester, maestro e "atleta", cercando di trovare sempre nuovi spunti per andare avanti, migliorarmi e per coinvolgervi nell'universo della Mtb e della bici a 360°. Stefano Chiri