scritto da Stefano Chiri in Biciclette,Test il 26 Mar 2018

VIDEO SHORT TEST – Ibis Ripmo: la 29er che non ti aspetti…

VIDEO SHORT TEST – Ibis Ripmo: la 29er che non ti aspetti…
        
Stampa Pagina

La nuova Ibis Ripmo è una 29er che non ti aspetti da un marchio come Ibis.
Qui vi abbiamo spiegato le caratteristiche tecniche e ora vi raccontiamo le impressioni di guida ricavate durante una prima (ma molto probante) presa di contatto.
Premete play…

E adesso saliamo a bordo…

ibis ripmo

IN SELLA
Come la geometria suggerisce, la Ibis Ripmo ha un’impostazione molto ben bilanciata tra discesa e salita.
Il busto è abbastanza eretto, ben centrato e propenso ad una posizione avanzata adatta a pedalare anche le salite più ripide.
Ci si sente ben dentro le ruote da 29″ e osservare il “gommone” anteriore Maxxis da 2,5” di sezione abbinato al cerchio Ibis 942 in carbonio lascia intendere che il bello deve ancora arrivare.
La forcella Fox Float 36 Evol Rc2 è veramente ben tarata e l’ammortizzatore Fox Float X2 (opzionale) ha la possibilità di essere bloccato.
Il manubrio è molto largo e ci si sente immediatamente padroni del mezzo.
Secondo un mio personale parere, si potrebbero montare delle manopole più comode visto che il morsetto di serraggio all’esterno, quando si impugna largo il manubrio, può dare fastidio durante la discesa.

ibis ripmo

IN SALITA
Con forcella da 160 mm e gomme aggressive da 2,5” è facile aspettarsi che la salita sia la parte critica di questa Ibis Ripmo.
Eppure è incredibilmente pedalabile!
Nonostante la “forcellona e le gommone” il peso è contenuto a soli 13,1 kg senza pedali e la sospensione Dw-Link da 145 mm è veramente molto sostenuta ed efficiente. L’angolo piantone è piuttosto verticale, 76°, e aiuta veramente tanto nei tratti più ripidi, ma sorprende l’efficacia della sospensione anche quando ci si alza in piedi e si vuole alzare il ritmo.
Si pedala meglio di quanto pensassi.
L’ammortizzatore Fox Float X2 ha la possibilità di essere chiuso in compressione per migliorare l’efficenza in pedalata, e quando ci si alza in piedi o si percorrono lunghe salite è un aiuto più che valido.
Su tecnico e ripido la sospensione copia benissimo e nonostante l’angolo di sterzo aperto (65,9°) si riesce a salire con un ottimo controllo dell’anteriore, merito anche delle ruote da 29” che permettono di avere un baricentro ben inserito nel telaio.

ibis ripmo

IN DISCESA
Una volta che il sentiero punta verso il basso, la Ibis Ripmo ti sorprende ancor più che in salita.
Sembra di essere sempre stati in sella a questa Mtb.
Nonostante il tubo orizzontale lungo, 603 mm in taglia M, si riesce ad avere subito confidenza con le dimensioni e la distribuzione del peso merito in parte del carro molto reattivo (43,5 cm) e dell’offset da 44 mm della forcella Fox 36.
La geometria è protesa all’anteriore, è cambiata molto, è più lunga e aperta rispetto a quello che era la consuetudine Ibis, e questo ha dato modo di rendere la nuova Ibis Ripmo stabile sul veloce e ripido come una vera bici da enduro.
Nonostante ciò si può godere di un telaio particolarmente agile, merito del triangolo anteriore e del carro rigidi e precisi in inserimento e uscita di curva, rendendo anche i cambi di direzione veramente fulminei.
E’ divertente e invoglia a osare linee inconsuete, soprattutto durante uno Short Test.

ibis ripmo

NEL PEDALATO
Sarà merito della leggerezza, sarà merito della taratura dell’ammortizzatore, ma la Ibis Ripmo si rilancia efficacemente, anzi, gli strappi in salita tipici dell’enduro viene proprio voglia di aggredirli.
Non le si può chiedere di mantenere la velocità alta a lungo perché abbiamo pur sempre gomme da 2,5” di sezione, ma se si cambiano coperture si potrebbe cambiare anima alla Ibis Ripmo e rimanere piacevolmente sorpresi di come si possa rilanciare e pedalare.

ibis ripmo

In conclusione…
L’aspetto iniziale del telaio può farla sembrare un po’ sotto tono per l’enduro eppure con queste coperture e la forcella da 160 mm vi posso assicurare che in discesa il limite è veramente lontano.
I 145 mm di escursione posteriore del Dw-Link sono stati messi appunto proprio per un utilizzo cattivo, eppure la versatilità resta uno dei punti più forti.
Sì, è vero, è nata per andare forte soprattutto in discesa, ma quello che sorprende è che si pedala veramente bene e con delle coperture più scorrevoli potrebbe far sfigurare anche qualche bici puramente Trail…

E adesso vi facciamo vedere il test ride di Jeff Kendall-Weed…

Qui trovate tutti gli altri modelli Ibis, presentati o testati da MtbCult.

Per informazioni ibiscycles.com o 4guimp.it



        
Torna in alto