Casco integrale o aperto? Quale scegliere per la vostra sicurezza?

Francesco Savona
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Casco integrale o aperto? Quale scegliere per la vostra sicurezza?

Francesco Savona
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Quando si tratta di uscire con la mountain bike, la sicurezza è una priorità fondamentale.
Scegliere il casco "giusto"  può fare la differenza tra portare a casa un'uscita epica o un infortunio, anche serio. Ancora oggi, troppo spesso, quando vado in giro in montagna o su percorsi tecnici da Enduro, mi capita di vedere tanti bikers indossare un caschetto da cross country o degli improbabili modelli stradali "prestati" alla pratica dell'all mountain.
Non va bene!

Casco integrale o aperto?
In questo tutorial, voglio spiegarvi i pro (tanti) e i contro (pochi) di utilizzare un integrale quando si pratica il trail riding, quando si affrontano percorsi tecnici da enduro, sempre più diffusi nei vari spot dedicati alle bici, o, più semplicemente, quando si va per monti a esplorare nuovi percorsi.
E lo farò analizzando quattro parametri fondamentali per la scelta di un buon casco: naturalmente il livello di protezione offerto, la ventilazione, il peso e il comfort.
Ma prima di entrare nel dettaglio guardate questo video/tutorial girato per voi:

Perché l'integrale?

I caschi integrali offrono una copertura completa della testa, proteggendo non solo il cranio, ma anche il viso e la mandibola. Questo è particolarmente importante in montagna e nella disciplina dell'enduro, dove le cadute possono essere più gravi a causa del terreno irregolare e delle velocità elevate.
Fondamentalmente abbiamo tre tipologie di caschi adatti al mondo Gravity. E quando parlo di mondo Gravity non mi riferisco solo alle bici nate per le competizioni da DH o da enduro, ma anche alle trail bike con 140 mm di escursione, utilizzate nelle uscite del fine settimana.

Nella foto in basso vedete tre modelli della gamma ABUS che reputo i più adatti per l'utilizzo della nostra disciplina.
Da sinistra verso destra, si parte dal modello più protettivo, l'Hidrop, destinato al Downhill, passando per il Cliffhanger, specifico per i giri all mountain e le lunghe esplorazioni alpine, per arrivare all'Airdrop, specifico per l'enduro e per il trail riding aggressivo.

Integrale per il Dh...

Cominciamo dai caschi per il Downhill, o più in generale per chi ricorre agli shuttle per raggiungere l'inizio del sentiero, come l'Hidrop di Abus nella foto in basso.
Un casco specifico per il Downhill è più pesante e meno aerato di qualunque altro tipo di casco, ma se non volete scendere a compromessi sulla protezione questo è il casco che fa al caso vostro: nella pratica del Downhill, in discesa, si raggiungono velocità elevatissime, anche di 70 Km/h, e avere la giusta protezione per la testa è importante.

Ventilazione

Una volta maggiore protezione voleva dire caschi integrali pesanti, caldi e claustrofobici, ma oggi rispetto ai caschi chiusi di qualche anno fa, troviamo numerose prese d'aria sulla mentoniera e sulla calotta per migliorare la ventilazione, e quindi il comfort.
Non avete più scuse per non acquistarne uno!

Peso

Ma c'è di più: tutte le feritoie (foto in basso) che trovate sui moderni caschi da Downhill, servono anche a ridurre il peso.

Se fino a qualche anno fa, la leggerezza la si otteneva utilizzando costose calotte in fibre composite o in carbonio, oggi, grazie alle nuove tecniche costruttive è possibile avere caschi full face dal peso contenuto.
L'Hidrop, con calotta esterna in Abs, per esempio, pesa appena 1.070 grammi in taglia M.

Comfort

Un casco da discesa deve stare ben saldo in testa, tutto vogliamo tranne che all'atterraggio di un salto il casco scivoli in avanti, ostruendoci la visuale.
Sui moderni caschi è possibile personalizzare la calzata utilizzando guanciali con spessori differenti, per consentire a tutti i rider di trovare il fit perfetto.
E poi, nei modelli più evoluti, è possibile adattare il casco alla circonferenza della testa ed effettuare una regolazione di fino della chiusura col meccanismo a doppio anello a D, una "finezza" ereditata dal mondo delle moto.
Controllate sempre che il visierino, in caso di urto, si possa staccare dal casco, per evitare che la testa venga proiettata all'indietro o che la visiera si rompa, scheggiando il viso.

... e per l'Enduro

A livello di protezione offerta, immediatamente al di sotto dei modelli da Dh, troviamo i modelli pensati per la disciplina dell'enduro e del trail riding, dove le risalite pedalate sono ancora una componente importante del giro. Qui, anche se non si raggiungono le velocità di una bici da Dh, i ritmi sono comunque molto elevati.
Alzi la mano a chi non è capitato di "ingarellarsi" coi compagni di uscita durante una discesa: avere un casco che protegga anche il volto da un impatto importante col terreno, è fondamentale.
Questi modelli offrono un buon compromesso tra protezione, leggerezza e comfort.

Ventilazione

Rispetto ai modelli da Dh, la ventilazione è implementata.
In questa categoria di caschi, come nell'Airdrop di Abus (foto in alto), troviamo ben 11 convogliatori e 6 estrattori d'aria per tenere la testa al fresco anche nelle risalite più impegnative.
In un casco specifico per l'enduro, troviamo sempre un "air intake", ossia la presa frontale sulla mentoniera (foto in basso), molto dimensionata, per poter aspirare il quantitativo d'aria corretto quando si pedala col casco indossato, soprattutto con le e-Mtb.

Peso

Il peso di un casco da enduro inizia a svolgere un ruolo rilevante, perché in salita lo si indossa anche per pedalare o, in alternativa lo si appende agli appositi dispositivi porta caschi presenti sugli zaini specifici. L'Airdrop di Abus, per esempio, in taglia L pesa sugli 890 grammi: a differenza dei caschi da Dh, siamo abbondantemente sotto al chilogrammo.

Comfort

Questo fattore è in parte legato a quello precedente, perché in fin dei conti un casco leggero è anche più comodo di uno pesante. Ma c'è anche dell'altro...
Mentre un casco da Dh lo si tiene in testa solo il tempo di effettuare una run di pochi minuti, un casco da enduro lo si può tenere in testa per tutta una giornata di guida.

Ecco che il comfort diventa un elemento importante e in questo caso entrano in gioco altri fattori, come il suo design, i materiali utilizzati per le imbottiture e le varie regolazioni che permettono di personalizzare la calzata.
Sull'Airdrop di Abus troviamo le imbottiture dei guanciali removibili, il cinturino con la chiusura a doppio anello a D e il sistema di regolazione Zoom Ace FF (foto in alto) per adattarsi perfettamente alla circonferenza della testa.
E poi, per migliorare la sicurezza, Abus ha aggiunto le prese ASC (Ambiental Sound Channels), ovvero delle aperture laterali che consentono di sentire i suoni attorno. 
Questa tipologia di casco è la mia scelta preferita nella maggior parte delle mie uscite, soprattutto se esco in gruppo, perché è un attimo farsi prendere la mano.

Casco aperto sì, ma...

Se non vi servite di risalite meccanizzate, non scendete dai trails "a rotta di collo" e la vostra uscita comprende lunghe pedalate che alternano salite e discese, pedalare indossando un casco integrale potrebbe essere persino controproducente: il caldo tipico del periodo estivo potrebbe farvi perdere energie e lucidità, riducendo la vostra sicurezza in discesa.

Casco aperto, dunque sì, ma solo a due condizioni:
- La prima: che vi dedichiate a giri "esplorativi" pedalati, magari fermandovi a contemplare il paesaggio.
- La seconda: che il casco, come vedremo adesso, sia stato concepito per la pratica dell'all mountain.
I caschi da all-mountain, come il Cliffhanger di Abus (foto in basso), per esempio, rispetto a un casco da cross country, hanno la protezione estesa verso la nuca; una sicurezza in più in caso di scivolata.

Ventilazione

Naturalmente, aerazione e peso sono migliori rispetto ai modelli chiusi.
Un casco utilizzato per lunghi giri pedalati deve avere tante feritoie per dissipare per bene il calore verso l'esterno, soprattutto nelle torride giornate estive.
Rispetto a un modello da Xc, le feritoie sono inferiori, perché la priorità è quella di offrire una calotta più resistente agli impatti in caso di scivolata su terreno impervio.

Peso

In questo caso, quando nelle uscite  la parte pedalata diventa rilevante, il peso del casco diventa un dettaglio interessante. Il Cliffhanger di Abus, per esempio, in taglia M pesa appena 380 grammi
Un casco troppo pesante potrebbe dare fastidio, sia in salita, sia nelle parti guidate e molto sconnesse: ecco perché, in questa tipologia di casco si cerca sempre di contenere il peso.

Comfort

Su un casco dedicato alla pratica dell'all mountain è importante avere la visiera regolabile, per alloggiare con sicurezza gli occhialoni da discesa o di regolarla per riparare gli occhi dal sole (foto in basso).
Ma soprattutto, un sistema di ritenzione specifico per la Mtb, che nelle discese più sconnesse impedisca al casco di andare "in giro" sulla testa.

Sul Cliffhanger della Abus troviamo per esempio il cinturino regolabile e il sistema di regolazione Zoom Ace che assicura saldamente il casco alla testa. In più, troviamo la strutta interna Anti-Cage per implementare la stabilità sul capo.
Questa tipologia di prodotto, specifica per l'all-mountain è in assoluto la mia scelta preferita quando d'estate vado in solitaria sulle Alpi e il ritmo della discesa è abbastanza tranquillo.

Finiture e sistemi di protezione

Ho volutamente lasciato per ultimo questi due aspetti non perché siano meno importanti; anzi, tutt'altro... Semplicemente perché riguardano tutte e tre le tipologie esaminate.
Nella scelta di un casco, oltre a considerare  il modello più adatto alle vostre esigenze, è anche importante osservare sia la qualità costruttiva, sia i sistemi di protezione presenti.

Per quanto riguarda la qualità costruttiva, se il casco è ben fatto, i dettagli sono curati e non si "muove", una volta in testa sembra di averlo indossato da sempre e quindi affatica meno, con ulteriori risvolti importanti sul tema della sicurezza.
Proprio per questo motivo, sarebbe sempre opportuno provare il casco prima di acquistarlo: è vero, i prezzi che si trovano sul web fanno gola a tutti, ma provandolo in negozio è sempre meglio e si evita di sbagliare taglia.
La forma e la misura del casco, infatti, è sempre molto soggettiva e per proteggere al meglio la calzata deve essere ottimale.

Infine i sistemi di protezione: negli ultimi anni, le aziende propongono quasi sempre una versione equipaggiata col MIPS, o sistemi analoghi, che garantiscono una protezione extra in caso di caduta, disperdendo l’energia rotazionale, dannosa per il cervello.
Visto che parliamo di guida in fuoristrada, quando possibile il mio consiglio è quello di scegliere sempre un prodotto con queste caratteristiche.

Quale scegliere?

In conclusione, casco integrale o aperto? Che modello scegliere, dunque?
Se le vostre avventure in mountain bike vi portano su sentieri tecnici, discese ripide e terreni accidentati, un casco integrale è senza dubbio la scelta più sicura: da Dh se non prevedete di fare risalire pedalate, da enduro se la salita vi piace guadagnarla con le vostre gambe.
La protezione completa che offrono questi modelli è un investimento per la vostra incolumità.

D’altro canto, se preferite i lunghi giri pedalati su terreni meno impegnativi, un casco specifico per l'all mountain (e non da Xc, ci tengo a sottolineare questo aspetto) può essere il più adatto al vostro stile di guida.
In definitiva, la scelta tra casco integrale e un casco aperto "specifico" per il Gravity dipende dalle vostre esigenze personali, dal tipo di percorsi che affronti e dal vostro livello di comfort.

Ricordate, però: "Mettete la sicurezza  sempre al primo posto!".

Se volete saperne di più sui caschi Abus, cliccate QUI.

QUI trovate articoli e test sui prodotti della Abus.

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Sull'autore
Francesco Savona

Mi affascina il mondo delle e-bike, soprattutto quello legato alle bici da trail e da enduro, specialità nella quale ho corso per qualche anno, quando ancora l'elettrico non esisteva. Ma sono anche un amante dei lunghissimi giri alpini, per intenderci quelli epici, da bici in spalla... Ho anche un trascorso professionale ventennale nell'ambito editoriale delle moto

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