

Tra le full da Xc presentate recentemente, la Specialized Epic 9 è sicuramente quella che ha suscitato più interesse da parte degli appassionati. È leggera ed esteticamente simile ad una full con escursione contenuta, ma ha 120 mm di travel e le potenzialità delle Mtb da Xc/Marathon più aggressive.

Dopo avervela presentata appena ricevuta, l'abbiamo provata sui sentieri di ogni tipo (anche i più tosti) ed ora tiriamo le somme: ecco quali sono i suoi punti di forza e le reali differenze rispetto alla Epic 8.

Iniziamo con un video:
Dettagli tecnici
- Telaio
La Specialized Epic 9 ha un telaio full carbon, con bielletta della sospensione in alluminio.
Il telaio S-Works è realizzato in fibra Fact 12m (più pregiata e leggera), mentre tutti gli altri (quelli con la scritta Specialized, per intenderci) sono in fibra Fact 11m (leggermente più pesante, ma comunque di alta qualità).

L'obiettivo del brand californiano era mantenere le potenzialità della Epic 8, riducendo il peso e raggiungendo, o addirittura superando, la reattività della Epic World Cup. Per raggiungerlo ha scelto delle linee molto semplici, che prendono il meglio dei due modelli precedenti.



La parte anteriore è molto simile a quella della Epic 8, mentre quella posteriore è sottile come quella della Epic WC. Al centro abbiamo uno schema sospensivo con link minimale che fa da ponte tra top tube e foderi alti del carro: in questo modo si contiene al massimo il peso.

Il tubo obliquo non ha più il vano porta oggetti SWAT, che è molto comodo ma appesantisce la struttura. Tuttavia, Specialized fornisce insieme alla bici un porta oggetti in plastica da fissare esternamente all'occorrenza.


Tra gli altri dettagli degni di nota troviamo il movimento centrale filettato, il limitatore di rotazione del manubrio che evita impatti sul telaio, le protezioni in gomma dura nelle zone più esposte, il passaggio completamente interno dei cavi e il guidacatena integrato regolabile in altezza.
Nel complesso, i dettagli tecnici sono al passo coi tempi, con la dovuta attenzione al peso e alla praticità d'uso.





- Geometria
Sono state prese come riferimento le geometrie della Epic 8, apportando delle modifiche per renderle ancora più performanti e adatte ai riders di ogni statura.
Gli angoli sono davvero molto simili: 66.3° per quello di sterzo (che si può portare a 65.9° modificando la posizione del flip chip sul link dell'ammortizzatore) e 76° per quello del piantone (mezzo grado più in piedi).
Il reach è uguale sulle taglie S (420-425 mm) e M (450-455 mm), mentre sulle taglie L e XL è leggermente più lungo, ma parliamo di una differenza minima.
Lo stack è più alto su tutte le taglie, ad eccezione della S: sulla Epic 8 e sulla Epic WC il tubo di sterzo risultava fin troppo compatto, infatti quasi tutti gli atleti utilizzavano degli spessori sotto al manubrio, mentre adesso si possono evitare ed utilizzare anche uno stem meno negativo.

È stata eliminata la taglia XS, per questo motivo la S è leggermente più compatta e adatta anche agli atleti e le atlete di statura più contenuta.
Il carro ha una lunghezza specifica per ogni taglia, per ottimizzare il comportamento della Mtb mantenendo il corretto bilanciamento.
Infine, il movimento centrale è leggermente più alto, ma comunque tra i più bassi della categoria.

In generale, le geometrie della Specialized Epic sono moderne, ma bilanciate.
Qui sotto, la tabella con le quote di tutte le taglie:

- Sospensioni
L'escursione alla ruota è di 120 mm, la stessa che troviamo sulla forcella di serie (in tutte le versioni, tranne che sulla S-Works Ultraligh LTD, che è da 110 mm).

Lo schema sospensivo è totalmente nuovo: esteticamente, ma anche concettualmente si pone a metà tra quello della Epic 8 e della Epic WC, con un sistema di ancoraggio molto diretto sul telaio, che sfrutta un piccolo link in alluminio ed un carro pivotless.
Questo schema ha permesso di ridurre l'attrito della sospensioni dell'11%, migliorando quindi la fluidità e la reattività dell'intero sistema.

Allo stesso tempo, i tecnici di Specialized hanno lavorato sulla curva di compressione per donare alla sospensione più sostegno nei primi millimetri di corsa, con l'obiettivo di migliorare ancora le doti in pedalata.
Quindi è stato ridotto il rapporto di leva nella fase di Sag e allo stesso tempo è stato fatto un tuning idraulico più robusto sull'ammortizzatore nella posizione intermedia (chiamata Magic Middle).
Su tutti i modelli sono presenti delle sospensioni a tre posizioni, indipendentemente dal fatto che esse abbiano un azionamento meccanico o elettronico.


- Componentistica utilizzata
In questo caso prendiamo in esame la Specialized Epic 9 S-Works che ci è arrivata in test, ovvero la più pregiata del catalogo.

La componentistica è di altissimo livello, con sospensioni RockShox Flight Attendant (elettroniche e automatiche) ed intero ecosistema Sram AXS di ultima generazione.
All'anteriore è montata una forcella RockShox SID Ultimate (steli da 35 mm) con la stessa grafica del telaio, mentre al posteriore troviamo un ammortizzatore SIDLuxe Ultimate da 190x45 mm.


Il cambio è uno Sram Eagle Trasmission XX SL con pacco pignoni 10-52 dedicato e guarnitura con misuratore di potenza Quarq (pedivelle da 170 mm sulle taglie da M a XL e 165 mm sulla S).



I freni sono Sram Motive a 4 pistoncini, con dischi da 160-180 mm.

Anche il reggisella è di casa RockShox, un Reverb AXS di ultima generazione, sul quale è fissata una sella Specialized S-Works Power EVO Mirror (larga 143 mm sulla taglia M) costruita con tecnologia 3D.


Le ruote Roval Control World Cup con raggi in carbonio e mozzi DT 180 (998 grammi la coppia), insieme alle gomme Specialized Fast Trak e Air Trak con carcassa FlexLite contribuiscono alla riduzione del peso e all'aumento della reattività.


Infine, il cockpit è sempre marchiato Specialized, nello specifico è il nuovo Roval Control II con inclinazione di -6°, stem di 60 o 70 mm in base alla taglia e piega larga 760 mm.

- Peso telaio e/o bici
Il telaio Specialized Epic 9 S-Works pesa 1589 grammi completo di ammortizzatore (a cavo, quindi senza Flight Attendant), collarino reggisella, perno ruota posteriore e bulloneria varia: di fatto è tra i più leggeri, se non il più leggero in assoluto della categoria.
Quello in fibra Fact 11m pesa circa 100 grammi in più ed è comunque molto leggero.

La bici completa in versione S-Works pesa 10 kg precisi senza pedali, ma con mini multitool Swat, gomme tubeless e 100 ml di lattice per ruota (di serie, esce con le camere d'aria in TPU che fanno risparmiare qualche grammo).

Il risultato è già ottimo, ma utilizzando delle sospensioni ed un reggisella tradizionali (a cavo) il peso può scendere ancora di molto.

- Prezzo telaio e/o bici
Il prezzo di listino della Specialized Epic 9 S-Works che abbiamo testato è di 14499€: molto alto e non alla portata di tutti, ma in linea con i prezzi proposti da Specialized negli ultimi anni.
Il kit telaio (disponibile solo in versione S-Works) costa 6999€ ma include anche forcella e ammortizzatore RockShox con sistema Flight Attendant.

Tuttavia, chi vuole spendere un po' di meno può scegliere i modelli Pro (9499€) o Expert (6999€): quest'ultimo (foto in basso), a nostro avviso è quello con il miglior rapporto qualità-prezzo.

- Garanzia
Specialized propone una garanzia a vita sia sul telaio che sulle ruote Roval.
Per attivarla, il proprietario deve registrare la bici sul portale ufficiale entro 90 giorni dalla data di acquisto.
È prevista anche una garanzia di 2 anni sui componenti Specialized e sulla verniciatura.
I proprietari successivi (secondi o successivi) sono coperti da una garanzia di 2 anni dalla data di acquisto al dettaglio da parte dell'acquirente originale.

Infine, Specialized offre un servizio molto interessante, ma che conoscono in pochi: una volta l'anno, i primi proprietari di tutte le Mtb full (compresa la Epic 9) hanno diritto ad una sostituzione gratuita dei cuscinetti del carro posteriore, da effettuare obbligatoriamente presso i centri Specialized autorizzati.
Per altre informazioni sulla garanzia Specialized cliccate QUI.

Assetto in sella
La bici test era in taglia M, quella che uso sempre e mi sono trovato alla perfezione: ricordo che sono alto 172 cm e pedalo a 72,5 cm di altezza sella.
Ho scelto la posizione "High" della sospensione, ovvero quella di serie, perché a mio avviso uno sterzo da 66.3° basta e avanza su una bici da Xc. Inoltre, mi piace la bici più alta e proiettata verso l'anteriore.

Da seduto, la Specialized Epic 9 offre un assetto molto raccolto, ci si sente proiettati sull'asse del pedale e centrali sulla bici, pronti ad aggredire il manubrio. Probabilmente, lo stem da 60 mm (piuttosto compatto) e il fatto che sia un po' più alta davanti amplificano questa sensazione.

Alzandosi in piedi nella posizione da discesa, invece, la Epic 9 risulta più distesa, si ha lo spazio per muoversi con il corpo e per caricare il manubrio in curva.
In generale, mi sono trovato subito a mio agio, senza effettuare particolari personalizzazioni: o regolato soltanto l'altezza sella e l'arretramento.

Comportamento in pedalata
L'assetto è super performante e questo contribuisce ad offrire un feeling strepitoso.
La Specialized Epic 9 invoglia a spingere, sia da seduto, sia sui pedali. È leggera, scorrevole, scattante e veloce.

Indubbiamente, il sistema Flight Attendant contribuisce a migliorare le doti in pedalata, perché regola le sospensioni in tempo reale e permette di avere sempre la giusta trazione, il giusto grip e la giusta posizione. Il grosso vantaggio è dato proprio dal fatto che il posteriore rimane sempre alto, sostenuto e mette il biker nella condizione migliore per spingere forte con meno fatica.

Tuttavia, ho provato anche ad utilizzare la Epic 9 con le sospensioni tutte aperte, azionando il comando manuale del Flight Attendant, e ho notato che lo schema sospensivo offre comunque un buon sostegno, soprattutto se si pedala da seduto.
Nel complesso, quindi, la Specialized Epic 9 è sicuramente una delle Mtb da Xc/Marathon più performanti in pedalata sul mercato.

Comportamento nel guidato
Anche qui siamo su livelli molto alti...
Mentre in pedalata si ha la sensazione di avere tra le mani una full con poca escursione, in discesa e nel guidato il feeling è quello che si ha con una 120 mm ben più elaborata a livello di schema sospensivo. Quindi invita a mollare i freni e fidarsi.

L'anteriore è aperto, stabile e “mangia tutto”, mentre il posteriore è reattivo, scorrevole.
Di conseguenza la bici diventa giocosa e divertente, ma anche super veloce. Lo testimonia il fatto che alla seconda uscita ho messo tanti PR su Strava, su sentieri che ho percorso tante volte con bici diverse, nonostante il fondo fosse fin troppo secco e polveroso.
Guardate qui 👇🏻
Anche in discesa, il Flight Attendant fa il suo lavoro in modo egregio, si avverte soprattutto in uscita di curva, situazione in cui il posteriore non si siede mai e la bici è subito pronta al rilancio.
Nonostante sia più alta davanti, rispetto alla Epic 8 e rispetto ad altre full della stessa categoria, mantiene la stessa stabilità e facilità di guida in curva, donando più sicurezza sul ripido e sullo scassato.
Senza girarci intorno, anche in discesa la Specialized Epic 9 mi è piaciuta molto.

Specialized Epic 9: in conclusione...
Il punto di forza della Specialized Epic 9 è la sua polivalenza: mette il biker in condizione di andare forte ovunque.
È leggera e performante in salita, ma anche super capace in discesa, dona fiducia anche dove non te lo aspetti e ti fa divertire, anche sui sentieri da enduro.
Lo so, può sembrare impossibile che questa bici vada bene dappertutto, ma vi assicuro che è così e non avrei problemi ad evidenziare i difetti sulla guida. In questo caso, però, faccio fatica a trovarli...

Consiglierei la Specialized Epic 9 a chi cerca una sola bici da utilizzare su tutti i percorsi, sia in gara che non. Perché in fin dei conti con un mezzo del genere le hardtail perdono senso, così come le full con schemi sospensivi troppo complessi.
E chiudo rispondendo ad una domanda che mi state facendo in molti: «Ho la Epic 8, vale la pena passare alla Epic 9?».

A mio avviso, la Epic 8 era già una super bici.
Le differenze pratiche ci sono, ma non sono abissali: la Epic 9 è un filo più reattiva al posteriore e si può raggiungere un peso più basso con maggior facilità, ma in termini di performance siamo veramente molto vicini.
Se la vostra Epic 8 è arrivata al capolinea, cambiatela con la 9, mentre se è ancora buona o addirittura nuova, godetevela ancora un po' e poi valutate con calma un eventuale upgrade.
Qui gli altri articoli e test sulle Mtb ed e-Mtb Specialized.
Qui gli altri articoli e test sulle full da Xc.
Per altre informazioni: Specialized.com
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Sull'autore
Daniele Concordia
Mi piacciono il cross country e le marathon, specialità per le quali ho un'esperienza decennale. Ho avuto un passato agonistico sin da giovanissimo, ho una laurea in scienze motorie e altri trascorsi professionali nell’ambito editoriale della bici.
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