scritto da Paolo Guerrieri in Biciclette,Test il 08 Giu 2015

TEST – Rose Granite Chief 2: all mountain in lega, una roccia

TEST – Rose Granite Chief 2: all mountain in lega, una roccia
        
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Rose dal 1907 vende bici e prodotti per corrispondenza e se date un’occhiata al configuratore virtuale della bici scelta per questo test, vi renderete conto dell’importanza che Rose dà al suo catalogo online.
Lo scorso anno avevamo avuto occasione di fare una visita nel mega stabilimento di Bocholt, in Germania, per capire quanta dedizione c’è dietro queste bici.
E siamo rimasti impressionati.

Le saldature sulla zona di sterzo sono molto evidenti, ma anche molto piacevoli. La finitura non verniciata del telaio ha un'estetica, a nostro avviso, molto aggressiva.

Le saldature sulla zona di sterzo sono molto evidenti, ma anche molto piacevoli. La finitura non verniciata del telaio ha un’estetica, a nostro avviso, molto aggressiva.

Ma veniamo al test.
La bici scelta, una Rose Granite Chief, è arrivata presso il nostro indirizzo perfettamente assemblata e ha richiesto solo qualche minuto per verificare i serraggi e le regolazioni del caso. Dopo di che, eravamo pronti a partire.

L’impatto estetico
Il modello Granite Chief, con telaio a doppia sospensione con 150mm di escursione posteriore, è progettato per ruote da 27.5″ ed è realizzato in alluminio della serie 7005 a spessori differenziati.
La lavorazione tramite hydroforming permette di evitare fazzolettature di rinforzo nei punti nevralgici del telaio quali serie sterzo e unione tra tubo orizzontale/piantone, per ridurre il peso del telaio (2,4 kg).

Al momento delle foto, la Rose Granite Chief 2 era equipaggiata con un ammortizzatore Rock Shox Monarch Plus DebonAir, non previsto di serie.

Al momento delle foto, la Rose Granite Chief 2 era equipaggiata con un ammortizzatore Rock Shox Monarch Plus DebonAir, non previsto di serie.

Il carro è costituito da un quadrilatero con giunto Horst articolato su cuscinetti di dimensioni notevoli e sigillati.
Oltre all’hydroforming vengono impiegati molti i moderni standard quali, il perno passante 142×12, tubo sterzo conico, passaggio cavi interno per i cavi di freno, deragliatore, cambio posteriore e reggisella telescopico, e l’attacco della pinza freno posteriore è di tipo Postmount.
Il colore naturale dell’alluminio (chiamato raw finish) ci piace molto, così come la cura dei dettagli: passaggio interno dei cavi accompagnato da guaina, anodizzazione blu per le cover dei cuscinetti della sospensione, forcellino del cambio integrato nella sede filettata del perno passante.

L'attacco per il cambio è integrato nella sede filettata del perno passante 142x12.

L’attacco per il cambio è integrato nella sede filettata del perno passante 142×12.

La giusta posizione in sella è risultata veloce da ottenere, perché gli spazi a disposizione sono corretti e perché Rose non adotta geometrie estreme, come magari capita di vedere con altri marchi che preferiscono un tubo orizzontale molto allungato e un attacco manubrio molto corto.
La Rose Granite Chief è stata profondamente aggiornata nel 2015 e anche se le sue linee rispecchiano canoni stilistici abbastanza usuali, le sensazioni in sella (come leggerete fra poco), in relazione al prezzo d’acquisto, sono sorprendenti.
Un autentico montaggio all mountain.

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Ad eccezione della guarnitura, una Race Face SIXC in carbonio provvista di bash (foto sopra), la configurazione standard prevede una trasmissione 2×10 affidata completamente al gruppo Shimano Deore XT, a Rock Shox per forcella e ammortizzatore (quest’ultimo con un tuning specifico per Rose: compressione Soft, rebound Medium).
Le ruote sono Dt Swiss M1700, valido compromesso tra rigidità e leggerezza, con canale interno di 22.5mm.
Oltre alla guarnitura ritroviamo Race Face anche per manubrio ed attacco (serie Turbine), manopole Ergon Ge1, freni formula CR1, pneumatici Schwalbe Hans Dampf Evolution da 2,35” e sella Rose completano un montaggio forse non dei più votati all’esclusività ma di indubbia affidabilità ed efficace nel contenimento dei costi.

Le sensazioni in sella, quando c'è da pedalare, sono molto positive, grazie al tuning piuttosto sostenuto dell'ammortizzatore.

Le sensazioni in sella, quando c’è da pedalare, sono molto positive, grazie al tuning piuttosto sostenuto dell’ammortizzatore.

Per quanto riguarda le quote caratteristiche del telaio, vi rimandiamo allo schema seguente (cliccate per ingrandire):

Geometrie Rose Granite Chief

In pedalata
L’impostazione del Sag non crea difficoltà grazie alla scala graduata che Rock Shox presenta sugli steli delle unità ammortizzanti; siamo partiti da un 20% anteriore e 30% posteriore fino a spingerci al 25%-38%, in base alla tipologia di percorso.
La spinta sui pedali è risultata sempre gratificante, anche senza utilizzare la piattaforma stabile dell’ammortizzatore Rock Shox Monarch Rt3; la bici risponde pronta, senza scomporsi, né affondare eccessivamente, la frenatura intermedia in compressione dell’ammortizzatore è stata adottata prevalentemente per fuorisella di potenza.

Il carro, pur non essendo dei più corti, è di certo fra i più solidi fra i modelli in alluminio.

Il carro, pur non essendo dei più corti, è di certo fra i più solidi fra i modelli in alluminio.

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Il blocco risulta quasi superfluo se non nei lunghi trasferimenti su asfalto.
Come su tutte le full, giova mantenere una pedalata quanto più rotonda e lineare.
Per quanto riguarda la forcella, si può intervenire agendo sulla compressione, creando sorta di piattaforma stabile ma per l’ambito di utilizzo cui si rivolge il mezzo non se ne sentirà un gran bisogno.

In salita
Nelle salite molto ripide può convenire utilizzare la frenatura intermedia per mantenere il movimento centrale più alto ed angoli più favorevoli al controllo del mezzo; l’ammortizzatore resta più esteso e, complice un angolo piantone di 75°, non sono necessari troppi spostamenti di peso per mantenere trazione e governabilità sull’anteriore. Anche un carro non dei più compatti, 435mm di lunghezza, contribuisce a questo risultato.

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Quando invece il fondo si fa più dissestato lasciare l’idraulica aperta garantisce una buona trazione, aiutata anche dalle generose coperture utilizzate. Le Schwalbe svolgono un lavoro egregio nel mantenere motricità anche quando il fondo lascerebbe pensare altro e, pur volendo, è veramente difficile mettere in crisi gli pneumatici. Grazie a manubrio (740 mm di larghezza) e attacco dalle misure corrette (vista l’indole della bici) il passaggio dalla pedalata in sella al fuori sella risulta molto naturale.

Il feeling con le gomme Schwalbe Hans Dampf Evo da 2,35" può non essere immediato se abbinate a cerchi di

Il feeling con le gomme Schwalbe Hans Dampf Evo da 2,35″ può non essere immediato se abbinate a cerchi non più larghi di 23 mm.

In discesa
L’angolo sterzo piuttosto disteso aiuta nella guida e i 67° sembrano il compromesso ideale tra stabilità alle alte velocità e guidabilità nei single track più lenti.
La forcella svolge un gran lavoro nell’assorbire le piccole asperità senza affondare troppo in frenata.
Gli pneumatici dalla sezione più che generosa donano grande stabilità, ma fanno pagare dazio nei rilanci e nei veloci cambi di direzione.
Abbiamo provato a montare coperture di altri marchi con sezioni leggermente inferiori riscontrando un feeling a nostro avviso più appagante.
Sulle gomme, però, è possibile optare fra le proposte Maxxis, Continental e Schwalbe.
L’ammortizzatore di serie, un Rock Shox Monarch Rt3 (quindi non DebonAir), ci è sembrato, al contrario della forcella Pike, poco incline a filtrare le piccole sollecitazioni.

La Rock Shox Pike, una garanzia di efficienza e precisione.

La Rock Shox Pike, una garanzia di efficienza e precisione.

In generale ci è parso avere un tuning orientato all’efficienza di pedalata e alla prontezza nei rilanci nelle uscite di curva.
Abbiamo dovuto trovare un compromesso tra sensibilità ai piccoli urti in rapida successione e mantenere corsa utile negli impatti più violenti.
Montando il nuovo Monarch Plus Rc3 Debonair, mantenendo le stesse specifiche di compressione e rebound (S,M), il comfort in discesa è aumentato notevolmente. Indubbiamente un upgrade da considerare.

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Complessivamente una bici che si lascia guidare ma che predilige comunque uno stile di guida più aggressivo per poterla portare al limite.
La frenata non ha in alcun modo penalizzato il lavoro della sospensione.

Nonostante dischi da 203 e 180 mm di diametro, i freni Formula C1R non hanno brillato per potenza.

Nonostante dischi da 203 e 180 mm di diametro, i freni Formula C1R non hanno brillato per potenza.

Prezzo e peso
Sul fronte del prezzo Rose, da sempre, ha una marcia in più. La Granite Chief 2 27.5” 2015 ha un costo di base pari a 2766,02€ (più 32€ per la spedizione in Italia) e il rapporto qualità/prezzo trova ben pochi concorrenti sul mercato.
Il modello da noi provato differisce leggermente da quello che si trova sul catalogo ufficiale per via della guarnitura Race Face Six C.
Per essere una bici da all mountain in alluminio e con un montaggio di media-alta gamma ha un peso anche abbastanza contenuto, pari a 13,2 Kg senza i pedali.
Per quanto riguarda la garanzia, Rose ha di recente esteso gratuitamente la copertura da 5 a 6 anni sul telaio.
Un’altra nota di merito.

Al momento delle foto, la Rose Granite Chief 2 era equipaggiata con un ammortizzatore Rock Shox Monarch Plus DebonAir, non previsto di serie.

Al momento delle foto, la Rose Granite Chief 2 era equipaggiata con un ammortizzatore Rock Shox Monarch Plus DebonAir, non previsto di serie.

Cosa non ci ha convinto
Abituati ai vantaggi del monocorona in termini di affollamento del manubrio ci siamo trovati leggermente spiazzati nel dover gestire ben tre collarini a sinistra (reggisella, freno e deragliatore) con relativi comandi.

La parte sinistra del manubrio, piuttosto affollata di comandi.

La parte sinistra del manubrio, piuttosto affollata di comandi.

Inoltre, nonostante il diametro dei dischi, i freni Formula si sono rivelati il punto debole dell’intero allestimento: poco modulabili e meno potenti del previsto.
Il configuratore Rose, però, mette comunque a disposizione una vasta scelta di upgrade.

Estetica moderna e prestazioni che non fanno rimpiangere modelli più blasonati.

Estetica moderna e prestazioni che non fanno rimpiangere modelli più blasonati.

In conclusione…
La Rose Granite Chief ci ha sorpreso.
Il marchio tedesco, con la sua nuova generazione di Mtb, ha dimostrato di aver compiuto un passo in avanti davvero importante.
Il telaio in alluminio è curato nei dettagli e ha lavorazioni ricercate che, unite a un allestimento accattivante, rendono decisamente appetibile la Rose Granite Chief.
La cinematica del carro, unita al tuning dell’ammortizzatore, sostengono molto bene la pedalata anche senza ricorso ad alcuna piattaforma stabile, ma il rovescio della medaglia lo si trova in discesa, con un retrotreno leggermente pigro che ci obbliga a lavorare di più con il resto del corpo.
La trasmissione si è dimostrata impeccabile come da standard Shimano, le ruote Dt Swiss sono state utilizzati forse oltre le loro specifiche, ma si sono rivelate una conferma, così come gli pneumatici di casa Schwalbe.

Le ruote Dt Swiss M1700 sono molto valide per un uso escursionistico, ma per ospitare gomme di larga sezione è consigliabile ricorrere a cerchi con canale interno più largo.

Le ruote Dt Swiss M1700 sono molto valide per un uso escursionistico, ma per ospitare gomme di larga sezione è consigliabile ricorrere a cerchi con canale interno più largo.

Volendo cercare il pelo nell’uovo, restando nel catalogo dello stesso produttore, sarebbe stato preferibile un cerchio con canale interno più largo o coperture con minor volume d’aria per minimizzare effetti di deriva laterale e rendere la bici più reattiva.
Positive sono state le impressioni di guida utilizzando un ammortizzatore di tipo Debonair: la sensibilità ai piccoli urti è migliorata come pure la costanza delle prestazioni in discese particolarmente lunghe e impegnative.
Il manubrio, della giusta larghezza, si è rivelato anche confortevole soprattutto in uscite di diverse ore.
Un mezzo che fa della polivalenza il suo obiettivo, strizzando l’occhio all’enduro.

Per informazione Rosebikes.it

        
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