Ammortizzatore a molla su una Turbo Levo G4? Pro e contro

Simone Lanciotti
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Ammortizzatore a molla su una Turbo Levo G4? Pro e contro

Simone Lanciotti
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Fra le domande che abbiamo trovato nella prima puntata di Fuori Sentiero c'è quella di Antonio, il quale vorrebbe capire se un ammortizzatore a molla su una Turbo Levo G4 al posto del Fox Genie presente di serie rappresenta un upgrade oppure no.
Di seguito la sua domanda:

Complimenti per il servizio. Volevo chiederti se, sulla base di un precedente video della G3 in merito ai vantaggi di inserire un mono a molla Ohlins, volevo chiederti se lo consigli anche qui a prescindere dal valore del Fox Genie. Grazie

Prima di rispondere ad Antonio vorrei precisare che il precedente video a cui fa riferimento coinvolge una Specialized Turbo Levo G2 del 2020 (cioè questo video qui) e non una G3.
Dalla Turbo Levo serie G2 alla G4 sono cambiate tante cose in fatto di sospensione posteriore e di ammortizzatori ad aria in generale e il risultato è ben evidente proprio sull'ultima arrivata con il Fox Genie.

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L'Ohlins TTX2 montato sulla Specialized Turbo Levo G2 in occasione del test

Ammortizzatore a molla su una Turbo Levo G4? Aspetta...

Che cos'è questo Fox Genie?
In sostanza il GENIE è un sistema di sospensione brevettato (USA ed Europa) che grazie alla doppia camera positiva (interna ed esterna) permette un comportamento lineare simile a quello di un ammortizzatore a molla nel primo 70% della corsa.
Il comportamento poi diventa progressivo alla fine dell'escursione per evitare i fine corsa.
Inoltre è possibile personalizzare il comportamento dell'ammortizzatore grazie ai token forniti di serie.
Insomma, Specialized ha investito molto tempo nello sviluppo di questo ammortizzatore, discostandosi in modo netto dagli altri ammortizzatori ad aria di livello paragonabile a quello di un Fox Float X.

fox genie levo g4

Un'altra delle peculiarità del Genie è la sua facilità di regolazione, ossia quella tipica di un Fox Float X Factory o Performance Elite.
Cioè, in termini di idraulica, permette di agire su velocità di ritorno, basse velocità di compressione e leva di blocco (sebbene non sia un lock-out totale).
Quindi, hai un ammortizzatore molto sensibile, fluido e corposo quando serve con il vantaggio della versatilità dell'elemento elastico ad aria.
Basta aumentare o diminuire la pressione per modificare il precarico e il Sag.

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E se volessi qualcosa di più?

Specialized ha previsto che sulla Turbo Levo G4 si possa montare un ammortizzatore a molla o un altro ammortizzatore ad aria, purché questo abbia misure di 210x55 mm (interasse e corsa).
Ma quando montare una molla?
Sebbene il Genie, almeno da nuovo, si avvicini molto alle prestazioni di un ammortizzatore a molla per sensibilità e fluidità, un ammo a molla diventa consigliabile-necessario se chi sta in sella ha già esperienza di un ammortizzatore a molla.
Perché la sua sensibilità e rapidità di razionamento sono insuperabili.
A mio avviso, però, per ciò che l'utilizzatore medio può fare con una Turbo Levo G4, il Fox Genie è ancora molto valido, anzi, una spanna sopra agli ammortizzatori di pari livello.

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Tenete presente, però, che montando un ammortizzatore aftermarket, sia esso a molla o ad aria, quasi sempre si perde il tuning specifico che è stato fatto per la vostra sospensione.
L'adozione di una molla rende più lineare, confortevole e piacevole (per l'utente medio) il funzionamento della sospensione, ma il medesimo upgrade potrebbe non sortire i medesimi benefici ad un utente esperto.

In conclusione...

Insomma, il mio consiglio è quello di tenere il più possibile in perfette condizioni il proprio ammortizzatore (e ciò richiede tempo, soldi e dedizione) perché è così che questo riesce a dare il meglio di sé.
L'upgrade alla molla o ad uno ad aria più evoluto (che nel caso della Turbo Levo G4 sarebbe un Fox Float X2) significa spendere bei soldi: siete sicuri che non convenga spenderli in manutenzione puntuale e ben fatta sull'ammo di serie?

Qui altre risposte alle vostre domande sulla tecnica della Mtb e qui il modulo per porre le vostre domande alla redazione.

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Sull'autore
Simone Lanciotti

Sono il direttore e fondatore di MtbCult (nonché di eBikeCult.it e BiciDaStrada.it) e sono giornalista da oltre 20 anni nel settore delle ruote grasse e del ciclismo in generale. La mountain bike è uno strumento per conoscere la natura e se stessi ed è una fonte inesauribile di ispirazione e gioia. E di conseguenza MtbCult (oltre a video test, e-Mtb, approfondimenti e tutorial) parla anche di questo rapporto privilegiato uomo-Natura-macchina. Senza dimenticare il canale YouTube, che è un riferimento soprattutto per i test e gli approfondimenti.

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